{"id":9868,"date":"2015-11-23T22:54:16","date_gmt":"2015-11-23T21:54:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9868"},"modified":"2015-11-23T23:04:57","modified_gmt":"2015-11-23T22:04:57","slug":"una-intervista-per-il-blog-nipoti-di-maritain-su-eucaristia-penitenza-e-summorum-pontificum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-intervista-per-il-blog-nipoti-di-maritain-su-eucaristia-penitenza-e-summorum-pontificum\/","title":{"rendered":"Una intervista per il blog &#8220;Nipoti di Maritain&#8221; su eucaristia, penitenza e &#8216;Summorum Pontificum&#8217;"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9869\" alt=\"Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Papa-Francesco-visita-a-Chiesa-luterana-Roma-Mi-piace-fare-il-Papa-con-lo-stile-del-parroco_articleimage.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/h3>\n<p>Riprendo la intervista che mi \u00e8 stata fatta da Lorenzo Banducci per il blog &#8220;Nipoti di Maritain&#8221;, che l&#8217;ha pubblicata oggi, a questo indirizzo:\u00a0<a href=\"http:\/\/http:\/\/nipotidimaritain.blogspot.it\/2015\/11\/eucarestia-e-penitenza-intercomunione-e.html#.VlOHifkvfNN\">http:\/\/nipotidimaritain.blogspot.it\/2015\/11\/eucarestia-e-penitenza-intercomunione-e.html#.VlOHifkvfNN<\/a><\/p>\n<h2>Eucarestia e Penitenza, Intercomunione e Summorum Pontificum. Intervista ad Andrea Grillo<\/h2>\n<div>\n<div><b>di Lorenzo Banducci<\/b><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div>Presentiamo oggi un\u2019intervista al professor Andrea Grillo. (&#8230;)<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; Professor Grillo nel videomessaggio in occasione del congresso eucaristico nazionale dell\u2019India Papa Francesco ha voluto ribadire un concetto che aveva gi\u00e0 espresso durante la celebrazione per il Corpus Domini dello scorso Giugno: \u201c<i>Cos\u00ec l\u2019Eucaristia attualizza l\u2019Alleanza che ci santifica, ci purifica e ci unisce in comunione mirabile con Dio. Cos\u00ec impariamo che l\u2019Eucaristia non \u00e8 un premio per i buoni, ma \u00e8 la forza per i deboli, per i peccatori. E\u2019 il perdono, \u00e8 il viatico che ci aiuta ad andare, a camminare<\/i>.\u201d A molti credenti semplici, come il sottoscritto, viene spontaneo domandare cosa abbia voluto dire di preciso il Papa con questa affermazione. Davvero l\u2019Eucaristia perdona i peccati? Non c\u2019\u00e8 il rischio con questa affermazione di svilire il sacramento della Riconciliazione? Siamo di fronte a un cambiamento dottrinale?<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Penso che si debba riconoscere un grande merito a papa Francesco: dice cose elementari, che la tradizione ha custodito e tramandato, ma che negli ultimi secoli, almeno nel pensiero e nella prassi europea, si sono profondamente offuscate e che addirittura possono essere scambiate per \u201cerrori\u201d! Proviamo a considerare bene le affermazioni riportate nella citazione. Le schematizzo, per comodit\u00e0:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; Il perdono del peccato \u00e8 anzitutto custodito della linea Battesimo\/Cresima\/Eucaristia: \u00e8 nella ripetizione settimanale della celebrazione eucaristica che facciamo esperienza storica della misericordia di Dio in Cristo; questa celebrazione ci accompagna e ci nutre, ci rafforza e ci plasma, domenica dopo domenica;<\/div>\n<div>&#8211; Il perdono del peccato assume poi, per coloro che smarriscono la comunione ecclesiale e sacramentale, la forma di un \u201cprocesso penitenziale\u201d che ha nel sacramento della penitenza il suo luogo autorevole, ma non esclusivo. Il \u201cfare penitenza\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 ampio del solo sacramento della penitenza.<\/div>\n<div>&#8211; Il recupero di una \u201cdinamica penitenziale\u201d riporta lo stesso sacramento della penitenza ad una dimensione \u201cdiacronica\u201d che gli appartiene fin dall&#8217;origine, superando quelle forme \u201cistantanee\u201d che non corrispondono alla esperienza del peccatore perdonato.<\/div>\n<div>&#8211; Non esiste \u201cconcorrenza\u201d tra il centro del perdono (Eucaristia) e il procedimento di recupero della comunione perduta (Penitenza). La storia ha conosciuto diversi equilibri, e ancora il Concilio di Trento affermava, solennemente, che la comunione eucaristica \u201ccopre anche i peccati pi\u00f9 gravi\u201d.<\/div>\n<div>&#8211; Una precedenza strutturale della confessione alla comunione \u00e8 indice\u00a0\u00a0di una Chiesa che non sa vivere ordinariamente in comunione: una ripresa della iniziazione cristiana \u2013 come \u00e8 avvenuta negli ultimi 50 anni &#8211; era inevitabile che portasse ad una ridefinizione delle relazioni tra confessione e comunione, restituendo alla seconda il primato sulla prima.<\/div>\n<div>&#8211; Decisivo \u00e8 acquisire che confessione e comunione sono \u201catti puntuali\u201d dal punto di vista di Dio, ma sono \u201cpercorsi e itinerari\u201d dal punto di vista umano ed ecclesiale. Lo \u201cstato di peccato\u201d e lo \u201cstato di grazia\u201d sono anzitutto \u201ccammini\u201d e \u201cstorie\u201d, non atti o autorizzazioni.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; A che punto siamo come Chiesa Cattolica nel cammino dell\u2019intercomunione, ovvero la possibilit\u00e0 di partecipare insieme alla stessa Eucaristia per cristiani di confessioni differenti attualmente prevista, stando al Catechismo, solo alle Chiese Ortodosse e Cattolica? Papa Francesco ne ha parlato lungamente nella Chiesa Luterana di Roma la scorsa domenica, ma davvero si pu\u00f2 dire che vi sia un percorso concreto in questa direzione? E\u2019 pi\u00f9 giusto, come lasciava intravedere il Papa in quella occasione, rinviare le scelte ai singoli o prevedere come Chiesa situazioni precise e normate?<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Non vi \u00e8 dubbio che la relazione tra Chiesa cattolica e Chiese evangeliche stia cambiando profondamente. Alla rottura e alla reciproca scomunica, si sta gradualmente sostituendo una accoglienza e addirittura una \u201ccomunione\u201d riconosciuta. Ovviamente questo non pu\u00f2 essere \u201csempre e ovunque\u201d &#8211; almeno per ora \u2013 ma pu\u00f2 acquisire, gradualmente, la forma di una percorso favorevole e promettente. Guai se non avessimo regole, che permettano di distinguere i \u201cgradi\u201d della comunione possibile. Ma vorrei sottolineare il fatto che il papa, nella sua risposta alla domanda formulata nella Chiesa Luterana, faceva riferimento non ad una \u201ccomunione\u201d in astratto, ma alla \u201ccomunione familiare\u201d tra luterani e cattolici. Se una famiglia \u00e8 composta di membri appartenenti a diverse comunit\u00e0 ecclesiali, deve rinunciare per sempre a \u201ccomunicare all&#8217;unico pane\u201d tenendo unita la famiglia oppure pu\u00f2 evitare di dover separare la famiglia per non separare la fede?<\/div>\n<div>Credo che la risposta di papa Francesco \u2013 sia pure con tutte le cautele dovute e sottolineate \u2013 apra verso una direzione nella quale il \u201cfare la comunione\u201d \u00e8 anche un modo di \u201criconoscere la comunione\u201d. Chi altro potrebbe farlo, in una famiglia, se non i membri della stessa? Per quante leggi potremo avere, anche molto migliori delle attuali, sar\u00e0 inevitabile che la coscienza dei singoli e il \u201csensus fidei familiaris\u201d possa, in determinate circostanze, trovare la via pi\u00f9 adeguata alla comunione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00a0 \u00a0 \u00a0 &#8211; <b>Sono passati pi\u00f9 di otto anni dal motu proprio di Benedetto XVI \u201cSummorum Pontificum\u201d che ha di fatto liberalizzato la messa tridentina e del quale abbiamo gi\u00e0 parlato sul nostro blog. Ha oggettivamente prodotto qualcosa nel riavvicinamento dei Lefebvriani alla Chiesa Cattolica questo testo o \u00e8 servito solo ad inserire due riti differenti per celebrare l\u2019Eucaristia e i Sacramenti aumentando la confusione? Dove dobbiamo ancora lavorare come Chiesa per attualizzare la Sacrosanctum Concilium (il documento conciliare sulla liturgia)?<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00a0Molte sono le questioni formulate in questa domanda e cerco di rispondere distinguendole bene.<\/div>\n<div>Anzitutto non si pu\u00f2 dire che la \u201cmessa tridentina\u201d sia stata liberalizzata. Sono le ansie libertarie dei tradizionalisti (s\u00ec, proprio cos\u00ec) che parlano in questo modo forzato. Anche Summorum Pontificum specifica bene le condizioni di applicazione. Solo successivamente, in uno dei documenti pi\u00f9 disastrosi della tradizione curiale recente (Universae ecclesiae) si \u00e8 cercato di \u201cliberalizzare\u201d in modo spudorato, ma senza grande successo, tutti i riti tridentini.<\/div>\n<div>Papa Benedetto XVI ha motivato il provvedimento sul piano del rapporto con i Lefebvriani. Fin dall&#8217;inizio si capiva che quella argomentazione non era all&#8217;altezza del teologo e neanche del pastore: da un lato non avrebbe spostato di un millimetro gli interlocutori (che furono solo incitati ad alzare la asticella delle loro richieste reazionarie); dall&#8217;altro avrebbe creato problemi potenzialmente in ogni parrocchia.<\/div>\n<div>Oggi, grazie al nuovo corso, la questione \u00e8 largamente superata. La stessa Commissione &#8220;Ecclesia Dei&#8221; \u00e8 diventato un \u201cente inutile\u201d. Resta, invece, una questione decisiva e seria: come assicurare alla Riforma Liturgica una recezione profonda ed efficace? Per questo occorre una valorizzazione della \u201cstrumentalit\u00e0\u201d della Riforma, in vista di un atto di \u201ciniziazione alla fede mediante i riti e le preghiere\u201d che \u00e8 il vero obiettivo di SC. La riforma dei riti \u00e8 al servizio di una relazione pi\u00f9 intima e pi\u00f9 elementare con la tradizione cristiana. Questo \u00e8 il compito delle prossime due generazioni, a 50 anni dal Concilio Vaticano II.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riprendo la intervista che mi \u00e8 stata fatta da Lorenzo Banducci per il blog &#8220;Nipoti di Maritain&#8221;, che l&#8217;ha pubblicata oggi, a questo indirizzo:\u00a0http:\/\/nipotidimaritain.blogspot.it\/2015\/11\/eucarestia-e-penitenza-intercomunione-e.html#.VlOHifkvfNN Eucarestia e Penitenza, Intercomunione e Summorum Pontificum. 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