{"id":9517,"date":"2015-10-13T12:32:01","date_gmt":"2015-10-13T10:32:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9517"},"modified":"2015-10-13T12:32:01","modified_gmt":"2015-10-13T10:32:01","slug":"il-card-mueller-e-quel-pasticciaccio-brutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-card-mueller-e-quel-pasticciaccio-brutto\/","title":{"rendered":"Il Card. Mueller e &#8220;quel pasticciaccio brutto&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8852\" alt=\"Famille2copie\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie-300x147.jpg\" width=\"300\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una dichiarazione del Card. Mueller (sul &#8220;Corsera&#8221; di oggi, &#8220;C&#8217;\u00e8 chi vuole seminare liti&#8221;) merita una riflessione. Appare come un giudizio articolato sul &#8220;caso&#8221; di ieri e esprime un parere allarmato sulla gravit\u00e0 dell&#8217;incidente e sulle dinamiche negative che intendeva scatenare nella Assemblea Sinodale. Tuttavia, quando il Card. Prefetto passa, brevemente, a considerazioni sulla &#8220;materia&#8221; in discussione, si lascia scappare due affermazioni sulle quali occorre soffermarsi, per una necessaria valutazione critica. Ascoltiamo anzitutto la dichiarazione, con le dovute sottolineature evidenziate in grassetto:<\/p>\n<pre>CITT\u00c0 DEL VATICANO \u00abUna lettera privata\u00a0che appartiene al\u00a0Papa! Com' \u00e8 possibile che sia stata pubblicata?\u00bb. Il cardinale Gerhard Ludwig M\u00fcller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sta in piedi davanti al portone di ferro a cuspidi\u00a0del Sant' Uffizio, un metro e novanta abbondanti di indignazione, pi\u00f9 ancora che irritazione. A San Pietro \u00e8 il crepuscolo, i padri sinodali sfilano nella penombra. Eminenza, l' ha firmata anche lei? \u00abGuardi, io non dico se ho firmato o no. Lo scandalo \u00e8 che si renda pubblica una missiva privata del Pontefice. Questo \u00e8 un nuovo Vatileaks: gli atti privati del\u00a0Papa\u00a0sono propriet\u00e0 privata del\u00a0Papa\u00a0e di nessun altro. Nessuno pu\u00f2 pubblicarla, non so come sia potuto accadere. \u00c8 chi lo ha fatto a doversi giustificare\u00bb. Perch\u00e9 \u00e8 stata fatta uscire? \u00abL' intenzione di chi ha voluto questa pubblicazione \u00e8 seminare liti, creare tensioni. Mi pare chiaro\u00bb. Francesco, in aula, aveva chiesto ai padri di \u00abnon cedere\u00bb ad una \u00abermeneutica cospirativa\u00bb. \u00abIo penso parlasse di chi sostiene che nella Curia Romana ci sia una opposizione contro il\u00a0Papa. Quelli che dicono e scrivono che ci sono i lupi, che Francesco \u00e8 circondato da lupi. \u00c8 una espressione offensiva e criminale. Io non sono un lupo contro il\u00a0Papa. Conosco chi \u00e8 il\u00a0<strong>Papa<\/strong>\u00a0e ci\u00f2 che significa il primato mille volte pi\u00f9 di chi dice queste cose. Come prefetto della Congregazione, sono il primo collaboratore del Santo Padre, non solo io ma tutti coloro che ne fanno parte. E non lascio che si metta in dubbio la mia obbedienza e il mio servire il<strong>Papa<\/strong>\u00a0e la Chiesa\u00bb. Ma quale sarebbe, in questo caso, la cospirazione? \u00abDire: noi siamo amici del\u00a0<strong>Papa<\/strong>\u00a0e quelli l\u00e0 sono i nemici! Questa \u00e8 l' ermeneutica cospirativa. Non conosco nessuno, qui, che sia contro il\u00a0<strong>Papa<\/strong>\u00bb. Non \u00e8 un mistero che nel Sinodo ci siano state obiezioni al metodo, il timore che l' esito fosse prefigurato... \u00abDa sempre il Sinodo discute di come migliorare le procedure, tutti hanno la libert\u00e0 di dire la loro opinione su questo: il regolamento \u00e8 umano, non una legge divina!\u00bb. I \u00abcircoli minori\u00bb aiutano l' approfondimento? \u00abDirei di s\u00ec. Ognuno ha la libert\u00e0 di esprimersi pi\u00f9 diffusamente. In aula c' erano solo tre minuti per ogni intervento e una sintesi di tutti gli aspetti non si pu\u00f2 fare\u00bb. Tensioni? \u00abC' era tensione tra la dottrina e l' approccio pastorale, ma \u00e8 il compito del Sinodo vedere questi due aspetti insieme. Ogni vescovo cattolico, nella sua persona, \u00e8 maestro della fede e anche pastore del gregge\u00bb. Ma come si conciliano dottrina e misericordia? \u00abL' ortodossia deve realizzarsi nella pastorale, ma non c' \u00e8 una pastorale sana senza dottrina: che \u00e8 l' insegnamento di Ges\u00f9, non una dottrina accademica di teologi. Non \u00e8 possibile che tutto sia rappresentato come un confronto tra quelli che dicono \"siamo pi\u00f9 liberali\" e trovano l' applauso della gente, e quelli che invece devono difendere la dottrina rivelata da Ges\u00f9 e sono i cattivi, i \"conservatori\"!\u00bb. E allora? \u00abCrediamo in un solo Dio, non pu\u00f2 esserci contrasto. Non \u00e8 che ce ne sia uno del Decalogo e l' altro della misericordia. E il Vangelo esige anche la conversione della nostra vita. La porta \u00e8 stretta\u00bb. Come si fa, ad esempio, con i divorziati e risposati? <strong>\u00abLe persone soffrono perch\u00e9 i loro matrimoni sono rotti, non perch\u00e9 non possano fare la comunione. Per noi il centro dell' Eucaristia \u00e8 la consacrazione, ogni cristiano ha il dovere di venire a messa ma non di fare la comunione. Concentrarsi solo su un punto non risolve niente\u00bb. E le situazioni concrete? \u00abSi pu\u00f2 discutere sulle condizioni dei singoli casi ma un regolamento generale non \u00e8 possibile. Il matrimonio \u00e8 un sacramento e la Chiesa non ha autorit\u00e0 su un sacramento\u00bb. Come finir\u00e0? \u00abPenso si arriver\u00e0 a una buona sintesi\u00bb<\/strong>.<\/pre>\n<pre><\/pre>\n<p>La occasione della intervista \u00e8, evidentemente, la fantomatica lettera di protesta, i cui firmatari non corrispondono e il cui testo \u00e8 stato messo in discussione. Ma, in questo polverone, che Mueller fotografa con giustificata preoccupazione, emergono due &#8220;tesi&#8221; &#8211; rispettivamente sulla eucaristia e sul matrimonio &#8211; che non aiutano ad arrivare ad una &#8220;buona sintesi&#8221;. Se non chiariamo queste idee &#8211; e per farlo occorre esercitare il pensiero teologico e il confronto ecclesiale &#8211; lasceremo spazio a chi vuole solo dividere perch\u00e9 nulla accada.<\/p>\n<p>La prima &#8220;tesi&#8221; riguarda la eucaristia. Bisogna dire che la affermazione deve essere contestualizzata nel discorso del Cardinale, che ha le sue giustificazioni. Egli dice, infatti:<\/p>\n<pre><strong>\u00abLe persone soffrono perch\u00e9 i loro matrimoni sono rotti, non perch\u00e9 non possano fare la comunione. Per noi il centro dell' Eucaristia \u00e8 la consacrazione, ogni cristiano ha il dovere di venire a messa ma non di fare la comunione. Concentrarsi solo su un punto non risolve niente\u00bb<\/strong><\/pre>\n<p>Buon senso consiglia di non sovrapporre semplicisticamente &#8220;fallimento matrimoniale&#8221; e &#8220;mancato accesso alla comunione&#8221;. Ma bisogna anche fare attenzione a non trascurare che, in una condizione di sofferenza forte, questo &#8220;divieto&#8221; non venga a gravare ulteriormente sulle persone. Ad ogni modo, per risolvere la questione, <strong>non \u00e8 affatto utile affiancare ad una disciplina matrimoniale meritevole di revisione una concezione superata e inadeguata di eucaristia<\/strong>. Sono almeno 100 anni &#8211; da Pio X in poi &#8211; che la &#8220;assistenza alla messa&#8221; come precetto non corrisponde pi\u00f9 al &#8220;dovere&#8221; del cristiano cattolico. E il Cardinale sembra offrire come soluzione quello che \u00e8 un problema forse ancora pi\u00f9 grave: <strong>la separazione tra sacramento e sacrificio non pu\u00f2 essere una soluzione per chi vive la separazione matrimoniale<\/strong>. <strong>Una separazione non cura l&#8217;altra<\/strong>. Per di pi\u00f9, che &#8220;per noi&#8221; il centro della Eucaristia sia la consacrazione &#8211; contrapposta alla comunione in una <strong>inattesa ripresa di spirito antiluterano<\/strong> &#8211; mi sembra francamente una soluzione peggiore del male. E&#8217; vero: concentrarsi solo su un punto non risolve niente. Tirare fuori dall&#8217;armadio la &#8220;consacrazione&#8221; contro la &#8220;comunione&#8221; per consolare i divorziati risposati \u00e8 una mossa azzardata, senza prospettive, puramente autoreferenziale e priva di efficacia alcuna.<\/p>\n<p>La seconda &#8220;tesi&#8221; riguarda il matrimonio e suona cos\u00ec:<\/p>\n<pre><strong>\u00abSi pu\u00f2 discutere sulle condizioni dei singoli casi ma un regolamento generale non \u00e8 possibile. Il matrimonio \u00e8 un sacramento e la Chiesa non ha autorit\u00e0 su un sacramento\u00bb.<\/strong><\/pre>\n<p>Questa affermazione, cos\u00ec secca, mi pare che confonda, nel matrimonio, ci\u00f2 su cui la Chiesa non ha potere e ci\u00f2 che invece dipende precisamente dalla autorit\u00e0 della Chiesa. <strong>Proprio perch\u00e9 \u00e8 un &#8220;sacramento&#8221;, il matrimonio ha una &#8220;sostanza dottrinale&#8221; che sfugge al potere della Chiesa. Ma in quanto ha una &#8220;disciplina&#8221;, tale disciplina pu\u00f2 e deve essere oggetto di precisazione, riformulazione, adattamento, restrizione o ampliamento, secondo i tempi e le contingenze.<\/strong> Anche nei sacramenti, infatti, &#8220;altra \u00e8 la sostanza dell&#8217;antica dottrina del <em>depositum fidei<\/em>, e altra \u00e8 la formulazione del suo rivestimento&#8221;. <strong>La Chiesa ha avuto e continua ad avere autorit\u00e0 sulla disciplina del sacramento. Negarlo sarebbe solo un modo per far coincidere la disciplina con la dottrina, il che renderebbe un pessimo servizio alla verit\u00e0 di fede e alla testimonianza ecclesiale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il card. Mueller ha pienamente ragione nell&#8217;augurarsi una &#8220;buona sintesi finale&#8221;. Ma per arrivarci occorrer\u00e0 rivedere ognuna delle due tesi che, <em>per transennam<\/em>, egli ha inteso avanzare nella sua intervista. Sono &#8220;tesi infondate&#8221; come queste che rischiano di confondere il Sinodo e di &#8220;seminare liti&#8221;, \u00a0forse ancor pi\u00f9 della rivelazione di notizie riservate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una dichiarazione del Card. Mueller (sul &#8220;Corsera&#8221; di oggi, &#8220;C&#8217;\u00e8 chi vuole seminare liti&#8221;) merita una riflessione. 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