{"id":8583,"date":"2015-05-23T06:33:57","date_gmt":"2015-05-23T04:33:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=8583"},"modified":"2015-05-23T12:54:39","modified_gmt":"2015-05-23T10:54:39","slug":"la-natura-il-matrimonio-e-san-tommaso-individuo-e-unio-individua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-natura-il-matrimonio-e-san-tommaso-individuo-e-unio-individua\/","title":{"rendered":"La natura, il matrimonio e San Tommaso: individuo e &#8220;unio individua&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3583\" alt=\"mariage2\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage2-300x294.jpg\" width=\"300\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage2-300x294.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/mariage2.jpg 306w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;altro ieri, su &#8220;Settimana&#8221;, \u00e8 uscito questo articolo, che \u00e8 il n.8 della rubrica Si.No.Do, Questioni Intersinodali<\/p>\n<h2 align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><b>La \u201cnatura\u201d e il matrimonio<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h2>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Sull&#8217; Osservatore Romano del 10 maggio 2015, a p.5, in una recensione di L. Scaraffia ad un libro-intervista pubblicato di recente, troviamo riportata questa interessante dichiarazione del filosofo <\/span><\/span><\/span>Remi Brague:<\/p>\n<p align=\"left\">\u201cPer sempre non \u00e8 una formula enfatica dovuta all&#8217;esaltazione di un momento, ma risponde alla struttura stessa dell&#8217;amore (\u2026) in un certo senso il cristianesimo non aggiunge nulla all&#8217;umano, ma lo prende sul serio, nelle sue dimensioni pi\u00f9 profonde. Anche nel campo dei rapporti matrimoniali, quindi, la tentazione \u00e8 sempre una mancanza di ambizione: essa consiste nel credersi incapaci di ricevere da Dio l&#8217;aiuto (la grazia) che ci permetterebbe di realizzare la pienezza della nostra umanit\u00e0\u201d<\/p>\n<p align=\"left\">Vorrei soffermarmi su queste affermazioni, mettendo in luce una serie di questioni importanti per questo nostro itinerario intersinodale.<\/p>\n<p align=\"left\">\u201c<b>Per sempre\u201d<\/b><\/p>\n<p align=\"left\">Recuperare una lettura adeguata del \u201cper sempre\u201d \u00e8, in fondo, uno dei compiti fondamentali che il Sinodo si \u00e8 ripromesso, sia nei confronti delle famiglie felici, sia in relazione alle famiglie ferite. Nel ragionamento di Brague troviamo anzitutto la traccia di una coscienza antica, che la Chiesa di oggi fa fatica ad elaborare: ossia la corrispondenza tra il \u201cper sempre\u201d e la \u201cstruttura stessa dell&#8217;amore\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Dire che il cristianesimo \u201cnon aggiunge nulla all&#8217;umano, ma lo prende sul serio\u201d significa accettare che il tema del \u201crapporto indissolubile\u201d non \u00e8 specificamente cristiano, ma in senso lato \u00e8 \u201cumano\u201d e \u201cnaturale\u201d. E&#8217; l&#8217;amore umano stesso a pretendere, di per s\u00e9, di non essere \u201ca termine\u201d. A ci\u00f2 si aggiunge, tuttavia, la coscienza che l&#8217;amore umano, in quanto tale, pur aspirando alla grandezza e alla forza, sperimenta non di rado la piccolezza e la debolezza, il buio e la solitudine. In questo caso \u2013 a giudizio di Brague \u2013 \u00e8 una tentazione il disperare dell&#8217;aiuto di Dio per dare pienezza \u201cinfinita\u201d al nostro rapporto d&#8217;amore..<\/p>\n<p align=\"left\">La categoria di \u201ctentazione\u201d &#8211; letta in termini di \u201cmancanza di ambizione\u201d &#8211; pu\u00f2 avere una sua pertinenza. Ma, se ha il vantaggio di entrare profeticamene in una cultura della \u201cfacile dimissione\u201d, entra in difficolt\u00e0 nell&#8217;accompagnare le crisi reali, i silenzi assordanti, le anaffettivit\u00e0 distruttrici, i rancori senza futuro. Le \u201cpatologie matrimoniali\u201d sono forse soltanto il frutto di una \u201cmancanza di ambizione\u201d?<\/p>\n<p align=\"left\">La fenomenologia del matrimonio ci dice che le famiglie sono felici non solo per ambizione, e che le famiglie diventano infelici non solo per mancanza di ambizione. Semplificare l&#8217;umano non \u00e8 un modo per difenderlo e per promuoverlo. La logica della indissolubilit\u00e0 non \u00e8 riconducibile, semplicemente, alla giusta ambizione di chi sa di ricevere, al momento opportuno, l&#8217;aiuto decisivo da Dio. Ci sono crisi che non possono essere lette con questo schema morale semplicistico e \u2013 in fondo \u2013 inevitabilmente e invariabilmente colpevolizzante.<\/p>\n<p align=\"left\">In un altro passo della medesima intervista, R. Brague chiarisce una cosa interessante anche a proposito della \u201clegge naturale\u201d, che egli considera una utile espressione metaforica: \u201cL&#8217;analogia tra le leggi morali e le leggi naturali ha in ogni caso il vantaggio di suggerire che la morale consiste anche nel rispettare le condizioni che permettono la vita\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">In questa formula, tuttavia, le \u201ccondizioni che permettono la vita\u201d appaiono come un riferimento troppo vago e indeterminato, quasi come un \u201cprincipio di eterodeterminazione\u201d che, nella storia, subisce profonde variazioni, anche se mai viene smentito.<\/p>\n<p align=\"left\"><b>San Tommaso<\/b><\/p>\n<p align=\"left\">Pu\u00f2 essere utile, allora, confrontare questo ragionamento di Brague con la esposizione che S. Tommaso offre della \u201cindissolubilit\u00e0\u201d nella sua <i>Summa contra Gentiles<\/i>, III, 123. Il testo \u00e8 di grande interesse perch\u00e9 \u201cragiona sulla indissolubilit\u00e0\u201d quasi soltanto sul piano della \u201cconvenienza naturale\u201d. Vediamo in qual modo Tommaso risponde alla domanda: \u201cPerch\u00e9 il matrimonio deve essere indissolubile?\u201d<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Ecco una sintesi del suo pensiero:<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><i>Considerato che uomo e donna debbono educare i figli non \u201cper lungo tempo\u201d, ma per tutta la vita, naturale \u00e8 che il padre si occupi dei figli fino alla fine della vita e che rimanga con la madre fino alla fine, per ordine naturale. Se questa \u201csociet\u00e0\u201d si sciogliesse, ci\u00f2 sarebbe contrario alla \u201cequit\u00e0\u201d, poich\u00e9 il maschio \u00e8 pi\u00f9 perfetto per ragione e pi\u00f9 forte nella virt\u00f9. E se il maschio lasciasse la moglie quando non pu\u00f2 pi\u00f9 generare, questo sarebbe contrario alla equit\u00e0 naturale. Sarebbe contrario all&#8217;ordine naturale se la moglie potesse lasciare il marito, perch\u00e9 \u00e8 naturalmente sottoposta all&#8217;uomo; n\u00e9 l&#8217;uomo potrebbe lasciare la moglie, perch\u00e9 non sarebbe una societ\u00e0 giusta, ma una sorta di schiavit\u00f9. Inoltre, \u00e8 contrario all&#8217;istinto umano che moglie e marito si separino per naturale sollecitudine alla certezza della prole. Per questo \u00e8 necessaria una relazione tra uomo e donna non solo \u201clunga\u201d, ma \u201cindivisibile\u201d. Ancora: L&#8217;amicizia, quanto pi\u00f9 \u00e8 grande, tanto pi\u00f9 \u00e8 forte e lunga. Uomo e donna non solo si uniscono \u201c<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>in actu carnalis copulae<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><i>\u201d, ma anche \u201c<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>ad totius domesticae conversationis consortium<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><i>\u201d. Inoltre, tra gli atti naturali, solo la generazione \u00e8 ordinata al bene comune: infatti il pasto e la emissione del superfluo riguardano l&#8217;individuo. Allora, la legge, essendo orientata al \u201cbene comune\u201d, soprattutto in ambito di generazione deve provvedere sia la legge umana sia la legge divina. La prima procede dall&#8217;istinto naturale, che gi\u00e0 prevede che la unione tra uomo e donna sia \u201c<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>individua<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><i>\u201d, mentre la seconda, significando la unione di Cristo e della Chiesa, supplisce al difetto naturale. Poich\u00e9 poi \u00e8 necessario che tutto venga ordinato a ci\u00f2 che per l&#8217;uomo \u00e8 il meglio, l&#8217;unione di uomo e donna \u00e8 non solo per la generazione, ma per i buoni costumi, per la famiglia e per la societ\u00e0 civile. E&#8217; stata esclusa la consuetudine di ripudiare le mogli, cosa che nella prima alleanza era concessa: fu permesso un \u201cmale minore\u201d per escludere un \u201cmale maggiore\u201d<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #002200\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Il lungo discors<\/span><\/span>o di Tommaso, che qui ho solo riassunto, mostra bene un paradosso. Il riconoscimento della \u201cnatura\u201d come orizzonte di un \u201crapporto individuo\u201d deve fare i conti con la cultura, come riconoscimento dei soggetti implicati nel rapporto. Le argomentazioni di Tommaso appaiono oggi molto fragili, quasi insostenibili, proprio nel momento in cui accettano una \u201clogica\u201d della convenienza naturale che risulta profondamente condizionate dalla forma sociale e dalla cultura ambiente. La questione \u00e8 affermare la forza di \u201crapporto individuo\u201d ad individui che hanno elaborato una cultura della libert\u00e0 che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 barattata con un paternalismo autoritario. In altri termini \u201cindividuo\u201d non \u00e8 pi\u00f9 anzitutto il rapporto, ma il singolo. Solo affrontando questa sfida, il \u201cmistero della comunione\u201d potr\u00e0 essere salvaguardato, senza trasformare la \u201cnatura\u201d &#8211; come sfondo ragionevole a favore del bene comune &#8211; in un nobile pretesto per poter negare misericordia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;altro ieri, su &#8220;Settimana&#8221;, \u00e8 uscito questo articolo, che \u00e8 il n.8 della rubrica Si.No.Do, Questioni Intersinodali La \u201cnatura\u201d e il matrimonio Sull&#8217; Osservatore Romano del 10 maggio 2015, a p.5, in una recensione di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8583"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8583"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8583\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8601,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8583\/revisions\/8601"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}