{"id":9197,"date":"2015-08-29T08:08:50","date_gmt":"2015-08-29T06:08:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=9197"},"modified":"2015-08-29T08:13:27","modified_gmt":"2015-08-29T06:13:27","slug":"tradizione-e-modernita-intervista-sul-sinodo-sulla-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tradizione-e-modernita-intervista-sul-sinodo-sulla-famiglia\/","title":{"rendered":"Tradizione e modernit\u00e0: intervista sul Sinodo sulla famiglia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4508\" alt=\"viadelconcilio01\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\" width=\"273\" height=\"204\" \/><\/a><\/p>\n<p>E&#8217; apparsa sul blog della rivista \u00a0IHU \u2013on line una intervista sul prossimo Sinodo sulla famiglia (<a href=\"http:\/\/ihu.unisinos.br\/entrevistas\/546208-sinodo-sobre-a-familia-entre-a-tradicao-e-a-modernidade-entrevista-especial-com-andrea-grillo\" target=\"_blank\">http:\/\/ihu.unisinos.br\/entrevistas\/546208-sinodo-sobre-a-familia-entre-a-tradicao-e-a-modernidade-entrevista-especial-com-andrea-grillo<\/a>) a cura di Patricia Fachin.<\/p>\n<p>Qui presento la versione originale italiana della intervista rilasciata alla rivista brasiliana<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/i61.tinypic.com\/4lfzp3.jpg\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; Sotto quali aspetti lei pensa che la Chiesa sia autoreferenziale?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Il tema della autoreferenzialit\u00e0 ecclesiale, come questione di fondo, \u00e8 stato sollevato da papa Francesco immediatamente dopo la sua elezione. Anzi, potremmo dire che questo \u00e8 il tema fondamentale che ha segnato anche il discorso che Jorge Mario Bergoglio ha pronunciato alla Congregazione dei Cardinali, durante la preparazione del Conclave. E&#8217; forse il tratta decisivo che qualifica il suo pontificato. E indica la esigenza di superare una tendenza che potremmo riconoscere collocata alla base del rapporto della Chiesa cattolica con il mondo moderno. Sia con la \u201cprima modernit\u00e0\u201d, nel conflitto con il protestantesimo, sia nella \u201cseconda modernit\u00e0\u201d, nel conflitto con la societ\u00e0 liberale. Una Chiesa antiprotestante e antimoderna, inevitabilmente, ha accresciuto largamente una \u201csindrome di chiusura\u201d che le ha fatto perdere quasi ogni fiducia verso l&#8217;\u201daltro\u201d. In tal modo, chiudendosi progressivamente in se stessa, la Chiesa ha perso non solo la propria identit\u00e0, ma anche la propria vocazione. Il rimedio alla autoreferenzialit\u00e0 \u00e8 la \u201cuscita\u201d, altra parola chiave del pontificato. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; Il Sinodo riflette quest\u2019immagine autoreferenziale di Chiesa?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Di per s\u00e9, il Sinodo avrebbe dovuto essere la continuazione della esperienza conciliare di \u201capertura all&#8217;altro\u201d. Questa era la sua funzione originaria. Ma bisogna dire che la sua disciplina e la sua gestione, nel periodo post-conciliare, ha fatto del Sinodo dei Vescovi uno strumento di progressiva autoreferenzialit\u00e0, almeno in due sensi. In primo luogo a causa di una mancanza di libert\u00e0 che ha caratterizzato i lavori delle diverse Sessioni, dove quasi tutto era predeterminato in anticipo. In secondo luogo per \u201cmancanza di autorit\u00e0\u201d: a ben vedere, infatti, oggi il Sinodo dei Vescovi \u00e8 dotato di minori poteri rispetto ad un qualsiasi Consiglio Pastorale diocesano. Questa mancanza di autorit\u00e0 si presenta come una questione di fondo, che occorrer\u00e0 affrontare con tutta la determinazione necessaria.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; Oggi esiste un senso comune per cui la Chiesa \u00e8 autoreferenziale e che dovrebbe essere pi\u00f9 aperta ai cambiamenti in tutto il mondo. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi per la Chiesa nel &#8220;modernizzarsi&#8221;, per cos\u00ec dire, ripensando anche i suoi sacramenti, come il matrimonio?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Vorrei precisare che proprio su questo piano, ossia sul modo di intendere la autoreferenzialit\u00e0, si crea spesso un equivoco pericoloso. La autoreferenzialit\u00e0 certamente si manifesta come una \u201cdistanza dal mondo\u201d, progressiva e grave, ma anche \u2013 e direi in modo ancora pi\u00f9 rischioso \u2013 come una distanza da Dio, dalla sua imprevedibile autorit\u00e0 e dalla libert\u00e0 del suo Spirito. Se una Chiesa \u00e8 autoreferenziale, anzitutto si chiude a Dio e alla sua Parola. Una Chiesa chiusa in se stessa, fallisce perch\u00e9 non si lascia pi\u00f9 guidare dallo Spirito, ma dai suoi codici, dalle sue regole e dalle sue abitudini. Tuttavia, proprio per poter ascoltare la parola che Dio le rivolge, la chiesa deve vivere la esperienza degli uomini e delle donne, fino in fondo e senza paura. Non esiste possibilit\u00e0 di comprendere gli stessi sacramenti separandosi dalla esperienza degli uomini e delle donne. Per questo la \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d \u00e8 un problema anzitutto per la teologia, oltre che per la pastorale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; \u00c8 possibile che la Chiesa ripensi i propri sacramenti e mantenga in ogni modo le sue posizioni?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">E&#8217; chiaro che la tradizione ecclesiale ha una grande urgenza di ripensare tutti i sacramenti, dal battesimo, alla eucaristia al matrimonio. Pu\u00f2 mantenere le proprie posizioni solo se \u00e8 capace di lasciarle illuminare dalla Parola di Dio e dalla esperienza degli uomini e delle donne. In altri termini, la Chiesa pu\u00f2 restare fedele alle proprie tradizioni solo se, per certi versi, \u00e8 capace di leggerle in modo diverso, pi\u00f9 acuto e pi\u00f9 profondo. Una mera ripetizione non salva la tradizione, ma la affossa. La Chiesa non \u00e8 un museo, ma un giardino. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211;\u00a0Lei critica la Chiesa quando essa tocca vari temi, come quelli presenti nel dibattito del Sinodo, puntando a se stessa, nella forma del riferimento al Magistero e a documenti precedenti. Che ruolo il ricorso al Magistero deve avere nel dibattito?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Come \u00e8 evidente, la Chiesa non pu\u00f2 non fondarsi su una tradizione che il Magistero interpreta con la massima autorevolezza. Quindi non vi pu\u00f2 essere nulla di strano nel fatto che, anche nel Sinodo sulla famiglia, vi sia un forte richiamo alla tradizione magisteriale, antica e recente. Il problema \u00e8 piuttosto rappresentato da quelle forme di riferimento al magistero che pretenderebbero di \u201cfossilizzare\u201d la esperienza di fede e la vita dei soggetti nelle categorie fissate dal Magistero, ma non in modo irreformabile. Oggi, dobbiamo ammetterlo, ci sono posizioni del Magistero antico e recente, che non risolvono i problemi, ma, anzi, contribuiscono a complicarli o a renderli assolutamente privi di soluzione. Faccio solo due esempi. Il primo \u00e8 quello della \u201cidentificazione di contratto e sacramento\u201d, con cui la tradizione tardo moderna ha cercato di salvare non solo la verit\u00e0 del matrimonio, ma anche la competenza ecclesiale su di esso. Oggi, questa soluzione appare non solo forzata, ma come la causa di molti imbarazzi giuridici e pastorali. Altrettanto dovremmo dire per l&#8217;uso disinvolto con cui si fa ricorso alla \u201cmistica nuziale\u201d, utilizzando un linguaggio da profeti, ma per fare gli interessi dei re. Spesso questo riferimento \u201cmistico\u201d serve soltanto a dare una parvenza di argomentazione a regole o a discipline nate da mondi ormai tramontati e privi di realt\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; Si pu\u00f2 approfittare di ci\u00f2 che dice il Magistero senza cadere nell\u2019autoreferenzialit\u00e0?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Io sono convinto di si. Purch\u00e9 si riconosca che il Magistero non parla solo al passato, ma anche al presente e al futuro. Se il Sinodo dei Vescovi fosse del tutto cosciente di \u201cessere parola magisteriale\u201d, avrebbe il coraggio e la fedelt\u00e0 della tradizione e potrebbe assumere anche il compito di \u201cdire cose nuove\u201d: nella storia \u00e8 stato fatto molte volte e non si capisce perch\u00e9 oggi non dovrebbe essere possibile! Se guardiamo anche al recente passato, la Esortazione Apostolica <i>Familiaris Consortio<\/i> ha introdotto nella Chiesa, nel 1981, alcune parole nuove. Io non capisco perch\u00e9, 35 anni dopo, non dovrebbe essere possibile continuare su quella strada, anche accollandosi alcune novit\u00e0 necessarie rispetto a quel testo. Altrimenti dovremmo pensare che Giovanni Paolo II fosse autorizzato ad arricchire la tradizione, mentre Francesco no!<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; Lei ha citato in un recente articolo che per capire meglio l&#8217;esperienza familiare, per\u00a0<\/b><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>quanto riguarda il Sinodo, sarebbe meglio elaborare categorie pi\u00f9 adeguate che potrebbero essere tratte dall&#8217;esperienza liturgica. Quali categorie sono?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Le categorie con cui spesso parliamo del matrimonio hanno avuto origine da interessi e da questioni di carattere giuridico e morale. Per questo il linguaggio con cui vengono formulate spesso risente di questa origine. Oggi abbiamo bisogno di non perdere queste ricchezze, ma di riformularle secondo linguaggio diversi, forse meno chiari, ma molto pi\u00f9 potenti e radicali. L&#8217;esperienza liturgica della \u201ccomunione\u201d non \u00e8 anzitutto una esperienza giuridica o morale, ma \u00e8 esperienza di \u201cpasto\u201d, di \u201cparola\u201d, di \u201craduno\u201d, di \u201ccura per l&#8217;altro\u201d. A mio avviso non \u00e8 privo di utilit\u00e0 interrogarsi sulla esperienza familiare con l&#8217;aiuto di queste categorie-limite: la tavola, il talamo e la toilette (sic!) come luoghi della comunione familiare. Questo aiuta molto a non ideologizzare la famiglia, a riconoscerla come luogo di comunione elementare, nel mangiare insieme, nel dormire insieme, nel prendersi cura della pulizia altrui!<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; Particolarmente a proposito del matrimonio, lei dice che \u201cle categorie classiche intorno al matrimonio, non hanno pi\u00f9 elasticit\u00e0\u201d. Perch\u00e9? Quali categorie dovrebbero sostituirle per \u201cdire\u201d il matrimonio, allora?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">In questo compito di riformulazione non dobbiamo iniziare da zero. La storia della teologia \u00e8 la lunga storia di una progressiva precisazione delle categorie con cui la Parola di Dio sulla unione tra uomo e donna diventa vivibile, si fa cultura, in rapporto alla natura e al compimento in Dio. Io vorrei che si evitasse di pensare \u2013 come spesso accade \u2013 che per 2000 anni abbiamo avuto sempre le stesse parole, e ora le vorremmo cambiare. Non \u00e8 affatto cos\u00ec. Nella storia le categorie di comprensione del matrimonio si sono evolute tante volte. Alla comprensione \u201cromana\u201d si \u00e8 ben presto affiancata la lettura \u201cbarbarica\u201d del matrimonio. Una prima sintesi tra queste due \u201cculture\u201d \u00e8 avvenuta nel Medioevo. Ma poi con Trento si \u00e8 riconosciuto un valore alla \u201cforma canonica\u201d, per poi arrivare, con il Codice del 1917, ad una formulazione complessiva e rigida del rapporto tra contratto e sacramento. Ma, parallelamente, nasceva l&#8217;esigenza di dare spazio alla \u201cpersona\u201d, al \u201csoggetto\u201d, al \u201csentimento\u201d, di cui \u00e8 testimone il Concilio Vaticano II. Tutto questo \u00e8 avvenuto nel contesto di una societ\u00e0 che, anzitutto in Europa, prendeva nuovi stili di vita, scopriva la mobilit\u00e0, i diritti dei soggetti (e delle donne) e ripensava le forme della comunione. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; Lei ha anche citato che la categoria del matrimonio \u00e8 entrata in crisi dal XIX secolo. Questa crisi indica, in parte, che non vi \u00e8 pi\u00f9 un\u2019adesione alla concezione cristiana del matrimonio da parte della societ\u00e0. Tuttavia, che cosa dice questa crisi o dovrebbe dire sul valore della verit\u00e0 della concezione del matrimonio in se stessa?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Credo che sia utile distinguere bene le questioni. Anzitutto vi \u00e8 uno sviluppo delle forme civili del vivere che non si pu\u00f2 mai ridurre soltanto alla \u201cadesione a valori\u201d. La fedelt\u00e0 tra i coniugi, per moltissimi secoli, non era solo un valore, ma una necessit\u00e0. Bisogna ricordare che fino al XX secolo la condizione di \u201cseparazione\u201d tra i coniugi determinava per uno dei due \u2013 e spesso per entrambi \u2013 la impossibilit\u00e0 di vivere. L&#8217;idea della \u201cautonomia finanziaria\u201d di ogni soggetto \u00e8 recentissima e condiziona strutturalmente la possibilit\u00e0 di \u201cseconde unioni\u201d. Dire la \u201cverit\u00e0 del matrimonio\u201d significa dare gli strumenti ideali, materiali, psicologici ed esperienziali per rendere possibile la fedelt\u00e0, la indissolubilit\u00e0 e la fecondit\u00e0 nelle condizioni della societ\u00e0 \u201caperta\u201d e addirittura \u201cliquida\u201d. D&#8217;altra parte, non tutto il mondo \u00e8 uniforme. Per questo sar\u00e0 inevitabile che la Chiesa differenzi la propria disciplina almeno per \u201cgrandi continenti\u201d, o comunque per grandi regioni ecclesiastiche, dove il rapporto tra natura, cultura e fede subisce inevitabili differenze, legate alla storia e a diverse tradizioni culturali.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><b><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">&#8211;\u00a0Nel suo libro\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\">\u201c<\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Sinodo approssimato\u201d, lei cita il seguente brano: &#8220;San Vincenzo di Lerino fa il paragone tra lo sviluppo biologico dell&#8217;uomo e la trasmissione di un\u2019epoca ad altra del <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><i>depositum fidei<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">, che cresce e si consolida con il passare del tempo&#8221;. Detto questo, quali aspetti dell&#8217;uomo sono cambiati e devono essere considerati dalla Chiesa nella realizzazione del Sinodo per quanto riguarda la famiglia e l\u2019idea di famiglia?<\/span><\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Accettare ci\u00f2 che dice S. Vincenzo di L\u00e9rins significa non illudersi di poter guardare alla storia \u201cda fuori\u201d. Questo \u00e8, in fondo, il vero pericolo della autoreferenzialit\u00e0: di credere di stare a guardare la storia \u201cdal balcone\u201d. Come ha detto papa Francesco, abbiamo bisogno di teologi e di pastori che non stiano \u201cal balcone\u201d, ma che scendano in strada, che lavorino \u201cin uscita\u201d. Per parlare della \u201ccomunione\u201d tra uomo e donna, che si apre alla vita e che diventa autorevole, dobbiamo oggi elaborare categorie pi\u00f9 fini e pi\u00f9 acute. Abbiamo una lunga tradizione che ha vissuto la \u201cautorit\u00e0 paterna\u201d o \u201cmaritale\u201d come una evidenza talmente grande, da diventare anche motivo di sopruso e di violenza. Oggi essere \u201cpadri\u201d, \u201cmadri\u201d, \u201cmariti\u201d, e \u201cmogli\u201d ha bisogno di una grammatica in parte nuova, che sappia coniugare la autorit\u00e0 con la libert\u00e0, la differenza con la eguaglianza. Una famiglia che oggi volesse sostituire o soppiantare la libert\u00e0 dei soggetti e la loro coscienza sarebbe solo una nuova forma di oscurantismo. Esattamente come lo \u00e8 il tentativo di pensare il soggetto liberandolo dalla comunione originaria che deve riconoscere iscritta nella propria libert\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; D&#8217;altro canto, nonostante i cambiamenti, quali aspetti dell&#8217;uomo si mantengono? Considerando questi aspetti che restano, come la Chiesa deve disporsi a proposito del Sinodo?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Proprio questo \u00e8 il punto delicato: noi non dobbiamo affatto rinunciare a nulla del \u201cvangelo della famiglia\u201d, ma non dobbiamo confonderlo con un assetto storico particolare. La storia cambia, e non cambiamento non c&#8217;\u00e8 solo perdita, crisi, mancanza&#8230;le cose cambiano anche per migliorare, per progredire, per affinare le esperienze. Spesso mi capita di pensare al passato, ad es. a quanto avveniva nelle famiglie 100 anni fa. Potremmo essere tentati di pensare che \u201callora\u201d &#8211; e non oggi \u2013 vi fosse una vera unit\u00e0 familiare. Ma a quale prezzo questo avveniva? Spesso i soggetti (magari le donne, o i figli non primogeniti) pagavano un prezzo altissimo a questa unit\u00e0. Dovevano rinunciare ad una identit\u00e0, alla formazione, alla educazione, alla scelta del partner&#8230;per il \u201cbene comune\u201d. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile conseguire il bene comune a questo prezzo. E qui vi \u00e8 la sfida alla Chiesa e alla societ\u00e0. Che non si risolve solo con gli slogan o con gli irrigidimenti. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>&#8211; In quali aspetti Lei vede la necessit\u00e0 di una migliore formulazione dottrinale?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">Vorrei augurarmi, anzitutto, che nella formulazione dottrinale si evitasse, con grande accuratezza, quella mescolanza non controllata tra \u201cdisciplina giuridica\u201d e \u201cmistica nuziale\u201d che rischia di compromettere la credibilit\u00e0 teologica e antropologica della tradizione. Sotto questo aspetto abbiamo molto da imparare dalla tradizione medioevale, che sapeva della complessit\u00e0 di questo sacramento. Tommaso, nella <i>Summa contra Gentiles<\/i>, ricordava che si \u00e8 generati \u201cper la natura\u201d, \u201cper la societ\u00e0\u201d e \u201cper la chiesa\u201d, secondo logiche diverse, che non possono essere semplicemente unificate. Rispettare queste tre dimensioni del matrimonio e della famiglia \u2013 quella naturale, quella civile e quella religiosa \u2013 aiuterebbe non solo la Chiesa a recuperare queste preziose distinzioni, che hanno fatto tanto ricca e tanto accurata la sua tradizione in materia matrimoniale.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\">D&#8217;altra parte, il superamento di una \u201dmentalit\u00e0 legale classica\u201d pu\u00f2 essere bene illustrato da un esempio. La tradizione ecclesiale fa fatica a comprendere che la \u201clegge\u201d non \u00e8 solo \u201cpedagogia del dovere\u201d, ma anche \u201criconoscimento del diritto\u201d. Vorrei fare un esempio illuminante. Nella recente legislazione civile italiana abbiamo acquisito la \u201cpiena equiparazione del figlio naturale\u201d al \u201cfiglio legittimo\u201d. La eguaglianza supera ogni discriminazione. Ora \u00e8 possibile giudicare questo provvedimento da un punto di vista \u201cclassico\u201d: ossia, con la equiparazione del figlio naturale al figlio legittimo viene meno uno dei motivi classici del matrimonio \u201criparatore\u201d. In un certo senso, con questa legge, diminuiscono i motivi a favore del matrimonio. Una lettura solo pedagogica della legge sarebbe anche oggi contraria alla equiparazione del figlio naturale al figlio legittimo: metterebbe il \u201cbene comune\u201d comunque al di sopra del diritto del soggetto. E lo si potrebbe sostenere anche \u201cper favorire la indissolubilit\u00e0 del matrimonio\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><b>-Vorrebbe aggiungere qualcosa?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p>\u00a0Una Chiesa non autoreferenziale \u00e8 chiamata, anzitutto, a restituire al matrimonio e alla famiglia la sua logica \u201caltra\u201d. Se il matrimonio diventa \u201cautoreferenziale\u201d perde se stesso. Per non essere autoreferenziale il matrimonio deve restare aperto alla complessit\u00e0. La sfida del matrimonio \u00e8 dunque, per la Chiesa di oggi, una \u201cprova di coraggio\u201d. Per difendere la famiglia c&#8217;\u00e8 una sola via: scoprire quanta comunione \u00e8 meravigliosamente nel benedetto affidarsi di un uomo e di una donna, che si apre al terzo e che rappresenta, in questa semplice esperienza, il paradigma pi\u00f9 alto di Dio con il suo popolo e di Cristo con la sua Chiesa. Questo paradigma pu\u00f2 essere tradotto nella cultura tardo-moderna della societ\u00e0 aperta e del \u201csoggetto di diritti\u201d. Dopo <i>Dignitatis Humanae<\/i> il matrimonio ha bisogno di un linguaggio in parte profondamente nuovo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; apparsa sul blog della rivista \u00a0IHU \u2013on line una intervista sul prossimo Sinodo sulla famiglia (http:\/\/ihu.unisinos.br\/entrevistas\/546208-sinodo-sobre-a-familia-entre-a-tradicao-e-a-modernidade-entrevista-especial-com-andrea-grillo) a cura di Patricia Fachin. 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