{"id":4507,"date":"2015-04-08T10:50:24","date_gmt":"2015-04-08T08:50:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4507"},"modified":"2015-04-08T10:50:24","modified_gmt":"2015-04-08T08:50:24","slug":"il-sinodo-come-il-concilio-tradurre-la-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-sinodo-come-il-concilio-tradurre-la-tradizione\/","title":{"rendered":"Il Sinodo come il Concilio: tradurre la tradizione"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4508\" alt=\"viadelconcilio01\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\" width=\"273\" height=\"204\" \/><\/a><\/h3>\n<h2>Il Sinodo come il Concilio: tradurre la tradizione<\/h2>\n<div><\/div>\n<p><b><i>di Andrea Grillo*<\/i><\/b><\/p>\n<p>\u00c8 stato il primo papa \u201cfiglio del Vaticano II\u201d a interpretare il sinodo dei vescovi secondo una logica, al tempo stesso, nuova e antica. La fiducia nella possibilit\u00e0 di una necessaria \u201ctraduzione\u201d dell\u2019\u201cantica dottrina\u201d \u2013 ossia la certezza di un\u2019evoluzione progressiva dell\u2019esperienza ecclesiale \u2013 attraversa la storia della Chiesa recente, ma lo fa in modo non lineare, talvolta con andamento \u201ccarsico\u201d.<br \/>\n<a name=\"more\"><\/a><br \/>\nVediamo di che cosa si tratta e in che modo questo compito di traduzione riguarda in profondit\u00e0 la \u201cscelta pastorale\u201d inaugurata dal concilio Vaticano II e ripresa dalla preparazione del duplice appuntamento del sinodo dei vescovi sotto il pontificato di Francesco.<\/p>\n<p>Continuit\u00e0 e novit\u00e0.<\/p>\n<p>Il principio di una \u201ccontinuit\u00e0 della tradizione\u201d pu\u00f2 e dev\u2019essere coniugato con l\u2019esigenza di una continua trasformazione e adeguamento del contenuto della dottrina cristiana in forme sempre nuove. \u00c8 la \u201cnatura della dottrina\u201d a essere in gioco.<\/p>\n<p>Infatti, se una tradizione \u00e8 forte, sa sempre tradursi in forme nuove. Se, invece, \u00e8 debole, si irrigidisce in una forma statica che, gradualmente, perde il rapporto con l\u2019uomo e soprattutto con Dio. La dottrina, preoccupata da ogni mutamento storico e sociale, assume una forma immutabile e senza rapporto con il reale.<\/p>\n<p>La fragilit\u00e0 di questa soluzione consiste nel perdere l\u2019equilibrio tra identit\u00e0 e rilevanza. Una dottrina cristiana che si riduca ad una difesa dell\u2019identit\u00e0, perde riferimento al reale e diventa \u201cautoreferenziale\u201d. Essere autoreferenziale \u00e8, per una dottrina, una delle forme di crisi peggiori. La crisi \u00e8 molto insidiosa perch\u00e9 non si presenta come negazione della tradizione, ma come una sua affermazione completamente distorta. La distorsione consiste precisamente nel perdere il riferimento alla realt\u00e0 della storia e del mondo, chiudendosi nel puro riferimento a se stessa. Autoreferenziale \u00e8 una dottrina in cui la Chiesa non parla pi\u00f9 n\u00e9 di Dio n\u00e9 dell\u2019uomo, n\u00e9 a Dio n\u00e9 all\u2019uomo, ma solo di e a se stessa.<\/p>\n<p>L\u2019esempio della tradizione\/traduzione liturgica.<\/p>\n<p>Nella tradizione recente, ancora prima del concilio Vaticano II, si \u00e8 posta la medesima questione che oggi affrontiamo intorno al \u201cmatrimonio\u201d, a proposito della \u201clingua liturgica\u201d. La domanda che veniva sollevata, in modo nuovo, era, allora per la prima volta: \u00e8 legittimo tradurre la tradizione liturgica? Il valore \u201csacramentale\u201d dell\u2019eucaristia permane se le parole della preghiera eucaristica e della \u201cconsacrazione\u201d sono pronunciate non in latino, ma in francese o in inglese o in italiano?<\/p>\n<p>A distanza di pi\u00f9 di mezzo secolo, quelle discussioni appaiono certamente datate, oggi quasi incomprensibili. Ma, dietro di esse, si nasconde la medesima questione che oggi affrontiamo circa il matrimonio. \u00c8 legittimo \u201ctradurre\u201d la tradizione? Le forme di comprensione \u201cautoreferenziale\u201d della dottrina preferiscono non correre il rischio della traduzione, illudendosi che la tradizione comunichi \u201cdi per s\u00e9\u201d. In tal modo essa cade nell\u2019afasia, nella presunzione, ed \u00e8 tentata di \u201cscomunicare\u201d tutti coloro che la fraintendono.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo ventennio e il \u201cpro multis\u201d.<\/p>\n<p>Proprio su questo stesso tema della \u201ctradizione\/traduzione liturgica\u201d, abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad una regressione assai pericolosa della riflessione teologica e dell\u2019esperienza pastorale. Il documento che ha segnato questa fase \u00e8 la 5\u00aa Istruzione sull\u2019attuazione della riforma liturgica,\u00a0<i>Liturgiam authenticam<\/i>\u00a0(2001).<\/p>\n<p>In questo documento viene teorizzato, in modo ingenuo e semplicistico, un ideale di \u201ctraduzione\u201d meramente letterale, che dispensa dall\u2019interpretazione. L\u2019ultima propaggine di questa involuzione \u00e8 venuta alla luce nella pretesa di tradurre letteralmente l\u2019espressione pro multis, nelle parole eucaristiche sul calice, assumendo le lingue moderne come meri \u201cstrumenti\u201d per rendere un\u2019esperienza che sarebbe piena e vera solo in \u201clingua latina\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019accettazione delle \u201clingue vernacole\u201d deve liberarsi dalla pretesa che la tradizione si dia esclusivamente in una forma linguistica \u201cstatica\u201d. Se accettiamo la mediazione culturale come un elemento intrinseco alla Rivelazione, dobbiamo salutare la \u201ctraduzione\u201d come un\u2019esperienza di arricchimento della tradizione, e non solo come un rischio di impoverimento. La pretesa di tradurre letteralmente (ma in modo non comprensibile) per poi spiegare in un secondo momento il \u201cvero significato\u201d della parola tradotta \u00e8 una forma di evidente autoreferenzialit\u00e0 comunicativa.<\/p>\n<p>La tradizione\/traduzione dell\u2019esperienza coniugale.<\/p>\n<div>Ci\u00f2 che oggi appare dalle questioni che vengono sollevate nel lavoro di riflessione tra i due sinodi sulla famiglia riguarda esattamente la medesima questione. \u00c8 legittimo tradurre la dottrina cattolica sul matrimonio dalle categorie medioevali alle categorie moderne? Questo oggi non riguarda semplicemente i \u201ccasi critici\u201d delle cosiddette \u201cfamiglie irregolari\u201d (o, meglio, delle \u201cfamiglie ferite\u201d o delle \u201cfamiglie allargate\u201d), ma, anzitutto, il modo di comprendere la famiglia in quanto tale, nella sua fisiologia di comunione, di amore, di generazione, di fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>Sarebbe molto bello che, sollecitati a comprendere meglio l\u2019esperienza familiare, iniziassimo ad elaborare categorie pi\u00f9 adeguate, che potremmo applicare anche all\u2019esperienza liturgica. Sarebbe, invece, del tutto errato e fuorviante, se dovessimo pretendere di applicare anche al matrimonio quelle soluzioni autoreferenziali e miopi con cui, fino a qualche anno fa, avremmo preteso di \u201cchiudere nella lingua latina\u201d la grande tradizione celebrativa della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Forse proprio in una nuova esperienza di\u00a0<i>parresia\u00a0<\/i>ecclesiale potremo scoprire che il coraggio con cui abbiamo tradotto dal latino la liturgia partecipata del postconcilio deve oggi trasferirsi anche in ambito matrimoniale. Rinunciare alle soluzioni autoreferenziali non sar\u00e0 semplice. L\u2019illusione che una Rota Romana che parla solo latino possa costituire una soluzione alle questioni di bruciante attualit\u00e0 \u00e8 solo l\u2019ultima di queste illusioni autoreferenziali.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 chiaro che solo una vera traduzione della tradizione potr\u00e0 dare alla Chiesa un linguaggio con cui fare esperienze adeguate di comunione familiare e con cui esprimere, in modo nuovo ma fedele, il grande mistero del Vangelo del matrimonio: che non tramonta solo se \u00e8 capace di accogliere con lungimiranza le novit\u00e0 di vita, di parole e di opere degli uomini e delle donne \u201cnon pi\u00f9 medioevali\u201d.<\/p><\/div>\n<div><\/div>\n<p><i>*questo articolo apparir\u00e0 su Settimana n. 14\/2015 nella rubrica &#8220;Si\/si-No\/no-Do: questioni intersinodali \/ 5&#8221;.<\/i><\/p>\n<div><\/div>\n<div>fonte:\u00a0http:\/\/www.ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/04\/il-sinodo-come-il-concilio-tradurre-la.html<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sinodo come il Concilio: tradurre la tradizione di Andrea Grillo* \u00c8 stato il primo papa \u201cfiglio del Vaticano II\u201d a interpretare il sinodo dei vescovi secondo una logica, al tempo stesso, nuova e antica&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4507"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4507"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4507\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4510,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4507\/revisions\/4510"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4507"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4507"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4507"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}