{"id":9686,"date":"2015-10-29T23:08:43","date_gmt":"2015-10-29T22:08:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9686"},"modified":"2015-10-29T23:20:28","modified_gmt":"2015-10-29T22:20:28","slug":"il-sinodo-il-testo-e-levento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-sinodo-il-testo-e-levento\/","title":{"rendered":"Il Sinodo: il testo e l&#8217;evento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Settimana38-copertina.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9685\" alt=\"SETTIMANA n. 4\/03\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Settimana38-copertina-216x300.jpg\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Settimana38-copertina-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Settimana38-copertina.jpg 511w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">E&#8217; uscito oggi, su &#8220;Settimana&#8221; 38(2015), questo bilancio dei lavori sinodali.\u00a0<\/span><\/p>\n<h2><b>Il Sinodo:\u00a0<\/b><b>il testo e l&#8217;evento<\/b><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Due terzi dei Vescovi al Sinodo sono con Papa Francesco, al quale affidano la determinazione concreta della svolta pastorale sulla famiglia e il suo ruolo all&#8217;interno della Chiesa. E&#8217; l&#8217;inizio di un grande approfondimento della esperienza matrimoniale, con accorato discernimento dei Vescovi e con libert\u00e0 evangelica di Francesco.<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Dopo tutte le esitazioni, le discussioni, le paure, le trame, gli entusiasmi, gli sgambetti, gli intrighi, le aperture e le fughe all&#8217;indietro, i risultati di queste tre settimane di \u201ccammino sinodale\u201d appaiono pi\u00f9 cospicui di quanto ci si potesse attendere. In primo luogo sull&#8217;intera <i>Relatio<\/i> si \u00e8 formata una \u201cmaggioranza qualificata\u201d, anche se questo obiettivo, sicuramente decisivo, ha significato il sacrificio di alcune importanti tematiche (nessun cenno esplicito alla comunione per le \u201cfamiglie irregolari\u201d, nessun riferimento vero alle coppie \u201comosessuali\u201d, n\u00e9 al rapporto tra \u201clegge\u201d e \u201ccoscienza\u201d). In secondo luogo, il documento, sia pure con i limiti di \u201ccontenuto\u201d che ho gi\u00e0 indicato, recupera molto in termini di linguaggio, di stile e di approccio: trova il registro giusto per annunciare anzitutto la \u201cmisericordia\u201d; infine, come era accaduto anche l&#8217;anno scorso, il discorso conclusivo di papa Francesco mette in chiaro, con estrema lucidit\u00e0, quali saranno le priorit\u00e0 che discenderanno da questo \u201ccammino comune\u201d appena compiuto, ma ancora da sviluppare e da determinare. Ecco una serie di \u201celementi\u201d di valutazione del Sinodo, a partire dal documento a cui \u00e8 giunto (nella sua non definitivit\u00e0).<\/span><\/p>\n<p><b style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif;line-height: 1.5em\">Il testo e il suo contesto<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif;line-height: 1.5em\">Non bisogna certo sottovalutare il testo approvato alla fine del Sinodo, ma non si deve neppure sopravvalutarlo. Si tratta, \u00e8 bene ricordarlo, di una serie di 94 proposizioni, ordinate certo in modo strutturale, ma che fungeranno da \u201cbase\u201d per la elaborazione del testo magisteriale che, una volta pubblicato, di fatto andr\u00e0 a prendere il posto del testo sinodale, con altra autorit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Per questo, se valutassimo il testo come \u201cdefinitivo\u201d, andremmo incontro a un abbaglio: piuttosto esso ha avuto un duplice compito: mettere a confronto le diverse culture e tradizioni ecclesiali di fronte alle sfide che la famiglia subisce e lancia alla cultura di oggi; preparare un \u201cconsenso diffuso\u201d per sostenere un&#8217;opera di aggiornamento e di \u201cconversione\u201d della pastorale familiare. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Il tono sereno e costruttivo<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Molto hanno lavorato i Padri sinodali nel \u201ctrovare il tono giusto\u201d: uno dei meriti di questo Sinodo \u00e8 stato proprio quello di non voler arrivare ad una \u201cnormativa disciplinare\u201d &#8211; troppo ardua da costruire in modo consensuale. Si \u00e8 preferito, invece, elaborare un linguaggio dell&#8217;incontro e della misericordia, invece che un linguaggio del giudizio o della condanna. La lezione del Concilio Vaticano II \u2013 rilanciata da papa Francesco &#8211; ha trasmesso ai padri sinodali il desiderio di curare la \u201cforma\u201d almeno tanto quanto il \u201dcontenuto\u201d. Questa scelta ha determinato una tendenza a portare in primo piano <i>l&#8217;atteggiamento da favorire, prima che il contenuto da definire<\/i>. Pertanto, in diversi casi, il tono \u201cgarbato\u201d e \u201cconciliante\u201d non ha potuto registrare che una parte dei \u201ctemi\u201d. La ricerca di un ampio consenso ha <i>alzato il volume delle relazioni e abbassato quello delle questioni pi\u00f9 brucianti<\/i>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Le resistenze e le omissioni<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Cionondimeno, vi sono state resistenze, forse anche pi\u00f9 forti di quanto si sarebbe pensato. Lettere di protesta indirizzate al papa, sul cui testo e sui cui firmatari non vi sono certezze, ma che volevano esercitare una \u201cpressione preventiva\u201d sul lavori del Sinodo, contestandone il merito e il metodo. Se si \u00e8 arrivati a diffondere notizie false su un (inesistente) \u201ctumore al cervello del papa\u201d, questo ha significato che il livello di \u201cpaura\u201d del cambiamento aveva raggiunto un livello di guardia. Il miglior commento su tutto ci\u00f2 \u00e8 venuto dal Cardinale Montenegro, che ha ricordato un proverbio rumeno: \u201cQuando la carovana si mette in movimento, i cani abbaiano\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Alcuni casi esemplari: relazioni omosessuali e comunione ai divorziati risposati<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Non vi \u00e8 dubbio che nella storia del precedente Sinodo del 2014, la gestione di argomenti delicati \u2013 <i>in primis<\/i> delle coppie divorziate risposate e delle coppie gay &#8211; avevano creato resistenze e opposizioni, che si erano tradotte in un numero di voti contrari pi\u00f9 alto del previsto. E&#8217; per\u00f2 paradossale che, nel testo oggi approvato con larghe maggioranze, di fatto si siano letteralmente \u201cobliterate\u201d alcune questioni nodali: la omosessualit\u00e0 sembra riguardare la famiglia solo quando tocca \u201cqualcuno di famiglia\u201d: il caso cio\u00e8 in cui un figlio, un fratello, uno zio manifestano un orientamento omosessuale. Ma della \u201crelazione omosessuale di coppia\u201d non si fa parola. Allo stesso modo ci si comporta nei paragrafi delicatissimi che riguardano la condizione ecclesiale dei \u201cdivorziati risposati\u201d. La questione che sembrava dirimente \u2013 ossia la \u201ccomunione ai divorziati risposati \u2013 non viene mai nominata. Si gira attorno al tema, con reiterata insistenza, ma senza mai evocarlo letteralmente. Lo ripeto: tutto questo assomiglierebbe ad una \u201coccasione perduta\u201d se non tenessimo conto della \u201cprovvisoriet\u00e0 strutturale\u201d della <i>Relatio<\/i>. <i>Era pi\u00f9 importante creare le condizioni di un consenso pi\u00f9 vasto, piuttosto che <\/i><i>sollevare tutte le questioni teoriche e pratiche e rischiare la divisione!<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>La libert\u00e0 del papa come \u201dministero ecclesiale\u201d<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Una \u201cdivisione del lavoro\u201d come quella che abbiamo visto durante il Sinodo mi pare che raramente si dia a vedere, non solo a livello ecclesiale. Mentre la assemblea elaborava strategie del confronto, di creazione del consenso, di mediazione linguistica e culturale, il suo Presidente faceva due cose essenziali: stava in ascolto di tutti e rilanciava profeticamente il lavoro e la progettazione, sulla base della categoria di \u201cmisericordia\u201d. Se la famiglia manifesta la \u201cmisericordia Dei\u201d nel modo pi\u00f9 alto, come possiamo comprenderla solo nelle categorie dei diritti e dei doveri? Questa domanda, in mille variazioni, risuonava nei discorsi di apertura e di chiusura, ma riecheggiava anche da S. Marta e, quotidianamente, da ogni occasione in cui il papa prendeva la parola. <i>I Vescovi hanno parlato con la prudenza della <\/i><i>cautela<\/i><i>, il papa con la libert\u00e0 della profezia. I primi dovevano fare analisi, il secondo continuamente <\/i><i>spronava<\/i><i> a fare sintesi. I primi avrebbero in qualche caso voluto ancora tempo, commissioni, procedure, cautele&#8230;il secondo voleva correre per strada, farsi familiare alle famiglie, toccarle e farsene toccare<\/i>. Quasi mai c&#8217;\u00e8 stata dura contrapposizione: quando non \u201cin re\u201d, almeno \u201cin spe\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>La questione fondamentale: la differenza tra famiglia e matrimonio<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Il Sinodo che ha \u201cscollinato\u201d nella disciplina delle nozze cristiane, aprendo la via per un ripensamento delle prassi con cui si affrontano le crisi matrimoniali, ha dovuto farsi carico di un problema ecclesiale ben pi\u00f9 grande e spinoso: ossia la pretesa di non perdere il monopolio della sessualit\u00e0 ordinata alla vita unita, indissolubile e feconda. Da quando lo stato moderno ha \u201crequisito\u201d la competenza sul matrimonio, la Chiesa ha reagito spesso in modo solo istituzionale, vantando una competenza originaria e inossidabile sul \u201csacramento-contratto\u201d. Questa storia, lunga due secoli, influisce ancora pesantemente sul modo di affrontare le singole questioni: non di rado, accanto al \u201cpastore\u201d vi \u00e8 sempre acquattato un \u201cfarmacista\u201d, col suo bilancino. Spesso nella stessa persona! Accettare che vi sia una \u201cdifferenza\u201d tra famiglia e matrimonio \u00e8, per questa mentalit\u00e0 classica, l&#8217;inizio della fine. Il Sinodo ci ha detto che i \u201cpastori\u201d hanno prevalso sui non pochi \u201cfarmacisti\u201d, oltre che su qualche \u201clupo\u201d. Per i numerosi Pastori presenti al Sinodo, questa svolta \u00e8 stata non una tragica fine, ma un inizio promettente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Che cosa sar\u00e0 domani?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Appena chiuso il Sinodo, un giornalista ha chiesto ad alcuni parroci che cosa avrebbero fatto dal giorno successivo. La prudenza ha giustamente prevalso. Questo ha permesso al giornale di mettere come titolo: \u201cI parroci frenano sulla comunione ai divorziati risposati\u201d. Per come un Sinodo \u00e8 concepito, \u00e8 del tutto ragionevole che ogni \u201cmutamento della disciplina\u201d sia accuratamente predisposto dalla autorit\u00e0 competente. La <i>Relatio<\/i> ci d\u00e0 alcuni criteri di fondo, che tuttavia dovranno essere a loro volta tradotti e fatti propri dalle singole comunit\u00e0, mediante una adeguata mediazione magisteriale e pastorale. Ecco alcune domande che dovremo affrontare nei prossimi mesi:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Alcune domande aperte<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>a) Familiaris Consortio e la differenza tra comunione ecclesiale e comunione sacramentale<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Propriamente, la differenza tra comunione ecclesiale e comunione sacramentale, che \u00e8 stata introdotta coraggiosamente da FC, quando afferma che i divorziati risposati \u201cnon sono separati dal Corpo di Cristo\u201d, inaugura quella tensione a cui cerca di rispondere il documento sinodale, seppur solo parzialmente. Se la \u201cforbice\u201d tra le due forme di \u201ccomunione\u201d era massima, nel 1981, oggi appare ridotta e ridimensionata, ma non ancora colmata. Ad ogni grado che si acquisisce come compatibile con la condizione di divorziato risposato, diventa sempre pi\u00f9 difficile escludere il coronamento eucaristico della comunione ecclesiale. Se un divorziato risposato pu\u00f2 fare il catechista, come pu\u00f2 non giungere alla comunione eucaristica? Ma, d&#8217;altra parte, se un divorziato verr\u00e0 tenuto esterno alla comunione sacramentale, come far\u00e0 ad essere un catechista senza complessi di inferiorit\u00e0?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>b) Foro esterno, foro interno: e il \u201cforo intimo\u201d?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Fino ad oggi l&#8217;unico modo per \u201cgiudicare\u201d della condizione dei divorziati risposati era ricorrere al procedimento canonico di riconoscimento e dichiarazione della nullit\u00e0 del vincolo. Questo accadeva \u2013 e tuttora accade &#8211; \u201cin foro esterno\u201d. Oggi \u00e8 possibile che, stante la validit\u00e0 del primo matrimonio, si possa essere accompagnati in un cammino di integrazione ecclesiale che non esclude la comunione eucaristica, senza mettere in discussione il vincolo originario. Questo avviene \u201cin foro interno\u201d, nella confessione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Ma tutto questo non baster\u00e0. Alla logica oggettiva del vincolo sembra affiancarsi, quasi in parallelo, una logica soggettiva dei singoli individui, i cui nuovi legami non sembrano avere una visibilit\u00e0 e una riconoscibilit\u00e0. Il correttivo che il \u201cforo interno\u201d introduce nel sistema \u00e8 utile e necessario, ma non sar\u00e0 sufficiente,. La storia delle coscienze e delle libert\u00e0 in comunione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 intima della astrazione giuridica che compone \u201celementi oggettivi\u201d con \u201ccause soggettive\u201d. La misericordia ha bisogno di altri linguaggi e di altre dinamiche. Su questo \u201cforo intimo\u201d occorrer\u00e0 lavorare, affinando le categorie con cui interpretare e disciplinare i vissuti ecclesiali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>c) Cammino penitenziale e cammino eucaristico: sono ancora possibili?<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Prevale ancora una lettura statica della vita: il foro esterno e quello interno sono \u201cfermi\u201d piuttosto che \u201cin movimento\u201d. Se il Sinodo ha sbloccato il sistema, ha \u201cscollinato\u201d nella tradizione, oggi dovrebbe essere molto pi\u00f9 chiaro che penitenza e eucaristia non hanno solo la logica dell&#8217;atto formale di assoluzione e di consacrazione, ma la logica del processo rituale ed esistenziale di incontro con la Parola e con il sacramento. Come diceva Carlo Maria Martini, noi dobbiamo saper \u201ccapovolgere la domanda\u201d. <i>Non si tratta di far accedere i divorziati alla eucaristia dopo la soglia penitenziale, ma di farli e<\/i><i>n<\/i><i>trare <\/i><i>in una<\/i><i> elaborazione penitenziale e<\/i><i>d<\/i><i> eucaristica della <\/i><i>loro <\/i><i>identit\u00e0.<\/i> Nella penitenza e nella eucaristia si cambia \u201ccon il tempo\u201d. La nuova considerazione dei divorziati risposati ci porta, ultimamente, a una nuova offerta, a tutto il popolo di Dio, di una rinnovata freschezza penitenziale ed eucaristica. Il problema della \u201ccomunione\u201d per i divorziati risposati non \u00e8 di \u201cricevere l&#8217;ostia\u201d, ma di \u201cvedere riconosciuta e valorizzata\u201d la comunione che vivono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">Su queste \u201cdomande aperte\u201d si misurer\u00e0 la discussione e la esperienza ecclesiale del mesi prossimi: a meno che Francesco non ci sorprenda ancora una volta, \u201cgiocando d&#8217;anticipo\u201d gi\u00e0 tra qualche settimana, magari intorno alla soglia giubilare. Chi potrebbe escluderlo?\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; E&#8217; uscito oggi, su &#8220;Settimana&#8221; 38(2015), questo bilancio dei lavori sinodali.\u00a0 Il Sinodo:\u00a0il testo e l&#8217;evento Due terzi dei Vescovi al Sinodo sono con Papa Francesco, al quale affidano la determinazione concreta della svolta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9686"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9686"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9690,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9686\/revisions\/9690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}