{"id":9655,"date":"2015-10-25T16:48:02","date_gmt":"2015-10-25T15:48:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9655"},"modified":"2015-10-25T16:48:02","modified_gmt":"2015-10-25T15:48:02","slug":"il-teologo-piu-fine-tra-i-padri-sinodali-il-vescovo-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-teologo-piu-fine-tra-i-padri-sinodali-il-vescovo-di-roma\/","title":{"rendered":"Il teologo pi\u00f9 fine tra i Padri sinodali: il Vescovo di Roma"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/BergoglioMetro.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4421\" alt=\"BergoglioMetro\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/BergoglioMetro.png\" width=\"217\" height=\"225\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p>Nei commenti che in queste tre settimane si sono susseguiti a proposito degli interventi dei \u201cpadri sinodali\u201d &#8211; sia nell&#8217;Aula sia nei \u201ccirculi minores\u201d &#8211; \u00e8 sfuggita per lo pi\u00f9 una caratteristica davvero decisiva del magistero di Francesco. Si \u00e8 detto, infatti, che i Vescovi tedeschi, o quelli francesi, o altri ancora, avevano di volta in volta il \u201cmonopolio\u201d della riflessione teologica. Anche la \u201csoluzione\u201d trovata per la redazione del testo finale \u00e8 apparsa derivare, in modo decisivo, da una mediazione \u201cdottrinale\u201d introdotta proprio dal \u201ccirculus\u201d germanico.<\/p>\n<p>Questo, tuttavia, riguarda una \u201cforma\u201d del sapere teologico che risponde a istanze ed esigenze del mondo tradizionale. Non \u00e8 un caso, infatti, che la \u201cvia discretionis\u201d &#8211; o di \u201cforo interno\u201d come \u00e8 stata esplicitamente chiamata nella <i>Relatio<\/i> \u2013 permetta di uscire dagli imbarazzi di una \u201cimpossibile apertura\u201d, ma lo faccia guardando pi\u00f9 \u201cindietro\u201d che \u201cavanti\u201d. Anche l&#8217;uso che si \u00e8 fatto del testo di FC 84 \u00e8 assai prezioso e acuto, ma non contiene esplicitamente nulla di ci\u00f2 potr\u00e0 essere: sblocca il sistema, ma non indica in nessun modo \u201cverso dove\u201d andare.<\/p>\n<p>Il \u201cpensiero sistematico\u201d \u00e8 stato dunque impiegato, prevalentemente, come una forma di \u201cretorica ecclesiale\u201d &#8211; nobile, ma gi\u00e0 acquisita \u2013 per cui si usa Tommaso o Giovanni Paolo II per uscire da quello stallo che proprio la \u201cforma tomista\u201d e \u201cneotomista\u201d avevano determinato nella dottrina e nella pastorale matrimoniale.<\/p>\n<p>Pur non mancando eccezioni meritevoli di grande attenzione &#8211; una fra tutte quella di Vesco e delle sue lucide riflessioni \u2013 si \u00e8 dimenticato che tra tutti i discorsi pronunciati sono proprio quelli di Francesco a rappresentare \u2013 sistematicamente \u2013 la novit\u00e0 pi\u00f9 significativa. Sottolineo che la loro novit\u00e0 sta proprio nel <b>profilo teologico <\/b><b>e sistematico <\/b><b>nuovo<\/b> che propongono e che accompagnano con pazienza e con audacia.<\/p>\n<p>Gli ultimi due esempi di questo \u201cmagistero teologico\u201d si trovano nelle sue parole di ieri e di oggi, ossia nel discorso di chiusura del Sinodo e nella Omelia della messa di stamattina, a S. Pietro. In entrambi i casi noi assistiamo ad un vero e proprio evento di \u201crisignificazione\u201d della tradizione: con fedelt\u00e0 al testo (magisteriale o biblico) ma con libert\u00e0 e con ardita ricostruzione sistematica, Francesco rilegge la tradizione \u201cuscendo per strada\u201d, non \u201crestando al balcone\u201d.<\/p>\n<p>Per questo <b>il teologo pi\u00f9 <\/b><b>fine e pi\u00f9 audace<\/b><b> del Sinodo \u00e8 stato Francesco<\/b>. Su questa stessa linea mi sembra di poter leggere in questi giorni una intervista e da un libro.<\/p>\n<p>L&#8217;intervista \u00e8 quella rilasciata da Massimo Cacciari, quest&#8217;oggi, per La Stampa (\u201c<b>Non vincono gli atei di sinistra, ma la strategia gesuita unita alla tradizione mistica<\/b>\u201d a cura di di G. Galeazzi), dove il filosofo veneziano puntualizza a ragione la profondit\u00e0 della posizione di Bergoglio e il suo attingere alla tradizione gesuita e mistica. A me pare che si possa rilevare in Bergoglio una \u201cfinezza teologica\u201d per lo pi\u00f9 confusa con una semplice \u201csensibilit\u00e0 pastorale\u201d, che in questo caso non \u00e8 sufficiente a spiegare la potenza della parola e del pensiero.<\/p>\n<p>Il libro che vorrei citare, invece, \u00e8 appena uscito e si intitola <b>Dio non si stanca. La misericordia come forma ecclesiale<\/b>. L&#8217;autrice, Stella Morra, che insegna teologia fondamentale alla PUG, propone una rilettura \u201csistematica\u201d del concetto di \u201cmisericordia\u201d in Francesco e nella Chiesa di domani. Credo che in questo libro si trovi una chiave di lettura molto interessante per interpretare anche questo Sinodo appena concluso. Con \u201cmisericordia\u201d Francesco non sta introducendo una variante \u201cbuonista\u201d nella tradizione cattolica, ma mira a riportare in equilibrio la \u201cforma cattolica\u201d di rapporto con Cristo, dandole una chiave di lettura complessiva. La \u201cChiesa in uscita\u201d, l&#8217;\u201dospedale da campo\u201d, il \u201ccampo profughi\u201d sono formule felici di un riposizionamento tra Chiesa e mondo, ed esprimono una modalit\u00e0 di ripensare la fede nel mondo post-moderno, con nuovi equilibri necessari \u2013 e faticosi &#8211; tra \u201clibert\u00e0\u201d, \u201cgrazia\u201d e \u201cautorit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Francesco fa parlare la tradizione con \u201cnuove parole\u201d: egli stesso le inventa, con una creativit\u00e0 inesauribile e quasi incontrollabile, di cui egli appare pi\u00f9 \u201cstrumento\u201d che \u201cautore\u201d. Non pi\u00f9 tardi di stamattina, sotto la forza del testo evangelico su Bartimeo, il papa ha elaborato \u2013 sistematicamente, lo ripeto \u2013 due categorie di grande forza per descrivere \u201catteggiamenti distorti\u201d nei confronti della tradizione: la \u201cspiritualit\u00e0 del miraggio\u201d e la \u201cfede da tabella\u201d indicano due scivoloni nel rapporto con Cristo, che rischiano di apparire \u201covvi\u201d e quasi \u201cconsigliabili\u201d per i discepoli&#8230;esattamente come, ieri, nel discorso conclusivo nell&#8217;Aula Sinodale, Francesco smascherava le forme della \u201cobbedienza alla tradizione\u201d che scambiano lo spirito con la lettera, gli uomini con le idee, la apparenza con la sostanza.<\/p>\n<p>In breve, Francesco sta rinnovando non solo il papato, la Chiesa e la pastorale, ma il modo di \u201cfare teologia\u201d. Lo fa con un impegno e una dedizione del tutto straordinaria. E non perde occasione di distinguere dove siamo abituati e confondere e di unificare dove siamo abituati a distinguere. Si capisce che qualcuno patisca per questo travaglio. Ma \u00e8 il solo modo con cui, 50 anni dopo il Concilio Vaticano II, viene rimessa al centro la \u201csostanza dell&#8217;antica dottrina del depositum fidei\u201d: nutriente e feconda come la Parola di Dio, cui \u00e8 restituita una autorit\u00e0 vitale, sorgiva e travolgente, prima di ogni mediazione dottrinale e disciplinare.<\/p>\n<p>Francesco \u00e8 teologo fine perch\u00e9 sa di doversi collocare alla radice stessa della dottrina e della disciplina, del matrimonio come della Chiesa. Abita quel luogo \u2013 mistico ed elementare &#8211; dove risuona una parola pi\u00f9 libera e pi\u00f9 esigente, alla quale fanno eco, quotidianamente, le sue parole semplici e ispirate, i suoi gesti disarmanti e profetici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Nei commenti che in queste tre settimane si sono susseguiti a proposito degli interventi dei \u201cpadri sinodali\u201d &#8211; sia nell&#8217;Aula sia nei \u201ccirculi minores\u201d &#8211; \u00e8 sfuggita per lo pi\u00f9 una caratteristica davvero decisiva&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9655"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9655"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9655\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9656,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9655\/revisions\/9656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9655"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9655"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9655"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}