{"id":8905,"date":"2015-07-13T15:18:19","date_gmt":"2015-07-13T13:18:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=8905"},"modified":"2015-07-14T09:55:29","modified_gmt":"2015-07-14T07:55:29","slug":"una-comunione-spirituale-per-gli-irregolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-comunione-spirituale-per-gli-irregolari\/","title":{"rendered":"Una comunione spirituale per gli irregolari?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/primacomunione2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3576\" alt=\"primacomunione2\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/primacomunione2-206x300.jpg\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/primacomunione2-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/primacomunione2.jpg 551w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><b>La \u201cnon separazione dalla Chiesa\u201d e la sua visibilit\u00e0.<\/b><\/span><\/span><\/h2>\n<h2><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><b>Comunione sacramentale\/spirituale\/ecclesiale <\/b><b>e <\/b><b>divorziati risposati.<\/b><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><i>\u201c<\/i><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i>Anche senza la ricezione \u2018corporale\u2019 del sacramento, possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo corpo\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>(Benedetto XVI)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>La \u201cratio\u201d di questa risposta, data da papa Benedetto XVI nel 2012 a Milano alla domanda di due coniugi brasiliani, costituisce una salutare provocazione al dibattito che si \u00e8 aperto intorno alla questione dell&#8217;accesso dei divorziati risposati alla comunione eucaristica.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>D&#8217;altra parte, i \u201cLineamenta\u201d per la XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi invitavano ad una ricerca sul tema, con le seguenti parole:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<\/span><em><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">53. Alcuni Padri hanno sostenuto che le persone divorziate e risposate o conviventi possono ricorrere fruttuosamente alla comunione spirituale. Altri Padri si sono domandati perch\u00e9 allora non possano accedere a quella sacramentale. Viene quindi sollecitato un approfondimento della tematica in grado di far emergere la peculiarit\u00e0 delle due forme e la loro connessione con la teologia del matrimonio.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>A questo testo l&#8217;Instrumentum Laboris aggiunge un paragrafo (125) di questo tenore:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><em>\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\">125. <\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><em><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">Il cammino ecclesiale di incorporazione a Cristo, iniziato col Battesimo, anche per i fedeli divorziati e risposati civilmente si attua pgradi attraverso la conversione continua. In questo percorso diverse sono le modalit\u00e0 con cui essi sono invitati a conformare la loro vita al Signore Ges\u00f9, che con la Sua grazia li custodisce nella comunione ecclesiale. Come suggerisce ancora <\/span><\/span><span style=\"color: #551a8b\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\">Familiaris Consortio <\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman'\"><em>84, tra queste forme di partecipazione si raccomandano l\u2019ascolto della Parola di Dio, la partecipazione alla celebrazione eucaristica, la perseveranza nella preghiera, le opere di carit\u00e0, le iniziative comunitarie in favore della giustizia, l\u2019educazione dei figli nella fede, lo spirito di penitenza, il tutto sostenuto dalla preghiera e dalla testimonianza accogliente della Chiesa. <\/em><br \/>\n<em>Frutto di tale partecipazione \u00e8 la comunione del credente con la comunit\u00e0 tutta, espressione della reale inserzione nel Corpo ecclesiale di Cristo. Per ci\u00f2 che concerne la comunione spirituale, occorre ricordare che essa presuppone la conversione e lo stato di grazia ed \u00e8 connessa con la comunione sacramentale.\u201d<\/em><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span>Per <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span>sviluppare ulteriormente<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span> il tema, <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span>in vista del Sinodo<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span>, occorre fare una premessa necessaria: la questione della <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i>differenza tra \u201ccomunione spirituale\u201d e \u201ccomunione sacramentale\u201d<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span> ha assunto nell&#8217;ultimo secolo un <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i>valore profondamente diverso da quanto essa significava per la tradizione scolastica e della prima modernit\u00e0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span>. La prassi della \u201ccomunione frequente\u201d, introdotta autorevolmente da Pio X ai primi del &#8216;900, ha infatti sottratto alla distinzione classica gran parte della sua urgenza e della sua rilevanza<\/span><\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span><a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/span><\/sup><span style=\"color: #444444\"><span>. Quindi, gi\u00e0 di per s\u00e9, la questione dovrebbe essere considerata oggi in modo molto diverso di quanto non stia nelle fonti anteriori al magistero di Pio X.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span>Se poi desideriamo provare ad applicare tale prassi come possibile \u201cvia di soluzione\u201d al problema dell&#8217;accesso dei fedeli divorziati risposati alla eucaristia, la peculiarit\u00e0 della posizione di questi battezzati deve essere riferita necessariamente non solo alle mutate pratiche del \u201crito di comunione\u201d, ma anche alla recente trasformazione del concetto di \u201ccomunione ecclesiale\u201d, con il superamento della nozione di \u201cscomunica\u201d applicata ai fedeli divorziati risposati, ufficialmente introdotto solo a partire dal 1981, con <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i>Familiaris Consortio<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span> 84. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span>Ci troviamo, quindi, oggi in una profonda e proficua interferenza tra tre concetti di comunione (spirituale, sacramentale ed ecclesiale), di cui i primi due sono, per tradizione, riferiti alla \u201cmanducatio corporis Christi\u201d. Non si tratta, in altri termini, per i primi due termini d<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span>ell&#8217;<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span> \u201cessere in comunione\u201d, ma d<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span>el<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span> \u201cmangiare la comunione con il Signore\u201d o in forma sacramentale o in forma spirituale. Sono due \u201cmodi\u201d della <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i>manducatio<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span> ad essere in questione, almeno nella terminologia classica, che tuttavia, se esaminata nel dettaglio, riserva gi\u00e0 di per s\u00e9 notevoli elementi di interesse.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span>1) <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i><b>Duo modi manducandi corpus Christi<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span> La distinzione classica, proposta da S. Tommaso, muove, almeno nella <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i>Summa Theologiae<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span>, dalla distinzione tra \u201csacramento\u201d e \u201ceffetto del sacramento\u201d. Qui troviamo, con una certa sorpresa, il capovolgimento della prospettiva che noi moderni saremmo portati a ritenere ovvia: ossia vi si afferma la <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i>perfezione della comunione spirituale e la imperfezione della comunione sacramentale<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span>. La prima, infatti, ha la sua pienezza di rapporto al sacramento e all&#8217;effetto, mentre la seconda pu\u00f2 avere rapporto al sacramento ma non all&#8217;effetto. (S.Th, III, 80, 1, corpus). Nel Commentario alle Sentenze di P. Lombardo, Tommaso era stato ancora pi\u00f9 esplicito:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u201c<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #002200\"><span><i>Unde cum manducatio dicat usum hujus sacramenti, quod quidem ad hoc institutum est ut quis re sacramenti potiatur; distinguetur manducatio secundum duas res hujus sacramenti: ut manducatio sacramentalis respondeat ei quod est res et sacramentum; manducatio vero spiritualis ei quod est res tantum\u201d.<\/i><\/span><\/span><span><i> (4, d.9, a1, q3)<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Va aggiunto, tuttavia, che Tommaso non dimentica come questa consapevolezza \u2013 ossia il possibile attingimento della \u201cres\u201d al di sopra e al di l\u00e0 del \u201csacramentum\u201d &#8211; che si realizza in modo esemplare nella \u201ccomunione di desiderio\u201d &#8211; non leva affatto la \u201cpedagogia dei segni\u201d, di cui l&#8217;uomo ha strutturalmente bisogno. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Tommaso ritiene che vi sia un \u201creciproca sovraordinazione\u201d del \u201csacramentale\u201d allo \u201cspirituale\u201d e, viceversa, dello \u201cspirituale\u201d al \u201csacramentale\u201d. Egli opera infatti una correlazione complessa tra due distinzioni fondamentali, \u201cin sumptione huius sacramenti\u201d: tra il sacramento\/segno e l&#8217;effetto\/res, da un lato; tra il sacramento in quanto tale e coloro che lo assumono, dall&#8217;altro. Potremmo allora dire che, a partire dalla seconda distinzione \u00e8 facile comprendere la differenza di valutazione della prima.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>In altri termini, l&#8217;uso del sacramento eucaristico deve essere considerato in modo complesso, come una \u201cunit\u00e0 di segno ed effetto\u201d. Tale unit\u00e0 deve essere letta, contemporaneamente su 4 piani diversi:<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>a) per quanto riguarda il sacramento in quanto tale, ordinariamente l&#8217;effetto \u00e8 superiore al sacramento (III, 80, 1, ad1)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>b) per quanto riguarda chi lo riceve, il sacramento \u00e8 ordinariamente condizione pedagogica per accedere all&#8217;effetto (III, 80, 1, ad3)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>c) in taluni casi, chi riceve il sacramento pu\u00f2 con il \u201cdesiderio\u201d attingere all&#8217;effetto senza la mediazione del segno (III, 80, 1, ad3)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>d) in senso generale, la perfezione del sacramento prescinde dall&#8217;uso dei fedeli ed \u00e8 totalmente \u201cin consecratione materiae\u201d. (III, 80, 12, ad2)<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Si crea quindi una \u201ctensione\u201d nella quale occorre oggi contestualizzare la condizione \u201cparticolare\u201d del divorziato risposato, non solo in quanto \u201csingolo\u201d, ma in quanto segnato, nel corpo, da un nuova relazione di comunione. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Potremmo <\/span><span>formulare<\/span><span> cos\u00ec <\/span><span>la questione<\/span><span>: <\/span><span><i>la nuova relazione di comunione, il nuovo segno di comunione che il battezzato divorziato risposato vive nel suo corpo e nella sua vita, pu\u00f2 essere messa in relazione alla \u201ccomunione al corpo di Cristo\u201d<\/i><\/span><span>?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Forse si potrebbe mutare la prospettiva e dire: tale condizione di \u201cnuovo legame\u201dpu\u00f2 essere in rapporto con Cristo (come afferma Benedetto XVI) non \u201ccorporaliter\u201d, ma \u201cspiritualiter\u201d? Si potrebbe allora invertire la prospettiva e considerare in modo nuovo la questione, sfruttando la intuizione di papa Benedetto in una direzione parzialmente diversa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>I divorziati risposati troverebbero nella \u201ccomunione sacramentale\u201d un <\/span><span><i>segno<\/i><\/span><span>, un <\/span><span><i>farmaco<\/i><\/span><span> e un <\/span><span><i>viatico<\/i><\/span><span> per arrivare, nel tempo, alla \u201ccomunione spirituale\u201d. Il regime di segni resterebbe \u201cres et sacramentum\u201d, come tensione ad una \u201ccomunione con il Corpo mistico\u201d che \u00e8 vero e pieno effetto del sacramento. Il \u201crapporto con Cristo\u201d, realizzato dal sacramento, sarebbe \u201cvia\u201d e \u201cfarmaco\u201d per recuperare la pienezza del rapporto con la Chiesa, dalla quale pure non sono separati.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> Va detto, tuttavia, che la tradizione recente, in particolare quella successiva a <\/span><span><i>Familiaris Consortio<\/i><\/span><span> 84, sembra muoversi in una direzione diversa, per non dire opposta: ossia sostiene che <\/span><span><i>la \u201ccomunione alla <\/i><\/span><span>res<\/span><span><i>\u201d rimane, anche se la \u201ccomunione al <\/i><\/span><span>sacramentum<\/span><span><i>\u201d non \u00e8 possibile, a causa di una contraddizione tra vita del soggetto e verit\u00e0 dell&#8217;eucaristia<\/i><\/span><span>. Una tensione delle categorie, che qui appare manifesta, ci spinge a indagare pi\u00f9 a fondo. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> Consideriamo anzitutto la <\/span><span><i>affermazione nuova<\/i><\/span><span> di FC 84, per cui i divorziati risposati \u201cnon sono separati dalla Chiesa\u201d: se la mettiamo in parallelo alla affermazione tradizionale per cui essi \u201cnon possono accedere alla comunione sacramentale\u201d dobbiamo costatare<\/span><span><i>, nell&#8217;ambito del linguaggio classico della tradizione, una contraddizione patente e senza via di uscita<\/i><\/span><span>. La grande intuizione contenuta in <\/span><span><i>Familiaris Consortio<\/i><\/span><span>, tuttavia, nell&#8217;aprire \u201calla comunione ecclesiale la \u201cvita di comunione dei nuovi legami\u201d <\/span><span><i>costituisce un punto di avanzamento paradigmatico della tradizione, rispetto al quale il resto del testo, inevitabilmente &#8211; ma anche la nostra stessa recezione di esso &#8211; non riesce a \u201ctenere il passo\u201d<\/i><\/span><span>. Salvaguardare quella \u201capertura\u201d esige, precisamente, un ripensamento del rapporto tra \u201ccomunione ecclesiale\u201d e \u201ccomunione eucaristica\u201d. Dobbiamo chiederci: <\/span><span><i>pu\u00f2 esservi una forma della comunione ecclesiale che non debba assumere, presto o tardi, prima o poi, forma eucaristica piena<\/i><\/span><span>? Se il battezzato viene persuaso a sentirsi \u201cin comunione con la Chiesa\u201d e \u201cnon separato da essa\u201d, come potr\u00e0, prima o poi, non sentirsi abilitato ad accedere alla \u201cintimit\u00e0 visibile di comunione con il Signore\u201d?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> Per rispondere a questa domanda, la prospettiva moderna \u2013 che si sviluppa dopo il Concilio di Trento e che arriva fino al Concilio Vaticano II \u2013 tende ad <\/span><span><i>attribuire all&#8217;effetto intermedio (ossia alla \u201c<\/i><\/span><span>res et sacramentum<\/span><span><i>\u201d della presenza del corpo di Cristo sotto le specie del pane e del vino) il valore di \u201ccompimento\u201d, mentre riduce la \u201cres\u201d (ossia la \u201ccomunione ecclesiale) a punto di passaggio e quasi ad una \u201ctappa\u201d<\/i><\/span><span>. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> Se noi potessimo recuperare appieno il linguaggio e la logica sacramentale della tradizione scolastica, applicandolo al nostro tempo con tutte le sue diversit\u00e0, dovremmo dire, invece, che <\/span><span><i>la appartenenza dei divorziati risposati a Cristo \u201cnel sacramento\u201d deve ancora maturare nella pienezza della relazione ecclesiale<\/i><\/span><span>. La \u201cmanducatio sacramentalis\u201d non \u00e8, per Tommaso, il \u201cpremio formale ad una appartenenza anonima\u201d, ma anche sempre la \u201cmediazione, il farmaco e la via\u201d per rendere veramente spirituale la relazione con il corpo di Cristo. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> Potremmo allora variare la intuizione di papa Benedetto, integrandola con la determinazione di papa Francesco ad una riscoperta della \u201ccomunione sacramentale\u201d come farmaco (come \u201cmedicina per chi \u00e8 in cammino\u201d piuttosto che come \u201ccertificato di piena salute\u201d) e sincronizzarla con questa lettura tradizionale del rapporto tra \u201csacramento\u201d e \u201cChiesa\u201d, formulando cos\u00ec l&#8217;esito provvisorio del nostro approfondimento:<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c <span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span>Anche senza la pienezza \u2018spirituale\u2019 del sacramento, possiamo essere \u201csacramentalmente\u201d uniti a Cristo nel suo corpo eucaristico\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span> Il sacramento riscoprirebbe cos\u00ec la pienezza del suo carattere di \u201csegno\u201d, di \u201cfarmaco\u201d e di \u201cviatico\u201d, aprendo su un percorso, su un itinerario che non sarebbe pi\u00f9 soltanto \u201citinerario penitenziale\u201d, ma anche \u201citinerario eucaristico\u201d. Non solo nel fare penitenza, ma anche nel vivere l&#8217;eucaristia, restiamo \u201cin via\u201d, rimaniamo \u201cviatores\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>2) <\/span><span><b>Il Concilio di Trento, la comunione spirituale e la efficacia penitenziale del sacramento eucaristico: una triplice eredit\u00e0<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> La rilettura tridentina della tradizione patristica e scolastica risente, come \u00e8 ovvio, della tensione con <\/span><span>le tesi avanzate dal<\/span><span> protestantesimo. In tal modo si ricostruisce la dialettica tra \u201csacramentale\u201d e \u201cspirituale\u201d che abbiamo gi\u00e0 notato nella sintesi tomista, ma secondo una forma che riserva al sacramentale un valore al contempo \u201cresiduale\u201d e \u201cstutturale\u201d: ossia, il livello \u201csemplicemente sacramentale\u201d diventa inespressivo della verit\u00e0, perde la dimensione pedagogica, ma \u00e8 solo occasione di \u201cpeccato\u201d<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', 'Times New Roman', serif\"><span><a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/sup><span>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> La rilettura che ne offre il Catechismo tridentino interpreta in modo \u201capologetico\u201d il livello del \u201csacramentum tantum\u201d, perdendone la logica \u201cpedagogica\u201d che era cos\u00ec tipica della tradizione medioevale<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', 'Times New Roman', serif\"><span><a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/sup><span>. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span>Tuttavia, se leggiamo non la Sessione XIII del Concilio di Trento, dedicata al sacramento, ma la Sessione XXII, dedicata al sacrificio, vi troviamo una \u201clogica\u201d della comunione spirituale motivata, precisamente, nel difendere una pratica celebrativa allora ritenuta insuperabile<\/span><sup><span style=\"font-family: 'Times New Roman', 'Times New Roman', serif\"><span><a href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/sup><span>.<br \/>\n<\/span>L<span>a definizione della \u201ccomunione spirituale\u201d avviene \u201cper differenza\u201d. Ed \u00e8 sostanzialmente condizionata dalla possibilit\u00e0 di \u201criservare il rito di comunione sacramentale soltanto al sacerdote\u201d, a contestazione della pretesa (luterana) di identificare addirittura la \u201cpresenza del corpo di Cristo\u201d nel rito di comunione della assemblea. <\/span><\/p>\n<p><span> La storia moderna \u00e8 segnata da questa determinazione \u201capologetica\u201d della \u201ccomunione spirituale\u201d, che salvaguarda ad un tempo due istanze: <\/span><span><i>la irriducibilit\u00e0 della comunione ecclesiale al sacramento consumato e la legittimit\u00e0 del sacramento celebrato senza comunione sacramentale del popolo<\/i><\/span><span>. <\/span><\/p>\n<p><span> Va infine ricordato un terzo elemento, ossia che il Concilio di Trento afferma anche il valore \u201cpenitenziale\u201d della celebrazione eucaristica: partecipando \u201ccum vero corde ac recta fide, come metu ac reverentia, contriti et poenitentes\u201d alla celebrazione del sacrificio eucaristico, Dio \u201cplacato dall\u2019offerta concede il dono e la grazia della penitenza e <\/span><span><i>crimina et peccata etiam ingentia dimittit<\/i><\/span><span>\u201d (sessio XXII, De sanctissimo missae sacrificio, caput II). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> Questa \u00e8 la terza dimensione del Concilio Tridentino che risulta rilevante per la discussione attuale. Essa mostra una comprensione \u201cdinamica\u201d della eucaristia, in cui la dimensione sacramentale acquista il rilievo di <i>\u201cvia\u201d per affrontare le crisi di fede, legate al peccato, anche quando esso sia di grave entit\u00e0<\/i>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span>3) <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span><i><b>Le logiche della ripresa moderna e i loro limiti attuali.<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> Un utile confronto con questa lettura di Tommaso e del Concilio di Trento pu\u00f2 essere quello di compulsare il <\/span><span><i>Dictionnaire de Th\u00e9ologie catholique<\/i><\/span><span>, dove, a firma di H. Moureau troviamo le due colonne dedicate al tema \u201ccommunione spirituelle\u201d, che si rifanno alla tradizione scolastica e alla rilettura tridentina, ma in un clima spirituale ed ecclesiale assai mutato.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"color: #444444\"><span> D&#8217;altra parte, n<\/span><\/span><span>el Catechismo di Pio X il tema della \u201ccomunione spirituale\u201d non sta sotto il titolo della \u201ccomunione\u201d, ma sotto il \u201csanto sacrificio della Messa\u201d. Dunque riguarda non il sacramento, ma il sacrificio! E recita cos\u00ec:<\/span><\/span><\/p>\n<ol>\n<li>\n<h4><span style=\"color: #000000\">\u201c<\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Century Schoolbook', 'Century Schoolbook'\"><span><i>668. Che cosa \u00e8 la Comunione spirituale?<\/i><\/span><\/span><\/span><\/h4>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: 'Century Schoolbook', 'Century Schoolbook'\"><span><i>La Comunione spirituale \u00e8 un gran desiderio di unirsi sacramentalmente a Ges\u00f9 Cristo dicendo, per esempio: Signore mio Ges\u00f9 Cristo, io desidero con tutto il cuore di unirmi a Voi adesso e per tutta l&#8217;eternit\u00e0; e facendo i medesimi atti che si fanno avanti, e dopo la Comunione sacramentale\u201d.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span> Leggendo questo testo si ha l&#8217;impressione che la pratica del non comunicarsi durante la celebrazione del SS. Sacrificio della Messa sia l&#8217;orizzonte ovvio di queste disposizioni. A queste prassi lo stesso Pio X avrebbe posto rimedio in modo strutturale, inaugurando nuove modalit\u00e0 della comunione eucaristica nella Chiesa. Pio X non ha esitato a modificare la \u201cdisciplina\u201d in ordine ad una nuova evidenza della dottrina eucaristica sulla unit\u00e0 tra sacrificio della messa e comunione sacramentale.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span> Ora \u00e8 evidente che la \u201cvigilanza pastorale\u201d, con cui Pio X ha profondamente innovato la prassi della Chiesa, potrebbe continuare ad esprimersi anche un secolo dopo di lui, operando una necessaria ricomprensione del rapporto non tanto tra \u201ccomunione spirituale\u201d e \u201ccomunione sacramentale, quanto tra \u201ccomunione eucaristica\u201d e \u201ccomunione ecclesiale\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span><i>4) <\/i><\/span><span><i><b>ALCUNE PROPOSTE<\/b><\/i><\/span><span><i><b> CONCLUSIVE<\/b><\/i><\/span><\/p>\n<p><span>a) La prassi della \u201ccomunione spirituale\u201d, sviluppatasi nel medioevo e nella et\u00e0 moderna, aveva come presupposto la \u201crarit\u00e0\u201d della comunione sacramentale. Un \u201cuso differenziato\u201d del sacramento si giustificava, anzitutto, in una pratica ecclesiale <\/span><span>assai differente rispetto a quella <\/span><span>che da un secolo \u2013 dopo Pio X \u2013 \u00e8 profondamente mutata;<\/span><\/p>\n<p><span>b) Occorre distinguere la \u201ccomunione spirituale\u201d &#8211; come \u201cuso e <\/span><span><i>manducatio<\/i><\/span><span> del sacramento\u201d &#8211; dalla \u201cdevozione alla presenza reale\u201d, che costituisce uno sviluppo autonomo della pratica ecclesiale, anche se non priva di relazioni sia con la teoria del sacramento sia con il modo di considerarne la efficacia.<\/span><\/p>\n<p><span>c) In rapporto al \u201csacramento del matrimonio\u201d, la prassi tradizionale e differenziata di \u201ccomunione eucaristica\u201d entra in relazione con la affermazione di FC 84 circa la \u201ccomunione ecclesiale\u201d dei fedeli divorziati risposati. Questa fondamentale acquisizione, maturata nel 1981 con la Esortazione Apostolica Postsinodale di Giovanni Paolo II, determina il compito \u2013 teologico e pastorale &#8211; di correlare diversamente tre livelli della comunione: comunione sacramentale, comunione spirituale e comunione ecclesiale. Questa acquisizione \u00e8 frutto di un Sinodo e rimanda la questione ad un Sinodo successivo, 35 anni dopo. <\/span><\/p>\n<p><span>d) Se da un lato viene meno il \u201cmotivo fondamentale\u201d della distinzione tra \u201csacramentale\/spirituale\u201d, a causa di una evoluzione della pratica ecclesiale eucaristica, d&#8217;altro canto emerge con maggior urgenza una distinzione tra \u201csacramentale\/ecclesiale\u201d, e per questo occorre recuperare non solo le ragioni della inesauribilit\u00e0 della comunione ecclesiale rispetto alla esperienza sacramentale, ma anche le ragioni di una lettura pedagogica e terapeutica del rapporto sacramentale rispetto al rapporto ecclesiale.<\/span><\/p>\n<p><span>e) Si pu\u00f2 dunque concludere che, sulla base del nuovo assetto che la questione della comunione assume dopo il dettato di FC 84, si dovrebbe riprendere in questa direzione una diversa distinzione:<\/span><\/p>\n<p><span>&#8211; da un lato, la tradizione ecclesiale distingue anche oggi tra \u201ccomunione sacramentale\u201d e \u201ccomunione ecclesiale\u201d, non ritenendo che la prima sia assoluta condizione della seconda, se \u00e8 vero che i \u201cdivorziati risposati non sono separati dalla Chiesa\u201d pur essendo loro impedita la comunione sacramentale;<\/span><\/p>\n<p><span>&#8211; dall&#8217;altro, sulla base della tradizione scolastica e tridentina, si potrebbero recuperare due elementi che negli ultimi due secoli sono rimasti in secondo piano, ossia:<\/span><\/p>\n<p><span>A) il valore \u201cpedagogico\u201d del sacramento rispetto alla \u201cres\u201d &#8211; configurando la possibilit\u00e0 di un \u201citinerario eucaristico\u201d accanto ad una \u201citinerario penitenziale\u201d per tutti i battezzati, ivi compresi anche i divorziati risposati; <\/span><\/p>\n<p><span>B) la riscoperta della efficacia che la celebrazione eucaristica (comprensiva della comunione sacramentale) esercita anche rispetto al peccato grave (secondo quanto stabilito dalla Sessione XXII del Concilio di Trento).<\/span><\/p>\n<p><span>Si tratta, in fondo, di elaborare categorie adeguate non solo per \u201cpermettere di accedere ad una comunione possibile\u201d, ma anche per \u201criconoscere le forme di comunione reale\u201d. <\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>Cfr. G. Pani, <i>La comunione spirituale<\/i>,<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #231f20\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>La Civilt\u00e0 Cattolica\u201d 3957 (2 maggio 2015), 224-237.<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #231f20\"><span style=\"font-family: Cardo, Cardo\"><span><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span>Ecco il testo del Concilio Tridentino, dalla Sessione XIII, cap VIII: \u201c<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><i> Dell&#8217;uso di questo ammirabile sacramento: <\/i><\/span><span style=\"color: #000000\"><span><i>\u201c<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span><i>Quanto al retto e sapiente uso, i nostri padri distinsero tre modi di ricevere questo santo sacramento. Dissero, infatti, che alcuni lo ricevono solo sacramentalmente, come i peccatori. Altri solo spiritualmente, quelli, cio\u00e8 che desiderando di mangiare quel pane celeste, loro proposto, con fede viva, che agisce per mezzo dell\u2019amore, (\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.unionecatechisti.it\/Testi\/Bibbia\/NuovoTest\/LPaolo\/Galati\/Galati05.htm#V6\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #000000\"><span><i>Gal 5,6<\/i><\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span><i>\u00a0) ne sentono il frutto e l\u2019utilit\u00e0. Gli altri lo ricevono sacramentalmente e spiritualmente insieme, e sono quelli che si esaminano e si preparano talmente prima, da avvicinarsi a questa divina mensa vestiti della veste nuziale. (\u00a0<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000080\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"http:\/\/www.unionecatechisti.it\/Testi\/Bibbia\/NuovoTest\/VangeliAt\/Matteo\/Matteo22.htm#V11\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #000000\"><span><i>Mt 22,11-14<\/i><\/span><\/span><\/a><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span><i>\u00a0)\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span> \u201c<\/span><span><i>229.\u00a0Tre modi di ricevere l&#8217;Eucaristia<\/i><\/span><span><br \/>\nSi deve poi insegnare chi siano quelli che sono in grado di ricevere i grandi frutti dell&#8217;Eucaristia ora ricordati. Ed \u00e8 necessario prima di tutto spiegare che ci sono varie maniere di comunicarsi, affinch\u00e9 i fedeli desiderino la migliore. Sapientemente i Padri nostri, come leggiamo nel Tridentino, hanno distinto tre modi di ricevere questo divino sacramento. Taluni, e cio\u00e8 i peccatori, ricevono soltanto sacramentalmente i sacri misteri, in quanto non hanno terrore di riceverli con labbra e cuore impuri. Di costoro l&#8217;Apostolo ha detto che mangiano e bevono indegnamente il corpo e il sangue del Signore (1Co 11,29). E sant&#8217;Agostino ha scritto che colui, il quale non si trova in Cristo e Cristo in lui, non mangia certo spiritualmente la sua carne, sebbene in modo carnale e visibile stringa con i denti il sacramento del suo corpo e del suo sangue (In Jn tratt. 26,18). Coloro pertanto che, cosi mal disposti, ricevono i sacri misteri, non solo non ne traggono frutto, ma, per sentenza di san Paolo, mangiano e bevono la propria condanna (1Co 11,29).<br \/>\nAltri ricevono l&#8217;Eucaristia solo spiritualmente; e sono quelli che, animati dalla fede viva che opera per mezzo della carit\u00e0 (Ga 5,6), si nutrono di questo pane celeste con i desideri e i voti ardenti, riportandone se non tutti, certo i pi\u00f9 grandi vantaggi. Vi sono infine altri che ricevono l&#8217;Eucaristia sacramentalmente e spiritualmente: e sono quelli che, seguendo l&#8217;avviso dell&#8217;Apostolo, hanno prima provato se stessi e indossato la veste nuziale, per poi avvicinarsi alla sacra mensa, riportandone tutti i copiosi e utilissimi benefici sopra ricordati. E evidente per\u00f2 che si privano di beni immensi e celesti coloro che, pur potendosi preparare a ricevere il sacramento del corpo del Signore, si contentano di riceverlo solo spiritualmente\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p><a href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span><i>\u201c<\/i><\/span><span><i>Capitolo\u00a0VI: Desidererebbe certo, il sacrosanto sinodo, che in ogni messa i fedeli che sono presenti si comunicassero non solo con l\u2019affetto del cuore, ma anche col ricevere sacramentalmente l\u2019eucaristia, perch\u00e9 potesse derivarne ad essi un frutto pi\u00f9 abbondante di questo santissimo sacrificio. E tuttavia, se ci\u00f2 non sempre avviene, non per questo essa condanna come private e illecite quelle messe, nelle quali solo il sacerdote si comunica sacramentalmente, ma le approva e quindi le raccomanda, dovendo ritenersi anche quelle, messe veramente comuni, sia perch\u00e9 il popolo in esse si comunica spiritualmente, sia perch\u00e9 vengono celebrate dal pubblico ministro della chiesa, non solo per s\u00e9, ma anche per tutti i fedeli, che appartengono al corpo di Cristo.\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La \u201cnon separazione dalla Chiesa\u201d e la sua visibilit\u00e0. Comunione sacramentale\/spirituale\/ecclesiale e divorziati risposati. &nbsp; &nbsp; \u201cAnche senza la ricezione \u2018corporale\u2019 del sacramento, possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo corpo\u201d (Benedetto XVI)&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8905"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8905"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8905\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8910,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8905\/revisions\/8910"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8905"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8905"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8905"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}