Pregare appartiene al nostro essere creaturale. La preghiera è il primo respiro della vita, forse l’atto più originario, spontaneo e naturale, eppure, paradossalmente, anche il più misterioso, arduo e soprannaturale. La Preghiera dell’essere di Daniele Cogoni non è tanto un classico trattato storico-teologico sulla liturgia e la preghiera, sebbene ne abbia vigile accortezza, ne presupponga lo sfondo e ne attinga molte fonti, quanto l’ardito e riuscito intento di penetrare nelle significazioni più intime e profonde dell’esperienza orante, esplorandone le nascoste radici spirituali e mistiche, ma anche ontologiche, esistenziali, psicologiche, affettive, in una visione integrale e unitaria della persona e della conoscenza. (Dalla Prefazione di Natalino Valentini)
Nella preghiera dell’essere è la nostra anima che si esprime e il nostro corpo la segue, come può, anche con i suoi impedimenti, perché ciò che conta veramente è non temere di incamminarsi nella bellezza della preghiera. Come ricordava il cardinal Martini, davvero “la preghiera è una realtà di cui nessun uomo ha scrutato i confini; è un’esperienza di cui nessun uomo ha varcato le ultime soglie. Siamo sempre in cammino, e più si va avanti più si scoprono orizzonti, più si cammina e più si avanza”. Mi piace riconoscere nella preghiera dell’essere un nuovo orizzonte, una via inedita per coinvolgersi anima e corpo nella relazione con Dio. (Dall’Appendice grafica di Maria Laura Mariani)
Informazioni sull'autore
Daniele Cogoni, docente di Teologia nell’Istituto Teologico Marchigiano (di cui ha diretto per due mandati la rivista Sacramentaria & Scienze religiose) e nella Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, collabora da alcuni anni anche con la Facoltà Teologica Ortodossa di Arad come conferenziere e membro della redazione della rivista Teologia. È autore di numerosi studi di teologia, archeologia religiosa e spiritualità ecumenica.