{"id":9662,"date":"2015-10-26T14:43:24","date_gmt":"2015-10-26T13:43:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9662"},"modified":"2015-10-26T14:43:24","modified_gmt":"2015-10-26T13:43:24","slug":"la-famiglia-come-soggetto-pastorale-e-il-foro-interno-sapremo-riconoscere-famiglie-ferite-o-solo-individui-penitenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-famiglia-come-soggetto-pastorale-e-il-foro-interno-sapremo-riconoscere-famiglie-ferite-o-solo-individui-penitenti\/","title":{"rendered":"La famiglia come soggetto pastorale e il \u201cforo interno\u201d: sapremo riconoscere famiglie ferite o solo individui penitenti?"},"content":{"rendered":"<pre><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>\r\n<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8829\" alt=\"raffaello_sposalizio\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio-202x300.jpg\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio-690x1024.jpg 690w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio.jpg 780w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a>\r\nNella conferenza stampa del Card. Schoenborn di sabato scorso, quando ancora non vi era stata la votazione sulla Relatio finale, molto si \u00e8 insistito nel sottolineare, a ragione, che uno dei risultati del Sinodo \u00e8 il riconoscimento della famiglia come \u00a8soggetto di pastorale\u201d. E si \u00e8 aggiunto, con bella parresia,  che questo \u00e8 un bene per la Chiesa, comunque sia la famiglia. Ogni tipo di famiglia, per quanto segnata, ferita o rifondata, porta un bene alla chiesa. Si pu\u00f2 aggiungere, come nota di rilevanza biografica e di impatto emotivo non piccolo, che queste affermazioni, quando pronunciate da quell'Arcivescovo che, durante il Sinodo 2014 aveva pubblicamente ricordato la proipria identit\u00e0 di \u201cfiglio di genitori divorziati e risposati\u201d,  con tutto ci\u00f2 che questo avevo comportato per lui, sono risuonate particolarmente significative di una \u201cmens\u201d ecclesiale segnata da \u201caccompagnamento\u201d, \u201cmisericordia\u201d e \u201cascolto\u201d.\r\nAl centro di questa svolta sta - come tante volte ricordato anche da papa Francesco, in molte omelie e discorsi, e di recente anche durante il viaggio a Cuba e in USA - un mutamento di prospettiva prezioso: non solo la Chiesa insegna qualcosa di decisivo alla famiglia, ma le famiglie hanno qualcosa di insostituibile da insegnare alla Chiesa. Ci\u00f2 passa, evidentemente, attraverso <b>un riconoscimento aperto e serio alla famiglia di una \u201csoggettivit\u00e0 propria\u201d nella stessa pastorale ecclesiale<\/b>.<\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Bisogna allora considerare, sotto questa luce, la particolare forma di 'rimedio' che il Sinodo ha elaborato e approvato sabato scorso, per venire incontro alle \u201cferite familiari\u201d: \u00e8 interessante notare che questa \u201cvia del discernimento\u201d \u00e8 stata proposta apertamente proprio dal \u201ccirculus\u201d cui partecipava lo stesso Card. Schoenborn, che forse ha anche suggerito, da padre domenicano, la citazione di Tommaso che innalza il \u201cprincipio di prudenza\u201d a criterio di applicazione concreta della norma morale. <\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Ora, questo \u201cforo interno\u201d, che potr\u00e0 in futuro assicurare ad ogni singolo membro della comunit\u00e0 ecclesiale di non perdere il legame con la \u201ccommunio\u201d, fino a permettergli di riaccedere alla \u201ccomunione sacramentale\u201d, <b>non \u00e8 strutturalmente in grado di \u201criconoscere\u201d le \u201cnuove famiglie\u201d che appaiono sull'orizzonte non solo della esperienza ecclesiale, ma della sua \u201cazione\u201d, della sua stessa \u201cpastorale\u201d<\/b>.<\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Il divorziato risposato che domani potrebbe \u201cproclamare la parola di Dio\u201d, \u201cgarantire la fede del battezzando o del cresimando\u201d, \u201cfare catechesi\u201d o \u201cinsegnare religione\u201d, vivr\u00e0 tutte queste esperienze non da solo, ma ben piantato nei legami matrimoniali e familiari della \u201cnuova famiglia\u201d. <b>Ma questa relazione familiare rischia di rimanere \u201cinvisibile\u201d alla comunit\u00e0 ecclesiale<\/b>. Ed \u00e8 curioso che, nello stesso tempo di \u201criconosca alla famiglia una nuova soggettivit\u00e0\u201d, ma poi non si elaborino gli strumenti per assicurare questo riconoscimento effettivo. Non dei singoli, ma delle comunit\u00e0.<\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Questa \u00e8 la conseguenza della scelta del criterio di soluzione, ossia del \u201cforo interno\u201d: <b>esso garantisce i \u201cdiritti e i percorsi dei singoli\u201d, ma non riesce a prendere atto e a dar forma alla \u201cnuova comunione vissuta\u201d<\/b>. Riammette alla comunione i singoli ma non ha alcun modo di riconoscere il nuovo soggetto pastorale comunitario. <\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Alla luce di questo ragionamento mi sembra di dover tirare queste conclusioni:<\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>-  il passaggio attraverso il \u201cdiscernimento discrezionale\u201d era forse inevitabile, per sbloccare una logica \u201coggettiva\u201d della legge, rilevabile solo \u201cin foro esterno\u201d (con tutto il sovraccarico dei \u201cprocessi di accertamento della nullit\u00e0 del vincolo\u201d)<\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>- ma <b>la dialettica tra \u201cforo interno\u201d e \u201cforo esterno\u201d, pur approssimandosi certamente meglio alla realt\u00e0 odierna dei vissuti familiari, tende inevitabilmente a spezzarla in due<\/b>: delinea una ufficialit\u00e0 pubblica \u2013 che afferma il legame tra due soggetti - cui corrisponde o con cui contrasta una esperienza privata, nella quale il legame \u00e8 con \u201caltri\u201d soggetti.<\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>- in questa alternativa sono in gioco \u201cvalori pubblici\u201d ed \u201cesperienza individuali\u201d, non necessariamente coerenti. <\/span><\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>La individuazione del \u201cforo interno\u201d come rimedio proclama che <b>ci sono \u201cesperienze individuali\u201d che possono contrastare con la \u201cforma pubblica ecclesiale\u201d, ma non contrastano con il disegno di Dio<\/b>. <\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Questo <b>non \u00e8 motivo di scandalo<\/b> \u2013 come vorrebbero i tradizionalisti che possono identificare la grazia solo con la forma pubblica ecclesiale \u2013 ma <b>non \u00e8 neppure una soluzione pienamente convincente<\/b>: poich\u00e9 essa afferma una \u201clogica diversa\u201d, ma sembra rinunciare a coordinare e correlare le due logiche tra loro. Ad essa manca l'organo che possa non tanto \u201cdare la comunione ai divorziati risposati\u201d (cosa che, gi\u00e0 prima e ancor pi\u00f9 oggi non sar\u00e0 impossibile) ma \u201criconoscere la comunione di famiglie allargate\u201d come vera, operante e preziosa per la Chiesa. <\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>La sensazione \u00e8 che la correzione del \u201cforo esterno\u201d mediante  il \u201cforo interno\u201d rappresenti l'inizio di una conversione, alla cui meta la Chiesa dovr\u00e0 elaborare un altro foro, un \u201cforo intimo\u201d, una \u201clogica comunitaria\u201d - ossia meno che pubblica e pi\u00f9 che privata - che sappia riconoscere la \u201cstoria delle coscienze\u201d e \u201ci cammini di conversione\u201d quando assumono la forma di nuovi legami decisivi. Questo \u201cforo intimo\u201d, essendo pi\u00f9 interno del \u201cforo interno\u201d, sporge anche al di fuori: \u00e8 la esteriorit\u00e0 dell'altro coniuge e dei figli che impedisce al foro interno di avere l'ultima parola sulle vicende cristiane di coloro che, avendo visto fallire il loro matrimonio, si avviano sulla strada impervia, ma gioiosa, di un nuovo inizio. A questo inizio non bastano autorizzazioni formali, esterne o interne che siano; non basta un tribunale che riconosca la nullit\u00e0 del primo legame o un confessore che assolva dal peccato:  occorre una \u201clogica della relazione\u201d personale ed ecclesiale, che richiede una diversa articolazione del giudizio stesso. <\/span><\/span>\r\n\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Esemplare \u00e8, sotto questa prospettiva, - come ricordava oggi A. Melloni sul \u201cCorriere della Sera\u201d - il superamento che sembra determinarsi <b>nella alternativa tra \u201coggettivo\u201d e \u201csoggettivo\u201d, sulla base della quale al \u201csoggetto divorziato risposato\u201d veniva rimproverata la oggettivit\u00e0 di peccato della sua condizione<\/b>. In campo matrimoniale, una \u201cresponsabilit\u00e0 oggettiva del soggetto\u201d non corrisponde pi\u00f9 \u2013 <i>sic et simpliciter<\/i> - alla \u201csana dottrina cattolica\u201d. Ma questo dipende dalla limitatezza delle categorie di \u201cpiano oggettivo\u201d e \u201cpiano soggettivo\u201d, cui corrispondono i due fori (esterno e interno). Ci sono \u201cfatti intersoggettivi\u201d che devono essere riconosciuti e valorizzati. In questo ambito - cos\u00ec delicato e cos\u00ec decisivo - siamo sul confine di una conversione ecclesiale degna delle migliori energie e delle riflessioni pi\u00f9 accurate, senza la presunzione di poter tutto rileggere alla luce delle forme disciplinari gi\u00e0 acquisite. <\/span><\/span>\r\n<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Proprio su questo punto delicatissimo il Sinodo appena concluso ha aperto una via irreversibile di profondo ripensamento e di provvidenziale conversione. <\/span><\/span><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella conferenza stampa del Card. 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