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Munera 2/2013 – Ottmar Fuchs >> La pietà popolare: magia o esperienza del Dio vicino?

Non si può negare a se stessi e agli altri di cercare nell’immagine di Maria la vicinanza materna di Dio. Già nella Bibbia gli uomini hanno bisogno di immagini che trasmettono questa vicinanza. Dio è…

Munera 2/2013 – Jorge Mario Bergoglio / Papa Francesco >> Dio nella citta

Lo sguardo che desidero condividere con voi è quello di un pastore che cerca di andare a fondo nella sua esperienza di credente, di uomo che crede che «Dio vive nella sua città». per continuare…

Munera 2/2012 – Alberto Bondolfi >> Ripensare il retributivismo cristiano

Esiste davvero un retributivismo cristiano? Quali sono i suoi elementi specifici e la loro pertinenza teologica? E, qualora la risposta al primo quesito fosse almeno parzialmente positiva: in che cosa consiste un suo ripensamento? per…

Munera 2/2012 – Fulvio Ferrario >> Salvezza universale? Sulla necessità di una domanda pericolosa

Il messaggio cristiano, che si autodefinisce evangelo, “buona notizia”, risulta di fatto, nella storia, molto strettamente legato al tema della dannazione, cioè alla pessima notizia della perdizione definitiva di alcuni. Il fatto che tale singolare…

Munera 2/2012 – Ignazio Sanna >> Gesù Cristo mio giudice e mio salvatore

L’annuncio del secondo articolo del Credo, ossia di Gesù Cristo come giudice e salvatore, è il cuore dell’escatologia cristiana. Questa deriva la sua ragion d’essere dall’evento Gesù Cristo, che realizza la «pienezza del tempo» (cfr….

Munera 2/2012 – Giacomo Canobbio >> L’inferno e la teologia cristiana

La risposta alla domanda circa la condizione degli umani al di là della morte è inevitabilmente formulata a partire dalle esperienze che si vivono nella vita terrena. L’uomo, infatti, per quanto abbia la consapevolezza di…

Munera 2/2012 – Stefano Biancu >> L’inferno e gli inferni. Editoriale

Parlare di inferni, al plurale, può apparire impertinente: come accostare la miseria terrena all’infinita pena nell’al-di-là, la sofferenza penultima a quella ultima e definitiva? Eppure ci pare non si tratti di una scelta del tutto…