Munera 1/2017 – Maria Antonietta Crippa >> Tappe del dialogo tra culto e cultura artistica nel XX secolo

Scontro spesso aspro e dialogo difficile, eppure fecondo benché mai pacificato, hanno caratterizzato le relazioni tra religione e cultura artistica lungo il XX secolo in ambito cattolico. Con queste brevi riflessioni intorno alla loro vitalità, che meriterebbe di essere raccontata nelle sue concrete e numerose varianti, intendo soffermarmi su alcuni passaggi che mi paiono cruciali. Tralascio preoccupazioni di sistematicità per offrire qualche sonda esplorativa, non solo dell’intensità di ricerca espressiva tuttora in corso, ma anche delle direttive che l’hanno promossa.

Mi muove l’intenzione di oppormi al rischio, oggi incombente, di una dispersione di significato e acquisti, maturati nel secolo che ci sta alle spalle, causata dal disorientante e rapissimo mutare delle condizioni in cui ci troviamo a vivere e dal conseguente susseguirsi di atteggiamenti che sembrano contrastare ogni possibilità di senso storico contemporaneo. Nel XX secolo invece, tra enormi sofferenze e contraddizioni radicali, sono stati tracciati anche fili d’oro di una cultura con radici nella coscienza religiosa nostra e dei nostri contemporanei; questo secolo infelice è stato, infatti, popolato da testimoni capaci di coniugare in modo eccelso religione e cultura e da orientamenti, preziosi per la continuità delle culture di matrice cristiana, da intendere come eredità o, se si vuole, come tradizione rinnovata da non sottovalutare e ancor più da non disperdere.

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