{"id":9695,"date":"2015-11-03T12:44:05","date_gmt":"2015-11-03T11:44:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9695"},"modified":"2015-11-03T12:45:02","modified_gmt":"2015-11-03T11:45:02","slug":"dio-non-si-stanca-la-misericordia-come-forma-ecclesiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/dio-non-si-stanca-la-misericordia-come-forma-ecclesiale\/","title":{"rendered":"Dio non si stanca. La misericordia  come forma ecclesiale"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dio-non-si-stanca-ultimo-libro-di-Stella-Morra_articleimage.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-9696 alignleft\" alt=\"Dio-non-si-stanca-ultimo-libro-di-Stella-Morra_articleimage\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dio-non-si-stanca-ultimo-libro-di-Stella-Morra_articleimage-199x300.jpg\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dio-non-si-stanca-ultimo-libro-di-Stella-Morra_articleimage-199x300.jpg 199w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Dio-non-si-stanca-ultimo-libro-di-Stella-Morra_articleimage.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a>Pubblico qui la mia prefazione al libro di Stella Morra, \u00abDio non si stanca. La misericordia come forma ecclesiale\u00bb (EDB 2015). <a href=\"#nota1\">Clicca qui<\/a> per la traduzione francese.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Questo libro, di cui per amicizia l\u2019autrice mi ha chiesto una prefazione, mi sembra sia nato dall\u2019incontro tra una ricerca e una proposta. Ricerca: quella che si identifica, credo, a Stella Morra stessa, fin dal momento, ora lontano nel tempo ma sempre nuovo anche oggi, in cui ha preso coscienza della fede cristiana ed \u00e8 partita alla ricerca del suo senso e della sua pratica. Ricerca che ha richiesto allo stesso tempo impegno e riflessione, risultati e mediazione. Ricerca condotta, dunque, \u00a0non nella solitudine ma nel dialogo, nella discussione, nelle scelte e nei vincoli dell\u2019esistenza. Nell\u2019Azione Cattolica, negli spazi dell\u2019Universit\u00e0, nelle istituzioni concrete della vita ecclesiale, nelle comunit\u00e0 parrocchiali e religiose, nelle amicizie. Questa ricerca incontra ora una proposta: quella di papa Francesco, riassunta e unificata nella parola \u00abmisericordia\u00bb, da interpretare essa stessa nel quadro delle azioni e delle parole del papa, innanzi tutto in ci\u00f2 che avrei l\u2019audacia di definire un \u00abmanifesto\u00bb, cio\u00e8 il documento programmatico <i>Evangelii Gaudium<\/i>.<\/p>\n<p>La ricerca di Stella Morra si rivolge a ci\u00f2 che ella chiama la \u00abforma\u00bb, una parola ricca sia in estensione che in profondit\u00e0 e perci\u00f2 assai difficile da definire: un insieme, il pi\u00f9 possibile unificato, di convinzioni, di azioni, di sensibilit\u00e0, di leggi, attraverso cui sia possibile vivere autenticamente il Vangelo. La diagnosi \u00e8 che, \u00a0trascorso ormai mezzo secolo dal Vaticano II, non abbiamo ancora trovato la \u00abforma\u00bb che ci possa permettere di avanzare pi\u00f9 liberamente e speditamente. In effetti, la Chiesa, almeno in Occidente, \u00e8 ancora abitata da una forma &#8211; certamente venerabile e che ha portato i suoi frutti &#8211; ma non adatta alla congiuntura presente. Questa forma plurisecolare pu\u00f2 essere indicata con nomi diversi: \u00abgregoriana\u00bb, se ci si riferisce al papa Gregorio VII che l\u2019ha messa in moto nell\u2019XI secolo; \u00abscolastica\u00bb, se la si considera contemporanea all\u2019Europa delle cattedrali; \u00abtridentina\u00bb, se si pensa alla maniera in cui il Concilio di Trento \u00e8 stato applicato nella Chiesa dell\u2019Occidente moderno; \u00abromana\u00bb, se si prende coscienza della forza di determinazione dei papi contemporanei, soprattutto i papi Pio (IX, X, XI, XII) nel definirla e mantenerla. Ora, non si tratterebbe oggi di \u00abriformare\u00bb per l\u2019ennesima volta questo insieme (riferendosi ad una purificazione attraverso un ritorno ad un passato valutato come ideale), ma di \u00abag-giornare\u00bb, forse ancor pi\u00f9 di \u00abdare alla luce del giorno\u00bb una forma nuova.<\/p>\n<p>Imprevedibilmente la lettura di questo libro di Stella Morra mi ha fatto tornare alla mente la figura emblematica di Pio XII e mi ha, d\u2019altro lato, ricordato la riflessione di Claude L\u00e9vi-Strauss sul <i>bricolage<\/i> culturale. Di queste due suggestioni vorrei scrivere qui.<\/p>\n<p>La \u00abforma\u00bb classica dell\u2019esistenza ecclesiale, di cui Stella Morra offre diverse analisi, \u00e8 in effetti stata resa visibile in Pio XII in maniera pressoch\u00e9 perfetta. Romano di nascita, di appartenenza, di formazione e soprattutto di convinzione; tra i principali redattori del Codice di Diritto Canonico del 1917, legge perenne della societ\u00e0 perfetta che \u00e8 la Chiesa; diplomatico che ha rappresentato e difeso nelle politiche degli uomini il diritto e il primato della Chiesa romana; preoccupato di fondare la sua azione sulla verit\u00e0 cattolica stabilita e difesa dal magistero romano e insegnata, in particolare, all\u2019Universit\u00e0 Gregoriana dal padre Ledochovski, neotomista e suareziano\u00a0; rispettoso delle persone, ma istintivamente oppositore non solo delle eresie di sempre, ma anche alle pericolose aperture del pensiero moderno; pontefice molto pio che ha pregato e celebrato la santa messa per i vivi e i morti del mondo intero. Tutti questi aspetti e altri simili hanno fatto di lui fino alla morte l\u2019icona della \u00abforma\u00bb secolare del cattolicesimo. Per i romani anziani che l\u2019hanno conosciuto, era e resta nella memoria \u00abil Papa\u00bb, di cui nessun successore avrebbe mai potuto ripresentare la grandezza.<\/p>\n<p>E tuttavia, questo papa, che si pensava responsabile ultimo del genere umano in un secolo di sangue e orrore (penso all\u2019enciclica <i>Humani generis<\/i>), ha paradossalmente aperto delle brecce nella forma romana che lui aveva portato alla sua perfezione, introducendo altri paradigmi: verso una Chiesa popolo di Dio e comunione, con l\u2019enciclica <i>Mystici corporis Christi\u00a0<\/i>; verso un primato fondatore del simbolico come espressione e azione della fede e della vita cristiana, con l\u2019enciclica <i>Mediator Dei<\/i> sulla liturgia; verso l\u2019introduzione della conoscenza storica nella lettura e nell\u2019interpretazione della Sacra Scrittura, con l\u2019enciclica <i>Divino afflante Spiritu<\/i>. Ma anche nella direzione di un giudizio positivo sulla democrazia, con il messaggio di Natale del 1942, e verso un\u2019apertura senza frontiere a tutti gli spazi della ricerca e della pratica umane, attraverso innumerevoli discorsi indirizzati ad ogni tipo di congressi e incontri e pronunciati con una sorta di convinzione vissuta della possibilit\u00e0 di un accordo tra la ragione contemporanea e l\u2019Evangelo.<\/p>\n<p>Ho scritto volutamente: \u00abbrecce\u00bb; tutto questo insieme infatti era ancora totalmente sotto il segno dello \u00abstile\u00bb romano, ma era anche, senza saperlo, gravido di un\u2019altra pratica, di un\u2019altra sensibilit\u00e0, di un\u2019altra visione del Vangelo nella storia e nel mondo, &#8211; in definitiva di un\u2019altra \u00abforma\u00bb.<\/p>\n<p>Il Concilio Vaticano II ha raccolto gli elementi di questa forma nuova, senza premeditazione, ma spinto da una sorta di logica esistenziale, senza tuttavia essere in grado ancora di dare alla forma tutta la sua pregnanza. Non \u00e8 che non si sia provato a farlo: il Catechismo della Chiesa Cattolica e il Codice di Diritto Canonico del 1983 sono stati esattamente parte di questi tentativi del magistero cattolico; si potrebbero allo stesso modo elencare i titoli di di qualche grande opera teologica e i nomi di autori conosciuti; c\u2019\u00e8 inoltre la dinamica vitale delle diocesi, delle parrocchie, dei movimenti e delle iniziative nella Chiesa cattolica; e c\u2019\u00e8 soprattutto forse lo sforzo di riconoscere \u2013 e anche di possibili collaborazioni con \u2013 tutto ci\u00f2 che non \u00e8 Chiesa cattolica in vista di una Speranza comune. La domanda di questo libro sar\u00e0 dunque allora: \u00e8 possibile oggi discernere di questa \u00abforma\u00bb desiderata contorni pi\u00f9 precisi al tempo stesso esistenziali, dinamici, performativi e pure intelligenti\u00a0? Stella Morra pensa di si e ci propone di farlo considerando le risorse vive della parola \u00abmisericordia\u00bb, cos\u00ec come la propone infaticabilmente papa Francesco nell\u2019atmosfera profetica del suo modo di agire e nelle linee di forza dell\u2019<i>Evangelii Gaudium<\/i>. Questo libro ci invita a condividere la ricerca e l\u2019incontro allo scopo di adattare la \u00abforma\u00bb giusta nella Chiesa e nel mondo contemporanei.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 a proposito di questo che, per concludere, vorrei riprendere il tema del <i>bricolage<\/i> utilizzato da L\u00e9vi-Strauss per qualificare le culture umane: da una parte, ci si trova sempre in presenza di elementi intellettuali, affettivi, istituzionali, che nel tempo si sono costituiti in sistema e hanno funzionato pi\u00f9 o meno bene; ma d\u2019altra parte ci sono tentativi, pratiche, costruzioni nati pi\u00f9 recentemente e che vogliono trovare un posto. Allora si accomoda qualcosa che, provvisoriamente, pu\u00f2 aiutarci a tenere la strada. Con questa idea di <i>bricolage<\/i>, si evita di perseguire la chimera di una forma che si immagina operatoria e definitiva, di una coerenza senza alcun cedimento, e si accetta ci\u00f2 che Roger Schutz chiamava la \u00abdinamica del provvisorio\u00bb. Si evita anche il pericolo di perdere i valori sperimentati della forma precedente; insomma, si resta realisti. Per ci\u00f2 che concerne in questa prospettiva la \u00abforma cristiana\u00bb, la riuscita di questo <i>bricolage<\/i> sar\u00e0 essenzialmente conseguita se gli elementi del presente (nel nostro caso Vaticano II nella congiuntura del millennio che viene) saranno veramente e non superficialmente determinanti nell\u2019operazione, nella sensibilit\u00e0 e nell\u2019azione della Chiesa &#8211; direi\u00a0: \u00abse saranno essi, e non pi\u00f9 la forma classica, che daranno il \u2018la\u2019 alla sinfonia umana\u00bb. E\u2019 esattamente qui che la proposta di papa Francesco \u00e8, per Stella Morra, una tappa decisiva da ricevere e da mettere in pratica. Seguiamola in questo progetto.<\/p>\n<p>***<br \/>\n<em><a name=\"nota1\"><\/a>Traduzione francese<\/em><\/p>\n<p><em><\/em>Il me semble que le pr\u00e9sent livre, pour lequel l\u2019amiti\u00e9 de son auteure m\u2019a demand\u00e9 une pr\u00e9face, est n\u00e9 de la rencontre entre une recherche et une proposition. Recherche\u00a0: celle qui s\u2019identifie, je crois, \u00e0 Stella Morra elle-m\u00eame depuis le moment, maintenant lointain dans le temps mais toujours neuf aujourd\u2019hui, o\u00f9 elle a pris conscience de la foi chr\u00e9tienne et est partie \u00e0 la recherche de son sens et de sa pratique. Recherche qui a impliqu\u00e9 en m\u00eame temps engagement et r\u00e9flexion, performance et m\u00e9ditation. Recherche donc men\u00e9e, non dans la solitude, mais dans le dialogue, la discussion, les options et les contraintes existentielles. Dans l\u2019Action catholique, dans les espaces de l\u2019Universit\u00e9, dans les institutions concr\u00e8tes de la vie eccl\u00e9siale, communaut\u00e9s paroissiales et religieuses, dans les amiti\u00e9s. Or cette recherche vient de rencontrer une Proposition\u00a0: celle du Pape Fran\u00e7ois, r\u00e9sum\u00e9e, rassembl\u00e9e dans le mot \u00ab\u00a0mis\u00e9ricorde\u00a0\u00bb, \u00e0 interpr\u00e9ter lui-m\u00eame dans le cadre des actions et des paroles du Pape, avec au premier chef ce que j\u2019aurais l\u2019audace d\u2019appeler un \u00ab\u00a0manifeste\u00a0\u00bb, je veux dire le document programme <i>Evangelii gaudium<\/i>.<\/p>\n<p>La recherche de Stella Morra porte sur ce qu\u2019elle appelle la \u00ab\u00a0forme\u00a0\u00bb, un mot riche \u00e0 la fois en extension et en profondeur et par l\u00e0 m\u00eame difficile \u00e0 d\u00e9finir\u00a0: un ensemble, le plus possible unifi\u00e9, de convictions, de performances, de sensibilit\u00e9s, de lois, moyennant lequel il soit possible de vivre authentiquement l\u2019Evangile. Le diagnostic est que, un demi-si\u00e8cle maintenant apr\u00e8s Vatican II, nous n\u2019avons pas encore trouv\u00e9 la \u00ab\u00a0forme\u00a0\u00bb qui nous permettrait d\u2019aller plus franchement de l\u2019avant. En effet, l\u2019Eglise, au moins en Occident, est encore habit\u00e9e par une forme, v\u00e9n\u00e9rable certes et qui a port\u00e9 ses fruits, mais inadapt\u00e9e \u00e0 la conjoncture pr\u00e9sente. Cette forme multis\u00e9culaire peut \u00eatre d\u00e9sign\u00e9e par plusieurs noms\u00a0: \u00ab\u00a0gr\u00e9gorienne\u00a0\u00bb, \u00a0&#8211; si on se r\u00e9f\u00e8re au Pape Gr\u00e9goire VII qui l\u2019a impuls\u00e9e au XIe si\u00e8cle\u00a0; \u00ab\u00a0scolastique\u00a0\u00bb, &#8211; si on lavoit contemporaine de l\u2019Europe des cath\u00e9drales\u00a0; \u00ab\u00a0tridentine\u00a0\u00bb, &#8211; si on pense \u00e0 la mani\u00e8re dont le Concile de Trente a \u00e9t\u00e9 mis en \u0153uvre dans l\u2019Eglise de l\u2019Occident\u00a0 moderne\u00a0; \u00ab\u00a0romaine\u00a0\u00bb, si on prend conscience de la d\u00e9termination des papes contemporains, surtout les papes Pie (IX, X,\u00a0XI et XII) \u00e0 la d\u00e9finir et \u00e0 la maintenir. Or, il ne s\u2019agirait pas aujourd\u2019hui de \u00ab\u00a0r\u00e9former\u00a0\u00bb une fois de plus cet ensemble (mot qui implique purification par retour \u00e0 un pass\u00e9 jug\u00e9 id\u00e9al), mais de mettre \u00e0 jour, davantage peut-\u00eatre de \u00ab\u00a0donner jour\u00a0\u00bb \u00e0 une forme neuve.<\/p>\n<p>Curieusement, la lecture de ce livre de Stella Morra a fait ressurgir en moi la figure embl\u00e9matique du Pape Pie XII et m\u2019a d\u2019autre part rappel\u00e9 la r\u00e9flexion de Claude L\u00e9vi-Strauss sur le bricolage culturel. C\u2019est ce que je voudrais dire ici.<\/p>\n<p>La \u00ab\u00a0forme\u00a0\u00bb classique de l\u2019existence eccl\u00e9siale, dont Stella Morra donne plusieurs analyses, est en effet apparue en Pie XII de mani\u00e8re presque parfaite. Romain par naissance,appartenance, formation et surtout conviction\u00a0; r\u00e9dacteur, parmi les principaux, du Code de droit canonique de 1917, loi p\u00e9renne de la soci\u00e9t\u00e9 parfaite qu\u2019est l\u2019Eglise\u00a0; diplomate repr\u00e9sentant et d\u00e9fendant dans les politiques humaines le droit et la primaut\u00e9 de l\u2019Eglise romaine\u00a0; soucieux d\u2019appuyer son action sur la v\u00e9rit\u00e9 catholique \u00e9tablie et d\u00e9fendue par le magist\u00e8re romain et enseign\u00e9e, en particulier, \u00e0 l\u2019Universit\u00e9 gr\u00e9gorienne du P\u00e8re Ledochovski, n\u00e9othomiste et suar\u00e9zienne\u00a0; respectueux des personnes, mais spontan\u00e9ment oppos\u00e9, non seulement aux h\u00e9r\u00e9sies de toujours, mais aux ouvertures dangereuses de la pens\u00e9e moderne\u00a0; pontife tr\u00e8s pieux priant et c\u00e9l\u00e9brant la sainte messe pour les vivants et pour les morts du monde entier, &#8211; tous ces aspects et d\u2019autres semblables ont fait de lui jusqu\u2019\u00e0 sa mort l\u2019ic\u00f4ne_ de la \u00ab\u00a0forme\u00a0\u00bb s\u00e9culaire du catholicisme. Pour les vieux romains qui l\u2019ont connus, il \u00e9tait et il demeure dans leur m\u00e9moire \u00ab\u00a0il Papa\u00a0\u00bb, dont aucun successeur ne pourrait retrouver la grandeur.<\/p>\n<p>Et pourtant, ce Pape, qui\u00a0 se pensait responsable ultime du genre humain dans un si\u00e8cle de fer (je pense \u00e0 l\u2019encyclique <i>Humani<\/i> <i>generis<\/i>), a paradoxalement ouvert des br\u00e8ches dans la forme romaine qu\u2019il avait pouss\u00e9e \u00e0 sa perfection, en y introduisant lui-m\u00eame d\u2019autres paradigmes\u00a0: vers une Eglise peuple de Dieu et communion, avec l\u2019encyclique <i>Mystici corporis Christi\u00a0<\/i>; vers un primat fondateur du symbolique comme expression et action de la foi et de la vie chr\u00e9tiennes, avec l\u2019encyclique <i>Mediator Dei<\/i> sur la Liturgie\u00a0; vers l\u2019introduction de la \u00a0connaissance historique dans la lecture et l\u2019interpr\u00e9tation de l\u2019Ecriture sainte, \u00a0avec l\u2019encyclique <i>Divino afflante spiritu<\/i>. Mais aussi, vers une appr\u00e9ciation positive de la d\u00e9mocratie, avec le message de No\u00ebl 1942, et vers une ouverture sans fronti\u00e8res \u00e0 tous les espaces de la recherche et de la pratique humaines, moyennant d\u2019innombrables discours adress\u00e9s \u00e0 toute sortes de congr\u00e8s et de rencontres et prononc\u00e9s avec une sorte de conviction v\u00e9cue de la possibilit\u00e9 d\u2019un accord entre la raison contemporaine et l\u2019Evangile.<\/p>\n<p>J\u2019ai bien \u00e9crit\u00a0: \u00ab\u00a0br\u00e8ches vers\u00a0\u00bb\u00a0: tout cet ensemble \u00e9tait encore bien marqu\u00e9 par le \u00ab\u00a0style\u00a0\u00bb romain, mais il \u00e9tait, sans le savoir, gros d\u2019une autre pratique, autre sensibilit\u00e9, autre vision de l\u2019Evangile dans l\u2019histoire et dans le monde, &#8211; finalement, d\u2019une autre \u00ab\u00a0forme\u00a0\u00bb.<\/p>\n<p>Les \u00e9l\u00e9ments de cette forme neuve, le Concile Vatican II les avait rassembl\u00e9s, sans pr\u00e9m\u00e9ditation mais pouss\u00e9 par une sorte de logique existentielle, sans pourtant pouvoir encore donner \u00e0 la forme sa pr\u00e9gnance. Ce n\u2019est pas qu\u2019on n\u2019ait pas essay\u00e9\u00a0: le Cat\u00e9chisme de \u00a0l\u2019Eglise catholique, le Code de droit canonique de 1983 \u00a0sont justement de ces essais du magist\u00e8re catholique\u00a0; mais on pourrait aussi aligner le titre de quelques grands livres majeurs et les noms de th\u00e9ologiens reconnus\u00a0; il y a aussi la dynamique des dioc\u00e8ses, des paroisses, des mouvements et entreprises dans l\u2019Eglise catholique\u00a0; il y a surtout peut-\u00eatre l\u2019essai de reconnaissance, voire de possibles collaborations avec tout ce qui n\u2019est pas Eglise catholique en vue d\u2019une Esp\u00e9rance commune. \u00a0La question de ce livre serait alors\u00a0: est-il possible de discerner aujourd\u2019hui des contours plus pr\u00e9cis \u00e0 la \u00ab\u00a0forme\u00a0\u00bb d\u00e9sir\u00e9e, \u00e0 la fois existentiels, dynamiques, performants mais aussi intelligents\u00a0? Stella Morra le pense et nous propose de le faire en consid\u00e9rant les ressources vives de la parole \u00ab\u00a0mis\u00e9ricorde\u00a0\u00bb, telle que la propose infatigablement le pape Fran\u00e7ois dans l\u2019atmosph\u00e8re proph\u00e9tique de sa mani\u00e8re d\u2019\u00eatre et dans les lignes de force de <i>Evangelii gaudium<\/i>. Son livre nous invite \u00e0 partager la recherche et la rencontre en vue d\u2019acclimater la \u00ab\u00a0forme\u00a0\u00bb juste dans l\u2019Eglise et le monde d\u2019aujourd\u2019hui.<\/p>\n<p>C\u2019est ici que, pour conclure, j\u2018aimerais ramener le th\u00e8me du \u00ab\u00a0bricolage\u00a0\u00bb utilis\u00e9 par L\u00e9vi-Strauss pour qualifier les cultures humaines\u00a0: d\u2019un c\u00f4t\u00e9, on se trouve toujours en pr\u00e9sence des \u00e9l\u00e9ments intellectuels, affectifs, institutionnels, qui jadis se sont constitu\u00e9s en syst\u00e8me et ont plus ou moins bien fonctionn\u00e9, mais de l\u2019autre il y a des tentatives, des pratiques, des constructions n\u00e9es plus r\u00e9cemment et qui veulent se faire leur place. Alors se bricole quelque chose qui, provisoirement, peut tenir la route. Avec cette id\u00e9e de bricolage, on \u00e9vite de poursuivre la chim\u00e8re d\u2019une forme enfin op\u00e9ratoire et d\u00e9finitive, d\u2019une coh\u00e9rence sans faille aucune, et on accepte ce que Roger Schutz appelait la \u00ab\u00a0dynamique du provisoire\u00a0\u00bb. On \u00e9vite aussi le danger de perdre les valeurs \u00e9prouv\u00e9es de la forme ant\u00e9rieure\u00a0; en somme, on reste r\u00e9aliste. En ce qui concerne dans cette perspective la \u00ab\u00a0forme chr\u00e9tienne\u00a0\u00bb, la r\u00e9ussite de ce \u00ab\u00a0bricolage\u00a0\u00bb serait essentiellement acquise si les \u00e9l\u00e9ments du pr\u00e9sent (ici Vatican II dans la conjoncture du mill\u00e9naire qui advient) \u00e9taient vraiment et non superficiellement d\u00e9terminants dans l\u2019op\u00e9ration, la sensibilit\u00e9 et l\u2019action de l\u2019Eglise, &#8211; je dirais\u00a0: \u00ab\u00a0si c\u2019\u00e9tait eux, et non plus la forme classique, qui donnent le \u2018la\u2019 de la symphonie humaine\u00a0\u00bb. C\u2019est ici que la Proposition du Pape Fran\u00e7ois est, pour Stella Morra, une \u00e9tape d\u00e9cisive \u00e0 recevoir et \u00e0 mettre en oeuvre. Suivons-la dans ce projet.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico qui la mia prefazione al libro di Stella Morra, \u00abDio non si stanca. La misericordia come forma ecclesiale\u00bb (EDB 2015). 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