{"id":9665,"date":"2015-10-27T12:45:48","date_gmt":"2015-10-27T11:45:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9665"},"modified":"2015-10-27T12:47:41","modified_gmt":"2015-10-27T11:47:41","slug":"una-comunione-senza-comunione-relatio-synodi-e-disciplina-ecclesiale-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-comunione-senza-comunione-relatio-synodi-e-disciplina-ecclesiale-a-confronto\/","title":{"rendered":"Una comunione senza comunione?  Relatio synodi e disciplina ecclesiale a confronto"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/due-figli1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8811\" alt=\"due figli\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/due-figli1.jpg\" width=\"234\" height=\"216\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>Come rilevato qualche giorno fa da M. Matzuzzi su \u201cIl Foglio\u201d, che riprendeva alcune dichiarazioni a caldo rilasciate da alcuni vescovi all&#8217;uscita dal Sinodo, nel testo meno votato della <i>Relatio<\/i> \u2013 ossia il n. 85 &#8211; non si parla mai di &#8220;comunione&#8221;. Il card. Pell, in una intervista di ieri, interpreta questa assenza come la conferma di una negazione. Oggi su Il Sismografo, L. Badilla scrive un \u201cpromemoria\u201d per evitare che si affermi ci\u00f2 che \u00e8 negato e che si neghi quanto \u00e8 affermato. Ma si potrebbe e dovrebbe anche dire che in quel testo sinodale, a ben vedere, non si parla d&#8217;altro che di comunione!<\/p>\n<p>Come stanno dunque le cose? Chi ha ragione?<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il documento sinodale attesta un travaglio ecclesiale che inizia nel 1981, con il testo di <i>Familiaris Consortio<\/i>. Ed \u00e8 significativo che la <i>Relatio<\/i> argomenti proprio ricominciando dall&#8217;inizio, ossia da FC.<\/p>\n<p>In effetti, in FC viene superata l&#8217;idea &#8211; comune fino ad allora &#8211; che considerava i fedeli divorziati risposati come scomunicati, addirittura come \u201cinfames\u201d. Nell&#8217;affermare la \u201cnon separatezza\u201d dal Corpo di Cristo, FC <i>apriva il travaglio ecclesiale di una contraddizione tra una comunione ecclesiale riconosciuta e una comunione sacramentale negata<\/i>.<\/p>\n<p>In altri termini, questa grande apertura dottrinale, che dobbiamo riconoscere e riferire proprio a FC, non ebbe come conseguenza un vero mutamento disciplinare. Afferm\u00f2 una nuova dottrina, ma lasci\u00f2 sostanzialmente la vecchia disciplina. Coloro che venivano definiti come appartenenti alla comunione ecclesiale, non potevano accedere n\u00e9 alla penitenza n\u00e9 alla comunione, ma trovavano ostacoli a numerose altre \u201cfunzioni\u201d o \u201cidentit\u00e0 ecclesiali\u201d: queste resteranno implicite fino a quando <span>l&#8217;elenco completo verr\u00e0 presentato <\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: Lora, serif\"><span>dal cardinale Joseph Ratzinger, in qualit\u00e0 di prefetto della <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Congregazione per la dottrina della fede, nella sua introduzione al volume\u00a0<\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Sulla pastorale dei divorziati risposati<\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>(1998): <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>l<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>e responsabilit\u00e0 ecclesiali precluse ai divorziati risposati sono: incarico di <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>padrino<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>lettore<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>ministro straordinario dell\u2019eucaristia<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>insegnante di religione<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>catechista<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span> per la prima comunione e per la cresima, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>membro del consiglio pastorale<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span> diocesano e parrocchiale, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>testimone di nozze<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>che \u00e8 sconsigliato, ma non impedito<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>. <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Questo elenco, non \u00e8 \u201catto magisteriale\u201d, ma ragionamento teologico, autorevole ma discutibile.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Ora il testo della <i>Relatio<\/i>, al n.84 dice, invece:<\/p>\n<pre>\u00a0\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: ArialUnicodeMS\">occorre perci\u00f2 discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: ArialUnicodeMS\"><i>liturgico, pastorale, educativo e istituzionale<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: ArialUnicodeMS\"> possano essere superate.<\/span><\/span><\/pre>\n<p>E&#8217; evidente la differenza tra questo testo e quello di FC: mentre in quel testo alla affermazione della non scomunica seguiva la indicazione di una serie di \u201cimpossibilit\u00e0\u201d, formalmente definite, e riguardanti penitenza e comunione, che poi sono state ampliate, proprio a causa della nuova condizione di \u201ccomunione ecclesiale\u201d, mentre ora si parla non solo di \u201cnon scomunica\u201d, ma di effettiva \u201cintegrazione\u201d. Ecco il testo che segue:<\/p>\n<pre><span style=\"color: #000000;line-height: 1.5em\">\u201c<\/span><span style=\"font-family: ArialUnicodeMS\">Essi non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo\u201d<\/span><\/pre>\n<p>Il lavoro del duplice sinodo 2014 e 2015 ha ripreso questa tensione paradossale, aperta da FC, e si \u00e8 incamminato verso una sapiente soluzione. O, meglio, ha creato lo spazio per una soluzione esplicita, che \u00e8 stata riservata al papa. Il consenso episcopale \u00e8 oggi sulla condizione di non-scomunica, sulla esigenza di integrazione progressiva, ma nulla dice circa la comunione sacramentale. Nulla in positivo, ma neanche in negativo. Non la afferma, ma non la esclude.<\/p>\n<p>Potremmo allora dire che nella <i>Relatio<\/i> vi \u00e8 un obiettivo avanzamento della questione: la Chiesa che da 35 anni nega ufficialmente la scomunica, oggi non afferma piu la impossibilit\u00e0 della comunione sacramentale, ma auspica un cammino di progressiva integrazione dei soggetti nella comunione ecclesiale.<\/p>\n<p>Questo punto mi sembra decisivo: il discernimento caso per caso potr\u00e0 e dovr\u00e0 colmare la differenza tra comunione ecclesiale e comunione sacramentale.<\/p>\n<p>Come abbiamo visto, la relazione sinodale indica quattro ambiti di questa progressiva integrazione: liturgico, pastorale, educativo, istituzionale. Nulla pu\u00f2 essere dato per scontato: nessuno ha diritto ad essere \u201clettore\u201d o \u201ccatechista\u201d &#8211; questo vale sempre e per tutti &#8211; ma ora <i>nessuno pu\u00f2 essere escluso per principio<\/i>. In questo spazio di riconciliazione possibile potr\u00e0 muoversi la previsione magisteriale e l&#8217;azione pastorale.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 evidente come il semplice attuarsi di uno solo di questi \u201cservizi ecclesiali\u201d metter\u00e0 ancora pi\u00f9 a nudo la debolezza della soluzione necessariamente provvisoria che si \u00e8 trovata per il momento. Quando un divorziato risposato potr\u00e0 \u201cproclamare la parola\u201d o \u201cdistribuire la comunione\u201d, immediatamente vedremo come del tutto astratto e incoerente che a lui non sia possibile, nel tempo, un accesso alla eucaristia. E scopriremo come l&#8217;accesso alla comunione eucaristica non sia solo l&#8217;ultimo coronamento della esistenza, ma anche la via settimanale o quotidiana di approfondimento spirituale e di scuola cristiana. L&#8217;eucaristica \u00e8 anche \u201cfarmaco\u201d e non solo \u201cpremio\u201d.<\/p>\n<p>E&#8217; del tutto comprensibile che sia la gradualit\u00e0 la migliore consigliera in tutto ci\u00f2: ma affermare di un soggetto che \u201cnon \u00e8 separato dalla Chiesa di Cristo\u201d, ma impedirgli \u201csine die\u201d la comunione eucaristica \u00e8 ecclesiologicamente, spiritualmente e pedagogicamente una contraddizione.<\/p>\n<p>Se il Sinodo ha sbloccato il sistema, ha \u201cscollinato\u201d nella tradizione, oggi dovrebbe essere molto pi\u00f9 chiaro che penitenza e eucaristia non hanno solo la logica dell&#8217;atto formale di assoluzione e di consacrazione, ma la logica del processo rituale ed esistenziale di incontro con la Parola e con il sacramento. Come diceva Carlo Maria Martini, noi dobbiamo saper \u201ccapovolgere la domanda\u201d. <i>Non si tratta di far accedere i divorziati alla eucaristia dopo la soglia penitenziale, ma di farli e<\/i><i>n<\/i><i>trare <\/i><i>in una<\/i><i> elaborazione penitenziale e<\/i><i>d<\/i><i> eucaristica della <\/i><i>loro <\/i><i>identit\u00e0.<\/i> In tale elaborazione tutti i \u201cministeri\u201d che saranno di nuovo accessibili, lo saranno non come \u201csurrogati\u201d di una eucaristia impossibile, ma come \u201cforme\u201d di una vita eucaristica che rinasce. Nella penitenza e nella eucaristia si cambia \u201ccon il tempo\u201d. La nuova considerazione dei divorziati risposati ci porta, ultimamente, a una nuova offerta, a tutto il popolo di Dio, di una rinnovata freschezza penitenziale ed eucaristica. Il problema della \u201ccomunione\u201d per i divorziati risposati non \u00e8 di \u201cricevere l&#8217;ostia\u201d, ma di \u201cvedere riconosciuta e valorizzata\u201d la comunione che gi\u00e0 vivono.<\/p>\n<p>Di fronte a questa realt\u00e0 che si \u00e8 messa in movimento, c&#8217;\u00e8 chi recalcitra, c&#8217;\u00e8 chi non vuol vedere, c&#8217;\u00e8 chi protesta. Anche questo ha una sua logica: come ricordava il Card. Montenegro, citando un proverbio rumeno: \u201cQuando la carovana si mette in moto, i cani abbaiano\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Come rilevato qualche giorno fa da M. Matzuzzi su \u201cIl Foglio\u201d, che riprendeva alcune dichiarazioni a caldo rilasciate da alcuni vescovi all&#8217;uscita dal Sinodo, nel testo meno votato della Relatio \u2013 ossia il n&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9665"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9665"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9665\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9668,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9665\/revisions\/9668"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}