{"id":9507,"date":"2015-10-12T12:05:46","date_gmt":"2015-10-12T10:05:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9507"},"modified":"2015-10-12T12:05:46","modified_gmt":"2015-10-12T10:05:46","slug":"indulgenza-storia-e-significato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/indulgenza-storia-e-significato\/","title":{"rendered":"Indulgenza: storia e significato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/indulgenza.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-9508\" alt=\"indulgenza\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/indulgenza.jpg\" width=\"170\" height=\"262\" \/><\/a><\/p>\n<pre>In vista dell'ormai prossimo Giubileo della Misericordia, Mons. Alceste Catella ed io abbiamo ripreso il libro del 1999, aggiornandolo integralmente con la prospettiva introdotta dalla Bolla di papa Francesco\u00a0<em>Misericordiae Vultus<\/em>.<\/pre>\n<pre>Ecco la mia introduzione al testo:<\/pre>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><strong><em>Introduzione<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"center\">\u00a0\u201c<i>La speranza del perdono,\u00a0<\/i><i>si \u00e8 data a cchi la v\u00f2le,\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"center\"><i>et eo a quella persona \u2019l dono,<\/i><i>ch\u2019en lo so peccato dole\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right\" align=\"center\"><i><\/i><span style=\"line-height: 1.5em\">Jacopone da Todi, <\/span><i style=\"line-height: 1.5em\">Lauda<\/i><span style=\"line-height: 1.5em\"> 49<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right\">\u00a0\u00a0&#8220;<i>L&#8217;architrave che sorregge la vita della Chiesa \u00e8 la misericordia<\/i>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">Francesco, <i>Misericordiae Vultus, 15<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019approssimarsi del Giubileo Straordinario della Misericordia torna a portare l\u2019attenzione e l\u2019interesse del cristiano (cattolico e non) su una prassi penitenziale come l\u2019indulgenza, circa la quale le difficolt\u00e0 della Chiesa moderna a pensare correttamente la propria tradizione si rivelano quasi esemplari.<\/p>\n<p>La scommessa di questo piccolo testo pu\u00f2 essere illustrata cos\u00ec: vorremmo poter affrontare il tema dell\u2019indulgenza\/indulgenze come l\u2019occasione &#8211; rara e quindi preziosa &#8211; per far emergere una serie di questioni molto pi\u00f9 grandi della sola prassi penitenziale che consideriamo, ma che l\u2019indulgenza come tale pu\u00f2 contribuire a chiarire in modo persino sorprendente.<\/p>\n<p>Forse proprio nello \u201cscandalo\u201d di fronte a ci\u00f2 che l\u2019uomo d\u2019oggi &#8211; e lo stesso cristiano contemporaneo &#8211; pu\u00f2 considerare quasi \u201cincomprensibile per il mondo attuale\u201d si pu\u00f2 trovare l\u2019occasione insperata per una riflessione pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 adeguata e anche pi\u00f9 autentica.<\/p>\n<p>Nel nostro itinerario vorremmo anche sperare di non deludere troppo due generi diversi di lettori: anzitutto coloro che si sono abituati a separare il perdono della colpa dall\u2019effettiva \u201cguarigione\u201d del perdonato e pertanto non sono disposti a prendere sul serio il cammino lento e difficile &#8211; e anche umanamente complesso &#8211; con cui il penitente \u201celabora la pena\u201d Per costoro il bisogno di conversione del cristiano tende a identificarsi con il \u201cdire il proprio peccato\u201d e con il ricevere l\u2019assoluzione dal ministro della Chiesa, ma non riesce a prendere in tutta la dovuta considerazione anche la risposta umana &#8211; storica e corporea &#8211; che \u00e8 e deve essere rivolta a questa Parola di perdono.<\/p>\n<p>In secondo luogo, vi sono invece coloro che pretendono di identificare troppo facilmente il perdono della colpa con il condono della pena: essi semplificano troppo la realt\u00e0, arrivando persino a far dipendere il perdono di Dio da qualche azione dell\u2019uomo, da qualche \u201cprestazione\u201d del penitente. In questo modo rischiano di subordinare la grazia di Dio a un\u2019opera dell\u2019uomo, fraintendendo il senso di tutta la tradizione penitenziale e il primato della misericordia di Dio che essa attesta.<\/p>\n<p>Mentre i primi &#8211; proprio per la paura di cadere in qualche forma di superstizione e di \u201cindebita\u201d commistione tra umano e divino &#8211; identificano direttamente la libert\u00e0 dell\u2019uomo con la grazia di Dio e perci\u00f2 semplificano, e talvolta persino vanificano, quella risposta umana che nella penitenza \u00e8 sempre necessaria e sempre complicata, i secondi, al contrario &#8211; proprio per affermare l\u2019onnipotenza di Dio, Padre di misericordia -, rischiano di subordinarla a qualche specifica azione dell\u2019uomo penitente, cos\u00ec distorcendo e compromettendo la significativit\u00e0 pi\u00f9 profonda delle prassi sacramentali e para-sacramentali, che annunciano la grazia di Dio come unica vera condizione del cambiamento dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Una non piccola ingenuit\u00e0 &#8211; e un forma della dimenticanza tipica del mondo attuale &#8211; sta proprio nel non capire pi\u00f9 la <i>delicata economia delle soglie necessarie alla penitenza autentica<\/i>. L\u2019uomo \u00e8 fatto anche di semplici ripetizioni. C\u2019\u00e8 una grande benedizione nel non dover pensare, ogni mattina di nuovo, a quali gesti fare per alzarsi da letto, o per accendere e guidare la macchina o per accingersi al proprio lavoro. Ma questo, che pure \u00e8 qualcosa di essenziale all\u2019uomo, non gli \u00e8 per\u00f2 sufficiente. Viene sempre il momento in cui, per continuare a fare ci\u00f2 che gi\u00e0 si faceva, occorre ricomprenderne il senso. Questo \u00e8 l\u2019unico vero modo di stare in una tradizione. Ripetere gesti antichi non dispensa dal chiedersi il loro senso autentico.<\/p>\n<p>Con tutta la sua eccezionale struttura, anche l\u2019<i>indulgenza<\/i> partecipa di questa realt\u00e0 dell\u2019uomo di fronte alla propria libert\u00e0. Essa \u00e8 una delle forme che il cristianesimo ha sperimentato e celebrato per comprendere fino in fondo la relazione tra libert\u00e0, grazia e peccato in termini di penitenza.<\/p>\n<p>Il suo svilupparsi storico, il suo radicarsi nella storia del \u201cpentirsi\u201d dell\u2019uomo &#8211; con tutto il carico di provocazione che ci\u00f2 comporta per l\u2019uomo \u201cmoderno\u201d &#8211; verr\u00e0 qui affrontato con spirito sereno, con rispetto critico, ma prendendo sempre sul serio le difficolt\u00e0 oggi pi\u00f9 fortemente percepite.<\/p>\n<p>Per questi motivi, dopo un primo passo che viene dedicato a un breve abbozzo dello sfondo biblico sul tema della misericordia e del perdono (cap. 1), procederemo a un esame storico-teologico della prassi penitenziale delle indulgenze (cap. 2), dal quale dovr\u00e0 emergere il suo profondo radicamento nella ricca e mutevole storia della penitenza cristiana. Si vedr\u00e0 come nell\u2019indulgenza non parlino soltanto le ragioni della teologia o della prassi pastorale, ma anche le esigenze di \u201ccammini penitenziali\u201d percepiti come indispensabili dal popolo di Dio.<\/p>\n<p>Successivamente (cap. 3) tenteremo di scoprire ci\u00f2 che questa storia ci insegna per l\u2019oggi sia per quanto riguarda il sacramento della penitenza, sia per quanto riguarda il rapporto della libert\u00e0 dell\u2019uomo con la grazia di Dio. Da tutto ci\u00f2 prender\u00e0 le mosse sia una puntuale interpretazione della Bolla del Giubileo del 2000 (<i>Incarnationis mysterium<\/i>) nella sua articolata lettura teologica delle indulgenze, sia la rilettura che ne d\u00e0 la Bolla <i>Misericordiae vultus<\/i>, di papa Francesco.<\/p>\n<p>Infine, nella <i>Conclusione<\/i>, si provveder\u00e0 a sintetizzare le acquisizioni maturate nella ricerca, illuminando cos\u00ec il senso ricco e profondo con cui l\u2019uomo oggi pu\u00f2 e deve fare penitenza con l\u2019 \u201caccompagnamento orante\u201d della Chiesa.<\/p>\n<p>Far gustare all\u2019uomo di oggi la profondit\u00e0 e la delicatezza della sua libert\u00e0 (in quella comunione con i fratelli che la Chiesa riceve dall\u2019alto e che per questo pu\u00f2 annunciare e realizzare): questo vorrebbe essere il profilo inedito che le indulgenze possono oggi promuovere in un modo veramente originale. Purch\u00e9 la Chiesa sappia trovare le parole giuste per disgelarne quel senso che essa anzitutto <i>riceve in dono<\/i> e che poi pu\u00f2 e deve a sua volta <i>annunciare e donare<\/i>, anche e soprattutto all\u2019umanit\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista dell&#8217;ormai prossimo Giubileo della Misericordia, Mons. Alceste Catella ed io abbiamo ripreso il libro del 1999, aggiornandolo integralmente con la prospettiva introdotta dalla Bolla di papa Francesco\u00a0Misericordiae Vultus. 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