{"id":4457,"date":"2015-03-31T15:01:26","date_gmt":"2015-03-31T13:01:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4457"},"modified":"2015-03-31T15:02:44","modified_gmt":"2015-03-31T13:02:44","slug":"legitto-chiede-laiuto-di-don-bosco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/legitto-chiede-laiuto-di-don-bosco\/","title":{"rendered":"L\u2019Egitto chiede l\u2019aiuto di Don Bosco."},"content":{"rendered":"<p><b><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/egitto.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-4458\" alt=\"egitto\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/egitto-150x126.png\" width=\"150\" height=\"126\" \/><\/a>L\u2019attuale fase di stabilit\u00e0. <\/b>A met\u00e0 marzo il Presidente al-Sisi e le autorit\u00e0 egiziane hanno presentato agli investitori internazionali il nuovo piano quadriennale per lo sviluppo economico e degli investimenti in Egitto. Nei prossimi anni sono attese grandi opere (come l\u2019ampliamento del Canale di Suez, la costruzione di nuove strade che portano al Sinai, persino la costruzione di una nuova capitale nel deserto), ingenti investimenti nelle energie rinnovabili, profonde riforme normative e finanziarie.<\/p>\n<p>Il Presidente dell\u2019Egitto, Abd al-Fattah al-Sisi, eletto nel maggio 2014, ha avviato un processo di stabilizzazione interna, ponendo in cima alle sue priorit\u00e0 una strategia di sviluppo economico basata appunto sulla realizzazione di grandi opere pubbliche. Questa strategia fa pensare ai successi del New Deal americano, ma la diffusione dei benefici fra la popolazione non \u00e8 cosa immediata. In passato anche Hosni Mubarak aveva adottato la stessa politica, con la costruzione della citt\u00e0 di Toshka nel deserto, ed i risultati sono stati deludenti.<\/p>\n<p><b>I benefici degli investimenti devono diffondersi nel paese. <\/b>La recente stabilizzazione del quadro politico ha favorito una progressiva accelerazione del tasso di crescita dell\u2019economia, passato dall\u20191,6% nel 2013 al 4,2% stimato nel 2014, ma il deficit del paese ed il livello del debito pubblico sono rimasti molto elevati. Consistente \u00e8 quindi il fabbisogno di finanziamento, garantito in primo luogo da altri paesi dell\u2019area, dall\u2019Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi e dal Kuwait. L\u2019elevato debito pubblico determina anche un forte effetto di spiazzamento cio\u00e8 le banche \u2013 che sono prevalentemente convenzionali, operano cio\u00e8 secondo modalit\u00e0 e con strumenti che sono quelli degli intermediari finanziari dei paesi occidentali, mentre la finanza islamica ha un peso molto modesto &#8211; acquistano titoli pubblici anzich\u00e9 erogare credito all\u2019economia, specie alle piccole e medie imprese che sono molto numerose nel paese. Esse impiegano gran parte della manodopera e meritano quindi una particolare attenzione nei piani di sviluppo delle autorit\u00e0 governative.<\/p>\n<p><b>Una popolazione giovane che ha bisogno di lavoro. <\/b>Il livello del PIL pro capite e il reddito pro capite (attorno a 3.300 USD) \u00e8 inferiore a quello di altri paesi, confrontabili in termini di fondamentali economici e grado di rischio economico e politico quali il Marocco, ma l\u2019Egitto pu\u00f2 contare su maggiori dimensioni e su una pi\u00f9 ampia diversificazione della base produttiva. Tuttavia, una grave debolezza del paese \u00e8 data dalla rigidit\u00e0 e dall\u2019inadeguatezza del mercato del lavoro. La popolazione (circa 90 milioni) \u00e8 molto giovane (pi\u00f9 del 30% ha meno di 15 anni) e la disoccupazione supera il 13%, con elevati rischi di tensioni sociali e pressioni per ulteriori aumenti della spesa pubblica (<i>The Economist, March 21<sup>th<\/sup><\/i>). Alto \u00e8 il grado di analfabetismo e molti vivono grazie ai sussidi governativi.<\/p>\n<p><b>\u201cAbbiamo bisogno di Don Bosco\u201d.<\/b> Le autorit\u00e0 centrali sono ben consapevoli della rilevanza del problema. A questo proposito, un episodio ci sembra molto significativo, soprattutto perch\u00e9 espresso in un contesto dedicato all&#8217;economia (e da un paese islamico), con la sorpresa di molti: \u00a0nel corso di un recente convegno tenuto qui a Milano dove politici, operatori e imprenditori italiani si sono confrontati sulle prospettive di sviluppo dell\u2019Egitto, un esponente di una banca europea attiva nel paese ha riferito che il primo ministro egiziano ha chiesto fra i prodotti e i servizi che l\u2019Italia pu\u00f2 esportare: &#8220;Qui in Egitto noi abbiamo bisogno di don Bosco&#8221;.<\/p>\n<p>In un contesto dedicato al business, potevano essere riportati importanti investimenti, progetti\u2026 invece il Ministro ha chiesto quello che sta alla base dell&#8217;attivit\u00e0 economica (e sociale) futura del paese: la formazione umana e professionale dei suoi ragazzi.<\/p>\n<p><b>Molto rimane da fare. <\/b>Il paese rimane attraversato da gravi problematiche politiche e socio-economiche, e sono necessarie profonde riforme, ma non mancano segnali che fanno sperare nella capacit\u00e0 del paese di consentire uno sviluppo diffuso ed ordinato, che porti al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione tutta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attuale fase di stabilit\u00e0. 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