Per un confronto senza pregiudizi
A proposito del timore espresso da B. Petrà
Nel suo commento a caldo che ho appena postato , B. Petrà evidenzia un limite grande della Relatio introduttiva proposta ieri dal Card. Erdo.
In realtà, dalle parole del Cardinale, le questioni centrali dei divorziati risposati sembrano trovare risposta semplicemente in un allargamento delle maglie del processo canonico. Per questo non era necessario convocare un Sinodo, né straordinario, né ordinario.
Io direi, invece, che all’interno di un Sinodo dei Vescovi è del tutto inevitabile che la parola del relatore cominci con grande cautela. Una aspettativa del Papa è che il confronto sia aperto e che non si tema il dissenso.
La lettura di Petrà mi sembra inclinare ad un pessimismo eccessivo. Ci sono piccole aperture della Relatio che permettono al dibattito di reintrodurre tutto ciò che è stato dimenticato e di approfondire ciò che è stato solo accennato.
Di fatto, la paura di affrontare le questioni “di dottrina” deve essere vinta. Se non si affrontassero questi punti e ci si limitasse a qualche aggiustamento di carattere giudiziale o amministrativo, si darebbe soltanto una bella prova di autoreferenzialità ecclesiale. Il che è proprio ciò che il Papa – e il buon senso dei fedeli – voleva e vorrà scongiurare.






























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