Abstract
Necesse est enim ut scandala eveniant, recita Matteo 18,7 nella versione della Nova Vulgata, asseverando l’elemento di necessità presente già nell’originale ἀνάγκη γὰρ ἐλθεῖν τὰσκάνδαλα e surrettiziamente attenuato nel proverbiale oportet ut scandala eveniant. A non mutare, in questa minima alternanza di varianti, è il sostantivo scandala, mera traslitterazione del greco σκάνδαλα. Prima di connotarsi in senso morale, la parola si riferisce a un trabocchetto, o inciampo, che rende accidentato il cammino. Eppure, avverte la Scrittura, se si vuol raggiungere la meta bisogna imparare a inciampare. Fail better, proclamerà Samuel Beckett in una pagina celebre e clamorosamente fraintesa di Worstward Ho (1983). It’s not flying, it’s falling with style, farà eco nel 1995 il primo, rivoluzionario Toy Story della Pixar. Il vero scandalo, insomma, non è inciampare, ma inciampare senza stile, che è come dire senza grazia. Anzi, senza Grazia.
