{"id":8810,"date":"2015-06-19T07:27:29","date_gmt":"2015-06-19T05:27:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=8810"},"modified":"2015-06-19T07:27:29","modified_gmt":"2015-06-19T05:27:29","slug":"le-crisi-degli-amici-preti-e-quelle-degli-amici-laici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-crisi-degli-amici-preti-e-quelle-degli-amici-laici\/","title":{"rendered":"Le crisi degli amici preti e quelle degli amici laici"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/due-figli1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-8811\" alt=\"due figli\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/due-figli1.jpg\" width=\"234\" height=\"216\" \/><\/a><\/h3>\n<h3>Le crisi degli amici preti e quelle degli amici laici<\/h3>\n<div><\/div>\n<div id=\"post-body-2892047085834005238\"><b><i>di Andrea Grillo*<\/i><\/b><\/p>\n<p>Nella conclusione di un articolo di Enzo Bianchi su\u00a0<i>La Stampa<\/i>, pubblicato il 12 ottobre 2014, si pu\u00f2 leggere questa importante considerazione: \u00abSi rifletta (&#8230;) su un dato: perch\u00e9 preti, monaci, religiosi, che emettono una pubblica promessa a Dio al cuore della Chiesa, pur avendo abbandonato la vocazione ricevuta e contraddetto i voti pronunciati \u2013 voti che san Tommaso d\u2019Aquino diceva che la Chiesa non pu\u00f2 mai sciogliere \u2013 possono partecipare pienamente alla vita anche sacramentale della Chiesa, mentre chi si trova in altre situazioni di infedelt\u00e0 ne \u00e8 escluso? Questa appare come ingiustizia di una disciplina fatta da chierici che vivono pi\u00f9 o meno bene il loro celibato e non conoscono la fatica e le difficolt\u00e0 del matrimonio&#8230;\u00bb.<br \/>\n<a name=\"more\"><\/a><br \/>\nIn questo breve passaggio \u00e8 concentrata una questione che ha attraversato la coscienza ecclesiale in questo periodo intersinodale: ossia la differenza nella disciplina di \u201criconciliazione\u201d tra il venir meno di un \u201c<b>voto<\/b>\u201d e la crisi di un \u201c<b>vincolo<\/b>\u201d. Tale differenziazione, nella storia, pu\u00f2 essere compresa in modo molto articolato.<br \/>\nDa un lato, deriva dalla differenza tra un \u201cvoto religioso\u201d \u2013 che non \u00e8 un sacramento \u2013 e il matrimonio, che sacramento deve essere riconosciuto. Ma, si pu\u00f2 subito obiettare, che l\u2019ordinazione \u00e8, a sua volta, un sacramento, eppure, mediante la \u201cdispensa\u201d, resta sempre possibile che colui che \u00e8 stato prete \u2013 e che prete in qualche modo continua a essere \u2013 non solo possa sposarsi, ma appartenga pienamente al corpo ecclesiale, vivendo una comunione che si fa anche mensa eucaristica.<\/p>\n<p>DIFFERENZE<br \/>\nQui, probabilmente, dobbiamo ragionare su due livelli della questione che possono essere considerati come \u201ccause\u201d dell\u2019attuale differenza di \u201cdisciplina\u201d:<br \/>\na) da un lato, si pu\u00f2 chiamare in causa, a giusto titolo, una lettura \u201cclericale\u201d della realt\u00e0. \u00a0La disciplina \u00e8 costruita \u201ca immagine e somiglianza\u201d dei chierici che l\u2019hanno concepita: \u00e8 il frutto di una Chiesa segnata da \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d, e che sa essere estremamente\u00a0<b>comprensiva per i \u201csuoi\u201d<\/b>\u00a0e del tutto\u00a0<b>indifferente verso \u201cgli altri\u201d<\/b>;<br \/>\nb) dall\u2019altro, si deve considerare un fondamento pi\u00f9 strutturale di questa differenza, ossia il fatto che, mentre nei voti religiosi o nell\u2019ordinazione sacramentale \u00e8 in gioco, semplicemente, un rapporto tra il \u201c<b>singolo<\/b>battezzato\u201d (che diventa monaco, monaca o prete) e la comunit\u00e0, nel matrimonio la relazione \u00e8 non solo \u201ctra due soggetti\u201d, ma deve mirare a tutelare anche i \u201c<b>terzi possibili\u201d (ossia i figli)<\/b>.<br \/>\nLa richiesta che deve nascere dal corpo ecclesiale, quindi, non pu\u00f2 essere formulata semplicemente nella forma del \u201csuperamento del clericalismo\u201d \u2013 che pure \u00e8 un\u2019esigenza obiettiva della Chiesa contemporanea \u2013, ma da un confronto serio, non paternalistico e non ingenuo \u2013 con le \u201ctutele\u201d necessarie a una riconciliazione non solo dei \u201cchierici in crisi\u201d, ma anche dei \u201claici in crisi\u201d. A tali crisi non si pu\u00f2 rispondere con le argomentazioni o le giustificazioni di 800 anni fa.<br \/>\nPu\u00f2 accadere, oggi, che siano\u00a0<b>proprio gli \u201camici preti\u201d,\u00a0<\/b>che hanno visto<b>la piena riconciliazione del loro \u201cerrore\u201d,\u00a0<\/b>a diventare\u00a0<b>i pi\u00f9 rigidi e freddi difensori dell\u2019\u201cordine costituito\u201d<\/b>, per il quale la Chiesa dovrebbe restare soltanto una \u201cpedagogia sociale\u201d, negando misericordia, e non un \u201cospedale da campo\u201d, che si prende cura delle ferite e le risana.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, agli amici laici, dovremmo ricordare che non basta denunciare il \u201cclericalismo dell\u2019istituzione\u201d \u2013 che certo esiste e condiziona tanto \u2013, ma occorre\u00a0<b>indicare, con lucidit\u00e0 e con equilibrio<\/b>, per quali vie \u00e8 possibile \u201criconciliare con la pienezza ecclesiale\u201d quei vissuti di crisi nei quali non sono coinvolti semplicemente dei \u201csingoli\u201d, ma piccole o grandi comunit\u00e0, ruoli sociali, fonti di reddito, rapporti educativi, luoghi di residenza, tempi di affidamento, percorsi di rieducazione, storie di morte e di rinascita.<\/p>\n<p>VICINANZA<br \/>\nCome si sostiene da parte di numerosi osservatori, la Chiesa ha bisogno di \u201cintegrare la storia delle coppie e delle famiglie\u201d nel\u00a0<b>gestire le loro \u201ccrisi\u201d<\/b>. Questo, probabilmente, aiuter\u00e0 a superare due limiti dell\u2019attuale disciplina: ossia tanto la \u201cretrodatazione\u201d delle questioni, che spesso diventa pesante per tutti e ingiusta per la\u00a0<i>res\u00a0<\/i>da tutelare, quanto la distanza abissale di questa procedura di \u201crimedio\u201d rispetto alle reali esigenze di \u201cvita nuova\u201d che i soggetti cercano, spesso a margine, quando non contro la disciplina ecclesiale. Per non diventare progressivamente marginale, la Chiesa deve prestare ascolto alla realt\u00e0, anzitutto ai suoi margini e alle sue periferie.<\/p>\n<p>Le crisi degli amici preti e monaci hanno risposte ufficiali e definitive in pochi mesi; quelle degli amici laici arrivano dopo lunghi anni e non sempre secondo misericordia: in questa differenza temporale si nasconde un\u2019ingiustizia e un\u2019indifferenza della quale \u2013 come ha scritto mons. Vesco, vescovo di Orano \u2013 \u00abnoi pastori dovremo\u00a0<b>chiedere perdono<\/b>\u00bb.<br \/>\nRestituendo la parola ad Enzo Bianchi possiamo chiederci: \u00abCosa si attende allora dal sinodo un cattolico maturo nella fede? Che si confessi ancora e ancora l\u2019<b>indissolubilit\u00e0<\/b>\u00a0del matrimonio, ma lo si faccia\u00a0<b>manifestando la misericordia<\/b>\u00a0di Dio, andando incontro a chi, in questa esigente avventura, \u00e8 incorso nella contraddizione all\u2019alleanza e invitandolo a camminare nella pienezza della vita ecclesiale. Il Dio cristiano ha un volto in cui la misericordia \u00e8 immanente alla giustizia: \u00e8 un Dio compassionevole, che in Ges\u00f9 ha camminato e cammina con chi \u00e8 ferito, con chi \u00e8 malato&#8230; \u00e8 un Dio che vuole che tutti si convertano e vivano\u00bb.<br \/>\nPer manifestare questa \u201cmisericordia\u201d e per\u00a0<b>uscire da stili clericali<\/b>\u00a0e autoreferenziali, dovremo portare a maggiore prossimit\u00e0 le forme con cui andiamo incontro agli \u201camici preti in crisi\u201d, rispetto a quelle con cui saniamo le crisi degli \u201camici laici\u201d.<br \/>\nPer farlo in modo lungimirante, dovremo ammettere che la storia che essi hanno vissuto non si pu\u00f2 ridurre, semplicemente, a un abbaglio iniziale n\u00e9 a un errore originario.<br \/>\nSolo cos\u00ec sapremo rispettare, in pari tempo, la profonda dignit\u00e0 della loro esperienza e la verit\u00e0 inesauribile della Buona Novella.<\/p>\n<p>*<i>questo articolo \u00e8 apparso su\u00a0<\/i>Settimana\u00a0<i>n. 24\/2015 nella rubrica &#8220;Si\/si-No\/no-Do: questioni intersinodali \/ 10&#8221;.<\/i><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le crisi degli amici preti e quelle degli amici laici di Andrea Grillo* Nella conclusione di un articolo di Enzo Bianchi su\u00a0La Stampa, pubblicato il 12 ottobre 2014, si pu\u00f2 leggere questa importante considerazione: \u00abSi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8810"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8810"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8810\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8813,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8810\/revisions\/8813"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}