{"id":4403,"date":"2015-03-19T16:26:12","date_gmt":"2015-03-19T15:26:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4403"},"modified":"2015-03-19T16:26:12","modified_gmt":"2015-03-19T15:26:12","slug":"non-chiudete-quella-porta-papa-francesco-a-s-marta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/non-chiudete-quella-porta-papa-francesco-a-s-marta\/","title":{"rendered":"&#8220;Non chiudete quella porta&#8221;: papa Francesco a S. Marta"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b><span style=\"color: #663300\">PAPA FRANCESCO<\/span><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\">MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA<br \/>\n<i>DOMUS SANCTAE MARTHAE<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><b><i>Non chiudete quella porta<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"center\"><span style=\"color: #663300\"><i>Marted\u00ec, 17 marzo 2015<\/i><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-professore.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3514\" alt=\"papa-professore\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-professore.jpg\" width=\"288\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #663300\">(da:\u00a0<i>L&#8217;Osservatore Romano<\/i>, ed. quotidiana, Anno CLV, n.063, 18\/03\/2015)<\/span><\/p>\n<p>La quaresima \u00e8 tempo propizio per chiedere al Signore, \u00abper ognuno di noi e per tutta la Chiesa\u00bb, la \u00abconversione alla misericordia di Ges\u00f9\u00bb. Troppe volte, infatti, i cristiani \u00absono specialisti nel chiudere le porte alle persone\u00bb che, fiaccate dalla vita e dai loro errori, sarebbero invece disposte a ricominciare, \u00abpersone alle quali lo Spirito Santo muove il cuore per andare avanti\u00bb.<\/p>\n<p>La legge dell\u2019amore \u00e8 al centro della riflessione che Papa Francesco ha svolto, nella messa di marted\u00ec 17 marzo a Santa Marta, a partire dalla liturgia del giorno. Un parola di Dio che parte da un\u2019immagine: \u00abl\u2019acqua che risana\u00bb. Nella prima lettura il profeta Ezechiele (47, 1-9.12) parla infatti dell\u2019acqua che scaturisce dal tempio, \u00abun\u2019acqua benedetta, l\u2019acqua di Dio, abbondante come la grazia di Dio: abbondante sempre\u00bb. Il Signore, infatti, ha spiegato il Papa, \u00e8 generoso \u00abnel dare il suo amore, nel risanare le nostre piaghe\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019acqua torna nel vangelo di Giovanni (5, 1-16) dove si narra di una piscina \u2014 \u00abin ebraico si chiamava\u00a0<i>betzaet\u00e0<\/i>\u00bb \u2014 caratterizzata da \u00abcinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi: ciechi, zoppi e paralitici\u00bb. In quel luogo, infatti, \u00abc\u2019era una tradizione\u00bb secondo la quale \u00abdi volta in volta, scendeva dal cielo un angelo\u00bb a muovere le acque, e gli infermi \u00abche si buttavano l\u00ec\u00bb in quel momento \u00abvenivano risanati\u00bb.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, ha spiegato il Pontefice, \u00abc\u2019era tanta gente\u00bb. E perci\u00f2 si trovava l\u00ec anche \u00abun uomo che da trentotto anni era malato\u00bb. Era l\u00ec che aspettava, e a lui Ges\u00f9 domand\u00f2: \u00abVuoi guarire?\u00bb. Il malato rispose: \u00abMa, Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l\u2019acqua si agita, quando viene l\u2019angelo. Mentre, infatti, sto per andarvi, un altro scende prima di me\u00bb. A Ges\u00f9, cio\u00e8, si presenta \u00abun uomo sconfitto\u00bb che \u00abaveva perso la speranza\u00bb. Ammalato, ma \u2014 ha sottolineato Francesco \u2014 \u00abnon solo paralitico\u00bb: era infatti ammalato di un\u2019\u00abaltra malattia tanto cattiva\u00bb, l\u2019accidia.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 l\u2019accidia che lo rendeva triste, pigro\u00bb ha notato. Un\u2019altra persona avrebbe infatti \u00abcercato la strada per arrivare in tempo, come quel cieco a Gerico che gridava, gridava, e volevano farlo tacere e gridava di pi\u00f9: ha trovato la strada\u00bb. Ma lui, prostrato dalla malattia da trentotto anni, \u00abnon aveva voglia di guarirsi\u00bb, non aveva \u00abforza\u00bb. Allo stesso tempo, aveva \u00abamarezza nell\u2019anima: \u201cMa l\u2019altro arriva prima di me e io sono lasciato da parte\u201d\u00bb. E aveva \u00abanche un po\u2019 di risentimento\u00bb. Era \u00abdavvero un\u2019anima triste, sconfitta, sconfitta dalla vita\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abGes\u00f9 ha misericordia\u00bb di quest\u2019uomo e lo invita: \u00abAlzati! Alzati, finiamo questa storia; prendi la tua barella e cammina\u00bb. Francesco ha quindi descritto la scena seguente: \u00abAll\u2019istante quell\u2019uomo guar\u00ec e prese la sua barella e incominci\u00f2 a camminare, ma era tanto ammalato che non riusciva a credere e forse camminava un po\u2019 dubitante con la sua barella sulle spalle\u00bb. A questo punto entrano in gioco altri personaggi: \u00abEra sabato e cosa trova quell\u2019uomo? I dottori della legge\u00bb, i quali gli chiedono: \u00abMa perch\u00e9 porti questo? Non si pu\u00f2, oggi \u00e8 sabato\u00bb. \u00c8 l\u2019uomo a rispondere: \u00abMa tu sai, sono stato guarito!\u00bb. E aggiunge: \u00abE quello che mi ha guarito, mi ha detto: \u201cporta la tua barella\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Accade quindi un fatto strano: \u00abquesta gente invece di rallegrarsi, di dire: \u201cMa che bello! Complimenti!\u201d\u00bb, si chiede: \u00abMa chi \u00e8 quest\u2019uomo?\u00bb. I dottori, cio\u00e8, cominciano \u00abun\u2019indagine\u00bb e discutono: \u00abVediamo cosa \u00e8 successo qui, ma la legge&#8230; Dobbiamo custodire la legge\u00bb. L\u2019uomo, da parte sua, continua a camminare con la sua barella, \u00abma un po\u2019 triste\u00bb. Ha commentato il Papa: \u00abIo sono cattivo, ma alcune volte penso a cosa sarebbe successo se quest\u2019uomo avesse dato un bell\u2019assegno a quei dottori. Avrebbero detto: \u201cMa, vai avanti, s\u00ec, s\u00ec, per questa volta vai avanti!\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Continuando nella lettura del Vangelo, si incontra Ges\u00f9 che \u00abtrova quest\u2019uomo un\u2019altra volta e gli dice: \u201cEcco, sei guarito, ma non tornare indietro \u2014 cio\u00e8 non peccare pi\u00f9 \u2014 perch\u00e9 non ti accada qualcosa di peggio. Vai avanti, continua ad andare avanti\u201d\u00bb. E quell\u2019uomo va dai dottori della legge, per dire: \u00abLa persona, l\u2019uomo che mi ha guarito si chiama Ges\u00f9. \u00c8 quello\u00bb. E si legge: \u00abPer questo i giudei perseguitavano Ges\u00f9, perch\u00e9 faceva tali cose di sabato\u00bb. Di nuovo ha commentato Francesco: \u00abPerch\u00e9 faceva il bene anche il sabato, e non si poteva fare\u00bb.<\/p>\n<p>Questa storia, ha detto il Papa attualizzando la sua riflessione, \u00abavviene tante volte nella vita: un uomo \u2014 una donna \u2014 che si sente malato nell\u2019anima, triste, che ha fatto tanti sbagli nella vita, a un certo momento sente che le acque si muovono, c\u2019\u00e8 lo Spirito Santo che muove qualcosa; o sente una parola\u00bb. E reagisce: \u00abIo vorrei andare!\u00bb. Cos\u00ec \u00abprende coraggio e va\u00bb. Ma quell\u2019uomo \u00abquante volte oggi nelle comunit\u00e0 cristiane trova le porte chiuse\u00bb. Forse si sente dire: \u00abTu non puoi, no, tu non puoi; tu hai sbagliato qui e non puoi. Se vuoi venire, vieni alla messa domenica, ma rimani l\u00ec, ma non fare di pi\u00f9\u00bb. Succede cos\u00ec che \u00abquello che fa lo Spirito Santo nel cuore delle persone, i cristiani con psicologia di dottori della legge distruggono\u00bb.<\/p>\n<p>Il Pontefice si \u00e8 detto dispiaciuto per questo, perch\u00e9, ha sottolineato, la Chiesa \u00ab\u00e8 la casa di Ges\u00f9 e Ges\u00f9 accoglie, ma non solo accoglie: va a trovare la gente\u00bb, cos\u00ec come \u00ab\u00e8 andato a trovare\u00bb quell\u2019uomo. \u00abE se la gente \u00e8 ferita \u2014 si \u00e8 chiesto \u2014 cosa fa Ges\u00f9? La rimprovera, perch\u00e9 \u00e8 ferita? No, viene e la porta sulle spalle\u00bb. Questa, ha affermato il Papa, \u00absi chiama misericordia\u00bb. Proprio di questo parla Dio quando \u00abrimprovera il suo popolo: \u201cMisericordia voglio, non sacrificio!\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Come di consueto il Pontefice ha concluso la riflessione suggerendo un impegno per la vita quotidiana: \u00abSiamo in quaresima, dobbiamo convertirci\u00bb. Qualcuno, ha detto, potrebbe ammettere: \u00abPadre, ci sono tanti peccatori sulla strada: quelli che rubano, quelli che sono nei campi rom&#8230; \u2014 per dire una cosa \u2014 e noi disprezziamo questa gente\u00bb. Ma a costui va detto: \u00abE tu? Chi sei? E tu chi sei, che chiudi la porta del tuo cuore ad un uomo, a una donna, che ha voglia di migliorare, di rientrare nel popolo di Dio, perch\u00e9 lo Spirito Santo ha agitato il suo cuore?\u00bb. Anche oggi ci sono cristiani che si comportano come i dottori della legge e \u00abfanno lo stesso che facevano con Ges\u00f9\u00bb, obiettando: \u00abMa questo, questo dice un\u2019eresia, questo non si pu\u00f2 fare, questo va contro la disciplina della Chiesa, questo va contro la legge\u00bb. E cos\u00ec chiudono le porte a tante persone. Perci\u00f2, ha concluso il Papa, \u00abchiediamo oggi al Signore\u00bb la \u00abconversione alla misericordia di Ges\u00f9\u00bb: solo cos\u00ec \u00abla legge sar\u00e0 pienamente compiuta, perch\u00e9 la legge \u00e8 amare Dio e il prossimo, come noi stessi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PAPA FRANCESCO MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE Non chiudete quella porta Marted\u00ec, 17 marzo 2015 (da:\u00a0L&#8217;Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLV, n.063, 18\/03\/2015) La quaresima \u00e8 tempo propizio per chiedere al Signore,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4403"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4403"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4405,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4403\/revisions\/4405"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}