{"id":8817,"date":"2015-06-21T16:54:23","date_gmt":"2015-06-21T14:54:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=8817"},"modified":"2015-06-21T16:54:23","modified_gmt":"2015-06-21T14:54:23","slug":"guerra-e-pace-liturgica-pius-parsch-nel-1915-inizio-a-capire-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/guerra-e-pace-liturgica-pius-parsch-nel-1915-inizio-a-capire-tutto\/","title":{"rendered":"Guerra e pace (liturgica). Pius Parsch nel 1915 inizi\u00f2 a capire tutto&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/piusparsch2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8818\" alt=\"04 05 06\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/piusparsch2.jpg\" width=\"237\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/piusparsch2.jpg 237w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/piusparsch2-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><\/p>\n<h2><b>Guerra e pace (liturgica)<\/b><\/h2>\n<h2><b>Pius Parsch nel 1915 iniz\u00f2 a capire tutto&#8230;<\/b><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Durante questo anno 2015 siamo nel centenario della prima guerra mondiale. Tra le molte cose significative legate a quel grande evento vorrei far memoria di una singolare coincidenza. Proprio in seguito a quel conflitto bellico, il Movimento Liturgico, che aveva mosso i primi passi ai primi del secolo, trov\u00f2 la forza e la determinazione per incidere a fondo sulla cultura ecclesiale europea e mondiale. Alla \u201cguerra mondiale\u201d corrispose l&#8217;inizio di una \u201criscoperta mondiale\u201d della liturgia.<\/p>\n<p>E&#8217; stato Cipriano Vagaggini a ricordare l&#8217;importanza della \u201cgrande guerra\u201d per comprendere gli inizi del Movimento Liturgico. Ma \u00e8 stato soprattutto Pius Parsch a lasciarci una testimonianza indimenticabile di tutto ci\u00f2, quando raccont\u00f2 a tutti come la sua vocazione alla riscoperta della liturgia fosse nata nelle trincee della prima guerra mondiale, dove si trovava come \u201cufficiale medico\u201d, e dove era costretto, drammaticamente, a sparare, come cattolico austriaco, contro i cattolici italiani. Questa amarissima esperienza consent\u00ec a Parsch di riconsiderare la tradizione spirituale cristiana. Per questo, quando torn\u00f2 dal fronte, si adoper\u00f2 per una grande svolta: fond\u00f2 la rivista \u201cBibbia e Liturgia\u201d e inizi\u00f2 una attivit\u00e0 di ripensamento della liturgia, che prese fforma nel suo capolavoro \u201cVolksliurgie\u201d, \u201cLiturgia del popolo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/klosterneuburg.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-8820\" alt=\"klosterneuburg\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/klosterneuburg-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/klosterneuburg-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/klosterneuburg-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/klosterneuburg.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quale fu la grande intuizione che caratterizz\u00f2 la profezia di Pius Parsch tra gli anni 20 e gli anni 50? Possiamo riconoscerla, molto facilmente, nel superamento di una \u201cvisione clericale della liturgia\u201d: la liturgia non \u00e8 per i preti, ma per i battezzati. Di qui, in modo essenziale, scatur\u00ec naturalmente la grande idea della \u201cpartecipazione attiva\u201d, che grazie a Parsch \u00e8 poi entrata nel DNA europeo,diffondendosi da Klosterneuburg per tutta la Chiesa universale fino al Concili Vaticano II. La liturgia, riscoperta come \u201clinguaggio comune a tutti i battezzati\u201d, poteva solo allora tornare a dar forma a tutti i cristiani cattolici, insieme alla riscoperta della Parola biblica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/piusparsch2014.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8819\" alt=\"piusparsch2014\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/piusparsch2014.jpg\" width=\"248\" height=\"172\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per uscire dalla logica della \u201cguerra\u201d, per accedere ad una vera \u201cpace\u201d, la liturgia come azione di Cristo e della Chiesa, di Dio e del suo popolo, doveva tornare ad essere lingua popolare e azione accessibile a tutti. La Riforma scatur\u00ec, necessariamente, da questa acuta intuizione.<\/p>\n<p>E&#8217; evidente come questa storia, che risale a quasi un secolo fa, risulti anche oggi assai istruttiva per discernere la funzione della liturgia nel nostro contesto ecclesiale e culturale. Se oggi volessimo parlare di \u201cpace liturgica\u201d per restaurare le forme di separazione, di emarginazione e di discriminazione clericale contro cui Parsch inizi\u00f2 a lottare 100 anni fa, cadremmo in un errore irrimediabile: la \u201cpace liturgica\u201d deve essere basata sulla pi\u00f9 ampia condivisione della \u201cpartecipazione attiva\u201d. Abbiamo sentito, negli ultimi decenni, autorit\u00e0 ecclesiali, Prefetti e Monsignori, deplorare che \u201ci laici si avvicinassero agli altari\u201d, che \u201ci presbiteri scendessero dal presbiterio al segno della pace\u201d, che le assemblee pretendessero di pensarsi come \u201ccelebranti\u201d&#8230;<\/p>\n<p>La liturgia non \u00e8 fatta per un \u201ccorpo separato\u201d, per una \u201ccasta gerarchica\u201d, ma \u00e8 linguaggio destinato a tutti i battezzati, che di essa hanno costitutivamente bisogno. Di questo ha bisogno non una esigenza democratica moderna, non una semplicistica istanza di \u201caggiornamento\u201d ma il \u201ccorpo di Cristo\u201dstesso, come verit\u00e0 della Chiesa.<\/p>\n<p>La \u201cmistica liturgica\u201d cristiana non passa attraverso una \u201cseparazione\u201d, una \u201cdivisione\u201d, ma attraverso una comunione, una integrazione.<\/p>\n<p>Il tentativo di \u201cfar pace\u201d in liturgia semplicemente \u201cpermettendo a ciascuno di celebrare secondo il proprio attaccamento\u201d \u00e8 un modo contraddittorio e pericoloso di ricevere l&#8217;eredit\u00e0 del Movimento Liturgico. E&#8217; una via semplicistica \u2013 e spesso ipocrita \u2013 con cui non ci si assume il compito di continuare nell&#8217;opera di riforma, anzi se ne ha paura, e ci si consola vagheggiando il sogno di una \u201criforma della riforma\u201d. Non \u00e8 questo ci\u00f2 di cui ha bisogno la Chiesa. La Riforma liturgica chiede, oggi, un lavoro di \u201ciniziazione e di formazione\u201d, che dovrebbe essere guidata verso la realizzazione di \u201ccomunit\u00e0 celebranti\u201d. Chi ha paura della assemblea celebrante si pone obiettivamente al di fuori della tradizione del Movimento Liturgico e del Concilio Vaticano II. Chi parla di \u201cpace liturgica\u201d in modo semplicistico, alza soltanto i pericoli di guerra, aumenta in modo irresponsabile le forme conflittuali e diminuisce drammaticamente la comunione ecclesiale.<\/p>\n<p>Chi vorr\u00e0 dilapidare in questo modo il lavoro profetico di Pius Parsch e di tutto il Movimento Liturgico, che ha preso forma nella Costituzione conciliare \u201cSacrosanctum Concilium\u201d e poi nell&#8217;accurato processo di Riforma, di cui siamo solo all&#8217;inizio? Chi vorr\u00e0 chiamare &#8220;pace liturgica&#8221; una &#8220;guerra alla Riforma&#8221;?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guerra e pace (liturgica) Pius Parsch nel 1915 iniz\u00f2 a capire tutto&#8230; &nbsp; Durante questo anno 2015 siamo nel centenario della prima guerra mondiale. 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