{"id":4076,"date":"2015-03-09T11:27:58","date_gmt":"2015-03-09T10:27:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4076"},"modified":"2015-03-09T11:27:58","modified_gmt":"2015-03-09T10:27:58","slug":"alcuni-interventi-sui-temi-sinodali-comunione-e-discussione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/alcuni-interventi-sui-temi-sinodali-comunione-e-discussione\/","title":{"rendered":"Alcuni interventi sui temi sinodali: comunione e discussione"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vignetta.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3493\" alt=\"vignetta\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vignetta.jpg\" width=\"252\" height=\"200\" \/><\/a><\/h3>\n<h3>Traggo dal Blog del Regno (Indice del Sinodo):<\/h3>\n<p>http:\/\/ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/03\/non-siamo-daccordo-anche-questa-e.html<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>Non siamo d&#8217;accordo. Anche questa \u00e8 comunione<\/h3>\n<div><\/div>\n<div id=\"post-body-6844788233606299171\"><b><i>di Andrea Grillo<\/i><\/b><\/p>\n<div><\/div>\n<div>Il bel dibattito che questo blog del Regno sta alimentando da mesi ci ha offerto, di recente, due letture molto diverse delle questioni in campo, quella di mons.\u00a0<a href=\"http:\/\/ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/03\/lindissolubilita-non-si-discute-ne-la.html\">Vesco\u00a0<\/a>e quella di p.\u00a0<a href=\"http:\/\/ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/03\/ripartire-dalle-cinque-tentazioni.html\">Maceri<\/a>.<a name=\"more\"><\/a><\/div>\n<div>Da un lato vorrei sottolineare la lucidit\u00e0 e la pertinenza delle considerazioni avanzate dal\u00a0<a href=\"http:\/\/ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/03\/lindissolubilita-non-si-discute-ne-la.html\">vescovo di Orano<\/a>\u00a0(Algeria), mons. Jean-Paul Vesco, che comprende la novit\u00e0 delle condizioni delle famiglie contemporanee e che sottolinea l&#8217;inadeguatezza della disciplina attuale.<\/div>\n<div>Dall&#8217;altro resto sorpreso dalla chiusura a ogni novit\u00e0 e dall&#8217;irrigidimento tradizionalistico di\u00a0<a href=\"http:\/\/ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/03\/ripartire-dalle-cinque-tentazioni.html\">p. Francesco Maceri<\/a>, che, analizzando apologeticamente il testo del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilregno-blog.blogspot.it\/2014\/10\/15-congregazione-generale-discorso.html#more\">discorso di papa Francesco a conclusione del Sinodo<\/a>\u00a0straordinario dell&#8217;ottobre scorso, sembra ignorare l&#8217;intenzione di fondo con cui il papa ha convocato il duplice Sinodo: ossia quella di ritrovare una \u201cChiesa in uscita\u201d e non una mera autoreferenzialit\u00e0 difensiva di una Chiesa sprangata in casa, con sistemi di allarme e porte blindate, ma con l&#8217;aria viziata o lo sguardo spento.<\/p>\n<p>La prima posizione, che con molta\u00a0<i>parresia<\/i>\u00a0e coraggio viene sostenuta da mons. Vesco, muove dalla costatazione di un&#8217;inadeguatezza sostanziale dell&#8217;assetto attuale: egli dice, apertamente, di considerarsi \u201cferito\u201d da una disciplina ecclesiale dei divorziati risposati che non riesce a concepire un \u201cnuovo patto matrimoniale\u201d, trasformando l&#8217;<b>indissolubilit\u00e0<\/b>, che\u00a0<b>resta l&#8217;ideale supremo della vita matrimoniale<\/b>, in una ideologia violenta e disumana.<\/div>\n<div>Assimilare all&#8217;\u201d<b>adulterio<\/b>\u201d ogni\u00a0<b>relazione successiva al divorzio<\/b>\u00a0\u00e8 \u201cparola terribile\u201d che mette in contraddizione con la verit\u00e0 delle persone una dottrina che si pone autoreferenzialmente come oggettiva.<\/p>\n<p>Viceversa, la seconda posizione, pur ripromettendosi un atto di discernimento delicato, sembra costruita in modo \u201csettario\u201d,\u00a0<b>difendendo in modo assoluto<\/b>\u00a0lo \u201cstato della questione\u201d cos\u00ec come acquisito con\u00a0<i>Familiaris consortio<\/i>.<\/div>\n<div>Insieme ad altri autori che si sono pronunciati negli ultimi mesi, anche Maceri sembra considerare le fragili e iniziali risposte di quel pur importante documento come la frontiera pi\u00f9 avanzata e invalicabile della \u201cdottrina ecclesiale\u201d.<\/div>\n<div>L&#8217;<b>apertura<\/b>\u00a0sulla questione si manifesta, fin dalle prime righe, come una<b>chiusura<\/b>.<\/p>\n<p>In particolare, trovo veramente singolare, almeno per un docente di teologia morale, che egli diventi il sindacalista di coloro che hanno deciso di \u201crestare fedeli\u201d al coniuge che li ha abbandonati. O di coloro che scelgono di vivere la seconda unione \u201ccome fratelli e sorelle\u201d. E&#8217; sorprendente che egli confonda la vocazione con la legge e che imponga a tutti la soluzione a cui alcuni si sentono, legittimamente, chiamati.<\/p><\/div>\n<div>Questo assomiglia molto a quel fenomeno, insidiosissimo, con cui si confonde la grazia con la legge e la Chiesa con la setta.<\/p>\n<p>La seriet\u00e0 del Vangelo non \u00e8 \u201cfuori dalla coscienza\u201d, non \u00e8 una \u201c<b>auctoritas estrinseca<\/b>\u201d, ma attraversa la coscienza e la storia dei soggetti. Quanto realismo, rispetto a questa ideologia, nelle parole con cui il vescovo di Orano dichiara il proprio disagio \u2013 e la propria protesta \u2013 di fronte all&#8217;inadeguatezza con cui la Chiesa chiama \u201cadulteri\u201d coloro che si sono legati formalmente a una seconda unione, dopo il fallimento della prima.<\/div>\n<div>Un principio di realt\u00e0, del tutto assente in Maceri, illumina lo sguardo di Vesco: forse bisogna abitare in Algeria per vedere qualcosa in questo campo?<\/p>\n<p>Confondere la fedelt\u00e0 al Vangelo e al Signore Ges\u00f9 con l&#8217;autoreferenzialit\u00e0 di una Chiesa che \u2013 in forma autoritaria &#8211; non conosce n\u00e9 storia di vita n\u00e9 coscienza del soggetto \u00e8 un modo, neppure troppo sottile, di restare imbrigliati in una soluzione premoderna di fronte alle questioni tardomoderne.<\/p><\/div>\n<div>La via lunga e tutt&#8217;altro che lineare con cui la Chiesa \u201c<b>esce da s\u00e9<\/b>\u201d presuppone, almeno inizialmente, una\u00a0<b>disponibilit\u00e0 critica e una attenzione al discernimento<\/b>\u00a0che mons. Vesco dimostra con chiarezza e che invece non si lascia scorgere in p. Maceri.<\/div>\n<div>Mentre il secondo molte volte parla di discernimento, senza praticarlo, il primo non lo nomina mai, ma lo mette in pratica con profondit\u00e0.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, il\u00a0<b>compito teologico<\/b>\u00a0<b>non\u00a0<\/b>dovrebbe mai\u00a0<b>confondersi\u00a0<\/b>con il mestiere dell&#8217;<b>avvocato<\/b>. Difendere lo\u00a0<i>status quo<\/i>, come se fosse l&#8217;unico modo per vivere il Vangelo, mi sembra una forma di \u201cindurimento del cuore\u201d che non aiuta la Chiesa a dialogare veramente con il mondo tardomoderno e ad intendere la profondit\u00e0 della propria tradizione.<\/p>\n<p>La \u201cdifesa della indissolubilit\u00e0\u201d ha bisogno di una grande fatica di traduzione e di adattamento. Se non si \u00e8 disposti a entrare in questo crogiolo, e si pretende semplicemente di ripetere ci\u00f2 che gi\u00e0 35 anni fa era considerato come solo parzialmente adeguato, ci si condanna ad assistere alla storia, piuttosto che ad abitarla.<\/p><\/div>\n<div>A me pare che la\u00a0<i>parresia<\/i>\u00a0di Vesco ci trasmetta speranza e fiducia, mentre dal testo di Maceri traggo quasi solo paura e diffidenza. Una pastorale del matrimonio basata sulla paura e sulla diffidenza \u00e8 il frutto clericale della incomprensione del sacramento, proprio di quel sacramento che pretende, pi\u00f9 degli altri, una approccio rigorosamente attento alle forme di vita dei soggetti. Approcciare il sacramento del matrimonio con un&#8217;<b>ecclesiologia implicita da \u201c<i>societas perfecta<\/i>\u201d\u00a0<\/b>impedisce di riconoscere il primato della periferia e la condizione ecclesiale di \u201c<b>ospedale da campo<\/b>\u201d.<\/div>\n<div>Per Maceri sembra che la Chiesa sia solo \u201ccentro\u201d e che la periferia diventi irrilevante o preoccupante o disturbante. Vesco parte, invece, da uno sguardo periferico e questo gli permette un diverso realismo nei confronti del \u201ccampo profughi\u201d.<\/p>\n<p>I nostri due interlocutori, Vesco e Maceri, rappresentano due delle posizioni che compongono la \u201ccomunione ecclesiale\u201d. Merito del Sinodo, cos\u00ec come impostato da papa Francesco, \u00e8 stato quello di \u201c<b>favorire questa discussione<\/b>\u201d, non come lacerazione della comunione, ma come\u00a0<b>dibattito di comunione<\/b>.<\/div>\n<div>La Chiesa ha una esigenza vitale di riscoprire il dibattito come essenza della comunione, con cui sostituire le forme di omert\u00e0 o di mormorazione, che spesso stanno sottotraccia rispetto a un consenso univoco, indifferenziato e falso.<\/div>\n<div><b>Vesco<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Maceri<\/b>\u00a0contribuiscono a\u00a0<b>costruire la comunione ecclesiale<\/b>, precisamente con una\u00a0<b>diversa ermeneutica del sacramento<\/b>\u00a0e delle sue articolazioni ecclesiali e civili.<\/p>\n<p>La mia impressione, tuttavia, \u00e8 che con il primo la Chiesa possa convincersi della bellezza di uscire, di abitare le periferie, di confrontarsi con la molteplicit\u00e0 delle forme che il Vangelo assume oggi nella vita delle coppie, elaborando adeguatamente una logica da \u201ccampo profughi\u201d; mentre con il secondo essa rischia di convincersi che l&#8217;unica soluzione sia di chiudersi nel passato, di contestare ogni novit\u00e0, di fare dell&#8217;indissolubilit\u00e0 una verit\u00e0 metastorica, finendo per risolversi a considerare che la cosa migliore sarebbe di non metter piede fuori casa.<\/p><\/div>\n<div>Per una \u201cChiesa in uscita\u201d sarebbe proprio un bel paradosso potersi identificare soltanto con una \u201csociet\u00e0 di perfetti\u201d!<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Traggo dal Blog del Regno (Indice del Sinodo): http:\/\/ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/03\/non-siamo-daccordo-anche-questa-e.html Non siamo d&#8217;accordo. 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