{"id":9785,"date":"2015-11-11T17:28:12","date_gmt":"2015-11-11T16:28:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9785"},"modified":"2015-11-11T17:28:12","modified_gmt":"2015-11-11T16:28:12","slug":"il-segreto-dei-sermoni-di-francesco-la-forma-inquieta-dei-discorsi-e-la-loro-orationis-ratio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-segreto-dei-sermoni-di-francesco-la-forma-inquieta-dei-discorsi-e-la-loro-orationis-ratio\/","title":{"rendered":"Il segreto dei \u201csermoni\u201d di Francesco.  La forma inquieta dei discorsi e la loro \u201corationis ratio\u201d"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/BergoglioMetro1.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9787\" alt=\"BergoglioMetro\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/BergoglioMetro1.png\" width=\"217\" height=\"225\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>Nel discorso di ieri, a Firenze, il Vescovo di Roma ha dato prova non solo di sapienza pastorale, di pensiero teologico, di lungimiranza ecclesiale, ma anche di eleganza ed efficacia nel modo con cui sa plasmare la \u201cforma retorica\u201d del suo dire. Da qualche tempo mi accadeva di notare che nei suoi \u201cdiscorsi\u201d &#8211; negli Usa o a Scampia, al Palazzo di Vetro dell&#8217;ONU o al Seminario San Carlo di Philadelphia, ma anche, cotidie, a S. Marta \u2013 i \u201ccontenuti\u201d, spesso forti, sorprendenti, toccanti, edificanti, dipendono non raramente da una \u201cforma studiata\u201d, da una finissima tessitura del discorso.<\/p>\n<p>In occasione delle parole risuonate ieri a S. Maria del Fiore, le reazioni, sui giornali o sui Social Network, hanno estrapolato singole immagini impressionanti \u2013 la citazione di \u201cDon Camillo e Peppone\u201d o la denuncia delle \u201ctentazioni\u201d, la ricentratura sulla umilt\u00e0 e il disinteresse o la enfasi sulla \u201cChiesa accidentata\u201d &#8211; ma con maggiore e comprensibile difficolt\u00e0 hanno saputo riconoscere i meriti di una \u201cstruttura\u201d retorica di grandissima potenza e di complessa concezione. Il discorso risulta \u201csemplice\u201d, le singole frasi sono lineari e incisive, si fanno citare con facilit\u00e0, ma nascondono una trama di \u201cfigure retoriche\u201d, di \u201csequenze argomentative\u201d e di \u201crepentini cambi di registro\u201d con efficacia del tutto sorprendente. Chiunque parlasse cos\u00ec farebbe scalpore. Se \u00e8 un papa a farlo, la gamma delle reazioni va dal silenzio, alla commozione, al pianto. Molti , soprattutto su Facebook, hanno scritto: \u201cHo pianto\u201d.<\/p>\n<p>Vorrei provare a iniziare a capire il perch\u00e9 e il come di questo singolarissimo effetto del discorso papale. Non \u00e8 frequente tutto ci\u00f2: potrei citare, a memoria, il famoso discorso di Giovanni XXIII nel carcere di Regina Coeli o il discorso, brevissimo ma fulminante, di Abramo Lincoln, a Gettysburg. Di fronte a questa eccezionalit\u00e0, proviamo a capire solo qualcosa \u2013 e senza pretese \u2013 intorno al segreto di queste parole indimenticabili.<\/p>\n<p><b>La \u201csequenza\u201d ordinata ma trasgressiva<\/b><\/p>\n<p>L&#8217; ultimo discorso, come molti dei precedenti, \u00e8 basato su una struttura lineare ed elementare. La antropologia cristiana concentrata su tre punti e due tentazioni: umilt\u00e0, disinteresse e beatitudine, di contro a pelagianesimo e gnosticismo. Ognuno di questi punti, all&#8217;interno di questo ordine elementare, viene tuttavia svolto in un intreccio raffinato tra \u201ctesto biblico\u201d, \u201clettura sapienziale\u201d e \u201cassociazioni inattese\u201d, che spesso attingono al \u201csenso comune\u201d. Il fascino particolare del tono \u00e8 nascosto in questo impasto, ogni volta diverso e imprevedibile. Un esempio si pu\u00f2 leggere in questo \u201csommario\u201d, collocato verso la fine del discorso, che all&#8217;improvviso si apre ad immagini inattese:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>Si pu\u00f2 dire che oggi non viviamo un\u2019epoca di cambiamento quanto un cambiamento d\u2019epoca. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli: il Signore \u00e8 attivo e all\u2019opera nel mondo. Voi, dunque, uscite per le strade e andate ai crocicchi: tutti quelli che troverete, chiamateli, nessuno escluso (cfr\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Mt<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>22,9). Soprattutto accompagnate chi \u00e8 rimasto al bordo della strada, \u00abzoppi, storpi, ciechi, sordi\u00bb (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Mt<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>15,30). Dovunque voi siate, non costruite mai muri n\u00e9 frontiere, ma piazze e ospedali da campo.<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>Un ragionamento \u201cteorico\u201d (ma nutrito dal gioco di parole tra \u201cepoca\u201d e \u201ccambiamento\u201d), viene poi tradotto nel linguaggio evangelico della \u201cstrada\u201d e dei \u201ccrocicchi\u201d, per poi tornare, di colpo, dai muri e dalle frontiere alle \u201cpiazze\u201d e agli \u201cospedali da campo\u201d. In 5 righe il registro cambia tre volte, ma con una grazia e una eleganza tanto grande quanto quasi impercettibile.<\/p>\n<p><b>Gli accostamenti a sorpresa<\/b><\/p>\n<p>Accanto a questo \u201cordine\u201d (che semplicisticamente diremmo \u201cgesuita\u201d) troviamo, dunque, continuamente, un principio di \u201cdisordine\u201d, soprattutto negli accostamenti improvvisi, come anche nei salti di registro&#8230;Questo fa s\u00ec che si raggiunga un ottimo effetto anche soltanto citando una singola frase \u2013 e di citazioni letterali sono pieni i giornali di oggi. Ma il significato pieno si ricava soltanto dalla lettura della sequenza e del contesto. Ed \u00e8 questa sequenza che risulta irresistibile, toccante, commovente, impressionante, stupefacente. Qui non si pu\u00f2 non citare quel passaggio che ha fatto scalpore: ossia la citazione di \u201cDon Camillo e Peppone\u201d. Vediamo piuttosto dove cade:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>La Chiesa italiana ha grandi santi il cui esempio possono aiutarla a vivere la fede con umilt\u00e0, disinteresse e letizia, da Francesco d\u2019Assisi a Filippo Neri. Ma pensiamo anche alla semplicit\u00e0 di personaggi inventati come don Camillo che fa coppia con Peppone. Mi colpisce come nelle storie di Guareschi la preghiera di un buon parroco si unisca alla evidente vicinanza con la gente. Di s\u00e9 don Camillo diceva: \u00abSono un povero prete di campagna che conosce i suoi parrocchiani uno per uno, li ama, che ne sa i dolori e le gioie, che soffre e sa ridere con loro\u00bb. Vicinanza alla gente e preghiera sono la chiave per vivere un umanesimo cristiano popolare, umile, generoso, lieto. Se perdiamo questo contatto con il popolo fedele di Dio perdiamo in umanit\u00e0 e non andiamo da nessuna parte\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>La santit\u00e0 italiana e suoi esempi reali cedono al fascino di una \u201cfinzione\u201d che supera la realt\u00e0. Don Camillo diventa principio di identificazione del \u201cpastore\u201d, che sta vicino alla gente nella preghiera. Fino ad arrivare alla espressione, gergale ma efficacissima: senza il contatto, perdiamo in umanit\u00e0 e \u201cnon andiamo da nessuna parte\u201d. Fulminante sequenza.<\/p>\n<p><b>Il cambio di soggetto e il discorso come sceneggiatura<\/b><\/p>\n<p>Nei punti pi\u00f9 alti del discorso accade, quasi sempre, un cambio di soggetto. Nel discorso di ieri, ad esempio, la terza persona, la prima singolare e la prima plurale erano continuamente in movimento. Da una lettura \u201cimpersonale\u201d si passava sempre alla \u201cprima singolare\u201d e subito dopo alla \u201cprima plurale\u201d. Egli, io e noi si alternavano con un effetto di vertigine. Come esempio si pu\u00f2 leggere questo brano, potentissimo, per l&#8217;uso di un \u201ccrescendo\u201d di intensit\u00e0, fino al \u201cclimax\u201d della identificazione del \u201cnoi\u201d che parla con i discepoli, passando per il \u201csentire la sua saliva sulla punta della nostra lingua\u201d!<\/p>\n<pre><\/pre>\n<pre><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>Vediamo Ges\u00f9 che mangia e beve con i peccatori (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Mc<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>2,16;\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Mt<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>11,19); contempliamolo mentre conversa con la samaritana (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Gv<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>4,7-26); spiamolo mentre incontra di notte Nicodemo (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Gv<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>3,1-21); gustiamo con affetto la scena di Lui che si fa ungere i piedi da una prostituta (cfr\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Lc<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>7,36-50); sentiamo la sua saliva sulla punta della nostra lingua che cos\u00ec si scioglie (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Mc<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>7,33). Ammiriamo la \u00absimpatia di tutto il popolo\u00bb che circonda i suoi discepoli, cio\u00e8 noi, e sperimentiamo la loro \u00abletizia e semplicit\u00e0 di cuore\u00bb (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>At<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>2,46-47).<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>Quasi come in un \u201cpiano sequenza\u201d cinematografico, le parole conducono alla identificazione di chi ascolta con colui e coloro di cui si parla. Nello stile dei padri della Chiesa, senza una rigida distinzione tra soggetto e oggetto. L&#8217;oggetto siamo noi e il soggetto diventa Cristo!<\/p>\n<p><b>La ironia contagiosa e la emergenza dei \u201ccasi seri\u201d<\/b><\/p>\n<p>Potrebbe anche sorgere l&#8217;idea che questi testi siano approvati, fatti propri, ma non stesi da Francesco. Ma c&#8217;\u00e8 un elemento che, senza escludere comprensibili e necessarie collaborazioni, tenderebbe ad escludere questa ipotesi. Infatti, nelle interviste, che certamente sono \u201cspontanee\u201d, appaiono con molta evidenza gli stessi elementi retorici che compaiono discorsi. Chi mai avrebbe osato delineare i compiti della \u201cchiesa italiana\u201d a partire dalla nostra \u201ctradizione\u201d di esploratori?<\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>La Chiesa italiana si lasci portare dal suo soffio potente e per questo, a volte, inquietante. Assuma sempre lo spirito dei suoi grandi esploratori, che sulle navi sono stati appassionati della navigazione in mare aperto e non spaventati dalle frontiere e delle tempeste. Sia una Chiesa libera e aperta alle sfide del presente, mai in difensiva per timore di perdere qualcosa. Mai in difensiva per timore di perdere qualcosa. E, incontrando la gente lungo le sue strade, assuma il proposito di san Paolo: \u00abMi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno\u00bb (<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>1 Cor<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>9,22).<\/span><\/span><\/span> \u201c<\/pre>\n<p>O, ancora, chi avrebbe raffigurato la comunione e il dialogo ecclesiale come un \u201clavorare e un arrabbiarsi insieme\u201d?<\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Vi raccomando anche, in maniera speciale, la capacit\u00e0 di dialogo e di incontro<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>. Dialogare non \u00e8 negoziare. Negoziare \u00e8 cercare di ricavare la propria \u201cfetta\u201d della torta comune. Non \u00e8 questo che intendo. Ma \u00e8 cercare il bene comune per tutti. Discutere insieme,\u00a0oserei dire arrabbiarsi insieme, pensare alle soluzioni migliori per tutti. Molte volte l\u2019incontro si trova coinvolto nel conflitto. Nel dialogo si d\u00e0 il conflitto: \u00e8 logico e prevedibile che sia cos\u00ec. E non dobbiamo temerlo n\u00e9 ignorarlo ma accettarlo. \u00abAccettare di sopportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo\u00bb (<\/span><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#L\u2019unit\u00e0_prevale_sul_conflitto\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span><i>Evangelii gaudium<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>, 227<\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span>).<\/span><\/span><\/span><\/pre>\n<p>Per concludere questa breve rassegna di osservazioni su un \u201cfenomeno\u201d come quello dei discorsi di Francesco, non bisognerebbe mai dimenticare che questa \u201cperizia retorica\u201d deriva da un interesse molto antico e molto coltivato da J. M. Bergoglio. Come potrebbe oggi costruire discorsi cos\u00ec potenti se non si fosse messo, gi\u00e0 da giovane, alla scuola dei grandi romanzieri della letteratura spagnola, italiana, russa; se non avesse guardato con interesse il grande cinema italiano; e se non avesse, come giovane professore, invitato nel suo liceo J. L.Borges, il grande poeta argentino, a tenere corsi di \u201cscrittura creativa\u201d? In questi discorsi \u201cufficiali\u201d risuona la libert\u00e0 della poesia di Borges, il neorealismo del cinema italiano, la forza della grande letteratura europea e americana del XIX e XX secolo.<\/p>\n<p>Qualcuno aveva detto &#8211; e scritto &#8211; a qualche settimana dall&#8217;elezione, che questo papa \u201cnon era una cima\u201d (sic!). Non il nobel per la pace, ma un dottorato <i>honoris causa<\/i> in letteratura italiana, sarebbe ora del tutto appropriato, e quasi dovuto, come riconoscimento da parte dell&#8217;umanesimo italiano nei confronti di una voce che, pur venendo dalla fine del mondo &#8211; o forse proprio a causa di ci\u00f2 &#8211; ha saputo darne una lettura tanto autorevole e tanto originale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Nel discorso di ieri, a Firenze, il Vescovo di Roma ha dato prova non solo di sapienza pastorale, di pensiero teologico, di lungimiranza ecclesiale, ma anche di eleganza ed efficacia nel modo con cui&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9785"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9785"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9785\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9789,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9785\/revisions\/9789"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}