Munera 1/2016 – Giovanna Salvioni >> I Rom. Parliamone

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Oggi si parla dei Rom soprattutto sotto il profilo della criminalità, identificandoli non come popolo, ma come frangia di marginali dediti ad attività illegali e delittuose. Per tale motivo è giusto spiegarne origini, concezione di vita, sorti, fatiche, soprusi di cui sono stati vittime e fare chiarezza su un punto sovente strumentalizzato, ossia il nomadismo. Sono o non sono nomadi? Ma soprattutto, che cos’è veramente il nomadismo?

Nei dibattiti si sente dire spesso, in genere da politici: «Sono nomadi, vadano! Viaggino e non si fermino in nessun luogo». Bisogna sapere, però, che ogni nomadismo, anche quello dei grandi nomadi sahariani, come per esempio i Tuaregh, non è un vagare perenne, senza meta, ma consiste in un circuito chiuso, da una sede stabile alla stessa sede, attraverso un viaggio a tappe. Il nomade non è un errante, ma qualcuno che ha relazioni e svolge commerci periodici in ambiti ben conosciuti. I Rom, da questo punto di vista, non sono nemmeno accostabili ai grandi nomadi sia africani sia asiatici, ma piuttosto, con grande probabilità, a un tipo particolare di nomadismo che illustreremo qui di seguito.

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