Munera 3/2025 – Attilio Mazzoni » Tre “lenti” per leggere la storia. Decifrare i contorni del Regno con Evangelii gaudium, Laudato si’ e Fratelli tutti

Papa Francesco ha aiutato la Chiesa a compiere quel “discernimento dei segni dei tempi” che il Concilio Vaticano II aveva indicato nella Gaudium et Spes (nn. 4,11 e 44) come un “dovere permanente”. Nella Evangelii Gaudium (nn. 50 e 51) il Papa, quasi in modo programmatico, così scriveva: “Esorto tutte le comunità ad avere una sempre vigile capacità di studiare i segni dei tempi. Si tratta di una responsabilità grave, giacché alcune realtà del presente, se non trovano buone soluzioni, possono innescare processi di disumanizzazione da cui poi è difficile tornare indietro. È opportuno chiarire ciò che può essere un frutto del Regno e anche ciò che nuoce al progetto di Dio”.

Il testo conciliare più vicino a questo sembra essere Gaudium et Spes 11: “Il popolo di Dio, mosso dalla fede con cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore che riempie l’universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio. La fede infatti tutto rischiara di una luce nuova e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell’uomo, orientando così lo Spirito verso soluzioni pienamente umane”.

Come è noto il Concilio ha accolto diverse concezioni dei “segni dei tempi”, senza approfondirle, ma il passaggio di Gaudium et Spes 11 è forse quello con il significato teologico più profondo ed è quello che si imporrà come espressione chiave della svolta “pastorale” proposta dal Concilio “da un cristianesimo avulso dalla storia – con una teologia di tipo deduttivistico e autosufficiente – ad un cristianesimo cosciente di essere coinvolto nella storia degli uomini”.

Papa Francesco non si è limitato a rilanciare questo compito fondamentale, ma nelle sue tre encicliche Evangelii Gaudium, Laudato si’ e Fratelli tutti ha provato a svolgerlo a favore non soltanto della Chiesa, ma anche di “tutte le persone di buona volontà”.

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