{"id":8851,"date":"2015-07-02T15:43:54","date_gmt":"2015-07-02T13:43:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=8851"},"modified":"2015-07-02T15:43:54","modified_gmt":"2015-07-02T13:43:54","slug":"sacramento-e-contratto-un-confronto-con-w-aymans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sacramento-e-contratto-un-confronto-con-w-aymans\/","title":{"rendered":"Sacramento e contratto: un confronto con W. Aymans"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8852\" alt=\"Famille2copie\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie-300x147.jpg\" width=\"300\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Famille2copie.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sul numero 26 di Settimana &#8211; uscito oggi &#8211; compare questo articolo, che \u00e8 l&#8217;uscita numero 11 della rubrica &#8220;Si.No.Do: questioni intersinodali&#8221;. Eccone il testo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><b>La teologia del sacramento e la teologia del contratto<\/b><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte, anche in questa rubrica, si \u00e8 giudicato molto importante il fatto che possa aprirsi un dialogo pi\u00f9 intenso e pi\u00f9 franco tra teologia e diritto canonico, in vista di una comprensione pi\u00f9 adeguata e pi\u00f9 profonda delle questioni che interessano questa \u201cfase intersinodale\u201d.<\/p>\n<p>Per questo ho letto con grande interesse le considerazioni che Winfried Aymans ha svolto, sull&#8217;<em>Osservatore Romano<\/em> del 9 giugno u.s. e che sono state opportunamente riportate dal Blog del Regno.<\/p>\n<p>Il canonista tedesco solleva due questioni veramente importanti per il dibattito ecclesiale: da un lato il problema della \u201ccomprensione teologica\u201d del matrimonio, e dall&#8217;altro quello della \u201crilevanza della fede\u201d per il giudizio sulla validit\u00e0 del matrimonio. Sia il primo che il secondo tema vengono affrontati con sguardo ampio e con mano sicura. Ma ci\u00f2 che colpisce, gi\u00e0 ad una prima lettura, \u00e8 il fatto che il retroterra teologico e pastorale del discorso sembra talmente ridotto e concentrato, da non assumere alcuna vera rilevanza per le soluzioni prospettate. La \u201cteologia\u201d che Aymans chiama in causa sembra quasi soltanto una \u201cmessa in guardia di fronte all&#8217;influsso del pensiero moderno sul matrimonio\u201d. Gi\u00e0 il fatto di tradurre l&#8217;impulso che papa Francesco ha dato al dibattito sul matrimonio con questo parole riduttive mi pare piuttosto significativo. Ma \u00e8 comunque apprezzabile che il canonista raccolga la questione e ne rilanci la urgenza.<\/p>\n<p>Vorrei allora soffermarmi su ciascuno di questi punti, mettendo in luce le buone ragioni di Aymans, ma anche le strettoie teologiche e sacramentali nelle quali il giurista \u2013 proprio in quanto giurista &#8211; sembra rimanere catturato.<\/p>\n<p><i>Due ministri del matrimonio, anzi tre<\/i><\/p>\n<p>Il primo punto su cui si sofferma Aymans \u00e8 il seguente: se la tendenza del mondo moderno \u00e8 stata quella di \u201csecolarizzare\u201d il matrimonio, non sar\u00e0 forse che la dottrina canonica ecclesiale abbia dato un contributo non secondario a questa tendenza? La questione, come si vede, \u00e8 molto delicata. Di fatto, il predominio della categoria di \u201ccontratto\u201d ha &#8211; secondo Aymans \u2013 emarginato la <b>azione di Dio<\/b> rispetto all&#8217;<b>azione dell&#8217;uomo\/donna<\/b>. Per questo, riprendendo una antica tradizione, che Melchior Cano aveva a suo tempo proposto con autorit\u00e0, vorrebbe recuperare un ruolo \u201ccostitutivo\u201d della solenne dichiarazione che il ministro della Chiesa fa sul consenso dei coniugi. In tal modo il sacramento avrebbe non due ministri, ma tre e si costituirebbe propriamente solo con la dichiarazione trinitaria del presbitero. Aymans coglie bene i limiti della identificazione tra contratto e sacramento. Ma sembra orientarsi a fare, della dichiarazione del ministro ordinato, una sorta di \u201clegge suprema\u201d del matrimonio, e non l&#8217;apertura alla sua profezia e alla sua escatologia, al suo principio e al suo compimento. Qui, a mio avviso, la acuta osservazione di Aymans, si risolve in una \u201clegge pi\u00f9 alta\u201d, ma non riesce a mantenere la differenza tra legge e Vangelo. La \u201cbenedizione di Dio\u201d non \u00e8 una \u201clegge pi\u00f9 vincolante\u201d, ma la verit\u00e0 di ogni legge in quanto \u201cgrazia\u201d. Alla secolarizzazione moderna non si risponde con una \u201cblindatura legale del matrimonio\u201d, ma con una riscoperta della differenza tra legge e vangelo.<\/p>\n<p><i>Fede oggettiva e fede soggettiva<\/i><\/p>\n<p>La irrilevanza della \u201cfede\u201d per il sacramento, in modo analogo a quanto gi\u00e0 detto per la invadenza del \u201ccontratto\u201d nella tradizione post-medievale, sembra richiedere una revisione anche delle categorie giuridiche. Anche in questo caso Aymans identifica bene la questione, ma sembra trattarla, ancora una volta, mediante un approccio troppo rigido e poco articolato. Se la fede dei soggetti diventasse rilevante \u2013 dice Aymans &#8211; allora andremmo incontro ad una \u201cderiva soggettiva\u201d. Ad una riduzione oggettivistica, che \u00e8 tipica della tradizione, verrebbe contrapposta una deriva soggettivistica. Indipendentemente dalla fede, tutti i matrimoni sono validi, ma se la fede diventasse rilevante, tutti i matrimoni potrebbe risultare invalidi.<\/p>\n<p>Questo modo di ragionare discende da un uso teologicamente troppo semplicistico del termine \u201cfede\u201d, che il diritto non ha ancora sufficientemente articolato. Fede oggettiva e fede soggettiva sono gli estremi \u2013 quasi disumani \u2013 di un vasto campo di \u201cfede intersoggettiva\u201d, al cui interno lavora precisamente la \u201cpastorale\u201d, anche del matrimonio. Che ha bisogno dei due \u201cconcetti estremi\u201d come punti di fuga e come casi limite, ma che incontra, concretamente, solo forme intermedie della fede, che strutturano i soggetti e le comunit\u00e0 e ai quali i pastori di oggi debbono saper rispondere in modo \u201cnon estremistico\u201d. La saggezza pastorale non pu\u00f2 restare troppo a lungo su questi puri estremi senza perdere completamente se stessa e la propria intelligenza del reale.<\/p>\n<p><i>Il senso di una nuova collaborazione<\/i><\/p>\n<p>I due rilievi sollevati dal canonista sono dunque pertinenti. Ma il modo con cui vengono affrontati e risolti risulta insoddisfacente. Se il diritto canonico interpreta Cristo come \u201csupremo legislatore\u201d e legge la fede nella semplice antitesi tra \u201coggettivo\u201d e \u201csoggettivo\u201d, anzich\u00e9 risolvere i problemi, ottiene solo l&#8217;esito di complicarli. Ha ragione il canonista a rivendicare una \u201cministerialit\u00e0 della presidenza\u201d all&#8217;interno del matrimonio: ma questo non \u00e8 per assicurare un \u201ceccesso comunitarista\u201d, ma per salvaguardare la \u201csporgenza del dono sul compito\u201d. Il ruolo del \u201cprete\u201d, nel matrimonio, \u00e8 anzitutto \u201cpre\u201d e \u201cmeta\u201d giuridico. Allo stesso modo, il fatto che il \u201cdiscorso sulla fede\u201d si sposti, inevitabilmente, in ambito ecumenico, sembra perdere di vista la questione fondamentale, ossia che la \u201cfede\u201d, prima che oggettiva o soggettiva, \u00e8 una dimensione intersoggettiva della <em>ecclesia<\/em>, sulla quale il diritto non ha potere, ma che pu\u00f2, pacatamente e acutamente, riconoscere. La teologia del contratto e quella del sacramento non si identificano. Questo punto della tradizione merita un supplemento di riflessione, sia da parte degli esperti di sacramenti, sia da parte degli esperti di contratti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul numero 26 di Settimana &#8211; uscito oggi &#8211; compare questo articolo, che \u00e8 l&#8217;uscita numero 11 della rubrica &#8220;Si.No.Do: questioni intersinodali&#8221;. 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