«Questo non è un libro per addetti ai lavori (nella fattispecie, per gli educatori) ma un libro rivolto a tutti. Perché ciascuno di noi, giovani o anziani che siamo, laici o consacrati, è osservato dai giovani e può trasmettere loro con il suo comportamento, quasi per osmosi, tanto bene o tanto male, speranza o sfiducia. Mi auguro perciò di aver realizzato uno strumento utile a tutti coloro che amano i giovani e desiderano davvero valorizzarli come un patrimonio dell’umanità» (Ernesto Olivero).
Informazioni sull'autore
Ernesto Olivero, sposato, padre di tre figli, è nato nel 1940. Ex bancario, pensatore, innamorato di Dio, è da sempre impegnato al fianco di poveri ed emarginati. Nel 1964 ha fondato il Sermig (Servizio Missionario Giovani). Al suo interno ha dato vita alla Fraternità della Speranza: monaci e monache, giovani e famiglie che si dedicano a tempo pieno al servizio dei poveri e dei giovani, con il desiderio di vivere il Vangelo e di essere segno di speranza. Dal 1983 la Fraternità della Speranza ha sede nel vecchio Arsenale militare di Torino, trasformato in Arsenale della Pace, cui si sono affiancati l’Arsenale della Speranza a San Paolo del Brasile e l’Arsenale dell’Incontro a Madaba, in Giordania. Ernesto Olivero ha portato soccorso a popolazioni colpite da calamità naturali e accompagnato circa 80 missioni di pace in Paesi in guerra (Libano, Rwanda, Somalia, Iraq, ex Jugoslavia…). Il suo contributo alla risoluzione dell’assedio della basilica della Natività di Betlemme gli è valso il premio «Uomo di Pace di Betlemme e Gerusalemme», assegnatogli dalla Custodia di Terra Santa. Nel 2011 ha ricevuto il premio «Cittadino europeo dell’anno» per il suo impegno a favore della pace e dell’integrazione. Madre Teresa di Calcutta, Yasser Arafat, Norberto Bobbio, Massimo D’Alema, Gianni Agnelli, Carlo Maria Martini, il presidente del Libano Elias Hraoui e molte altre personalità hanno proposto la sua candidatura al Nobel per la pace. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni.