{"id":9410,"date":"2015-09-23T22:50:28","date_gmt":"2015-09-23T20:50:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9410"},"modified":"2015-09-23T22:50:28","modified_gmt":"2015-09-23T20:50:28","slug":"la-domanda-nuova-e-il-movimento-in-uscita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-domanda-nuova-e-il-movimento-in-uscita\/","title":{"rendered":"La domanda nuova e il movimento &#8220;in uscita&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\"><b><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3525\" alt=\"mariage1\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage1-300x294.jpg\" width=\"300\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage1-300x294.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage1.jpg 306w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">Su &#8220;Settimana&#8221; (33\/2015) esce oggi \u00a0un nuovo contributo della rubrica Si.No.Do. Questioni intersinodali. Eccone il testo<\/span><\/p>\n<h2><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\"><b>La domanda nuova e il movimento \u201cin uscita\u201d<\/b><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">Una grande novit\u00e0, maturata solo alcuni giorni fa, e che entrer\u00e0 in vigore a partire dall&#8217; 8 dicembre prossimo, \u00e8 venuta dalla riforma del processo canonico per la dichiarazione della nullit\u00e0 del legame matrimoniale, decisa col Motu Proprio \u201cMitis Iudex Dominus Iesus\u201d da papa Francesco. Ci\u00f2 che prima avveniva secondo una procedura complessa, lenta e spesso cavillosa, potr\u00e0 essere portato a termine con rapidit\u00e0, prossimit\u00e0 e prezzi ridotti. Il tutto, poi, verr\u00e0 ricondotto alla \u201ccompetenza episcopale\u201d, con una intenzione che non \u00e8 soltanto giuridica, ma pastorale ed ecclesiale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">E\u2019 naturale chiedersi in quale rapporto debba essere posto questo provvedimento rispetto al prossimo Sinodo dei Vescovi. Vi \u00e8 chi ha detto, con qualche ragione, che questa riforma semplifica il compito del prossimo Sinodo. Ma occorre intendersi bene su che cosa significhi questa semplificazione. Senza dubbio essa consiste nell&#8217;aver liberato il Sinodo dal dover provvedere su questa materia \u201cprocessuale\u201d. Ma se si pensasse che la semplificazione consista nell&#8217;aver gi\u00e0 assunto il Papa le decisioni che spettano al Sinodo, allora questa interpretazione risulterebbe non solo azzardata, ma anche pericolosa. Vediamo perch\u00e9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\"><b>La domanda sul passato<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">Vi \u00e8 una \u201cdomanda classica\u201d, con cui la tradizione medievale e moderna ha cercato di dare risposta alle \u201ccrisi familiari\u201d \u2013 e che resta ancora oggi una domanda del tutto legittima. A tale domanda tradizionale la Riforma del Codice potr\u00e0 offrire una risposta pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 accessibile e meno \u201cautoreferenziale\u201d. Questa domanda classica potrebbe essere cos\u00ec formulata: \u201c<i><b>Il legame matrimoniale che vincola i soggetti oggi in crisi \u00e8 veramente esistito al suo inizio?<\/b><\/i>\u201d Tale domanda \u00e8 del tutto legittima, corrisponde a vissuti reali e interpreta una parte delle vicende che i cristiani hanno sperimentato e sperimentano nel corso della loro vita matrimoniale. Il problema, tuttavia, sorge quando questa domanda acquisisce la caratteristica di essere l&#8217;<i><b>unica domanda possibile<\/b><\/i> per rimediare alla crisi dei soggetti in relazione. Infatti tale domanda, nella sua parziale validit\u00e0 anche per l\u2019oggi, non riesce ad intercettare la gran parte delle \u201ccause di crisi\u201d che le famiglie sperimentano da almeno un secolo. In queste crisi la domanda centrale non pu\u00f2 pi\u00f9 essere rivolta soltanto al passato, ma <i><b>deve interrogare il presente e il futuro<\/b><\/i>. Dio, per tutti questi casi di crisi, non sta solo in un \u201cinizio assoluto\u201d delle nozze, ma in una presenza attuale e misericordiosa e in una speranza aperta per l&#8217;avvenire. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\"><b>La domanda sul futuro<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">Se questo \u00e8 il nostro tempo, con le sue gioie e i suoi dolori, occorre allora considerare l&#8217;emergere di un&#8217;altra domanda che, senza smentire la possibilit\u00e0 di sollevare ancor oggi la domanda classica, la integra, la amplia e la traduce nel contesto attuale. Come ha detto di recente un bravo teologo, la domanda classica sulla fragilit\u00e0 dell&#8217;nizio genera una pretesa imbarazzante di \u201criduzione al nulla\u201d di tutto il rapporto coniugale: ma occorre riconoscere apertamente che <i><b>\u201cnon pu\u00f2 mai essere come se non fosse accaduto nulla\u201d<\/b><\/i>. Per evitare che in futuro un \u201cmatrimonio difficile\u201d possa essere considerato, con troppa facilit\u00e0, un matrimonio mai esistito, occorrer\u00e0 predisporre, anche per i singoli, gli strumenti per superare le difficolt\u00e0 presenti o per elaborare il lutto di ci\u00f2 che \u00e8 passato ed aprirsi al nuovo. Non di rado, infatti, nelle storie dei soggetti implicati, la rimozione del passato \u00e8 l\u2019errore pi\u00f9 grave, al quale la Chiesa non dovr\u00e0 fornire alibi. Dovremo dunque avere la forza di cambiare la domanda con cui intercettiamo queste \u201cstorie di vita\u201d: dovremo chiederci, in altre parole, quale peccato possa essere superato e quale grazia sia possibile, vivibile e sopportabile, oggi e domani, da parte dei coniugi. La loro \u201cstoria\u201d, la loro \u201ccoscienza\u201d, la loro \u201clibert\u00e0 nella comunione\u201d diventer\u00e0 il centro di una \u201ccura ecclesiale\u201d impostata non sulla \u201cindagine del passato\u201d, ma sulla dinamica del presente verso il futuro. Una \u201cpastorale non giudiziaria\u201d, in altri termini, potr\u00e0 scaturire soltanto se, accanto a questa giusta riforma del Codice di Diritto canonico, il Sinodo sapr\u00e0 proporre una riforma del \u201ccodice comportamentale\u201d della pastorale, del modo di parlare e di ascoltare, dello stile del giudicare e del consolare, delle forme dell&#8217;accompagnare e del consigliare. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\"><b>Una pastorale \u201cnon giudiziaria\u201d<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">La Riforma del Codice e delle procedure \u00e8 stata fatta con giusta sollecitudine, con il lavoro di una commissione e sotto la responsabilit\u00e0 diretta di Papa Francesco. La riforma pastorale dovr\u00e0 passare attraverso il necessario confronto con tutti i Vescovi nella mediazione sinodale. Dovendo intercettare le differenti chiese e le diverse culture, avr\u00e0 bisogno di molte sfumature, di tante attenzioni e di molta sapienza. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">Comunque sia, un dato risulta chiaro; <i><b>ci\u00f2 che con la Riforma del Processo \u00e8 iniziato non potr\u00e0 restare senza seguito<\/b><\/i>. Se ad una riforma delle procedure per la nullit\u00e0 non si accompagneranno riforme della pastorale per andare incontro ai matrimoni \u201cfalliti\u201d (ma non nulli), l&#8217;effetto sar\u00e0 soltanto quello di una grave \u201cdistorsione\u201d: se alla rapidit\u00e0 processuale corrisponder\u00e0 un immobilismo pastorale, ogni movimento passer\u00e0 inevitabilmente per le procedure, con esiti molto problematici e carichi di non poca ipocrisia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">La Riforma del Codice non \u00e8 solo un \u201cfatto\u201d, ma anche un \u201cmonito\u201d: invita ogni Vescovo della assemblea sinodale a fare la propria parte. Il papa ha fatto la sua, ora tocca al Sinodo mostrare la propria determinazione nel dare alla Chiesa gli strumenti per sanare le ferite delle famiglie infelici e per dare speranza alle comunioni ingiustamente impossibili. Per farlo dovr\u00e0 sapere anzitutto <i><b>ascoltare le voci che pongono la \u201cdomanda nuova\u201d<\/b><\/i>, senza pretendere di ridurre tutta la cura pastorale soltanto a \u201cforme processuali rinnovate\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Calibri, Calibri, serif\">Per essere \u201cin uscita\u201d una Chiesa deve imparare a muoversi. Ma per muoversi deve sbilanciarsi. Se volesse restare sempre in equilibrio, diventerebbe come una statua. Ma se si sbilancer\u00e0, dovr\u00e0 imparare a muovere entrambe le gambe: quella giudiziaria e quella pastorale. Altrimenti cadr\u00e0.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su &#8220;Settimana&#8221; (33\/2015) esce oggi \u00a0un nuovo contributo della rubrica Si.No.Do. Questioni intersinodali. 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