{"id":4014,"date":"2015-02-22T08:17:56","date_gmt":"2015-02-22T07:17:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=4014"},"modified":"2015-02-22T08:17:56","modified_gmt":"2015-02-22T07:17:56","slug":"omelia-al-concistoro-15022015-una-lucida-prospettiva-di-rinnovamento-ecclesiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/omelia-al-concistoro-15022015-una-lucida-prospettiva-di-rinnovamento-ecclesiale\/","title":{"rendered":"Omelia al Concistoro (15\/02\/2015): una lucida prospettiva di rinnovamento ecclesiale"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\"><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/news_services\/liturgy\/libretti\/2015\/20150215-libretto-concistoro-messa.pdf\">SANTA MESSA CON I NUOVI CARDINALI<br \/>\nE IL COLLEGIO CARDINALIZIO<\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><b><i><span style=\"color: #663300;font-size: large\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3571\" alt=\"guitton-home4\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home4-232x300.jpg\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home4-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home4.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"center\">\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\">Alla fine del Concistoro papa Francesco delinea nell&#8217;omelia un quadro potente di rilettura della testimonianza ecclesiale. Il testo integrale viene qui riportato con alcune sottolineature, in grassetto. E&#8217; il documento che rilegge con grande lucidit\u00e0 la tensione tra &#8220;emarginazione&#8221; e &#8220;reintegrazione&#8221;, sulla base del testo evangelico della guarigione del lebbroso.<\/p>\n<p align=\"center\">\n<p align=\"center\"><b><i><span style=\"color: #663300;font-size: large\">OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300\"><i>Basilica Vaticana<br \/>\n<\/i><i>VI Domenica del Tem<\/i><\/span><i style=\"color: #663300;line-height: 1.5em\">po Ordinario, 15 febbraio 2015<\/i><\/p>\n<p dir=\"ltr\" align=\"center\"><b>[<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/events\/event.dir.html\/content\/vaticanevents\/it\/2015\/2\/15\/nuovicardinali.html\">Multimedia<\/a>]<\/b><\/p>\n<hr size=\"1\" width=\"30%\" \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cSignore, se vuoi, tu puoi purificarmi\u201d. Ges\u00f9, mosso a compassione, tese la mano, lo tocc\u00f2 e gli disse: \u201cLo voglio, sii purificato!\u201d\u00a0(cfr<i>Mc<\/i>\u00a01,40-41). La compassione di Ges\u00f9! Quel \u201c<i>patire con<\/i>\u201d che lo avvicinava ad ogni persona sofferente. Ges\u00f9 non si risparmia, anzi si lascia coinvolgere nel dolore e nel bisogno della gente, semplicemente perch\u00e9 Egli sa e vuole \u201c<i>patire con<\/i>\u201d, perch\u00e9 ha un cuore che non si vergogna di avere \u201c<i>compassione<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>\u00abNon poteva pi\u00f9 entrare pubblicamente in una citt\u00e0, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti\u00bb (<i>Mc<\/i>\u00a01,45). Questo significa che, oltre a guarire il lebbroso, Ges\u00f9 ne ha preso su di s\u00e9 anche l\u2019emarginazione che la legge di Mos\u00e8 imponeva (cfr\u00a0<i>Lv<\/i>\u00a013,1-2.45-46). Ges\u00f9 non ha paura del rischio di assumere la sofferenza dell\u2019altro, ma ne paga fino in fondo il prezzo (cfr\u00a0<i>Is<\/i>\u00a053,4).<\/p>\n<p><strong>La\u00a0<i>compassione<\/i>\u00a0porta Ges\u00f9 ad agire in concreto: a\u00a0<i>reintegrare<\/i>\u00a0<i>l\u2019emarginato<\/i>. E questi sono i tre concetti-chiave che la Chiesa ci propone oggi nella liturgia della Parola: la\u00a0<i>compassione<\/i>\u00a0di Ges\u00f9 di fronte all\u2019<i>emarginazione<\/i>\u00a0e la sua volont\u00e0 di<i>\u00a0integrazione<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p><i>Emarginazione<\/i>: Mos\u00e8, trattando giuridicamente la questione dei lebbrosi, chiede che vengano allontanati ed emarginati dalla comunit\u00e0, finch\u00e9 perduri il loro male, e li dichiara \u201cimpuri\u201d (cfr\u00a0<i>Lv<\/i>\u00a013,1-2.45-46).<\/p>\n<p>Immaginate quanta sofferenza e quanta vergogna doveva provare un lebbroso: fisicamente, socialmente, psicologicamente e spiritualmente! Egli non \u00e8 solo vittima della malattia, ma sente di esserne anche il colpevole, punito per i suoi peccati! \u00c8 un morto vivente, \u201ccome uno a cui suo padre ha sputato in faccia\u201d (cfr\u00a0<i>Nm<\/i>\u00a012,14).<\/p>\n<p>Inoltre, il lebbroso incute paura, disdegno, disgusto e per questo viene abbandonato dai propri familiari, evitato dalle altre persone, emarginato dalla societ\u00e0, anzi la societ\u00e0 stessa lo espelle e lo costringe a vivere in luoghi distanti dai sani, lo esclude. E ci\u00f2 al punto che se un individuo sano si fosse avvicinato a un lebbroso sarebbe stato severamente punito e spesso trattato, a sua volta, da lebbroso.<\/p>\n<p>E\u2019 vero, la finalit\u00e0 di tale normativa era quella di\u00a0<i>salvare i sani<\/i>,\u00a0<i>proteggere i giusti<\/i>\u00a0e, per salvaguardarli da ogni rischio, emarginare \u201cil pericolo\u201d trattando senza piet\u00e0 il contagiato. Cos\u00ec, infatti, esclam\u00f2 il sommo sacerdote Caifa: \u00ab\u00c8 meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera\u00bb (<i>Gv<\/i>\u00a011, 50).<\/p>\n<p><i>Integrazione<\/i>: <strong>Ges\u00f9 rivoluziona e scuote con forza quella mentalit\u00e0 chiusa nella paura e autolimitata dai pregiudizi<\/strong>. Egli, tuttavia, non abolisce la Legge di Mos\u00e8 ma la porta a compimento (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a05,17), dichiarando, ad esempio, l\u2019inefficacia controproducente della legge del taglione; dichiarando che Dio non gradisce l\u2019osservanza del Sabato che disprezza l\u2019uomo e lo condanna; o quando, di fronte alla donna peccatrice, non la condanna, anzi la salva dallo zelo cieco di coloro che erano gi\u00e0 pronti a lapidarla senza piet\u00e0, ritenendo di applicare la Legge di Mos\u00e8. Ges\u00f9 rivoluziona anche le coscienze nel Discorso della montagna (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a05), aprendo nuovi orizzonti per l\u2019umanit\u00e0 e rivelando pienamente la logica di Dio. La logica dell\u2019amore che non si basa sulla paura ma sulla libert\u00e0, sulla carit\u00e0, sullo zelo sano e sul desiderio salvifico di Dio: \u00abDio, nostro salvatore, \u2026 vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verit\u00e0\u00bb (<i>1 Tm<\/i>\u00a02,3-4). \u00abMisericordia io voglio e non sacrifici\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a012,7;\u00a0<i>Os<\/i>\u00a06,6).<\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9, nuovo Mos\u00e8, ha voluto guarire il lebbroso, l\u2019ha voluto toccare, l\u2019ha voluto reintegrare nella comunit\u00e0, senza \u201cautolimitarsi\u201d nei pregiudizi; senza adeguarsi alla mentalit\u00e0 dominante della gente; senza preoccuparsi affatto del contagio<\/strong>. Ges\u00f9 risponde alla supplica del lebbroso senza indugio e senza i soliti rimandi per studiare la situazione e tutte le eventuali conseguenze! <strong>Per Ges\u00f9 ci\u00f2 che conta, soprattutto, \u00e8 raggiungere e salvare i lontani, curare le ferite dei malati, reintegrare tutti nella famiglia di Dio. E questo scandalizza qualcuno!<\/strong><\/p>\n<p><strong>E\u00a0Ges\u00f9 non ha paura di questo tipo di scandalo! Egli non pensa alle persone chiuse che si scandalizzano addirittura per una guarigione, che si scandalizzano di fronte a qualsiasi apertura, a qualsiasi passo che non entri nei loro schemi mentali e spirituali, a qualsiasi carezza o tenerezza che non corrisponda alle loro abitudini di pensiero e alla loro purit\u00e0 ritualistica. Egli ha voluto integrare gli emarginati, salvare coloro che sono fuori dall\u2019accampamento (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a010).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sono due logiche di pensiero e di fede: la paura di perdere i salvati e il desiderio di salvare i perduti.<\/strong> Anche oggi accade, a volte, di trovarci nell\u2019incrocio di queste due logiche: quella dei dottori della legge, ossia <strong>emarginare il pericolo allontanando la persona contagiata<\/strong>, e la logica di Dio che, con la sua misericordia, <strong>abbraccia e accoglie reintegrando e trasfigurando il male in bene, la condanna in salvezza e l\u2019esclusione in annuncio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Queste due logiche percorrono tutta la storia della Chiesa:\u00a0<i>emarginare<\/i>\u00a0e\u00a0<i>reintegrare<\/i><\/strong>. San Paolo, attuando il comandamento del Signore di portare l\u2019annuncio del Vangelo fino agli estremi confini della terra (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a028,19), scandalizz\u00f2 e incontr\u00f2 forte resistenza e grande ostilit\u00e0 soprattutto da coloro che esigevano un\u2019incondizionata osservanza della Legge mosaica anche da parte dei pagani convertiti. Anche san Pietro venne criticato duramente dalla comunit\u00e0 quando entr\u00f2 nella casa del centurione pagano Cornelio (cfr<i>At<\/i>\u00a010).<\/p>\n<p>La strada della Chiesa, dal Concilio di Gerusalemme in poi, <strong>\u00e8 sempre quella di Ges\u00f9: della misericordia e dell\u2019integrazione<\/strong>. Questo non vuol dire sottovalutare i pericoli o fare entrare i lupi nel gregge, ma accogliere il figlio prodigo pentito; sanare con determinazione e coraggio le ferite del peccato; rimboccarsi le maniche e non rimanere a guardare passivamente la sofferenza del mondo. La strada della Chiesa \u00e8 quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero; la strada della Chiesa \u00e8 proprio quella di uscire dal proprio recinto per andare a cercare i lontani nelle \u201cperiferie\u201d essenziali dell\u2019esistenza; quella di adottare integralmente la logica di Dio; di seguire il Maestro che disse: \u00abNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a05,31-32).<\/p>\n<p><strong>Guarendo il lebbroso, Ges\u00f9 non reca alcun danno a chi \u00e8 sano, anzi lo libera dalla paura; non gli apporta un pericolo ma gli dona un fratello; non disprezza la Legge ma apprezza l\u2019uomo, per il quale Dio ha ispirato la Legge.<\/strong> Infatti, Ges\u00f9 libera i sani dalla tentazione del \u201cfratello maggiore\u201d (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a015,11-32) e dal peso dell\u2019invidia e della mormorazione degli \u201coperai che hanno sopportato il peso della giornata e il caldo\u201d (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a020,1-16).<\/p>\n<p>Di conseguenza:\u00a0<i>la carit\u00e0 non pu\u00f2 essere neutra, asettica, indifferente, tiepida o imparziale! La carit\u00e0 contagia, appassiona, rischia e coinvolge! Perch\u00e9 la carit\u00e0 vera \u00e8 sempre immeritata, incondizionata e gratuita!<\/i>\u00a0(cfr\u00a0<i>1 Cor<\/i>\u00a013). <strong>La carit\u00e0 \u00e8 creativa nel trovare il linguaggio giusto per comunicare con tutti coloro che vengono ritenuti inguaribili e quindi intoccabili. Trovare il linguaggio giusto\u2026 Il contatto \u00e8 il vero linguaggio comunicativo, lo stesso linguaggio affettivo che ha trasmesso al lebbroso la guarigione. Quante guarigioni possiamo compiere e trasmettere imparando questo linguaggio del contatto<\/strong>! Era un lebbroso ed \u00e8 diventato annunciatore dell\u2019amore di Dio. Dice il Vangelo: \u00abMa quello si allontan\u00f2 e si mise a proclamare e a divulgare il fatto\u00bb (<i>Mc<\/i>\u00a01,45).<\/p>\n<p><strong>Cari nuovi Cardinali, questa \u00e8 la logica di Ges\u00f9, questa \u00e8 la strada della Chiesa: non solo accogliere e integrare, con coraggio evangelico, quelli che bussano alla nostra porta, ma uscire, andare a cercare, senza pregiudizi e senza paura, i lontani manifestando loro gratuitamente ci\u00f2 che noi abbiamo gratuitamente ricevuto<\/strong>. \u00abChi dice di rimanere in [Cristo], deve anch\u2019egli comportarsi come lui si \u00e8 comportato\u00bb\u00a0(<i>1 Gv<\/i>\u00a02,6). La totale disponibilit\u00e0 nel servire gli altri \u00e8 il nostro segno distintivo, \u00e8 l\u2019unico nostro titolo di onore!<\/p>\n<p>E pensate bene, in questi giorni in cui avete ricevuto il titolo cardinalizio, invochiamo l\u2019intercessione di Maria, Madre della Chiesa, che ha sofferto in prima persona l\u2019emarginazione a causa delle calunnie (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a08,41) e dell\u2019esilio (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a02,13-23), affinch\u00e9 ci ottenga di essere servi fedeli a Dio. Ci insegni Lei &#8211; che \u00e8 la Madre &#8211; a non avere paura di accogliere con tenerezza gli emarginati; a non avere paura della tenerezza. Quante volte abbiamo paura della tenerezza! Ci insegni a non avere paura della tenerezza e della compassione; ci rivesta di pazienza nell\u2019accompagnarli nel loro cammino, senza cercare i risultati di un successo mondano; ci mostri Ges\u00f9 e ci faccia camminare come Lui.<\/p>\n<p>Cari fratelli nuovi Cardinali, guardando a Ges\u00f9 e alla nostra Madre, vi esorto a servire la Chiesa in modo tale che i cristiani &#8211; edificati dalla nostra testimonianza &#8211; <strong>non siano tentati di stare con Ges\u00f9 senza voler stare con gli emarginati, isolandosi in una casta che nulla ha di autenticamente ecclesiale. Vi esorto a servire Ges\u00f9 crocifisso in ogni persona emarginata, per qualsiasi motivo; a vedere il Signore in ogni persona esclusa che ha fame, che ha sete, che \u00e8 nuda; il Signore che \u00e8 presente anche in coloro che hanno perso la fede, o che si sono allontanati dal vivere la propria fede, o che si dichiarano atei; il Signore che \u00e8 in carcere, che \u00e8 ammalato, che non ha lavoro, che \u00e8 perseguitato; il Signore che \u00e8 nel lebbroso &#8211; nel corpo o nell\u2019anima -, che \u00e8 discriminato! Non scopriamo il Signore se non accogliamo in modo autentico l\u2019emarginato<\/strong>! Ricordiamo sempre l\u2019immagine di san Francesco che non ha avuto paura di abbracciare il lebbroso e di accogliere coloro che soffrono qualsiasi genere di emarginazione. In realt\u00e0, cari fratelli, sul vangelo degli emarginati, si gioca e si scopre e si rivela la nostra credibilit\u00e0!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SANTA MESSA CON I NUOVI CARDINALI E IL COLLEGIO CARDINALIZIO Alla fine del Concistoro papa Francesco delinea nell&#8217;omelia un quadro potente di rilettura della testimonianza ecclesiale. 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