{"id":7920,"date":"2015-05-13T20:22:29","date_gmt":"2015-05-13T18:22:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=7920"},"modified":"2015-05-13T20:22:29","modified_gmt":"2015-05-13T18:22:29","slug":"trasfigurare-in-famiglia-tommaso-non-concorda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/trasfigurare-in-famiglia-tommaso-non-concorda\/","title":{"rendered":"Trasfigurare in famiglia: Tommaso non concorda?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><b><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Epifania2007034.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3582\" alt=\"Epifania2007034\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Epifania2007034-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Epifania2007034-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Epifania2007034.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><b>I luoghi del trasfigurare: tavola, talamo e toilette<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Proviamo a considerare brevemente tre \u201cluoghi domestici\u201d nei quali i tempi e le azioni si intrecciano e si fondono diventando \u201ccultura del s\u00e9\u201d e quindi anche \u201cattenzione all&#8217;altro\u201d. Passiamoli brevemente in rassegna come una sorta di \u201ctopologia del trasfigurare\u201d.\u00a0Noter\u00e0 immediatamente, il lettore, che i \u201ctre luoghi\u201d non hanno tutti la medesima tradizione. La Chiesa ha parlato molto di s\u00e9 e di Dio con il linguaggio della tavola e del talamo. Molto pi\u00f9 recente \u00e8 la tradizione della \u201ctoilette\u201d, che manca di una \u201cfortuna critica\u201d. Ma non sono poche le sorprese che anche questo \u201cluogo domestico\u201d pu\u00f2 riservare. Neanche Tommaso lo aveva dimenticato, sia pure in una letture diversa, con la quale si pu\u00f2 anche dissentire: \u201c<i>inter naturales actus sola\u00a0<\/i>generatio<i>\u00a0ad bonum commune ordinatur: nam\u00a0<\/i>comestio<i>, et\u00a0<\/i>aliarum superfluitatum emissio<i>, ad individuum pertinent<\/i>\u201d (Contra Gentiles, III, 123). Potremmo dire che \u201ctalamo\u201d equivale a \u201c<i>generatio<\/i>\u201d, \u201ctavola\u201d a \u201c<i>comestio<\/i>\u201d e \u201ctoilette\u201d a \u201c<i>emissio<\/i>\u201d. Che\u00a0<i>comestio<\/i>\u00a0ed\u00a0<i>emissio<\/i>\u00a0riguardino semplicemente l&#8217;individuo appare una affermazione discutibile. Cerco di mostrare come anche al &#8220;mangiare&#8221; e al &#8220;liberarsi del superfluo&#8221; corrispondano esperienze preziose di comunione.\u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">a) <i>La <\/i><i>tavola <\/i><i>e la vita donata<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">La prima \u201ctrasfigurazione\u201d sta nel \u201cpasto comune\u201d. In esso si intrecciano i tempi e le azioni degli uomini. Da un lato, infatti, in ogni pasto la sintesi tra diritto al mangiare e dovere di guadagnarselo si incontra con una ulteriorit\u00e0 donata, che viene custodita dalla gratuit\u00e0 dell&#8217;atto. Per questo in ogni pasto facciamo memoria del \u201cdono\u201d da cui siamo costituiti. Per questo ogni pasto \u00e8, nello stesso tempo, luogo di \u201ciniziazione alla vita\u201d, di \u201cguarigione dalla sofferenza\u201d e di \u201cservizio al prossimo\u201d. Vi \u00e8 una \u201carte del mangiare insieme\u201d che \u00e8 cos\u00ec radicata nella cultura italiana e che merita di non essere smarrita. La tradizione ecclesiale \u201cfa memoria del Signore\u201d con la condivisione del \u201cpane di vita\u201d e del \u201ccalice della salvezza\u201d. In qualche modo resta fedele ad un atto profondamente umano proprio nell&#8217;atto pi\u00f9 profondo della trasfigurazione. Ma mangiare insieme \u00e8 pi\u00f9 che mangiare: \u00e8 sempre anche \u201cascolto\u201d, \u201ccrescita\u201d, \u201cconsolazione\u201d, \u201caccordo\u201d, \u201cprogetto\u201d, \u201camicizia\u201d&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">b) <i>Il <\/i><i>talamo <\/i><i>e l&#8217;abbandono all&#8217;altro<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">Il secondo luogo che consideriamo \u00e8 il talamo, non solo come momento della \u201ccomunione corporea\u201d, ma anche come \u201csonno comune\u201d, come \u201cdiscorso al buio\u201d o come \u201ccontatto consolante\u201d. Il letto \u00e8 simbolo di \u201ctempo perso\u201d: saper perdere tempo per dormire delimita l&#8217;arroganza di un umano solo produttore e predispone al gusto del festivo. Ma il letto, pur configurandosi tradizionalmente come \u201cspazio coniugale per l&#8217;esercizio dello <i>ius in corpus<\/i>\u201d, \u00e8 segnato dalla coscienza che a letto i diritti, pi\u00f9 che essere esercitati, sono lasciati, abbandonati, riconsiderati, trasfigurati. Il letto trasfigura i nostri diritti e i nostri doveri, sia perch\u00e9 ci fa incontrare dall&#8217;altro nel modo pi\u00f9 intimo, sia perch\u00e9 ci fa tornare indietro, ad una identit\u00e0 pi\u00f9 semplice, liberandoci dal pensiero, e dalla sensibilit\u00e0, facendoci tornare da animale a vegetale, e da vegetale a minerale. Fino a \u201cdormire come una pietra\u201d. Assistere all&#8217;altro che \u201critorna pietra\u201d \u00e8 il miracolo del \u201csonno comune\u201d, che non \u00e8 tipico della vita familiare. In questo sonno si \u00e8 iniziati alla umanit\u00e0, si \u00e8 guariti dalle crisi e si \u00e8 posti al servizio dell&#8217;altro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">c) <i>La <\/i><i>toilette <\/i><i>e la cura dell&#8217;altro<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif;line-height: 1.5em\">Il trasfigurare, nella esperienza immediata del luogo domestico, \u00e8 anche affidato al delicato equilibrio tra cura di s\u00e9 e bisogno dell&#8217;altro. In ogni famiglia il singolo sta in un \u201cpassaggio di generazioni\u201d che prevede \u2013 almeno in alcune fasi della esistenza \u2013 che il servizio altrui sostituisca e guarisca il limite dell&#8217;individuo \u201cnon autosufficiente\u201d. Cos\u00ec accade a tutti i bambini, almeno per il primo anno di vita; cos\u00ec accade talvolta ai molto anziani, negli ultimi tempi della vita. Il nostro mondo ha inventato toilette come \u201cluoghi di clausura\u201d. Ma vi \u00e8 una comunione \u2013 iniziale e finale \u2013 che costruisce esperienza pienamente umana. L&#8217;umano ha bisogno di fare memoria del fatto che la autosufficienza non \u00e8 originaria. Anzitutto nella toilette. Che diventa cos\u00ec possibile luogo simbolico di una esistenza trasfigurata, ossia capace di \u201cvedere il bene che viene\u201d, di scoprire, sotto la trama dei diritti e dei doveri, la sporgenza promettente di doni gratuiti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I luoghi del trasfigurare: tavola, talamo e toilette \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Proviamo a considerare brevemente tre \u201cluoghi domestici\u201d nei quali i tempi e le azioni si intrecciano e si fondono diventando \u201ccultura del s\u00e9\u201d&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7920"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7920"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7920\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7927,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7920\/revisions\/7927"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}