Munera 2/2017 – Antonia Conforto >> Il fenomeno del bullismo

Edmondo De Amicis nel libro Cuore (1888) descrive così Franti: «È malvagio. Quando uno piange, egli ride. Provoca tutti i più deboli di lui e quando fa a pugni, s’inferocisce e tira a far male. Non teme nulla, ride in faccia al maestro, ruba quando può, nega con una faccia invetriata, è sempre in lite con qualcheduno. Egli odia la scuola, odia i compagni, odia il maestro».

Il bullismo è dunque sempre esistito, ma in questi ultimi anni se ne parla di più; gli episodi che la cronaca riporta sono frequenti e dolorosi. I dati statistici ci dicono che è un fenomeno in aumento. Secondo il Sistema di sorveglianza HBSC, in tutte le regioni italiane su un campione di 63.148 studenti di 11, 13, 15 anni, tra il 2010 e il 2014, è aumentato il numero dei ragazzi che dichiara di aver subito episodi di bullismo; in particolare è aumentato in entrambi i sessi il numero degli undicenni (maschi: da 20.7% a 25.7% – femmine: da 9.2% a 17.3%). Un altro studio svolto tra il 2011 e il 2013 nelle scuole della Toscana ha portato all’attuazione del Programma KiVa  per la prevenzione e il contrasto del bullismo. Nelle scuole secondarie di secondo grado di Lucca, su un campione di 1000 studenti, il 29% ha dichiarato di essere vittima di bullismo. Nelle scuole primarie e secondarie di un quartiere a rischio della Toscana il fenomeno riguardava il 30%-50% del campione preso in esame (1000 studenti).

Tali dati ci portano ad affermare che il bullismo c’è anche quando non si vede; bisogna farlo emergere per contrastarlo. Prima di tutto bisogna imparare a riconoscerlo dai segnali che la vittima invia. Anche i genitori devono essere addestrati a rilevare dei cambiamenti nel comportamento del proprio figlio che possano indicare che è vittima di bullismo. Ad esempio,

Qui vengono sintetizzati i due temi affrontati nel contributo: il legame tra questa risorsa e la realtà della vita, che va oltre la sua materialità biologica, e il profilo giuridico strettamente connesso all’interpretazione economica dei beni comuni, dei quali l’acqua è un esempio peculiare.

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