{"id":9444,"date":"2015-09-28T16:11:24","date_gmt":"2015-09-28T14:11:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9444"},"modified":"2015-09-28T16:13:33","modified_gmt":"2015-09-28T14:13:33","slug":"la-famiglia-e-il-negozio-quale-rapporto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-famiglia-e-il-negozio-quale-rapporto\/","title":{"rendered":"La famiglia e il negozio: quale rapporto?"},"content":{"rendered":"<p><b><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-Francesco-3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3504\" alt=\"papa-Francesco-3\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-Francesco-3-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-Francesco-3-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-Francesco-3.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/b><\/p>\n<h2><b>Famiglia: da \u201cvalore non negoziabile\u201d a \u201cnegozio di quartiere\u201d<\/b><\/h2>\n<h2><b>I \u201cdiscorsi americani\u201d di Francesco e i registri del linguaggio magisteriale<\/b><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<p>Tra le sorprendenti esperienze scaturite dal Viaggio Apostolico a Cuba e negli USA, molto abbiamo potuto scoprire della forza della \u201cretorica\u201d di Francesco. I suoi discorsi sono caratterizzati da una grande potenza di immagini, nelle quali la fede e la cultura trovano modo di dialogare, ora seriamente, ora ironicamente, ora in modo \u201calto\u201d e ora in modo \u201cbasso\u201d. Molti possono essere gli esempi e forse per comprenderli bisognerebbe ricordare con quanta cura Jorge Mario Bergoglio abbia studiato e frequentato i classici della letteratura e abbia collaborato con J. L. Borges. Ma basti citare un esempio. Nel discorso ai Vescovi nel Seminario San Carlo di Philadelphia, Francesco ha proposto una \u201clunga similitudine\u201d, per spiegare in che modo i mutamenti sociali \u2013 e commerciali \u2013 hanno cambiato il modo di concepire i legami familiari. Ecco il testo integrale di quel lungo passaggio, comprese anche le parole dette \u201ca braccio\u201d:<\/p>\n<p><i>&#8220;Naturalmente, la nostra comprensione, plasmata sull\u2019integrazione della forma ecclesiale della fede e dell\u2019esperienza coniugale della grazia, benedetta dal sacramento, non deve farci dimenticare la profonda <b>trasformazione del quadro epocale, che incide sulla cultura sociale \u2013 e ormai purtroppo anche giuridica \u2013 dei legami familiari e che ci coinvolge tutti, credenti e non credenti<\/b>. Il cristiano <b>non \u00e8 \u201cimmune\u201d dai cambiamenti del suo tempo, e questo mondo concreto, con le sue molteplici problematiche e possibilit\u00e0, \u00e8 il luogo in cui dobbiamo vivere, credere e annunciare<\/b>.<\/i><\/p>\n<p><i>Tempo fa, vivevamo <b>in un contesto sociale in cui le affinit\u00e0 dell\u2019istituzione civile e del sacramento cristiano erano corpose e condivise: erano tra loro connesse e si sostenevano a vicenda<\/b>. Ora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Per descrivere la situazione attuale sceglierei <b>due immagini tipiche delle nostre societ\u00e0: da una parte, le note botteghe, <\/b><\/i><b>piccoli negozi<i> dei nostri quartieri, e dall\u2019altra i grandi supermercati o <\/i>centri commerciali<\/b><i>.<\/i><\/p>\n<p><i>Qualche tempo fa si poteva trovare in un medesimo negozio tutte le cose necessarie per la vita personale e familiare \u2013 certo esposte poveramente, con pochi prodotti e quindi con poca possibilit\u00e0 di scelta. Ma c\u2019era un <b>legame personale tra il negoziante e i clienti del vicinato<\/b>. Si vendeva a credito, cio\u00e8 c\u2019era fiducia, c\u2019era conoscenza, c\u2019era vicinanza. Uno si fidava dell\u2019altro. Trovava il coraggio di fidarsi. In molti luoghi lo si conosce come \u201cla bottega del quartiere\u201d.<\/i><\/p>\n<p><i>In questi ultimi decenni si sono sviluppati e ampliati <b>negozi di altro tipo: i centri commerciali<\/b>. Il mondo pare che sia diventato un grande supermercato, dove la cultura ha acquisito una dinamica concorrenziale. Non si vende pi\u00f9 a credito, non ci si pu\u00f2 fidare degli altri. Non c\u2019\u00e8 legame personale, relazione di vicinanza. La cultura attuale sembra stimolare le persone a entrare nella dinamica di non legarsi a niente e a nessuno. A non dare fiducia e non fidarsi. Perch\u00e9 la cosa pi\u00f9 importante oggi sembrerebbe essere andare dietro all\u2019ultima tendenza all\u2019ultima attivit\u00e0. E questo anche a livello religioso. Ci\u00f2 che \u00e8 importante oggi sembra determinarlo il consumo. Consumare relazioni, consumare amicizie, consumare religioni, consumare, consumare\u2026 Non importa il costo n\u00e9 le conseguenze. Un consumo che non genera legami, un consumo che va al di l\u00e0 delle relazioni umane. I legami sono un mero \u201ctramite\u201d nella soddisfazione delle \u201cmie necessit\u00e0\u201d. Il prossimo con il suo volto, con la sua storia, con i suoi affetti cessa di essere importante.<\/i><\/p>\n<p><i>E <b>questo comportamento genera una cultura che scarta tutto ci\u00f2 che \u201cnon serve\u201d pi\u00f9 o \u201cnon soddisfa\u201d i gusti del consumatore<\/b>. Abbiamo fatto della nostra societ\u00e0 una vetrina multiculturale amplissima legata solamente ai gusti di alcuni \u201cconsumatori\u201d, e, d\u2019altro canto, sono tanti, tantissimi gli altri, quelli che \u00abmangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni\u00bb (Mt 15,27).<\/i><\/p>\n<p><i>Questo produce <b>una grande ferita, una ferita culturale molto grande<\/b>. Oserei dire che una delle principali povert\u00e0 o radici di tante situazioni contemporanee consiste nella <b>solitudine radicale a cui si trovano costrette tante persone<\/b>. Inseguendo un \u201cmi piace\u201d, inseguendo l\u2019aumento del numero dei \u201cfollowers\u201d in una qualsiasi rete sociale, cos\u00ec le persone seguono \u2013 cos\u00ec seguiamo \u2013 la proposta offerta da questa societ\u00e0 contemporanea. <b>Una solitudine timorosa dell\u2019impegno in una ricerca sfrenata di sentirsi riconosciuti<\/b>.<\/i><\/p>\n<p><i>Dobbiamo condannare i nostri giovani per essere cresciuti in questa societ\u00e0? Dobbiamo\u00a0<\/i><i>scomunicarli perch\u00e9 vivono in questo mondo? Essi devono sentirsi dire dai loro pastori frasi come: \u201cuna volta era meglio\u201d; \u201cil mondo \u00e8 un disastro e, se continua cos\u00ec, non sappiamo dove andremo a finire\u201d? Questo mi suona come un tango argentino! No, non credo, non credo che sia questa la strada. Noi pastori, sulle orme del Pastore, siamo invitati a cercare, accompagnare, sollevare, curare le ferite del nostro tempo. Guardare la realt\u00e0 con gli occhi di chi sa di essere chiamato al movimento, alla conversione pastorale. Il mondo oggi ci chiede con insistenza questa conversione pastorale. \u00abE\u2019 vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugi,, senza repulsioni e senza paura. La gioia del Vangelo \u00e8 per tutto il popolo, non pu\u00f2 escludere nessuno\u00bb (<\/i><i>Evangelii gaudium, 23<\/i><i>). Il Vangelo non \u00e8 un prodotto da consumare, non rientra in questa cultura del consumismo.&#8221;<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i>Questo lungo brano presenta una serie di considerazioni molto importanti. Ma su una soltanto vorrei soffermarmi. Il \u201cnegozio\u201d diventa, in questo ragionamento per similitudine, uno dei \u201cluoghi di comprensione della famiglia\u201d. E\u2019 evidente che, nel discorso di papa Francesco, si possono trovare diversi strati:<\/p>\n<p>a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0L\u2019uso \u201cparabolico\u201d della immagine: entrando nelle dinamiche dei diversi tipi di \u201cnegozi\u201d si capiscono in modo non moralistico, ma realistico, le nuove difficolt\u00e0 che i legami apprendono \u2026dall\u2019aria che respirano;<\/p>\n<p>b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il gusto di mostrare sorprendenti corrispondenze tra le forme elementari del vivere e le sorti della vocazione e della fede: il primato della realt\u00e0 sulla idea \u00e8 affermato anche con queste scelte linguistiche, che indicano un metodo di comprensione e un rapporto vivo col reale;<\/p>\n<p>c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un uso \u201cironico\u201d del linguaggio: se ci si dispone in modo \u201castratto\u201d di fronte alla famiglia, il meglio che si riesce a dirne \u00e8 \u201cvalore non negoziabile\u201d. Dicendo cos\u00ec, per\u00f2, la si fissa in una idea. Ma questa definizione assomiglia molto a quel difetto, che lo stesso Francesco ha formulato cos\u00ec: \u201c<i>Un cristianesimo che \u201csi fa\u201d poco nella realt\u00e0 e \u201csi spiega\u201d infinitamente nella formazione, sta in una sproporzione pericolosa. Direi in un vero e proprio circolo vizioso<\/i><i>\u201d<\/i>. Ma per contestare questo stile \u201castratto\u201d la via scelta da Francesco non \u00e8 quella \u201cteorica\u201d, ma quella \u201cironica\u201d. Egli non usa il \u201cnegozio\u201d come \u201cnegazione della famiglia\u201d, ma lo introduce come \u201canalogatum\u201d per comprenderla!<\/p>\n<p>Questo passaggio magistrale cambia tutto, anche se non risolve tutto, evidentemente. Cambia tuttavia l\u2019approccio, prepara l\u2019incontro, induce un ascolto interessato, rispetta la libert\u00e0 e annuncia il bello della comunione. Assume la esperienza del soggetto come passaggio obbligato per accedere alla tradizione ecclesiale e per renderla viva.<\/p>\n<p>Forse, al fondo di queste scelte linguistiche, il magistero americano di Francesco sulla famiglia consiste in questo: <b>annunciare la bellezza della comunione non con lo stile della autorit\u00e0, ma con quello della libert\u00e0<\/b>. Per mostrare che, ultimamente, <b>\u00e8 della autorit\u00e0 della comunione che ha bisogno ogni libert\u00e0 per essere se stessa<\/b>! Come postilla \u00e8 utile ricordare che il \u00a0magistero di Francesco \u00e8 \u201camericano\u201d non soltanto perch\u00e9 espresso in America, ma perch\u00e9 frutto della esperienza di un americano. Figlio di immigrati, come quasi tutti gli americani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Famiglia: da \u201cvalore non negoziabile\u201d a \u201cnegozio di quartiere\u201d I \u201cdiscorsi americani\u201d di Francesco e i registri del linguaggio magisteriale Tra le sorprendenti esperienze scaturite dal Viaggio Apostolico a Cuba e negli USA, molto abbiamo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9444"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9444"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9444\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9447,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9444\/revisions\/9447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9444"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9444"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9444"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}