{"id":4394,"date":"2015-03-25T08:23:11","date_gmt":"2015-03-25T07:23:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4394"},"modified":"2015-03-16T15:26:06","modified_gmt":"2015-03-16T14:26:06","slug":"linclusione-finanziaria-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/linclusione-finanziaria-cose\/","title":{"rendered":"L\u2019inclusione finanziaria: cos\u2019\u00e8?"},"content":{"rendered":"<p>Il concetto di per s\u00e9 \u00e8 molto semplice: si riferisce alla possibilit\u00e0 di accedere ai servizi finanziari e quindi in primo luogo ad avere un conto corrente bancario. La valutazione delle concrete possibilit\u00e0 di accesso ai servizi finanziari e dell\u2019effettivo grado di diffusione non \u00e8 per\u00f2 semplicissima. Gi\u00e0 l\u2019individuazione dell\u2019intermediario che offre servizi finanziari pu\u00f2 non essere immediata: si va diffondendo sempre pi\u00f9 infatti sia nei paesi con economie pi\u00f9 avanzate sia in quelli emergenti il cosiddetto <i>shadow banking<\/i> (cio\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 bancaria \u201combra\u201d svolta da soggetti non bancari) che comporta non pochi problemi di vigilanza e stabilit\u00e0 dei sistemi finanziari (urgenti soprattutto in Cina). Ma l\u2019esame dell\u2019inclusione finanziaria porta a riflettere anche sul grado di intermediazione e di sviluppo finanziario di un paese. La crisi economica che ancora ci attanaglia ha comportato una diminuzione degli indici di bancarizzazione (cio\u00e8 i dati che misurano l\u2019incidenza delle attivit\u00e0 finanziarie sull\u2019attivit\u00e0 economica, il PIL) nell\u2019Europa matura, e in misura notevole nei paesi dell\u2019Est Europa. In Italia il Totale attivo bancario\/PIL \u00e8 sceso di circa 10 punti percentuali fra il 2012 e il 2013, al 170%. Va da s\u00e9 che non vi \u00e8 un rapporto ottimale, cio\u00e8 un numero magico, valido per tutti i paesi nel mondo, tanto da poter individuare un percorso di crescita \u201cconsigliato\u201d, ma \u00e8 indubbio che un adeguato grado di sviluppo finanziario comporta migliori standard di vita. Ci\u00f2 \u00e8 legato ad una delle principali funzioni che gli intermediari finanziari svolgono ossia quella di favorire il passaggio di risorse finanziarie dai settori che hanno disponibilit\u00e0 finanziarie in eccesso e quelli invece che si trovano in condizioni di carenza di risorse. Non si tratta di una mera attivit\u00e0 di scambio, poich\u00e9 essa stessa favorisce l\u2019utilizzo produttivo delle risorse disponibili (il denaro non rimane cio\u00e8 nascosto nel materasso, ma entra in circolazione a beneficio di tutti).<\/p>\n<p>Nella \u00a04^ Convention sulla Povert\u00e0 organizzata dalla Commissione Europea, a Bruxelles a fine novembre, \u00e8 stata dedicata particolare attenzione al tema, poich\u00e9 anche in Europa ancora oggi un cittadino su 10 non ha un conto corrente bancario. L\u2019inclusione finanziaria gioca un ruolo fondamentale nella lotta alla povert\u00e0, nella riduzione delle disparit\u00e0 e nella crescita economica. L\u2019esclusione finanziaria colpisce alcune persone pi\u00f9 di altre (le persone con reddito basso, disoccupati, genitori soli con figli o individui impossibilitati a lavorare per malattia o disabilit\u00e0), ma dipende anche \u2013 in misura crescente data la diffusione del mobile banking \u00a0\u2013 dal <b>grado di conoscenza dei servizi finanziari disponibili<\/b>.<\/p>\n<p>Varie iniziative sono state prese a livello nazionale e internazionale per favorire l\u2019educazione finanziaria specie fra i giovani, ma resta ancora molto da fare. Per poter essere efficace, occorre che venga seguito un <b>approccio integrato<\/b> che consideri sia l\u2019educazione finanziaria, sia la consulenza sia l\u2019intermediazione dove tutte le parti coinvolte possano lavorare insieme (banche, autorit\u00e0 pubbliche, organizzazioni private, associazioni dei consumatori).<\/p>\n<p><b>Finanza s\u00ec, ma non troppa. <\/b>La cultura finanziaria \u00e8 indispensabile non solo per favorire l\u2019accesso ai servizi finanziari, ma anche all\u2019opposto per evitare situazioni di <b>sovra-indebitamento<\/b>. L\u2019eccessivo indebitamento costituisce infatti un fattore di grande debolezza in vari paesi europei, come ad esempio in Ungheria, dove le famiglie negli anni precedenti alla crisi si sono fortemente indebitate in valuta estera, soprattutto in euro, ma hanno dovuto poi far fronte ad un pesante deprezzamento del cambio. In Italia, dove la propensione al risparmio \u00e8 storicamente elevata,\u00a0 il settore privato risulta meno indebitato rispetto agli altri paesi europei, ed ora i bassi tassi di interesse contribuiscono a mantenere contenuta la vulnerabilit\u00e0 delle famiglie indebitate (si veda l\u2019ultimo Rapporto sulla stabilit\u00e0 finanziaria della Banca d\u2019Italia).<\/p>\n<p>Il pensiero corre inevitabilmente alla <b>qualit\u00e0 della finanza<\/b>, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il concetto di per s\u00e9 \u00e8 molto semplice: si riferisce alla possibilit\u00e0 di accedere ai servizi finanziari e quindi in primo luogo ad avere un conto corrente bancario. 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