{"id":9407,"date":"2015-09-22T12:27:24","date_gmt":"2015-09-22T10:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9407"},"modified":"2019-02-06T12:20:19","modified_gmt":"2019-02-06T11:20:19","slug":"crescita-inclusiva-litalia-e-ancora-in-coda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/crescita-inclusiva-litalia-e-ancora-in-coda\/","title":{"rendered":"Crescita inclusiva: l\u2019Italia \u00e8 ancora in coda"},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi \u00e8 uscito l\u2019ultimo rapporto del World Economic Forum, <i>The Inclusive Growth and Development Report<\/i>, che riporta la classifica di 112 paesi al mondo con riferimento alla crescita inclusiva definita utilizzando una serie di variabili fondamentali, quali l\u2019istruzione, il lavoro, la casa, l\u2019inclusione finanziaria, la corruzione, i servizi fondamentali nonch\u00e9 i trasferimenti fiscali.<\/p>\n<p>Ero molto indecisa se riprendere i risultati di questa classifica, perch\u00e9 l\u2019Italia ne esce ancora una volta strapazzata, occupando le ultime posizioni in quasi tutte le categorie citate. Nei giorni di gran festa per la bellissima impresa delle due tenniste italiane, Flavia Pennetta e Roberta Vinci, mi sembrava infatti di cattivo gusto fornire informazioni poco incoraggianti sul nostro paese. Ma alla fine ho pensato che le due italiane sono l\u2019eccezione che conferma la regola e che in fondo i risultati che analizziamo ribadiscono quanto siano importanti l\u2019impegno, la seriet\u00e0, la tenacia di tutti, proprio quelle doti che hanno portato le due tenniste \u2013 oltre alle loro indubbie capacit\u00e0 fisiche \u00a0\u2013 sulla vetta del mondo sportivo mondiale.<\/p>\n<p>Occorre innanzitutto chiarire che la <b>crescita inclusiva<\/b> \u2013 definita come la crescita economica sostenibile in un significativo periodo di tempo, riferita a numerosi \u00a0settori economici, che crea opportunit\u00e0 di lavoro per un gran numero di persone e riduce la povert\u00e0 &#8211; si valuta in relazione sia alla velocit\u00e0 sia alle modalit\u00e0 con cui la crescita economica si realizza.<\/p>\n<p>I drammatici effetti della recente crisi economica e finanziaria hanno evidenziato la necessit\u00e0 di cercare un <b>nuovo modello di sviluppo<\/b>. \u00c8 ormai scontato che il mero obiettivo della crescita del PIL pro capite non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente per raggiungere un adeguato soddisfacimento delle esigenze sociali. Il significato stesso di tale rapporto risulta oggi inadeguato per cogliere appieno il valore dell\u2019attivit\u00e0 produttiva svolta in una paese in un determinato periodo di tempo.<\/p>\n<p>Sono ormai numerose le occasioni nelle quali anche il Papa ha espresso la sua preoccupazione per il diffondersi delle disuguaglianze ed ha chiesto la collaborazione di tutti per un miglioramento su questo fronte. Non ripetiamo i dati relativi alla crescente concentrazione della ricchezza e alla minore mobilit\u00e0 sociale (si veda il nostro blog di agosto). In relazione al legame fra <i>inequality<\/i> e crescita economica, ricordiamo che una maggiore uguaglianza non comporta affatto una minore crescita economica, tutt\u2019altro.<\/p>\n<p>Secondo il rapporto WEF (traduco pressoch\u00e8 letteralmente) \u201cil nostro paese deve fare i conti con un elevato livello di corruzione e una misera etica nel business e nella politica, fra le peggiori nelle economie avanzate, con pesanti implicazioni in molte aree della vita sociale. La disoccupazione \u00e8 elevata e accompagnata da un consistente numero di lavori part-time involontari nonch\u00e9 da lavoratori in condizioni di lavoro irregolari e vulnerabili. La partecipazione delle donne nelle attivit\u00e0 lavorative \u00e8 \u201cestremamente bassa\u201d, anche a causa di un gap retributivo che \u00e8 uno dei pi\u00f9 consistenti fra le economie avanzate. La creazione di nuove imprese \u00e8 molto limitata e ci\u00f2 limita le opportunit\u00e0 di impiego. Infine, un sistema di protezione sociale che non \u00e8 n\u00e9 particolarmente generoso n\u00e9 efficiente si aggiunge ad un crescente senso di precariet\u00e0 e di esclusione nel paese\u201d.<\/p>\n<p>La descrizione \u00e8 impietosa. Posto che tutti i 112 paesi analizzati, nessuno escluso, devono migliorare in una o pi\u00f9 aree, la posizione dell\u2019Italia risulta meno \u201cfragile\u201d, ovvero si colloca in posizioni pi\u00f9 elevate, solo nella tutela del lavoro degli anziani e nella tutela della maternit\u00e0. In particolare, nella classifica riferita alla percentuale dei lavoratori che hanno pi\u00f9 di 65 anni, l\u2019Italia si colloca al 5\u00b0 posto su 30 paesi appartenenti alla categoria \u201cAdvanced Economies\u201d; nonch\u00e9 con riferimento al numero di giorni pagati per maternit\u00e0 il nostro paese si colloca al 4\u00b0 posto (su 24 paesi), ma al 13\u00b0 su 15 paesi con riferimento al \u201cpaid paternity leave\u201d (ovvero al numero dei giorni di assenza dal lavoro che possono essere chiesti dal padre alla nascita di un figlio). Mentre il risultato riferito alla maternit\u00e0 mi sembra di indubbio valore, ho qualche riserva sul precedente per gli evidenti riflessi sulla disoccupazione che pu\u00f2 comportare fra i giovani.<\/p>\n<p>Con riferimento all\u2019intermediazione finanziaria (cio\u00e8 alla disponibilit\u00e0 ed all\u2019utilizzo di servizi finanziari), l\u2019Italia si colloca all\u2019ultimo posto; al penultimo in particolare sia nell\u2019inclusione finanziaria sia nell\u2019intermediazione a sostegno degli investimenti delle aziende.<\/p>\n<p>Evito di riportare le altre classifiche, poich\u00e9 i risultati sono analoghi. Questa analisi non riporta nulla di nuovo, ma si tratta di una nuova sferzata che ci deve spingere a non abbassare la guardia, anzi a fare di pi\u00f9, a mettere mano all\u2019aratro \u2013 come ci diceva Giorgio La Pira (si veda il Terebinto) \u2013 con ancor pi\u00f9 vigore, ciascuno nel proprio, piccolo o grande, campo nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi \u00e8 uscito l\u2019ultimo rapporto del World Economic Forum, The Inclusive Growth and Development Report, che riporta la classifica di 112 paesi al mondo con riferimento alla crescita inclusiva definita utilizzando una serie&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[83,1],"tags":[98,94],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9407"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9407"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9409,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9407\/revisions\/9409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}