{"id":4514,"date":"2015-04-09T23:35:52","date_gmt":"2015-04-09T21:35:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4514"},"modified":"2015-04-16T07:12:51","modified_gmt":"2015-04-16T05:12:51","slug":"francesco-e-papa-presentimento-e-risentimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/francesco-e-papa-presentimento-e-risentimento\/","title":{"rendered":"Francesco \u00e8 papa: presentimento e risentimento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-Francesco-3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3504\" alt=\"papa-Francesco-3\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-Francesco-3-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-Francesco-3-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-Francesco-3.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span><b>Francesco \u00e8 papa: presentimento e risentimento<\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su \u201cVatican Insider\u201d, a firma di Andrea Tornielli, abbiamo letto, il 7 aprile, la notizia che qui riporto integralmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>M\u00fcller suggerisce un nuovo compito per la Dottrina della fede<\/i><\/b><\/p>\n<p><i>Il cardinale Gerhard Ludwig M\u00fcller, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, in una delle numerose interviste concesse nelle ultime settimane e focalizzate sul prossimo Sinodo, ha parlato di un <b>nuovo compito del suo dicastero<\/b>. Un compito che non \u00e8 stato mai citato nei documenti che riguardano le precise competenze dell&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio. Il porporato tedesco, intervistato da \u00abLa Croix\u00bb, ha infatti dichiarato: \u00abL&#8217;arrivo sulla Cattedra di Pietro di un teologo come Benedetto XVI \u00e8 probabilmente un&#8217;eccezione. Anche Giovanni XXIII non era un teologo di professione. Papa Francesco \u00e8 anche pi\u00f9 pastorale e la Congregazione per la Dottrina della Fede ha una missione di una <b>strutturazione teologica di un pontificato<\/b>\u00bb. Dunque, da quanto dichiara M\u00fcller, l&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio deve \u00abstrutturare teologicamente\u00bb il pontificato di Papa Francesco. Ed \u00e8 probabilmente per questo motivo che il Prefetto interviene cos\u00ec spesso pubblicamente, come mai \u00e8 accaduto prima. Si tratta di una significativa novit\u00e0, dato che secondo l\u2019articolo 48 della Costituzione apostolica sulla Curia Romana \u00abPastor bonus\u00bb, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1988, \u00abcompito proprio della Congregazione per la dottrina della fede \u00e8 di promuovere e di tutelare la dottrina della fede e i costumi in tutto l\u2019orbe cattolico\u00bb. Mentre il Papa \u00abper volont\u00e0 di Cristo stesso\u00bb, come ha ricordato in chiusura del Sinodo 2014 anche Francesco, \u00e8 il \u00abPastore e Dottore supremo di tutti i fedeli\u00bb (canone 749). Fino a pochi decenni fa (l&#8217;ultimo a farlo \u00e8 stato Paolo VI) era lo stesso Pontefice a presiedere in prima persona la Congregazione per la dottrina della fede, proprio in ragione di questo compito che solo a lui compete in virt\u00f9 del primato petrino. Un primato che appartiene al vescovo di Roma, quello di presiedere \u00abnella carit\u00e0\u00bb, dirimendo anche, nel caso sorgessero, questioni teologiche. Le parole del cardinale M\u00fcller, con l&#8217;introduzione dell&#8217;inedito e fino a oggi non ancora formalizzato compito di \u00abstrutturare teologicamente un pontificato\u00bb, sono passate quasi inosservate. Se da un lato aprono scenari dottrinali nuovi rispetto alla tradizione della Chiesa, dall&#8217;altra sembrerebbero lasciar intendere che, secondo M\u00fcller, l&#8217;attuale pontificato &#8211; come peraltro anche quello di san Giovanni XXIII &#8211; <b>non abbia sufficiente \u00abstruttura\u00bb teologica<\/b>. <\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di fronte a queste parole, che lasciano a dir poco sconcertati, occorre brevemente soffermarsi sulla valutazione del \u201cfenomeno Francesco\u201d da due angolature diverse, che illustrano in modo molto istruttivo il percorso che la coscienza ecclesiale ha attraversato negli ultimi due anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Il presentimento ecclesiale<\/b><\/p>\n<p>Circa un anno fa, al primo anniversario dalla elezione del nuovo papa, Marciano Vidal, in una bella intervista<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">rilasciata a<\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">F. Strazzari e L.Prezzi,<\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> pubblicata <\/span><\/span><span style=\"color: #444444\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">con il titolo \u201cLa morale: dalla scolastica ai poveri\u201d (\u201cSettimana, 6[2014], 8-10)<\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"> , <\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">faceva queste illuminanti osservazioni<\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\">:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\">\u201c<i>Solo persone molto ottimiste, e dotate di un grado piuttosto elevato di ingenuit\u00e0, potrebbero dire che si prospettava la rinuncia di Benedetto XVI. Quanto all\u2019elezione del card. Bergoglio a papa, poteva essere prevista da analisti sagaci che conoscessero quanto accaduto nel conclave precedente, nel quale venne eletto papa il card. Ratzinger, e avessero preso nota degli orientamenti apparsi nelle discussioni cardinalizie previe all\u2019ultimo conclave. Per\u00f2 sono convinto che nemmeno questi esperti analisti siano giunti a prevedere il terremoto nel sentire ecclesiale causato dalla prima presentazione di papa Francesco sul balcone spalancato verso Piazza San Pietro: abbandono di alcuni specifici abbigliamenti di identificazione papale, invito alla preghiera comune. Sicuramente non hanno previsto quanto successo in seguito.\u00a0<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><i><span>Ci\u00f2 nonostante, se il fenomeno Francesco ha avuto un significato cos\u00ec ampio, \u00e8 perch\u00e9 questo significato \u00e8 stato riconosciuto. E, se \u00e8 stato riconosciuto, \u00e8 perch\u00e9, in gran parte, era sperato, perch\u00e9 era pre-sentito.\u00a0<\/span><\/i><\/span><span style=\"color: #444444\"><i><span>Non voglio fare giochi di parole. Voglio individuare una chiave di lettura per comprendere il fenomeno Francesco nell\u2019attuale momento ecclesiale. E\u2019 la maturit\u00e0 ecclesiale che spiega in gran parte questo fenomeno. Il modo di realizzare il ministero petrino da parte di papa Francesco non va controcorrente n\u00e9 ha bisogno di venire giustificato o spiegato. E\u2019 qualcosa che si desiderava e che da parte di un buon numero, si attendeva.<\/span><\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #444444\"><i><span style=\"color: #444444\">C\u2019\u00e8 anche una generazione piuttosto ampia di cattolici che erano stati toccati dalla illusione di Giovanni XXIII e dalla profonda esperienza ecclesiale (teologica, liturgica, spirituale, pastorale) del concilio Vaticano II. Quello che vedono in papa Francesco sembra loro la realizzazione, naturalmente in forma aggiornata, di quel sogno primaverile degli anni \u201960 del XX secolo. Ritengo che papa Francesco sia il frutto maturo del concilio Vaticano II. Lo vedo maturo perch\u00e9 d\u00e0 per acquisito quello spirito e non si sente in obbligo di giustificare la sua attuazione ricorrendo a specifici testi conciliari. Quanti oggi benedicono Dio per il modo di agire del papa sono i continuatori di quella cosiddetta maggioranza conciliare che, dalla prima sessione conciliare del 1962, cominciarono a intravedere qualcosa di nuovo. Non voglio pensare che la dura e potente minoranza conciliare di allora trovi il suo parallelo nei settori cattolici (e non cattolici) critici davanti a certi gesti (per esempio, lavari i piedi a una donna, per di pi\u00f9 musulmana, durante il rito del gioved\u00ec santo) e davanti ad alcune espressioni (\u201cChi sono io per giudicare!\u201d) del nuovo papa.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #444444\">E\u2019 trascorso molto tempo fra le speranze suscitate dal Vaticano II e il loro compimento. Questo \u00e8, almeno, quello che sembra a molti di noi che, ai tempi del concilio, avevano fra i 25 e i 30 anni. Per molti di questi, i tempi del dopo concilio sono stati tempi inclementi e di gelo \u2013 lo annunci\u00f2 il grande teologo Karl Rahner -. La corda che impediva il rinnovamento veniva stringendosi sempre di pi\u00f9 attorno a teologi, pastoralisti, comunit\u00e0 di base. La corda era stata tirata troppo. Vi erano indizi che la situazione era insopportabile. Proprio per questo, il fenomeno papa Francesco, senza poter essere del tutto prevedibile, era senz\u2019altro desiderato e pre-sentito. E\u2019 stato visto e accettato, da una parte, come una liberazione e, dall\u2019altra, come la realizzazione di una promessa.\u201d<\/span> <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"color: #444444\">Provenendo da un uomo nato nel 1937, che ha dedicato tutta la sua vita alla fede e alla teologia, questo bilancio del primo anno di papa Francesco assume<\/span><span style=\"color: #444444\">va allora<\/span><span style=\"color: #444444\"> un significato del tutto singolare. Anzitutto si d<\/span><span style=\"color: #444444\">oveva<\/span><span style=\"color: #444444\"> notare la bella intuizione di riferire il \u201cfenomeno Francesco\u201d a un <\/span><i><span style=\"color: #444444\">presentimento ecclesiale<\/span><\/i><span style=\"color: #444444\">, ossia alla speranza e al desiderio di una <\/span><i><span style=\"color: #444444\">Chiesa matura<\/span><\/i><span style=\"color: #444444\">, figlia della grande stagione conciliare di 50 anni fa. Il primo papa <\/span><i><b><span style=\"color: #444444\">\u201c<\/span><\/b><span style=\"color: #444444\">figlio del Concilio\u201d <\/span><\/i><span style=\"color: #444444\">non <\/span><span style=\"color: #444444\">era<\/span><span style=\"color: #444444\"> soltanto il frutto dello Spirito Santo, che con libert\u00e0 sovrana orienta e guida la vita dei fedeli, ma anche figlio di una Chiesa che non dimentica<\/span><span style=\"color: #444444\">va<\/span><span style=\"color: #444444\"> la irreversibilit\u00e0 di grazia della propria storia. Mi sembra che, a quasi un anno dalla sua elezione, papa Francesco po<\/span><span style=\"color: #444444\">tesse<\/span><span style=\"color: #444444\"> essere giustamente compreso come questa <\/span><i><span style=\"color: #444444\">sorpresa <\/span><\/i><span style=\"color: #444444\">e come questa <\/span><i><span style=\"color: #444444\">conferma<\/span><\/i><span style=\"color: #444444\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span><span style=\"color: #444444\">Per lo stesso motivo una seconda ragione, espressa <\/span><span style=\"color: #444444\">allora <\/span><span style=\"color: #444444\">da Vidal, mi pare debba essere sottolineata: papa Francesco non <\/span><span style=\"color: #444444\">aveva<\/span><span style=\"color: #444444\"> bisogno di giustificare se stesso, nella sua novit\u00e0, ma p<\/span><span style=\"color: #444444\">oteva<\/span><span style=\"color: #444444\"> semplicemente essere figlio di una Chiesa che, 50 anni prima, <\/span><span style=\"color: #444444\">aveva<\/span><span style=\"color: #444444\"> conosciuto la possibilit\u00e0 di un rinnovamento e di un aggiornamento, di una riforma e di una primavera, che ora <\/span><span style=\"color: #444444\">essa pu\u00f2 <\/span><span style=\"color: #444444\">riconosce<\/span><span style=\"color: #444444\">re<\/span><span style=\"color: #444444\"> facilmente nelle parole e nelle opere, nelle azioni e nelle omissioni del nuovo Vescovo di Roma. La prassi semplice con cui Francesco incomincia le sue giornate \u2013 concelebrando l\u2019eucaristia e tenendo sempre l\u2019omelia \u2013 sono, sul piano liturgico, le pi\u00f9 evidenti conferme di questa <\/span><i><b><span style=\"color: #444444\">\u201c<\/span><\/b><span style=\"color: #444444\">normalit\u00e0 sorprendente\u201d<\/span><\/i><span style=\"color: #444444\">.<\/span><i><b><br \/>\n<\/b><\/i><span style=\"color: #444444\">Resta<\/span><span style=\"color: #444444\">va<\/span><span style=\"color: #444444\">, evidentemente, la questione forse decisiva:\u00a0se \u00e8 stata anche la maturit\u00e0 ecclesiale a poter riconoscere in Francesco il proprio papa, sapr\u00e0, questa stessa Chiesa, non deludere Francesco nel suo slancio gioioso e benedicente, nel suo desiderio ardente di aprire porte e finestre, di uscire dalla autoreferenzialit\u00e0, di correre alle periferie? Sapr\u00e0 la Chiesa, che ha riconosciuto in Francesco il papa che attendeva e che aveva a suo modo preparato, farsi riconoscere da Francesco come quel \u201ccampo profughi\u201d nel quale la misericordia di Dio si rende accessibile ad ogni donna e ad ogni uomo?<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><b>Il risentimento curiale<\/b><\/p>\n<p>A distanza di un altro anno da quel fatidico 13 marzo appaiono come segni evidenti &#8211; accanto ai presentimenti confermati dal sentimento diffuso di gratitudine e dal \u201csensus ecclesiae\u201d meravigliato e stupito dalla efficacia del nuovo pastore &#8211; le resistenze, le chiusure, le opposizioni, che arrivano ad assumere la forma di un vero e proprio \u201crisentimento\u201d. Esso pu\u00f2 esprimersi nella forma di un non dissimulato \u201cdisagio\u201d di fronte ad una potente \u201cprofezia dall&#8217;alto\u201d: il singolo cristiano, il presbitero, anche il vescovo, si trovano continuamente scavalcati da quel \u201cprendere l&#8221;iniziativa\u201d di un Vescovo di Roma che non si lascia inscatolare in nessuna logica statica. Ma tale risentimenti pu\u00f2 esprimersi anche semplicemente in una \u201clettura superficiale\u201d del fenomeno: ossia attraverso una imbarazzata svalutazione del linguaggio e dei contenuti di papa Francesco, considerati come troppo \u201csemplici\u201d o \u201csemplicistici\u201d addirittura, senza riuscire minimamente a riconoscere che, invece, la qualit\u00e0 \u201cdiversa\u201d del linguaggio e dei gesti di Francesco risulta pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 ricca, pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 sorprendente della \u201cordinaria amministrazione\u201d episcopale e presbiterale.<\/p>\n<p>Tuttavia, finora, nessuno aveva ancora teorizzato, dal centro stesso della Curia romana, una esigenza di \u201cnormalizzazione del pontificato\u201d, cos\u00ec come appare dalle citate parole del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.<\/p>\n<p>Credo che qui si debba costatare con preoccupazione che questo appare, fino ad ora, il pi\u00f9 sostanziale fraintendimento \u2013 nello stesso tempo \u2013 dei pontificati di Giovanni XXIII e di Francesco, curiosamente unificati dalla caratteristica di avere \u201cscarsa struttura teologica\u201d. Ci\u00f2 che costituisce un obiettivo incremento della dottrina ecclesiale e della profezia evangelica degli ultimi 60 anni viene letto, proprio dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, come \u201cmancanza di struttura teologica\u201d.<\/p>\n<p>Questo giudizio, cos\u00ec ingiusto e distorto, pone un serio problema ecclesiale, che non pu\u00f2 essere aggirato. Non \u00e8 certo la prima volta che si crea una tensione tra Prefetto del S. Ufficio e Vescovo di Roma. Pensiamo a che cosa era accaduto molti anni fa tra Ottaviani e Paolo VI, pi\u00f9 di recente tra Ratzinger e Giovanni Paolo II. Ma mai nessuno aveva nemmeno lontanamente voluto teorizzare che la Congregazione del S. Ufficio dovesse \u201cdare struttura teologica\u201d ad un pontificato.<\/p>\n<p>Il \u201cpresentimento\u201d che ha permesso di riconoscere di colpo Francesco come papa evidentemente non \u00e8 ancora entrato in alcuni \u201csacri palazzi\u201d, che risultano cos\u00ec privi di \u201cpresentimento\u201d da arrivare a teorizzare una Congregazione per la Dottrina della Fede che garantisca una \u201ccontinuit\u00e0 dottrinale\u201d a scapito della profezia e della parresia di un pontefice. Le forme con cui l&#8217;assenza di presentimento sa capovolgersi in amaro risentimento hanno ormai superato la soglia di guardia. Fino a configurare, in modo tutt&#8217;altro che nascosto, una strutturale incomprensione del pontificato di Francesco da parte di alti responsabili della Curia romana. E dobbiamo chiederci: pu\u00f2 il pontificato di Francesco \u2013 insieme a quello di Giovanni XXIII \u2013 subire un cos\u00ec grave fraintendimento proprio dall&#8217;organo che dovrebbe servirlo con maggiore zelo? E pu\u00f2 il Prefetto di una Congregazione, che rivendichi questa autonomia dal Vescovo di Roma, avere la pretesa di parlare a nome non dico della Chiesa o della Curia Romana, ma della stessa Congregazione che presiede? Credo che la Riforma della Curia dovr\u00e0 occuparsi con urgenza di questo clamoroso fraintendimento. La maturit\u00e0 ecclesiale, che ha permesso di riconoscere Francesco come papa fin dalle prime sue parole, deve poter avere accesso anche ai sacri palazzi. E si ha la sensazione che molti toni e molti temi del Vaticano II suonerebbero, in quelle stanze, come parole del tutto nuove.<\/p>\n<p>Il presentimento che riconosce subito Francesco come papa \u00e8 figlio del Vaticano II, mentre il risentimento verso di lui sembra proprio il frutto di una strutturale estraneit\u00e0 al Vaticano II. A questa \u201cstrutturale estraneit\u00e0 al Vaticano II (<i>et quidem<\/i> a Francesco)\u201d che abita la Curia romana deve essere posto rimedio. Soprattutto a motivo del fatto che la Congregazione per la dottrina della fede non ha affatto il compito di <i>imporre una vecchia struttura teologica<\/i> al pontificato di Giovanni XXIII o di Francesco, ma deve piuttosto <i>imparare e servire una nuova struttura teologica<\/i>, che da Giovanni XXIII a Francesco ha saputo riformare la vita e l&#8217; azione ecclesiale. E deve farlo con giusto presentimento ecclesiale e senza alcun risentimento curiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>( Questo post \u00e8 stato ripreso su &#8220;Settimana&#8221; 15\/2015, pp. 8-9 con questa titolazione:\u00a0<em>In margine ad una intervista del card. Gerhard Ludwig M\u00fcller. Il\u00a0cupolone e il sant\u2019Uffizio.\u00a0Per il Prefetto al Congregazione della dottrina della fede sarebbe chiamata a dare \u00abstrutturazione teologica di un pontificato\u00bb. Per la costituzione apostolica Pastor bonus la curia \u00e8 \u00abuno strumento nelle mani del papa, talch\u00e9 essa non ha alcuna autorit\u00e0 n\u00e9 alcun potere all\u2019infuori di quelli che riceve dal supremo pastore\u00bb (EV 11\/808). La differenza fra aiuto e condizionamento. Un dibattito delicato e necessario<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco \u00e8 papa: presentimento e risentimento &nbsp; Su \u201cVatican Insider\u201d, a firma di Andrea Tornielli, abbiamo letto, il 7 aprile, la notizia che qui riporto integralmente. &nbsp; M\u00fcller suggerisce un nuovo compito per la Dottrina&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4514"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4514"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4521,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4514\/revisions\/4521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}