{"id":8865,"date":"2015-07-08T15:29:04","date_gmt":"2015-07-08T13:29:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=8865"},"modified":"2015-07-08T15:33:31","modified_gmt":"2015-07-08T13:33:31","slug":"amicus-praefectus-sed-magis-amica-veritas-la-risposta-del-card-sarah-e-la-mia-replica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/amicus-praefectus-sed-magis-amica-veritas-la-risposta-del-card-sarah-e-la-mia-replica\/","title":{"rendered":"Amicus Praefectus, sed magis amica Veritas: la risposta del card. Sarah e la mia replica"},"content":{"rendered":"<div><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4508\" alt=\"viadelconcilio01\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\" width=\"273\" height=\"204\" \/><\/a>Il giorno 5 luglio Matias Aug\u00e9, nel suo blog, ha pubblicato la risposta che il card. Sarah ha dedicato ai miei due interventi (del marzo e giugno scorso) in cui avevo pesantemente criticato due suoi scritti. Mi sembra un segnale positivo, almeno per il fatto che si sia aperto un canale di dialogo. Tuttavia debbo osservare che il card. Sarah, nella sua risposta, non entra minimamente nella discussione &#8220;di merito&#8221;, mentre si limita ad osservazioni di carattere formale, soprattutto sul mio &#8220;tono&#8221;, oltre che sulle sue intenzioni. Allora ho pensato che fosse giiusto fare due cose:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>&#8211; portare a conoscenza anche dei lettori di questo blog della risposta del card. Sarah;<\/div>\n<div>&#8211; farla seguire da una mia breve replica, nella quale cerco di mostrare i limiti della risposta stessa e il buon diritto con cui ho sollevato fin da marzo le mie critiche.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>a) LA RISPOSTA DEL CARD. SARAH<\/div>\n<div>\n<h2><a title=\"Il tanto bene del Concilio Vaticano II \" href=\"http:\/\/liturgia-opus-trinitatis.over-blog.it\/2015\/07\/il-tanto-bene-del-concilio-vaticano-ii.html\">Il tanto bene del Concilio Vaticano II<\/a><\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Per la seconda volta in pochi mesi, il Prof. Andrea Grillo ha scritto sul suo blog dei commenti non troppo lusinghieri sul mio conto. In un post del 6 marzo scorso[1], sin dal titolo mi accusava di \u00absfigurare il Vaticano II\u00bb. Nel testo, poi, commentava un passaggio di una mia intervista, parlando di \u00ab\u201cmonstruum\u201d logico e pastorale\u00bb e dicendo che, con le mie parole, mi esponevo al \u00abridicolo\u00bb, operavo una \u00abmistificazione\u00bb e commettevo \u00abun errore irrimediabile\u00bb, per tacere del resto. Verso la fine, egli mi accusa di quell\u2019autoreferenzialit\u00e0 giustamente stigmatizzata da Papa Francesco, equiparandomi a quegli \u00abesponenti di Curia privi di senso della realt\u00e0 e di vero contatto con le comunit\u00e0 vive\u00bb, i quali \u00abvivendo sempre negli uffici di curia [&#8230;] si immaginano una Chiesa che non c\u2019\u00e8 e trascurano quella che c\u2019\u00e8\u00bb. Non commenter\u00f2 le precedenti espressioni, ma circa queste ultime voglio ricordare che sono stato ordinato sacerdote nel 1969 e, dieci anni dopo, vescovo. Dal 1979 al 2001 sono stato vescovo nella mia Guinea, affrontando la vita pastorale ordinaria e tante situazioni \u201cstraordinarie\u201d. Solo nel 2001 sono arrivato in Curia. Credo di poter dire di avere un po\u2019 di conoscenza della Chiesa \u00abche c\u2019\u00e8\u00bb. Non posso garantire lo stesso per tutti e singoli gli accademici, anche se la maggior parte di loro riesce ad unire in modo armonico lo studio e la vita ecclesiale.<\/p>\n<p>Un secondo post il Prof. Grillo me lo ha dedicato lo scorso 16 giugno. Esso reca lo strabiliante titolo: \u00abL\u2019analfabetismo conciliare del Cardinal Sarah\u00bb[2]. In esso, il liturgista mi critica duramente per un articolo da me pubblicato su L\u2019Osservatore Romano il 12 giugno 2015, dal titolo: \u00abSilenziosa azione del cuore\u00bb.<\/p>\n<p>Leggendo il titolo del post del Prof. Grillo, avrei dovuto preoccuparmi: sono davvero analfabeta riguardo al Concilio, o almeno circa il suo insegnamento liturgico? Se cos\u00ec fosse, sarebbe grave e dovrei porre immediatamente rimedio, magari andando a \u00abscuola di Concilio\u00bb da qualche specialista che d\u00e0 lezioni private!<\/p>\n<p>Ma sono rimasto confortato da due riflessioni. La prima, su cui torner\u00f2 subito, \u00e8 che le accuse che mi vengono rivolte dal Prof. Grillo non si giustificano in base al vero contenuto del mio articolo. La seconda \u00e8 che, se sono analfabeta, sono in buona compagnia, dato che la mia interpretazione di Sacrosanctum Concilium coincide con quella di numerosi altri autori, non di scarso rilievo, e alcuni di essi importantissimi. Cosa ancor pi\u00f9 importante, la mia interpretazione legge il Concilio alla luce del Magistero post-conciliare.<\/p>\n<p>Ma consideriamo, seppur molto brevemente e senza entrare nei dettagli, ci\u00f2 che il Prof. Grillo scrive circa il mio articolo, anche se \u2013 a dire il vero \u2013 dovrei dire: ci\u00f2 che scrive su di me. L\u2019autore afferma di volermi rivolgere quattro domande, mentre in realt\u00e0 vengo messo sul banco degli imputati, dovendo sopportare una requisitoria al termine della quale la condanna \u00e8, come era prevedibile sin dall\u2019inizio, dura e certa.<\/p>\n<p>Inoltre, anche le accuse in fondo si riducono ad una sola, che ricorre pi\u00f9 volte lungo tutto il testo: per il Prof. Grillo, sarebbe una mia grave colpa aver citato Redemptionis Sacramentum n. 42, con quel suo richiamo ad utilizzare con cautela l\u2019espressione \u00abcomunit\u00e0 celebrante\u00bb. Evito di documentare di nuovo l\u2019inopportunit\u00e0 del linguaggio che viene utilizzato nei miei confronti, come e ancor pi\u00f9 che nel primo dei due post. Mi soffermo sull\u2019essenziale e faccio notare al Prof. Grillo che Redemptionis Sacramentum viene citata una sola volta, mentre Sacrosanctum Concilium tredici.<\/p>\n<p>E non parlano solo i numeri: anche il tema dell\u2019espressione \u00abcomunit\u00e0 celebrante\u00bb viene toccato una sola volta e non rappresenta affatto il punto centrale del mio articolo, bens\u00ec un\u2019applicazione all\u2019interno di un discorso di ben pi\u00f9 ampio respiro. D\u2019altro canto, \u00e8 chiaro che io sono d\u2019accordo con quella precisazione offerta dall\u2019Istruzione, mentre \u00e8 ugualmente evidente che il Prof. Grillo non lo \u00e8.<\/p>\n<p>Ma questa differenza di vedute giustifica il tipo di intervento che egli ha pubblicato? Il Professore dice che la mia ermeneutica del Concilio \u00e8 completamente errata e che, pi\u00f9 che la Costituzione del Vaticano II, sembra che io abbia letto la Mediator Dei di Pio XII (tra l\u2019altro, mai citata nel mio articolo).<\/p>\n<p>Il Prof. Grillo rivendica la libert\u00e0 del teologo di criticare la mia \u00ableggerezza di analisi e di giudizio\u00bb e di \u00abportare alla luce tutte le lacune\u00bb.<\/p>\n<p>La conclusione del suo post conferma in termini ancora pi\u00f9 drastici questa rivendicazione. Il Professore scrive: \u00abUn Prefetto che voglia davvero servire un\u2019autentica attuazione del Vaticano II, non scriverebbe mai neppure una riga di quanto \u00e8 apparso con la sua firma. Questo \u00e8 un fatto grave. Su cui un teologo, che voglia servire la Chiesa, non potr\u00e0 mai tacere, in nessun caso\u00bb.<\/p>\n<p>Su questo voglio dire che non dubito della sincerit\u00e0 dei sentimenti del Prof. Grillo nel voler servire la Chiesa. Neanche contesto che, in linea di principio, uno dei compiti della teologia sia quello di criticare rappresentazioni parziali (quali non lo sono?), allo scopo di favorire una migliore comprensione e presentazione della verit\u00e0 rivelata. Obietto per\u00f2 sulle modalit\u00e0 con cui ci\u00f2 \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p>Orazio insegna:\u00a0<em>est modus in rebus<\/em>. E san Pietro rincara la dose quando, con parole che si riferiscono particolarmente bene al ministero dei teologi, dice: \u00abadorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che \u00e8 in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perch\u00e9, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo\u00bb (1Pt 3,15-16).<\/p>\n<p>Il Prof. Grillo \u00e8 naturalmente libero di criticarmi, se ritiene che io \u2013 come privato autore \u2013 sbagli. Egli per\u00f2 deve cambiare lo stile delle sue critiche, deve renderle davvero costruttive, vorrei dire persino edificanti, se ci\u00f2 \u00e8 concesso. Inoltre, quando critica, deve sforzarsi di cogliere nel segno: ossia di criticare un vero errore, se c\u2019\u00e8; non di creare un discorso che non \u00e8 stato fatto, per poi scagliarsi a capofitto contro la sua stessa creatura, la cui paternit\u00e0 egli per\u00f2 attribuisce al suo accusato.<\/p>\n<p>Una parola conclusiva sul motivo di questo mio intervento. In Italia si dice: \u201cnon c\u2019\u00e8 due, senza tre\u201d. Siccome il Prof. Grillo mi ha gi\u00e0 dedicato due post, probabilmente devo aspettarmene altri. Forse devo aspettarmi un post ogni volta che apro bocca o scrivo qualcosa. Voglio dire chiaramente che, sebbene possano dispiacere, questo genere di interventi non mi intimidisce.<\/p>\n<p>Continuer\u00f2 a riflettere e a parlare, o scrivere, sulla sacra liturgia secondo ci\u00f2 che la mia intelligenza e coscienza mi fanno comprendere essere vero e degno di essere trasmesso agli altri. Continuer\u00f2 ad obbedire al Santo Padre, come ho sempre fatto. E il Papa Francesco, come ho avuto modo di dire altrove, nel nominarmi Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, mi ha conferito mandato di continuare l\u2019attuazione del Concilio, seguendo la strada aperta da Papa Benedetto XVI. Questo intendo fare, con l\u2019aiuto di Dio, degli officiali e consultori della Congregazione e dei liturgisti che desiderano dare un contributo positivo.<\/p>\n<p>Scrivendo questo testo, non ho inteso difendermi, anche se sono stato attaccato. Ho invece voluto difendere il diritto di avere una visione giusta e fedele al Magistero della Chiesa, nonostante sia diversa da quella di uno o pi\u00f9 liturgisti.<\/p>\n<p>Non voglio proteggere o \u00abregolarizzare\u00bb, come afferma il Prof. Grillo, \u00abchi non vuole stare al gioco del Concilio Vaticano II\u00bb. Voglio invece dire che non \u00e8 affatto sicuro che ci\u00f2 che il Professore chiama \u00abConcilio Vaticano II\u00bb coincida davvero con ci\u00f2 che il Concilio ha insegnato.<\/p>\n<p>Tanti nella Chiesa si ritrovano nella visione liturgica che ho solo brevemente abbozzato nel mio articolo apparso su L\u2019Osservatore Romano. Non \u00e8 vero che sono pochi, come spesso si sente dire! \u00c8 la libert\u00e0 di espressione mia e di queste persone che ho ritenuto soprattutto di dover contribuire a garantire. Il dibattito \u00e8 cosa buona.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ci sia dibattito, bisogna avere la capacit\u00e0 di confrontarsi serenamente con idee diverse dalle proprie. Io sar\u00f2 sempre aperto ad ascoltare e a ragionare pacatamente con tutti. Ma \u00e8 necessario difendere la libert\u00e0 di leggere il Concilio come un fenomeno nuovo e al tempo stesso pienamente inserito nella continuit\u00e0 dell\u2019unico Soggetto Chiesa.<\/p>\n<p>Bisogna garantire la libert\u00e0 di pensare ed esprimersi in questo senso, sapendo ovviamente argomentare ci\u00f2 che si dice (argomentare e attaccare non sono la stessa cosa). \u00c8 oggi divenuto un dovere difendere questa libert\u00e0 di pensiero e di parola da chi vuole negarla, affermando che l\u2019unica lettura adeguata del Vaticano II \u00e8 quella da lui proposta.<\/p>\n<p>\u00c8 per contribuire a garantire la possibilit\u00e0 di essere, di pensare e di parlare oggi, come uomini e donne della Chiesa del Vaticano II, che \u00e8 la stessa Chiesa di sempre voluta dal Signore, che ho deciso di scrivere e che continuer\u00f2 a farlo. Ringrazio chi vorr\u00e0 leggere questa mia risposta e annuncio sin d\u2019ora che non ve ne saranno altre, anche se dovessero continuare critiche scomposte nei miei riguardi. Sar\u00e0 sufficiente questo testo e quanto continuer\u00f2 a pubblicare in futuro, in spirito positivo e propositivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTE [1] Cf.\u00a0http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/signor-cardinale-che-bisogno-ha-di-sfigurare-il-vaticano-ii-il-prefetto-sarah-e-la-pace-liturgica\/<\/p>\n<p>[2] Cf.\u00a0http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lanalfabetismo-conciliare-del-cardinal-sarah-quattro-domande-di-un-teologo-ad-un-prefetto\/<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0http:\/\/www.zenit.org\/it\/articles\/53858<\/p>\n<h2><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>b) <b>Amicus Pr<\/b><b>a<\/b><b>efectus, sed magis amica Veritas<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>La risposta del Card. Sarah e la necessaria difesa del &#8220;vero&#8221; Concilio Vaticano II sono l&#8217;oggetto di questa mia breve replica. Vorrei ordinare i miei pensieri per replicare, con la massima pacatezza di cui sono capace, alle parole del Card. Sarah. Proceder\u00f2 rapidamente in questo modo: metter\u00f2 in luce la \u00a0descrizione unilaterale che egli fa dei miei due interventi (1), la giustificazione del tono &#8220;sdegnato&#8221; con cui ho scritto (2), le questioni fondamentali in gioco (3) e la inconcludenza con cui il Cardinale, finora, ha accuratamente evitato di argomentare (4) a proposito delle mie domande.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>1. <i>Una descrizione <\/i><i>del tutto <\/i><i>unilaterale<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Un primo dato curioso appare questo: allo stesso modo con cui descrive e presenta SC, il card. Sarah \u2013 mutatis mutandis &#8211; ha descritto e presentato i miei due interventi sul mio blog, occultando accuratamente il motivo sia del tono che del contenuto. Se si nasconde il motivo del mio duplice scritto \u2013 ossia la teoria della \u201clibert\u00e0 di utilizzo del VO o del NO secondo attaccamento personale\u201d e la negazione della \u201cpartecipazione attiva\u201d come logica fondamentale che giustifica la Riforma liturgica \u2013 non si permette di capire a nessuno che cosa \u00e8 in gioco in tutto questo. Sembra che tutto si risolva in una polemica tra persone. Se non si ricostruisce il fatto \u2013 ossia un duplice scritto del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino che ricostruisce la Riforma Liturgica in modo unilaterale e ingiusto \u2013 non si capisce perch\u00e9 io abbia dovuto alzare il tono e indicare questo duplice errore alla pubblica opinione ecclesiale. Il Prefetto ha esplicitamente sostenuto una teoria sbagliata, dalla quale discendono conseguenze deleterie per la vita delle comunit\u00e0 e dei soggetti. Io non ho nulla di personale verso di lui. Anzi, proprio perch\u00e9 lo rispetto come persona e come ministro, sento il dovere di indicargli, con tutta la chiarezza necessaria \u2013 senza usare la nota \u201cdoppiezza\u201d clericale &#8211; dove sta l&#8217;errore di valutazione e di giudizio che altera la ricostruzione della storia e la diagnosi del presente. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>2. <em>Il tono &#8220;sdegnato&#8221; e la monotonia curiale<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><span style=\"color: #333333\"><em>Pr<\/em>oprio qui si innesta il secondo aspetto della sua risposta: il card. Sembra tanto colpito dalla inconsueta <\/span><span style=\"color: #333333\"><i>parresia<\/i><\/span><span style=\"color: #333333\"> con cui io mi sono espresso. Evidentemente egli pare essersi abituato al mondo curiale, dove si dice \u2013 di tutto e di tutti \u2013 in modo molto pi\u00f9 pesante di quanto io abbia fatto, ma solo e sempre dietro le spalle, nascondendosi e mormorando. Quante volte io stesso ho dovuto costatare che sui temi liturgici pi\u00f9 scottanti &#8211; di cui scrivo da anni con tutta la schiettezza di cui son capace &#8211; colleghi, monsignori, vescovi e presbiteri dicevano molto peggio di me, ma sempre e solo \u201cdi nascosto\u201d e \u201cabbassando la voce\u201d, guardandosi intorno in modo circospetto, quasi come animali braccati. Vorrei qui ricordare, al Signor Cardinale, quello che ha detto papa Francesco, in una occasione recente: \u201cSe <\/span><span style=\"color: #333333\">dici una parolaccia su mia madre, ti devi aspettare <\/span><span style=\"color: #333333\">un pugno\u201d. Per un liturgista, che crede in quello che studia e insegna, non \u00e8 tollerabile sentir parlare della Riforma Liturgica e della partecipazione attiva nei modi con cui ne ha parlato il Signor Cardinale, In questi casi il \u201ctono sdegnato\u201d \u00e8 proporzionale alla passione con cui si vuole rispettare un percorso ecclesiale e un progetto di rinnovamento della tradizione. Che \u201cil vecchio e il nuovo si equivalgano\u201d, <\/span><span style=\"color: #333333\">o che la \u201cpartecipazione attiva si riduca a mera passivit\u00e0 interiore\u201d<\/span><span style=\"color: #333333\"> si pu\u00f2 sopportare se detto da<\/span><span style=\"color: #333333\">ll&#8217;approssimativo<\/span><span style=\"color: #333333\"> senso comune di un uomo della strada, <\/span><span style=\"color: #333333\">ma <\/span><span style=\"color: #333333\">non da <\/span><span style=\"color: #333333\">un\u00a0<\/span><span style=\"color: #333333\">P<\/span><span style=\"color: #333333\">refetto d<\/span><span style=\"color: #333333\">i<\/span><span style=\"color: #333333\"> Congregazione. Mi creda, Signor Cardinale, anche in questo caso, \u00e8 solo il min<\/span><span style=\"color: #333333\">i<\/span><span style=\"color: #333333\">stero che svolge ad aver suscitato questa mia inevitabile e giustificata reazione. Lei si sorprende se ho parlato di \u201canalfabetismo conciliare\u201d? Ma come fa, lei, a parlare per pagine di SC senza mai dire ci\u00f2 che \u00e8 centrale del documento? Se ne parla con 13 citazioni che non hanno nulla di \u201cspecifico\u201d della novit\u00e0 di quel testo? <\/span><span style=\"color: #333333\">Lei<\/span><span style=\"color: #333333\"> sostiene che \u201cmolti\u201d <\/span><span style=\"color: #333333\">hanno gi\u00e0 scritto<\/span><span style=\"color: #333333\"> quello che l<\/span><span style=\"color: #333333\">e<\/span><span style=\"color: #333333\">i scrive. Ma quali sono le sue fonti? Alcuin Reid? Nicola Bux? Vittorio Messori? Sono queste le \u201cauctoritates\u201d di cui si avvale un Prefetto? Non ha mai letto Vagaggini, Marsili, Parsch, Mazza, Bradshaw, Angenendt, <\/span><span style=\"color: #333333\">Kloeckener, <\/span><span style=\"color: #333333\"> che ricostruiscono in tutt&#8217;altro modo la storia del Movimento Liturgico e della Riforma Litu<\/span><span style=\"color: #333333\">r<\/span><span style=\"color: #333333\">gica? Perch\u00e9 deve fidarsi di autori secondari, <\/span><span style=\"color: #333333\">senza alcuna autorit\u00e0 accademica o pastorale,<\/span><span style=\"color: #333333\"> e non prendere sul serio le vere autorit\u00e0? Su questo non solo non ho avuto alcun chi<\/span><span style=\"color: #333333\">a<\/span><span style=\"color: #333333\">rimento, ma la sua risposta mi induce a maggiore preoccupazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>3. <em>Le due grandi questioni in gioco<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Nei miei due interventi mi sono limitato a mettere a fuoco due questioni assolutamente centrali, che nelle sue parole risultano impostate in modo distorto e con possibili conseguenze del tutto \u201canarchiche\u201d. Per questo ho messo in dubbio, non la sua intenzione, ma l&#8217;effetto \u201cpacificante\u201d delle sue parole, A mio avviso \u2013 e le assicuro ad avviso di tutti i pi\u00f9 attenti osservatori della vita liturgica cattolica \u2013 queste affermazioni sono obiettivamente pericolose. Le sintetizzo di nuovo, qui di seguito:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>a) <i>Cercare la \u201cpace liturgica\u201d incremen<\/i><i>t<\/i><i>ando la contraddittoriet\u00e0 tra VO e NO<\/i>. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Dal 2007 siamo entrati nel \u201ctunnel\u201d aperto da uno dei pi\u00f9 infelici atti del pontificato di Benedetto XVI, che introduce un pericolosissimo parallelismo tra forme contraddittorie del medesimo rito romano. E&#8217; un progetto che nasce come \u201cprogetto di pace\u201d, ma che \u00e8 diventato immediatamente \u201cdinamite istituzionale\u201d. Pu\u00f2 avere senso solo in ambienti chiusi, clericali. Ma anche in essi \u2013 ad es. in un Seminario o in una comunit\u00e0 religiosa \u2013 ha un effetto di divisione nella formazione, nella spiritulit\u00e0, nella pastorale, nella ecclesiologia dei futuri presbiteri. Non parliamo poi quando d\u00e0 voce ad avvocati reazionari, per costituire un \u201cgruppo VO\u201d nella parrocchia sotto casa&#8230;Se uno non si accorge di queste dinamiche, tanto distorte quanto garantite dall&#8217;alto, \u00e8 bene che un teologo lo dica apertamente e senza peli sulla lingua.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>b) <i>Diffidare della \u201cassemblea celebrante\u201d e tradire tutto il disegno di Riforma di SC ?.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>La premessa necessaria alla prima \u201copzione\u201d \u00e8 la incomprensione del cuore di SC e della Riforma Liturgica. Lei sa bene che ci sono stati alcuni \u201cteologi\u201d (o, meglio, giornalisti e preti che si spacciano per tali) che hanno osato sostenere \u2013 ascoltati anche da ambienti della sua Congregazione \u2013 che SC non voleva riformare \u201cla messa\u201d, ma solo \u201cle messe festive, con concorso di popolo\u201d. Lei sembra dare ascolto a queste letture distorte e insostenibili della tradizione recente, trascurando il valore centrale di una Chiesa che riscopre \u201critus et preces\u201d come linguaggio comune a tutti i battezzati. D&#8217;altra parte, alcuni anni fa, io ascoltai con le mie orecchie un suo precedessore dire che \u201ci laici dovevano essere tenuti lontani dagli altari\u201d. Con questo approccio non si pu\u00f2 capire SC e non si pu\u00f2 leggere adeguatamente la tradizione che quel documento ha efficacemente inaugurato. Un documento che ci fa capire, ancora oggi, che occorre anzitutto \u201crecuperare gli usi\u201d, prima che \u201ccombattere gli abusi\u201d. Su questo, nei suoi scritti, non ho trovato parole chiare.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>4. <em>La evasivit\u00e0 del Cardinale<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Mi creda, Signor Cardinale, mi ha fatto molto piacere leggere la sua risposta. Anche quando non ne condividevo nulla, sapevo che questo gesto, da Lei compiuto, era improntato ad una fiducia di fondo: che <i>il confronto sia meglio della autosufficienza<\/i>. Ma, accanto a ci\u00f2, debbo confessarle che sono rimasto molto deluso per il fatto che, dopo aver reagito, come \u00e8 naturale, alle mie critiche, lei non abbia minimamente accennato a rispondere alle questioni che ho sollevato. Lei dice che \u201cmolti la pensano come lei\u201d: questa non \u00e8 una risposta, se non quantitativa, che io metto in dubbio in quanto tale \u2013 secondo me questi molti sono pochissimi e marginali \u2013 e che contesto soprattutto perch\u00e9 non \u00e8 motivata. La interpretazione autentica di SC non \u00e8 quella di coloro che cercano di appiattirla su <i>Mediator Dei<\/i>, come anche lei ha fatto nei suoi due interventi. Ed \u00e8 curioso che lei, ragionando in modo positivistico, obietti di non aver mai citato <i>Mediator Dei<\/i>. Certo. Lei non aveva bisogno di citare MD, perch\u00e9 ha citato solo quei brani di SC che si possono leggere gi\u00e0 in <i>Mediator Dei!<\/i> E&#8217; come leggere il Vangelo mettendo in luce soltanto tutte le citazioni dell&#8217;AT. Come si fa a coglierne la novit\u00e0 se non la si cita mai direttamente? Addirittura lei fa una operazione ancora pi\u00f9 pericolosa. Non cita gli elementi di vera novit\u00e0 e insinua il dubbio nel lettore che e vere novit\u00e0 \u201cnon siano legittime\u201d: altrimenti come potrebbe sostenere che la \u201cpace liturgica\u201d possa nascere solo rendendo la Riforma irrilevante e che la \u201cassemblea celebrante\u201d debba essere un concetto da usare con cautela? Forse lei crede che la differenza tra grazia e legge possa essere una differenza pericolosa? Che la grande novit\u00e0 cristiana, per la quale la \u201cassemblea celebrante\u201d, come \u201ccorpo di Cristo\u201d, diviene parte dello stesso mistero celebrato, possa essere ritenuto un pensiero pericoloso? Che questa non sia teologia, ma sociologia o dimenticanza del primato di Dio?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><i>In conclusione<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span>Per finire, come ripeto, mi dichiaro contento della sua risposta. E&#8217; un bel segnale, al di l\u00e0 dei contenuti. Anche il Concilio diventa vita non tanto come un contenuto, ma come uno stile. Ma voglio aggiungere un&#8217;ultima cosa. Lei auspica che in futuro io scriva in modo diverso, pi\u00f9 costruttivo e edificante. Bisogna capire bene ci\u00f2 che si deve intendere con questo legittimo auspicio. Se lei vuole che io prenda lo stile contorto e laconico dei testi clericali che il suo Ufficio ha saputo produrre negli ultimi anni, penso che la deluder\u00f2 ad oltranza. Io intendo la funzione del teologo come \u201ccritica rispettosa\u201d, e \u201crispetto critico\u201d. In questo caso, trovandomi di fronte a documenti e a articoli che \u201cfraintendono la verit\u00e0 della storia degli ultimi 100 anni\u201d, e che minacciano la buona conduzione del cammino di riforma della liturgia e della Chiesa, iniziato un secolo fa, io ho il dovere di reagire in modo netto e anche duro. La mia reazione \u00e8 causata dal contenuto fuorviante dei suoi scritti. Io le dico una verit\u00e0, che \u00e8 dura da ascoltare, ma che \u00e8 molto preziosa. Sono diventato teologo per esercitare questo compito, e se non lo facessi, anche se a volte pu\u00f2 apparire scortese o ingrato, non sarei a posto con la mia coscienza. Non faccio il teologo per fare complimenti ai potenti di turno, ma per salvaguardare il senso pi\u00f9 prezioso della tradizione. In questo mio lavoro esercito anche verso di Lei una forma di amicizia, rispettosa della diversit\u00e0 delle funzioni ecclesiali, ma critica verso ogni forma di smemoratezza o di ingiustizia, soprattutto quanto viene dall&#8217;alto. Proprio per questo, direi quasi per deontologia professionale, cerco di difendere l&#8217;antico adagio: <i>a<\/i><i>micus Praefectus, sed magis amica Veritas<\/i>.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno 5 luglio Matias Aug\u00e9, nel suo blog, ha pubblicato la risposta che il card. 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