{"id":4441,"date":"2015-03-26T08:00:08","date_gmt":"2015-03-26T07:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4441"},"modified":"2015-03-26T23:56:21","modified_gmt":"2015-03-26T22:56:21","slug":"il-sogno-di-un-anno-santo-diverso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-sogno-di-un-anno-santo-diverso\/","title":{"rendered":"Il Sogno di un Anno Santo diverso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SETTIMANA-13-2015-cop.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4442\" alt=\"SETTIMANA n. 4\/03\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SETTIMANA-13-2015-cop-216x300.jpg\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SETTIMANA-13-2015-cop-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/SETTIMANA-13-2015-cop.jpg 511w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Esce oggi, sul n. 13\/2015 \u00a0di &#8220;Settimana&#8221; (p.3) una riflessione sul senso dell&#8217;Anno Santo della Misericordia, in rapporto al Concilio Vaticano II e al percorso intersinodale che la Chiesa cattolica sta attraversando, alla ricerca di una &#8220;maggiore misericordia&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Inizia 50 anni dopo la fine del Vaticano II<\/b><\/p>\n<h2><span><b>Il sogno di un Anno Santo diverso.<\/b><\/span><\/h2>\n<p>Sembra proprio che papa Francesco abbia voluto \u201ctenere alta la tensione ecclesiale\u201d verso quegli obiettivi che, fin dall&#8217;inizio &#8211; o, addirittura, fin da \u201cprima dell&#8217;inizio\u201d del suo pontificato &#8211; ha considerato come assolutamente prioritari. Leggiamo infatti, alla fine della paginetta che egli stese il 9 marzo 2013, 4 giorni prima della elezione, questa impressionante \u201cauto-definizione\u201d:<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Pensando al prossimo Papa: un uomo che, attraverso la c<\/i><\/span><\/span><i>ontempla\u00adzione di <\/i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><i>Ges\u00f9 Cristo e l\u2019adorazione di Ges\u00f9 Cristo, aiuti la Chiesa a uscire da se stessa verso le periferie esistenziali, che la aiuti a essere la madre feconda che vive &#8220;della dolce e confortante gioia dell\u2019evangelizzare&#8221;.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p>Nella logica di una Chiesa che \u201cesce da s\u00e9\u201d, che supera la \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d e che sfugge alla \u201cmondanit\u00e0 spirituale\u201d si inquadra il segno\/gesto che caratterizza continuamente il biennio appena trascorso di papato: <i>la imprevedibilit\u00e0 di una ricerca di una \u201cmaggiore misericordia\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Dopo la convocazione di un \u201cduplice Sinodo\u201d sul tema di una rilettura \u201cmisericordiosa\u201d della esperienza familiare, ora, sfruttando la coincidenza tra fine del percorso Sinodale e anniversario della fine del Concilio Vaticano II, un nuovo inizio.<\/p>\n<p><b>Anzich\u00e9 \u201cvedere\u201d, \u201crilancia\u201d<\/b><\/p>\n<p>Sembra proprio che Francesco, anzich\u00e9 \u201cvedere\u201d, \u201crilanci\u201d. Quasi ad indicare che la Chiesa, nel momento in cui compie il proprio servizio di evangelizzazione, rispetta fino in fondo il \u201cmisterium lunae\u201d, ossia il fatto di vivere non di luce propria, ma di luce riflessa, e rilancia una \u201cmaggiore misericordia\u201d come sua esperienza fontale.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Ecco allora che, dopo i tre anni di percorso sinodale, un altro anno, giubilare, a sancire la \u201cirreversibilit\u00e0\u201d di una svolta che i 50 anni dal Concilio Vaticano II e i due anni di lavori Sinodali potranno pienamente \u201cgustare\u201d solo in un intero \u201canno di festa\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>Una ecclesiologia <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>di comunione <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span>e una teologia del tempo qui si incontrano in profondit\u00e0. A ben vedere, tutto questo stava gi\u00e0 scritto nelle \u201cparole-chiave\u201d che strutturano <\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span><i>Evangelii gaudium,<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span> il cui titolo \u00e8 letteralmente citazione di Paolo VI, gioia del vangelo: <\/span><\/span> esse sono <i>prendere l\u2019iniziativa<\/i>, <i>coinvolgersi<\/i>, <i>accompagnare<\/i>, <i>fruttificare<\/i> e <i>festeggiare.<\/i><\/p>\n<p>Vi \u00e8 quasi una circolarit\u00e0 in questi 5 verbi. Dove l&#8217;ultimo \u00e8 anche primo, il <i>culmen<\/i> diventa e si riconosce <i>fon<\/i><i>s<\/i> della iniziativa e del coinvolgimento.<\/p>\n<p>Cos\u00ec non pu\u00f2 sorprendere che, in una Chiesa che si riconosce \u201cin missione\u201d, chiamata radicalmente a conversione, disposta strutturalmente alla \u201cuscita da s\u00e9\u201d, si ricorra ad uno strumento cos\u00ec \u201cclassico\u201d e cos\u00ec \u201ctradizionale\u201d come il Giubileo.<\/p>\n<p>A ben vedere, si tratta, fondamentalmente, di un \u201crilancio della misericordia\u201d come esperienza teologale che fonda ogni realt\u00e0 ecclesiale. Essa fa uscire da s\u00e9 non solo la Chiesa, ma ogni cristiano. Nel rendere tutti \u201cpellegrini\u201d, tutti \u201cmigranti\u201d, tutti bisognosi di indulgenza, tutti invitati alla festa del perdono, acquisisce a livello universale la \u201cconversione\u201d come regola maestra della identit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<b>Grazia originale\u201d prima che \u201cpeccato originale\u201d<\/b><\/p>\n<p>Per questi motivi si viene a creare, in modo sorprendente, una \u201ccongiunzione\u201d tra la inaugurazione che 50 anni fa la Chiesa portava a compimento, chiudendo il Vaticano II, come \u201cprimavera della Chiesa\u201d e il papato di Francesco, che si \u00e8 aperto durante i 4 anni di anniversari conciliari, e che rilancia ad ogni istante una approccio \u201cmisericordioso\u201d alla storia e alla realt\u00e0. Vi \u00e8, prima e oltre ogni \u201cpeccato originale\u201d, una \u201cgrazia\u201d, una \u201cmisericordia pi\u00f9 originale\u201d, che ha il primato e la prima parola.<\/p>\n<p>Come non notare, con forte contrasto, la differenza di testo e di contenuto tra la memoria del Concilio, che papa Francesco rinnova continuamente, nel Sinodo da tenere e nell&#8217;Anno Santo da celebrare, e la memoria che del Concilio fece Benedetto XVI, la sera del 12 ottobre del 2012, dalla finestra illuminata del Palazzo Apostolico, come 50 anni prima, ma di fronte ad una Piazza ammutolita dal suo raccontare quasi soltanto sul \u201cpeccato originale\u201d, mentre Francesco annuncia, fin dall&#8217;inizio del suo ministero di Vescovo di Roma, una \u201cgrazia originale\u201d, una \u201cmisericordia pi\u00f9 originale\u201d.<\/p>\n<p>In questo \u201cclima\u201d di convinta ripresa conciliare, l&#8217;Anno Santo diventa la \u201cforma\u201d di una Chiesa che si reinterpreta alla luce di questa origine ricevuta in dono, da comunicare con stupore e con meraviglia a tutti.<\/p>\n<p><b>Una Bolla diversa?<\/b><\/p>\n<p>Alla luce di questa svolta conciliare, 50 anni dopo, potremmo aspettarci una \u201cBolla\u201d di indizione dell&#8217;Anno Santo piena di novit\u00e0: per ora sappiamo che sar\u00e0 resa pubblica la Domenica in Albis, che una devozione polacca preferisce denominare \u201cdella Divina Misericordia\u201d.<\/p>\n<p>Avremo, nella Bolla, la linea fondamentale di interpretazione dell&#8217;Anno Santo nell&#8217;orizzonte della misericordia di Dio, che ci fa \u201cpellegrini\u201d, che ci fa \u201csoglia\u201d, che ci fa \u201ccambiare vita\u201d. E pellegrinaggio, Porta Santa, e indulgenza sono i grandi segni della tradizione giubilare. Ma gi\u00e0 per il Grande giubileo del 2000, papa Giovanni Paolo II aveva introdotto \u201caltri segni\u201d: la purificazione della memoria, la carit\u00e0 e la memoria dei martiri. Avremo forse da aspettarci un ulteriore ampliamento dei segni, una loro rilettura che li approfondisca, in un linguaggio che sappia sfrondarsi di quegli elementi che la storia della fede ha gi\u00e0 potuto riconoscere come caduchi e come contingenti.<\/p>\n<p><b>Anche il linguaggio dovr\u00e0 cambiare<\/b><\/p>\n<p>Forse proprio questo rinnovamento della misericordia ha bisogno di una Chiesa che sia disponibile a rinnovare, anzitutto, il proprio linguaggio. Non dimentichiamo, infatti, che il \u201clinguaggio\u201d delle indulgenze \u00e8 stato formulato, nel medioevo, con una lingua che, in un orizzonte ben definito, non si vergognava di parlare di \u201clucrare\u201d o di \u201cacquistare\u201d le indulgenze. Sarebbe un segno di maturit\u00e0 e di coerenza se anche le inevitabili \u201cnormative\u201d &#8211; stese a dovere dai necessari funzionari di curia &#8211; sapranno fare un salto di qualit\u00e0, uscire dalla autoreferenzialit\u00e0 e accedere ad un livello di espressione linguistica e di esperienza ecclesiale che eviti la riduzione del Giubileo ad \u201catto amministrativo\u201d, con un inevitabile ritorno di fiamma della pi\u00f9 classica \u201clogica autoreferenziale\u201d. Anche questa risulterebbe, inevitabilmente, una \u201cdogana pastorale\u201d quasi intollerabile, tanto pi\u00f9 se coniugata con il magistero illuminato e \u201cin uscita\u201d di papa Francesco.<\/p>\n<p><b>Stile, differenza, trasparenza<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;idea di un Anno Santo della Misericordia dovr\u00e0 trovare il suo stile, la sua differenza e la sua trasparenza:<\/p>\n<p>a) <i>Stile di misericordia vissuta: una Chiesa approssimata<\/i><\/p>\n<p>Il \u201cpellegrinaggio\u201d non sar\u00e0 anzitutto \u201cverso Roma\u201d, ma \u201cda Roma\u201d, se le Chiese sapranno, in occasione dell&#8217;Anno Santo, invertire la rotta. Nelle immagini del \u201ccampo profughi\u201d o dell&#8217;\u201dospedale da campo\u201d, proposte da Francesco come icone ecclesiali, prevale il malato sul peccatore. Cos\u00ec dovr\u00e0 prevalere ci\u00f2 che la Chiesa fa con il malato, rispetto a ci\u00f2 che la Chiesa si attende dal peccatore. Sar\u00e0 la Chiesa ad approssimarsi per prima.<\/p>\n<p>b) <i>Differenza dalla <\/i><i>matematica delle pene<\/i><i>: una Chiesa deburocratizzata<\/i><\/p>\n<p>Il recupero della \u201cindulgenza\u201d come festa della risposta della libert\u00e0 al perdono di Dio \u2013 senza alcuna confusione con il dono del perdono nel sacramento della penitenza \u2013 richiede una traduzione illuminata e sensibile della tradizione, con tutta la radicalit\u00e0 dovuta e con tutto il pudore necessario. Se alle parole limpide di questi ultimi due anni dovesse accompagnarsi \u201cgestioni di grazie ex officio\u201d, ci\u00f2 finirebbe per creare una disarmonia quasi insopportabile.<\/p>\n<p>c) <i>Trasparenza di contatto con le vite reali: una Chiesa appassionata<\/i><\/p>\n<p>Varcare la soglia, attraversare la porta, cambier\u00e0 inevitabilmente di segno: non sar\u00e0 soltanto un gesto di \u201centrata\u201d, ma diventer\u00e0 un gesto di \u201cuscita\u201d. Perch\u00e9 nel momento stesso in cui attesta il dono della misericordia, la Chiesa non annuncia se stessa, ma il dono ricevuto: per farlo deve spogliarsi del potere, farsi trasparente, accogliere tutti, e prima ancora tutti cercare, appassionatamente. Nell&#8217;Anno Santo della Misericordia la Porta Santa sar\u00e0 una entrata per tutti e una provvidenziale uscita per ogni rigidit\u00e0 e ogni autoreferenzialit\u00e0 ecclesiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce oggi, sul n. 13\/2015 \u00a0di &#8220;Settimana&#8221; (p.3) una riflessione sul senso dell&#8217;Anno Santo della Misericordia, in rapporto al Concilio Vaticano II e al percorso intersinodale che la Chiesa cattolica sta attraversando, alla ricerca di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4441"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4441"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4441\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4444,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4441\/revisions\/4444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}