Le parole – dette o scritte – ci istruiscono, formano, plasmano, consolano. Ci rendono presenti l’uno all’altro. Tutto, infatti, è stato creato dalla Parola potente risuonata in seno ai Tre, e l’universo intero è una sorta di materializzazione di questa Parola. Così anche l’uomo. Anzi, soprattutto l’uomo, perché fu creato per mezzo della Parola rivoltagli dal Creatore, affinché la sua vita si compisse nel dialogo con Lui, nella relazione.
Possono dunque le parole accogliere e dire, evocandola, la bellezza della relazionalità? E se sì, com’è possibile? Costantemente in bilico tra antropologia e teologia, il libro prova a fornire una risposta a questi interrogativi. E, dal momento che tutto è pieno di senso e bellezza – Nulla è senza voce! –, prova a farlo attingendo anche alle innumerevoli suggestioni della letteratura.
Informazioni sugli autori
Guglielmo Spirito, ligure nato a Buenos Aires, è francescano conventuale. Docente di Teologia Spirituale all’Istituto Teologico di Assisi, svolge un’intensa attività accademica e di conferenziere in Italia e all’estero. Tra le sue pubblicazioni recenti: «Tra san Francesco e Tolkien. Una lettura spirituale del Signore degli Anelli» (2006), «I Padri del deserto tra i francescani» (2007) e «Terra che diventa cielo. L’inabitazione trinitaria in san Francesco» (2009).
Emanuele Rimoli, nato a Castrovillari (CS), è francescano conventuale. Dopo la Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli, ha ottenuto la Licenza in Antropologia Teologica alla Facoltà Teologica “Teresianum” di Roma. Si occupa del rapporto fra teologia e letteratura, soprattutto nei grandi autori russi dell’800. Con Guglielmo Spirito ha pubblicato: «Dalla Santa Russia» (2008), «Quale Cristo si cerca nel deserto?» (2009) e «Amici per sempre» (2010).