{"id":7663,"date":"2015-05-12T13:15:58","date_gmt":"2015-05-12T11:15:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=7663"},"modified":"2015-05-12T14:25:55","modified_gmt":"2015-05-12T12:25:55","slug":"cresce-nel-mondo-linclusione-finanziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/cresce-nel-mondo-linclusione-finanziaria\/","title":{"rendered":"Cresce nel mondo l\u2019inclusione finanziaria"},"content":{"rendered":"<p><b><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/untitled.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-7666\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/untitled-150x150.png\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Inclusione finanziaria in forte aumento negli ultimi anni. <\/b>Lo scorso 22 aprile ho avuto il grande piacere di partecipare ad un incontro dedicato all\u2019etica in economia (<a href=\"http:\/\/centridiateneo.unicatt.it\/dottrina-sociale-2015-homo-oeconomicus\">http:\/\/centridiateneo.unicatt.it\/dottrina-sociale-2015-homo-oeconomicus<\/a>, L\u2019Economia di fronte all\u2019umano), a Roma presso la Facolt\u00e0 di Economia dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica. Ho avuto modo cos\u00ec di presentare gli ultimi dati riferiti all\u2019inclusione finanziaria nel mondo, appena pubblicati dalla World Bank (WB) (The Global Findex Database 2014). Un primo risultato significativo che emerge dall\u2019aggiornamento \u00e8 il fatto che fra il 2011 e il 2014 l\u2019inclusione ha fatto un balzo in avanti: il numero di adulti che non risulta intestatario di un conto bancario \u2013 gli <i>unbanked<\/i> &#8211; \u00e8 sceso notevolmente, del 20%, a 2 miliardi di persone. Nel mondo quindi il 62% degli adulti detiene un conto (contro il 51% rilevato nel 2011). Determinante \u00e8 stato l\u2019intervento di promozione di governi ed autorit\u00e0 locali: pi\u00f9 di 50 paesi infatti (sui 143 che rientrano nelle rilevazioni della WB) hanno elaborato strategie ad hoc per facilitare un pi\u00f9 ampio utilizzo dei principali strumenti finanziari.<\/p>\n<p><b>La dispersione dei dati rimane elevata.<\/b> Il grado di inclusione finanziaria tuttavia rimane molto diversificato, fra gli individui, in relazione al reddito, al genere e all\u2019area geografica nonch\u00e9 nelle imprese in base alle loro dimensioni e \u201canzianit\u00e0\u201d. Con riferimento alle persone, i dati di accesso continuano ad essere molto diversi innanzitutto fra paesi sviluppati e paesi emergenti: la quota di adulti che hanno un conto nei paesi ad alto reddito \u00e8 pi\u00f9 che doppia della quota nei paesi emergenti. L\u2019ulteriore ripartizione fra i principali paesi emergenti evidenzia che la quota degli adulti che hanno un conto bancario\u00a0 \u2013 con una media del 64% &#8211; risulta molto modesta in Albania pari al 38% (salita dal 28% nel 2011) ed in Romania (al 61% dal 45%). Nei pi\u00f9 grandi paesi emergenti si va dal 53% in India (35% nel 2011) al 79% in Cina (era 64% nella rilevazione precedente). Va notato che anche nei paesi ad alto reddito emergono rilevanti diversit\u00e0: in Italia infatti la quota di adulti che detengono un conto risulta pari all\u201987% (crescita dal 70% nel 2011), ancora inferiore alla media europea (95%).<\/p>\n<p>Ovunque peraltro poco bancarizzati risultano in particolare i giovani, i disoccupati, le persone meno istruite, <span style=\"text-decoration: line-through\">e <\/span>coloro che abitano nelle zone rurali e le donne.<\/p>\n<p><b>Le Piccole e Medie Imprese (PMI) incontrano le maggiori difficolt\u00e0<\/b>. Una delle funzioni principali degli intermediari finanziari \u00e8 l\u2019allocazione delle risorse, ovvero la scelta delle imprese da finanziare sulla base di una adeguata valutazione delle loro prospettive di crescita e delle capacit\u00e0 di rimborso. Con riferimento alle imprese l\u2019accesso ai servizi finanziari varia in relazione all\u2019et\u00e0 e alle dimensioni dell\u2019impresa. Le imprese minori e pi\u00f9 giovani sono quelle che incontrano maggiori difficolt\u00e0. Le banche non finanziano le PMI in genere per gli elevati costi operativi di analisi, per la mancanza di garanzie, e per l\u2019opacit\u00e0 delle informazioni ottenibili. Si tratta di una cosa risaputa, ma non per questo va sottovalutata. Secondo la survey condotta dalla World Bank, presso le PMI ben il 36% dichiara che l\u2019impossibilit\u00e0 di accesso alla finanza rappresenta il maggior ostacolo alla crescita. Il finanziamento delle PMI \u00e8 essenziale ai fini dello sviluppo, poich\u00e9 esse occupano gran parte dei lavoratori nei paesi emergenti: circa il 50% nelle imprese formali (cio\u00e8 quelle registrate).<\/p>\n<p><b>Quali benefici derivano? <\/b>Abbiamo gi\u00e0 sottolineato che la diffusione degli strumenti finanziari favorisce lo sviluppo economico e sociale di un paese (si veda il nostro precedente blog <i>L\u2019inclusione finanziaria: cos\u2019\u00e8?<\/i>). L\u2019apertura di un conto non \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente a produrre benefici per la popolazione. \u00c8 necessario infatti un uso <b>regolare<\/b> soprattutto con riferimento al sistema dei pagamenti. Effettuare il pagamento di salari o i trasferimenti pubblici, oppure pagare le bollette o ricevere i soldi dai parenti che lavorano all\u2019estero (le cosiddette rimesse), non con <i>cash<\/i> ma attraverso un conto pu\u00f2 rendere i pagamenti pi\u00f9 semplici, ma soprattutto certi e sicuri. I benefici che i pagamenti <i>on line<\/i> possono comportare sia per chi invia sia per chi riceve sono molteplici. Innanzitutto essi possono migliorare l\u2019efficienza dei pagamenti stessi aumentando la velocit\u00e0 e ridurre i costi dei trasferimenti; possono aumentare la sicurezza e ridurre l\u2019incidenza di crimini legati ad essi; possono accrescere la trasparenza e diminuire la possibilit\u00e0 di contestazioni fra le parti; il passaggio ai pagamenti <i>on line<\/i> inoltre pu\u00f2 favorire il successivo pi\u00f9 ampio ricorso al sistema finanziario che a sua volta pu\u00f2 portare ad un aumento del risparmio e al passaggio dal risparmio cosiddetto informale (sotto il materasso, per intenderci) al risparmio formale (presso un istituto di credito).<\/p>\n<p><b>Ma di cosa c\u2019\u00e8 bisogno?<\/b> In primo luogo \u00e8 evidente che sono necessari ingenti investimenti in infrastrutture per assicurare agli utilizzatori un sistema affidabile e sicuro, ma anche facile da utilizzare. \u00c8 necessario inoltre sostenere una adeguata <b>cultura finanziaria<\/b>. Inclusione finanziaria e accesso alla finanza non sono sinonimi: l\u2019inclusione \u00e8 basata sull\u2019utilizzo effettivo. Molti possono non poter accedere a tali strumenti per l\u2019esistenza di barriere quali i costi eccessivi o la distanza. \u00c8 interessante in proposito rilevare che le principali barriere all\u2019apertura di un conto risultano essere \u2013 secondo quanto dichiarato dai partecipanti alla rilevazione della WB \u2013 la mancanza di una somma adeguata e l\u2019utilizzo in contemporanea di un unico conto con altri famigliari. Fra gli altri motivi, quelli religiosi o la mancanza di fiducia nelle banche, pur presenti hanno un peso minimo.<\/p>\n<p><b>Essenziale \u00e8 il ruolo delle autorit\u00e0 centrali. <\/b>Le autorit\u00e0 centrali possono intervenire per migliorare il supporto finanziario alle imprese attraverso vari strumenti: adeguate leggi sulle garanzie, favorendo la diffusione e lo scambio delle informazioni (es. con la creazione delle centrali dei rischi), nonch\u00e9 rafforzando le disposizioni legali soprattutto nel factoring e nel leasing, due forme di finanziamento che svolgono un ruolo significativo sia nei paesi evoluti sia in quelli emergenti, ma richiedono una appropriata struttura legale. Anche per gli individui, le autorit\u00e0 centrali giocano un ruolo importante nel favorire l\u2019educazione finanziaria, la protezione dei consumatori e la concorrenza fra gli operatori, fattori essenziali per un significativo sviluppo finanziario.<\/p>\n<p>Molto si sta facendo, in un ambito in cui i prodotti e gli strumenti cambiano ad una velocit\u00e0 supersonica, ma molto rimane da fare soprattutto affinch\u00e9 l\u2019aumento dei numeri di accesso mostrino una crescente uniformit\u00e0 fra gli utilizzatori e, alla fine, una pi\u00f9 equa distribuzione della ricchezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inclusione finanziaria in forte aumento negli ultimi anni. 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