{"id":4452,"date":"2015-03-30T08:16:25","date_gmt":"2015-03-30T06:16:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4452"},"modified":"2015-04-01T10:36:55","modified_gmt":"2015-04-01T08:36:55","slug":"anticattolico-videtur-quod","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/anticattolico-videtur-quod\/","title":{"rendered":"Anticattolico: videtur quod"},"content":{"rendered":"<h1><b><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concvat21.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3584\" alt=\"concvat21\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concvat21.jpg\" width=\"202\" height=\"257\" \/><\/a><\/b><\/h1>\n<h1><b>Anticattolico: videtur quod&#8230;<\/b><\/h1>\n<p>Su Vatican Insider (a firma Scaramuzzi) \u00e8 stata riportata la seguente dichiarazione, trascritta da interviste pubblicate su una rivista francese.<\/p>\n<p><strong>La notizia<\/strong><\/p>\n<p><em>Mueller: \u00ab\u00c8 anticattolico delegare la dottrina agli episcopati\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Delegare decisioni dottrinali o disciplinari in materia di famiglia o matrimonio alle conferenze episcopali nazionali \u201c\u00e8 un&#8217;idea assolutamente anticattolica che non rispetta la cattolicit\u00e0 della Chiesa\u201d, secondo il cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto della congregazione per la Dottrina della fede.<\/em><\/p>\n<p><em>In un&#8217;intervista al settimanale francese <\/em>Famille chretienne<em>, il porporato tedesco afferma che &#8220;le conferenze episcopali hanno una autorit\u00e0 su alcuni temi, ma non costituiscono un magistero accanto al Magistero, senza il Papa e senza la comunione con tutti i vescovi\u201d. In risposta ad una affermazione del cardinale presidente della conferenza episcopale tedesca Reinhard Marx, che aveva rivendicato che il suo episcopato non \u00e8 \u201cuna filiale di Roma\u201d, Mueller afferma che \u201cquesto tipo di atteggiamento rischia di risvegliare una certa polarizzazione tra le Chiese locali e la Chiesa universale, superata con i concili Vaticano I e VaticanoII\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Il rischio, per Mueller, \u00e8 \u201capplicare alla Chiesa categorie politiche, invece che utilizzare la vera ecclesiologia cattolica\u201d. La Curia romana \u201cnon \u00e8 l&#8217;amministrazione di Bruxelles\u201d, \u201cnon siamo una quasi-amministrazione n\u00e9 una super-amministrazione al di sopra delle Chiese locali, di cui i vescovi sarebbero i delegati\u201d&#8230;<\/em><br \/>\nE\u2019 bene commentare questa notizia in modo assolutamente classico:<\/p>\n<p><strong>Videtur quod<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Sembra che sia contrario alla essenza stessa della fede cattolica concepire un episcopato che si differenzia da quanto stabilito e definito dalla Curia Romana<br \/>\n&#8211; Sembra inoltre che in ogni ambito della dottrina esista solo un principio e non pi\u00f9 principi. Se pertanto uno solo \u00e8 il principio e il Signore, uno solo deve essere il principio e l\u2019esercizio della autorit\u00e0 dottrinale.<br \/>\n&#8211; Se \u00e8 cattolico riferire la massima autorit\u00e0 al papa, anticattolico \u00e8 contrastare il papa nella sua autorit\u00e0, affidando anche solo porzioni di autorit\u00e0 ad altri vescovi, diversi dal vescovo di Roma<\/p>\n<p><strong>Sed contra<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Se cattolico \u00e8 quanto stabilito dal papa, non pu\u00f2 essere anticattolico quanto affermato dal papa.<br \/>\n&#8211; Non ogni diversit\u00e0 \u00e8 negazione. Ad esempio, l\u2019uomo nero non \u00e8 contro l\u2019uomo bianco, ma \u00e8 una diversa possibilit\u00e0 dell\u2019essere uomo. Una diversit\u00e0 nella dottrina cattolica non necessariamente deve essere definita anticattolica.<\/p>\n<p><strong>Respondeo dicendum<\/strong><\/p>\n<p>Rispondo dicendo che cattolico si dice in due modi diversi. Da una parte, in senso generale, significa \u201cuniversale\u201d; dall\u2019altra, in senso particolare, indica una forma specifica di comprensione della Chiesa cristiana. Dunque, altro \u00e8 affermare che una proposizione nega la universalit\u00e0 nel primo senso e altro \u00e8 affermare che sia anti-cattolica nel secondo senso.<br \/>\nNel primo senso sembra che possa essere anticattolico tutto ci\u00f2 che smentisce la universalit\u00e0. Ad es. Si potrebbe dire che sono anticattoliche le lingue vernacole e che solo il latino \u00e8 veramente universale. Ma si deve riconoscere invece che veramente universale \u00e8 solo ci\u00f2 che pu\u00f2 essere compreso da sempre, ovunque e da tutti. Questo sembra essere garantito oggi solo dalle diverse lingue e non da una lingua non pi\u00f9 in uso.<br \/>\nNel secondo senso, sembra che cattolico possa essere solo ci\u00f2 che \u00e8 uniforme e concorde con l\u2019uso romano della disciplina e della dottrina. Ma si deve riconoscere che cattolico si dice anche di ci\u00f2 che legittimamente \u00e9 e deve essere diverso. La medesima famiglia o il medesimo prete ricevono diverse interpretazioni in Africa, in America e in Europa. Cattolico non \u00e8 una uniformit\u00e1 senza differenze, ma una comunione riconciliata di differenze.<br \/>\nPertanto non \u00ea anticattolico n\u00e9 ci\u00f2 che garantisce la universalit\u00e0 per traduzione, n\u00e9 ci\u00f2 che garantisce il ruolo delle differenze nella comunione.<\/p>\n<p><strong>Ad primum:<\/strong>\u00a0Non \u00e8 contrario alla definizione di cattolico una differenza di dottrina all\u2019interno del corpo ecclesiale. Le logiche della natura e quelle della cultura influenzano profondamente la dottrina e la disciplina. Le quali possono e debbono ospitare differenze per non smentire la logica del mistero incarnato. Non sembra dunque anticattolico che si prevedano competenze dottrinali riferite a livelli della chiesa gerarchica diversi dal centro romano. D\u2019altra parte, le conferenze episcopali, che rispondono ad una tradizione nazionale, sono il frutto di un mondo diverso sia dall\u2019impero romano o carolingio, sia dalla stato assoluto. Onorare la storia, che muta, non significa confondere ecclesiologia con politica, ma dare alla ecclesiologia la possibilit\u00e0 di \u201cstare al mondo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ad secundum:<\/strong>\u00a0Come diceva S. Alfonso, ogni principio deve essere a governo della comprensione di ogni fattispecie. Ma quale principio si applichi ad ogni singola fattispecie deve essere stabilito di volta in volta, e non una volta per tutte. Per questo si deve riconoscere che in taluni ambiti dottrinali, una riserva di autorit\u00e0 attribuita alle gerarchie periferiche non solo non contrasta con la universalit\u00e0, ma \u00e8 richiesta dalla universalit\u00e0 stessa.<\/p>\n<p><strong>Ad tertium:<\/strong>\u00a0Sembra che altra cosa sia il vescovo di Roma e altra cosa la curia romana. Da un lato \u00e8 evidente che il Vescovo di Roma pu\u00f2 stabilire, in forza della sua autorit\u00e0, una legittima articolazione della autorit\u00e0 dottrinale a livello locale. Da un altro lato, il Prefetto di una Congregazione presiede un organo collegiale e non \u00e8 dotato, in quanto tale, di una autorit\u00e0 ex se. Cos\u00ec sembra pi\u00f9 anticattolico che un Prefetto si arroghi i poteri di un papa, piuttosto che un papa eserciti il suo potere legittimo, anche quando innova la tradizione. Non dovrebbe sorprendere un papa che si spoglia di poteri, delegandoli a confratelli vescovi, mentre dovrebbe sorprendere un Prefetto che desideri non servire il papa, ma essere servito dal papa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anticattolico: videtur quod&#8230; Su Vatican Insider (a firma Scaramuzzi) \u00e8 stata riportata la seguente dichiarazione, trascritta da interviste pubblicate su una rivista francese. 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