{"id":8685,"date":"2015-06-04T09:37:31","date_gmt":"2015-06-04T07:37:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=8685"},"modified":"2015-06-04T09:37:31","modified_gmt":"2015-06-04T07:37:31","slug":"quale-magistero-per-il-sinodo-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/quale-magistero-per-il-sinodo-2015\/","title":{"rendered":"Quale Magistero per il Sinodo 2015?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concvat21.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3584\" alt=\"concvat21\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concvat21.jpg\" width=\"202\" height=\"257\" \/><\/a><\/p>\n<p>Esce oggi su &#8220;Settimana&#8221; (22-2015, p.11) \u00a0la nona puntata della rubrica &#8220;SI.No.Do &#8211; Questioni intersinodali&#8221;: ecco il testo integrale.<\/p>\n<h2><b>Quale Magistero per il Sinodo 2015?<\/b><\/h2>\n<p>Una delle questioni pi\u00f9 appassionanti, che emerge chiaramente dal dibattito intersinodale, potrebbe essere formulata in questi termini: come \u00e8 possibile che il Magistero ecclesiale sulla famiglia possa restare tanto \u201csordo\u201d alle esigenze complesse della realt\u00e0 familiare e arroccarsi in un mondo autoreferenziale, con una dottrina monolitica e una disciplina inadeguata non solo all&#8217;uomo, ma anzitutto al Vangelo? In altri termini, come pu\u00f2 essere tanto grande la divaricazione tra dottrina ufficiale, <i>sensus fidei<\/i> e <i>consensus fidelium<\/i>?<\/p>\n<p><b>Un codice senza lacune<\/b><\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda dobbiamo individuare in due sviluppi ecclesiali del XX secolo le radici remote e prossime della nostra peculiare condizione, che forse non ha eguali nella storia della Chiesa.<\/p>\n<p>Da un lato, meno di 100 anni fa, nel 1917, entrava in vigore per la prima volta nella storia della Chiesa un Codice di Diritto Canonico. Con la introduzione di questo \u201cstrumento\u201d, l&#8217;approccio alle questioni giuridiche mutava di orizzonte. Entrava nella esperienza ecclesiale non solo l&#8217;idea di un \u201ccorpus unitario\u201d, contenente tutta la legislazione fondamentale della Chiesa, ma veniva introdotta anche la esperienza di una \u201clegge universale e astratta\u201d, che non lasciava lacune o buchi: ogni questione veniva integralmente prevista, anticipata e risolta. A priori si poteva pensare di avere, autorevolmente, una risposta per ogni domanda. Lo spazio della \u201cdiscrezione\u201d (e della \u201ceconomia\u201d), pur non essendo superato, veniva fortemente ridotto e limitato. A questa \u201cidea moderna di legge\u201d dobbiamo sia la sparizione del criterio del \u201cmale minore\u201d come soluzione delle questioni controverse, sia la \u201cblindatura\u201d del sistema e l&#8217;affermarsi del principio di \u201ccompletezza del sistema giuridico\u201d.<\/p>\n<p><b>Un Magistero \u201cde universis\u201d<\/b><\/p>\n<p>Qualche decennio pi\u00f9 tardi, con diverso intento, il Concilio Vaticano II introduceva un nuovo paradigma magisteriale. Di esso importa qui sottolineare non tanto la originalit\u00e0 dello stile o la profondit\u00e0 delle riscoperte, ma soprattutto la <i>totalit\u00e0 profetica <\/i><i>della competenza<\/i>. Per la prima volta nella storia della Chiesa, il Magistero assumeva, in positivo, una competenza diretta su ogni sfera della esistenza del soggetto credente. L&#8217;esercizio del magistero, che almeno fino al Vaticano I era consistito quasi solo in una duplice forma di linguaggio \u2013 quello del canone di condanna e quello della definizione dogmatica \u2013 ora assumeva il compito di dire, in positivo, la esperienza della fede e la struttura della Chiesa, l&#8217;ascolto della parola e la celebrazione del culto, il lavoro dell&#8217;uomo e il suo tempo libero, i mass media e la formazione dei presbiteri, la libert\u00e0 religiosa e la missione&#8230; Nulla restava esterno al Magistero. Questa era, allora, una totalit\u00e0 positiva, assunta profeticamente, nella crescente coscienza della \u201cdifferenza\u201d tra Chiesa e mondo, ma costituiva anche un precedente non privo di inside: estendendo le competenze magisteriali a tutta la realt\u00e0, tale scelta avrebbe potuto essere usata, in futuro, come una formidabile autodifesa contro la realt\u00e0. Inventata per \u201criaprire le finestre\u201d e far entrare aria fresca, avrebbe potuto essere usata, un domani, per \u201csprangare le porte\u201d e vivere di aria condizionata e stantia.<\/p>\n<p><b>Un Sinodo \u201caperto\u201d?<\/b><\/p>\n<p>Se oggi il Sinodo dei Vescovi trova difficolt\u00e0 a \u201criconoscere\u201d una realt\u00e0 ad esso \u201cesterna\u201d &#8211; la vita irriducibile delle famiglie, la loro diversit\u00e0, le loro gioie e le loro sofferenze \u2013 ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla combinazione inattesa di una \u201ctotale blindatura del sistema giuridico\u201d &#8211; anche se pensato da Pio X come modernizzazione della Chiesa \u2013 e dalla estensione del Magistero ad ogni aspetto della vita del cristiano, che da segno di profezia e di ascolto diventa indizio di diffidenza e di sospetto.<\/p>\n<p>Se dal lavoro intersinodale si sollevano questioni che riguardano la autonomia della vita familiare, il riconoscimento del bene delle seconde unioni, la pluralit\u00e0 delle forme con cui trova origine la vita familiare, ecc., davanti a tutto ci\u00f2 \u00e8 legittimo che si ponga una questione di fondo: \u00e8 possibile che un \u201capparato\u201d che ha nel Codice uno strumento onnicomprensivo e nel Magistero un principio di autorit\u00e0 coestensivo alla esistenza dei soggetti possa \u201criconoscere\u201d altro che se stesso? Potr\u00e0 mai liberarsi davvero della autoreferenzialit\u00e0 una Chiesa che si rifugi, continuamente, nella legge blindata dal codice e nella autorit\u00e0 garantita dalla estensione del Magistero conciliare?<\/p>\n<p>Cos\u00ec potrebbe essere una buona cosa comprendere ci\u00f2 che \u00e8 vivo e ci\u00f2 che \u00e8 morto \u2013 come si diceva un tempo \u2013 di queste due grandi esperienze della tradizione ecclesiale.<\/p>\n<p><b>Sincronizzare la legge e i profeti&#8230;<\/b><\/p>\n<p>In particolare, per salvaguardare la preziosa tradizione giuridica, occorrer\u00e0 metter mano ad una delicata riforma del codice, che possa sincronizzare la comprensione del matrimonio canonico ad una forma ecclesiale e ad una forma civile che abbiano acquisito il principio di \u201clibert\u00e0 di coscienza\u201d non solo \u201cprima\u201d e \u201cnel\u201d consenso, ma anche \u201cdopo\u201d di esso. La \u201cstoria del vincolo\u201d deve essere integrata in un sistema giuridico canonico che oggi non riesce a riconoscerla e che, per questo, \u00e8 costretto a infinite finzioni, ipocrisie, giochi di prestigio, salti mortali, non solo per la salvezza delle anime, ma non raramente per salvare anzitutto se stesso.<\/p>\n<p>Per salvaguardare, invece, il prezioso avanzamento che il Vaticano II ha consentito alla tradizione ecclesiale, occorre restituire al Magistero i suoi \u201climiti naturali\u201d. Potremmo dire, quasi come un paradosso, che la fedelt\u00e0 al Vaticano II potr\u00e0 essere garantita solo da un Magistero che sappia \u201cascoltare\u201d e \u201criconoscere\u201d che il \u201csensus fidei\u201d e il \u201cconsensus fidelium\u201d rimane esteriore al servizio magisteriale. Solo un Magistero che non identifichi la Chiesa con se stesso sar\u00e0 veramente al servizio del Vangelo e fedele al Vaticano II. Solo un tale Magistero potr\u00e0 dare ascolto con curiosit\u00e0 e interesse alle questioni nuove, inventare soluzioni veramente spirituali, accendere di speranza i cuori dei fedeli, ossia non perdere la tradizione nell&#8217;unico modo con cui le si resta fedeli: restando capaci di fare cose nuove.<\/p>\n<p>Forse la insistenza sulla \u201cchiesa in uscita\u201d e sul superamento della \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d &#8211; che risuona con tanta forza e fin dal principio nelle parole di papa Francesco \u2013 ha proprio qui la sua origine. Francesco sa bene che tutti i temi \u201cconciliari\u201d non sono compatibili con una Chiesa che non abbia a che fare con un altro \u201cfuori da s\u00e9\u201d, e che per questo abbia perduto la strada per \u2013 e la voglia di &#8211; uscire da s\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce oggi su &#8220;Settimana&#8221; (22-2015, p.11) \u00a0la nona puntata della rubrica &#8220;SI.No.Do &#8211; Questioni intersinodali&#8221;: ecco il testo integrale. Quale Magistero per il Sinodo 2015? 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