{"id":9448,"date":"2015-09-30T10:51:00","date_gmt":"2015-09-30T08:51:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9448"},"modified":"2015-09-30T11:14:42","modified_gmt":"2015-09-30T09:14:42","slug":"pastorale-ecclesiale-e-divorzio-civile-una-relazione-pericolosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/pastorale-ecclesiale-e-divorzio-civile-una-relazione-pericolosa\/","title":{"rendered":"Pastorale ecclesiale e divorzio civile: una relazione pericolosa?"},"content":{"rendered":"<h2><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8829\" alt=\"raffaello_sposalizio\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio-202x300.jpg\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio-690x1024.jpg 690w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/raffaello_sposalizio.jpg 780w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/a><\/h2>\n<h2>\u201c<b>Non ex humano arbitrio pendet\u201d<\/b> (GS 48)<\/h2>\n<h3><b>Pastorale ecclesiale, fallimenti matrimoniali e divorzio civile<\/b><\/h3>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">Nel dibattito successivo al viaggio apostolico in America di papa Francesco \u00e8 riemerso un punto assai delicato della discussione intorno alle \u201csfide pastorali\u201d che la famiglia lancia al mondo contemporaneo. Le domande rivolte dai giornalisti a Francesco durante il viaggio di ritorno a Roma hanno sollevato la questione: \u201cesiste il pericolo di un &#8216;divorzio cattolico&#8217;\u201d?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">I criteri per una risposta ponderata possono essere i seguenti:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">a) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">uscire dalla psicosi <\/b><b style=\"line-height: 1.5em\">del \u201cpiano inclinato\u201d<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">: forse costruita ad arte, forse fondata su sensibilit\u00e0 reali, mescolate a pregiudizi, \u00e8 certo che esiste un falso ragionamento che potremmo cos\u00ec riassumere. Ogni modifica della disciplina incide sulla dottrina; e ogni mutamento della dottrina mette in dubbio la verit\u00e0. E&#8217; evidente che per questo modo di ragionare, la semplice riforma del processo canonico pu\u00f2 essere letta \u2013 come hanno fatto diversi settori della opinione pubblica, non solo ecclesiale \u2013 come \u201cdivorzio cattolico\u201d. E&#8217; giusto ricordare che la \u201cteoria del piano inclinato\u201d non solo non vale come criterio generale, ma rischia di paralizzare apologeticamente e fondamentalisticamente ogni identit\u00e0. A ragione si \u00e8 messo in luce che \u201cevocare la rottura della unit\u00e0 della Chiesa\u201d o il \u201cdivorzio cattolico\u201d per scongiurare ogni pur minima variazione della disciplina \u00e8 un modo del tutto inadeguato di \u201cstare responsabilmente nella tradizione\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">b) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">non creare fa<\/b><b style=\"line-height: 1.5em\">l<\/b><b style=\"line-height: 1.5em\">se corrispondenze e imparare l&#8217;arte delle distinzioni: <\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">la tradizione ecclesiale sul matrimonio ha sempre saputo avvalersi di raffinate distinzioni. Lo ha fatto nella Chiesa antica, in quella medievale e in quella moderna. Perch\u00e9 mai dovrebbe rinunciarvi proprio oggi? Perch\u00e9 dovremmo cedere al fondamentalismo o al massimalismo che contrappone, brutalmente e ingiustamente, Dio o niente? L&#8217;ombra lunga di un approccio \u201cantimoderno\u201d continua a incidere sul modo di considerare le \u201cforme di vita\u201d che oggi abitano il mondo e la Chiesa. La tradizione non si pu\u00f2 capire mettendo a confronto, semplicisticamente, Dio e l&#8217;uomo. Questo vale per tutto, ma soprattutto per il matrimonio!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">c) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">incontrare le persone concrete, all&#8217;interno di principi condivisi: <\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">i soggetti concreti, i loro volti, le loro coscienze e le loro storie, non si lasciano comprendere con criteri semplicemente astratti. La fatica di \u201cstare con le persone\u201d, piuttosto che guardarle \u201cdal balcone\u201d \u00e8 reale e viene da una tradizione che si \u00e8 \u201caccontentata di avere criteri di giudizio astratti\u201d. Oggi questo non ci basta pi\u00f9. La questione non \u00e8 se \u201cammettere un divorzio cattolico\u201d, ma \u201ccome riconoscere la comunione vissuta da soggetti in seconde nozze\u201d. Questo \u00e8 il punto decisivo, che non si lascia risolvere evocando fantasmi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">d) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">ritornare al fondamento del \u201csacramento\u201d e al suo rapporto con natura e cultura:<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\"> la benedizione di Dio sul matrimonio non pu\u00f2 tradursi in una maledizione. Un uso \u201cestrinseco\u201d del sacramento \u2013 ossia senza alcun rapporto con i vissuti reali dei soggetti \u2013 rischia di capovolgerne il senso e di tradurlo semplicemente in un \u201cprincipio dell&#8217;ordine sociale\u201d. Il matrimonio \u00e8 anche desiderio e anche ordine sociale, ma come sacramento \u00e8 \u201cdono\u201d e \u201cmistero\u201d. Il legame ha tanti volti: \u00e8 \u201cdi desiderio\u201d, \u00e8 \u201ccoesione sociale\u201d ed \u00e8 \u201cvocazione di fede\u201d. I rapporti tra queste diverse dimensioni non sono n\u00e9 lineari n\u00e9 gerarchici. La Chiesa del passato sapeva bene tutto ci\u00f2. Siamo ancora in grado di riconoscerlo? O speriamo solo di \u201cbloccare il sistema\u201d della vita, della storia e delle coscienze?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">e) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">comprendere la \u201cpastoralit\u00e0 della dottrina\u201d e imparare a tradurre la tradizione:<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\"> a monte di tutto questo imbarazzo sta, probabilmente, una persistente incomprensione della \u201cpastoralit\u00e0 della dottrina\u201d, cos\u00ec come proposta e sviluppata dal Concilio Vaticano II. Sostanza della dottrina \u00e8 ci\u00f2 che nutre la Chiesa. La dottrina del matrimonio, per salvaguardare la \u201cnon arbitrariet\u00e0 del vincolo\u201d, non deve essere costretta a \u201cnegare le crisi\u201d o a \u201ccolpevolizzare i soggetti\u201d. Le dinamiche del vincolo conoscono sia il peccato sia la malattia, hanno bisogno di forme della riconciliazione e della guarigione; ma conoscono anche la morte. La elaborazione del \u201clutto\u201d nel matrimonio dovrebbe essere competenza pastorale delicatissima: se la Chiesa decide di accompagnare i soggetti che costatano la morte del loro vincolo, di seminare in questi \u201csolchi non lineari\u201d, perch\u00e9 dovrebbe essere accusata di favorire un \u201cdivorzio cattolico\u201d? La Chiesa non accetta il divorzio, ma costata che i matrimoni possono fallire e vuole accompagna i soggetti feriti verso una possibile nuova fioritura di comunione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">f) <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">lo stimolo del modello di linguaggio di Francesco nei \u201cdiscorsi americani\u201d:<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\"> si deve notare, infine, che papa Francesco ha parlato di \u201cdivorzio\u201d solo per rispondere a una domanda diretta durante una intervista. Avrebbe potuto metterlo a tema infinite volte, nei suoi numerosi discorsi. Ma non lo ha fatto. Perch\u00e9? Io credo che ci\u00f2 dipenda da una lettura pastorale della dottrina: i soggetti implicati nelle storia di crisi matrimoniali vivono la seconda unione come \u201cadulterio continuato\u201d o come \u201cnuova comunione possibile\u201d? Se anche la \u201csamaritana\u201d pu\u00f2 dare la sua buona testimonianza, se anche il pubblicano pu\u00f2 scendere dall&#8217;albero, come faremo noi a non vedere che le nostre categorie rigide trasformano in maledizione certa una possibile benedizione? La alleanza tra Chiesa e famiglia chiede molto, soprattutto alla Chiesa. Anzitutto le chiede di non parlare in modo meschino e superficiale delle cose grandi e profonde. Il linguaggio di Francesco riesce nel miracolo di restituire con le parole la loro grandezza alle cose e alle persone.<\/span><\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em\">In conclusione<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">: restare fermi sulla idea che il vincolo matrimoniale \u201cnon dipenda dall&#8217;arbitrio dell&#8217;uomo\u201d &#8211; cos\u00ec come riaffermato limpidamente da GS 48 \u2013 non significa affatto che ogni variazione della disciplina giuridica o pastorale metta in questione questo principio. Anzi, il Concilio Vaticano II ci ha insegnato che restare legati a questo \u201cdono di fedelt\u00e0\u201d non solo non esclude, ma implica la capacit\u00e0 di venire incontro a tutte quelle situazioni in cui \u2013 senza che l&#8217;arbitrio sia in questione \u2013 di fatto il vincolo conosce una \u201ccrisi irreversibile\u201d<\/span><span style=\"line-height: 1.5em\">.<\/span><\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em\">Accettare il \u201cfallimento del matrimonio\u201d non significa cedere all&#8217;arbitrio dell&#8217;uomo<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">. Cos\u00ec come <\/span><b style=\"line-height: 1.5em\">difendere oggettivamente la indissolubilit\u00e0 non significa <\/b><b style=\"line-height: 1.5em\">necessariamente <\/b><b style=\"line-height: 1.5em\">da<\/b><b style=\"line-height: 1.5em\">r<\/b><b style=\"line-height: 1.5em\"> lode alla grazia di Dio<\/b><span style=\"line-height: 1.5em\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Su questo punto emerge con chiarezza il limite del dibattito attuale: la \u201cpolarizzazione\u201d tra \u201cdono di grazia\u201d e \u201carbitrio dell&#8217;uomo\u201d \u00e8 una <b>forzatura della tradizione <\/b><b>tipicamente tardo-moderna<\/b><b>, che elimina di fatto <\/b><b>ogni spazio di<\/b><b> \u201cmediazione\u201d: tra Dio che unisce e l&#8217;uomo che vuole sciogliersi dal vincolo non c<\/b><b>&#8216;<\/b><b>\u00e8 il nul<\/b><b>la<\/b><b>! In quella posizione <\/b><b>delicata<\/b><b>, sottile come un capello, ma decisiva e qualitativamente fondamentale, si colloca precisamente <\/b><b>il <\/b><b>Cristo, la Chiesa e i sacramenti<\/b>.<\/p>\n<p>Per rifiutare l&#8217;arbitrio dell&#8217;uomo non \u00e8 bene ricorrere ad un \u201cassolutismo divino\u201d: la sapienza ecclesiale sta o cade solo nella misura in cui \u00e8 capace di \u201cdare corpo\u201d alla mediazione cristologica, pneumatologica, sacramentale.<\/p>\n<p>Tale mediazione pu\u00f2 riconoscere che, senza che vi sia alcun cedimento al \u201cdivorzio cattolico\u201d &#8211; a questo fantasma cui ricorrono molti spiriti paurosi e nostalgici \u2013 la Chiesa pu\u00f2 e deve legittimamente assumersi il compito di dare risposte credibili e non ipocrite a tutti quei casi in cui <b>un matrimonio valido, la cui esistenza originaria non \u00e8 messa in dubbio, giunga a fallire<\/b>.<\/p>\n<p>Non si tratta qui di <b>sconfiggere la grazia di Dio con l&#8217;arbitrio dell&#8217;uomo, ma di assumere che la grazia <\/b><b>pu\u00f2 <\/b><b>prende<\/b><b>re<\/b><b> strade imprevedibili, contraddicendo le evidenze, al di qua e al di l\u00e0 dell&#8217;arbitrio dei soggetti implicati<\/b>. Salvaguardando la \u201cindisponibilit\u00e0 del vincolo\u201d, \u00e8 possibile riconoscere ecclesialmente la sua \u201cfine\u201d, il suo \u201cfallimento\u201d, pur nella sopravvivenza dei soggetti. Con la consapevolezza che questo male pu\u00f2 \u201caccadere\u201d per colpa o senza colpa, come un peccato o come una malattia. Questa via pastorale non \u00e8 \u201ccedimento all&#8217;arbitrio\u201d, ma \u201cpi\u00f9 profonda intelligenza di grazia\u201d. <strong>Non \u00e8 acquiescenza ad una \u201cdivorzio cattolico\u201d, ma riconoscimento di una \u201ccomunione\u201d inattesa, in quella differenza tra matrimonio e famiglia che pu\u00f2 essere scandalo per molti, ma salvezza per non pochi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon ex humano arbitrio pendet\u201d (GS 48) Pastorale ecclesiale, fallimenti matrimoniali e divorzio civile Nel dibattito successivo al viaggio apostolico in America di papa Francesco \u00e8 riemerso un punto assai delicato della discussione intorno alle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9448"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9448"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9448\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9451,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9448\/revisions\/9451"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9448"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9448"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9448"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}