Munera 3/2020 – Editoriale

Munera 3/2020 – Editoriale

Il dossier Donne, tessitrici di storia avrebbe dovuto essere lo speciale del secondo numero dell’anno. Poi è arrivato il 21 febbraio e tutto è cambiato: il numero 2/2020 di Munera è stato rivoluzionato e dedicato interamente al dopo Covid. Al Mondo che verrà.

La questione-donna si è dunque ritrovata ancora una volta scalzata, rimandata, accantonata? O proprio la pandemia ha piuttosto rappresentato l’occasione per restituirle dignità, attenzione e rilievo?

Nel diluvio di parole e dati che ci ha sommersi in questo periodo così doloroso è emersa una costante: senza le donne non si riparte. Senza i contributi, le competenze, le capacità delle donne – non come collettivo a-morfo e a-fono, ma nella loro unicità insostituibile – non si riuscirà a realizzare quella svolta auspicata già in precedenza, ma rivelatasi imprescindibile e urgente nella fase più acuta della pandemia. Non ci possiamo più permettere di “dimenticare” le donne. Al momento non sappiamo ciò che accadrà realmente, ma possiamo fare in modo di tenere alta l’attenzione, perché il ritornello “senza le donne non si riparte” non rimanga tale, ma diventi un riconoscimento imprescindibile, un valore da difendere, una realtà di cui prender- si cura, da alimentare e sostenere con scelte sociali e politiche, ma ancor prima promuovendo una consapevolezza culturale.

È come se la fase di emergenza che abbiamo vissuto avesse passato un evidenziatore fluorescente sulla fatica ingente e silenziosa e sul carico di responsabilità generalmente poco condiviso che le donne quotidianamente sostengono. Lo smart working, per usare un termine impreciso ma indicativo del cambiamento in atto, ha significato per tante donne una moltiplicazione di (pre)occupazioni. L’organizzazione di un lavoro che ha improvvisamente sconvolto la quotidianità, costringendo spesso a ritmi serrati e senza sosta, la contemporanea gestione della casa, dei figli e della questione scolastica lasciata quasi interamente a carico delle famiglie, la cura degli anziani laddove fosse possibile essere presenti… sono tutte situazioni che hanno richiesto, per non dire dato per scontato, la presenza e il contributo – attivo e creativo – delle donne.

Parlare di Donne, tessitrici di storia in relazione a lavoro e cura, politica, filosofia, Chiesa, narrazione del corpo e arte con uno sguardo internazionale – una scelta certo parziale e realizzata in tempi “innocenti” – può così aiutarci a non dimenticare la centralità della questione-donna per la società che intendiamo costruire. Riscoprendo al contempo la reciprocità e la condivisione come stile di vita futuro.

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