{"id":3893,"date":"2015-02-08T16:51:46","date_gmt":"2015-02-08T15:51:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=3893"},"modified":"2015-02-09T10:38:41","modified_gmt":"2015-02-09T09:38:41","slug":"il-processo-gratuito-presso-la-rota-romana-e-davvero-una-chance","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-processo-gratuito-presso-la-rota-romana-e-davvero-una-chance\/","title":{"rendered":"Il processo gratuito presso la Rota Romana \u00e8 davvero una chance?"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3571\" alt=\"guitton-home4\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home4-232x300.jpg\" width=\"232\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home4-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/guitton-home4.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a>La nullit\u00e0 gratuita e il giurisdicismo<\/h3>\n<div><\/div>\n<div id=\"post-body-2625282671018203798\"><b><i><\/i><\/b><em><strong>Con questo pezzo ho iniziato una collaborazione stabile con la rivista &#8220;Settimana&#8221;, mediante una rubrica dedicata al lavoro &#8220;intersinodale&#8221; che impegner\u00e0 la Chiesa fino al prossimo ottobre. La rubrica avr\u00e0 ritmo quindicinale e si intitola &#8220;Si.No.Do: questioni intersinodali&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Anche nel recente\u00a0<a href=\"http:\/\/ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/01\/la-salvezza-non-sta-nel-giuridicismo.html\">Discorso rivolto alla Sacra Rota<\/a>\u00a0dello scorso 23 gennaio, papa Francesco \u00e8 tornato su un punto che attraversa il dibattito intersinodale: ossia la modifica delle procedure e delle condizioni del processo canonico di accertamento della nullit\u00e0 del vincolo matrimoniale.<a name=\"more\"><\/a><\/p>\n<div>Non vi \u00e8 dubbio circa l\u2019intenzione e la direzione verso cui tendono le parole del papa: egli vuole superare una visione \u201csofistica\u201d e \u201cgiuridicistica\u201d del processo canonico, legata sia a procedure lunghe e imperscrutabili, sia a richieste economiche insostenibili da parte dei battezzati meno facoltosi.<\/p>\n<p>Per questo egli esorta i giudici a \u00abnon chiudere la salvezza delle persone dentro le strettoie del giuridicismo. La funzione del diritto \u00e8 orientata alla<i>salus animarum<\/i>\u00a0a condizione che, evitando sofismi lontani dalla carne viva delle persone in difficolt\u00e0, aiuti a stabilire la verit\u00e0 nel momento consensuale: se cio\u00e8 fu fedele a Cristo o alla mendace mentalit\u00e0 mondana\u00bb.<\/p>\n<p>Una soluzione discutibile<br \/>\nIn ogni caso, occorre domandarsi se l\u2019istituto della dichiarazione di nullit\u00e0 del vincolo in quanto tale, per come \u00e8 nato e si \u00e8 sviluppato, possa davvero sopportare una rilettura come quella proposta da papa Francesco. In altri termini, la questione che negli ultimi decenni si \u00e8 aperta non \u00e8 tanto quella dell\u2019uso del processo, ma del suo abuso. E non si pu\u00f2 negare che l\u2019abuso non dipenda n\u00e9 dalla procedura troppo complessa, n\u00e9 dall\u2019eccessiva onerosit\u00e0. L\u2019abuso \u00e8 costituito dal fatto che questo procedimento eccezionale ha assunto, negli ultimi decenni, un ruolo sempre maggiore nel \u201cvenire incontro\u201d alle esperienze di fallimento.<\/p>\n<p>Ma proprio qui sta il punto. Il percorso del sinodo, finora, ha mostrato con lucidit\u00e0 l\u2019esigenza che la Chiesa sente di dover \u201candare incontro\u201d alle famiglie ferite. Per farlo, essa deve leggere con grande profondit\u00e0 la ricchezza della propria tradizione, evitando di cadere in una lettura esclusivamente \u201ccontrattuale\u201d del matrimonio e lasciando maggiore spazio ad una lettura pastorale e sacramentale.<\/p>\n<p>Ma una riforma del processo canonico nei termini configurati, da sola non \u00e8 in grado di provvedere a ci\u00f2 di cui la Chiesa e le famiglie hanno oggi bisogno. Noi dobbiamo darci degli strumenti giuridici diversi, per leggere in modo onesto e corretto le \u201cstorie di vita\u201d delle famiglie infelici. Non potremmo sopportare, in nessun modo, di limitarci a costruire finzioni giuridiche ancora pi\u00f9 grandi di quelle che ora gi\u00e0 viviamo con sofferenza, se non vogliamo indossare definitivamente panni clericali. Perch\u00e9, se domani avessimo una Rota Romana, gratuita e rapida, che possa \u201criconoscere nulli\u201d i matrimoni con maggiore facilit\u00e0, avremo sicuramente uno strumento per \u201criabilitare i soggetti\u201d, ma sarebbe un mezzo del tutto inadeguato per leggere onestamente i vissuti dei soggetti stessi.<\/p>\n<p>Il matrimonio, secondo la recente disciplina prevalente, pu\u00f2 solo esserci fin dall\u2019origine, e in tal caso \u00e8 necessariamente \u201cper sempre\u201d, oppure, se incontra difficolt\u00e0, deve essere considerato inesistente\u00a0<i>ab initio<\/i>, \u201cda sempre\u201d. Questo modo di ragionare, che per ora \u00e8 comunque marginale, se diventasse strutturale grazie alle liberalizzazioni ipotizzate, costringerebbe tutti ad una profonda distorsione dello sguardo e dell\u2019esperienza. Sarebbe una sorta di alleanza tra massimalismo e opportunismo.<\/p>\n<p>Forse, la provocazione di papa Francesco ha soltanto il senso di stimolare la discussione e la riflessione ecclesiale. Forse, nello stesso senso, e con ancor maggior vigore, una provocazione analoga potrebbe essere questa: perch\u00e9 mai, per incentivare una seria riflessione ecclesiale, non si propone di \u201craddoppiare\u201d il prezzo del processo di nullit\u00e0? Forse solo cos\u00ec potremmo dotare la Chiesa di uno strumento di gestione dei \u201cfallimenti\u201d che non costringa tutti a retrodatare le questioni. Cosa che, invece, un\u2019improvvisa gratuit\u00e0 potrebbe irreparabilmente incentivare.<\/p>\n<div>\nIl fine e i mezzi<br \/>\nSu questo punto, io credo, occorre controllare adeguatamente la relazione tra il fine da perseguire e il mezzo per conseguirlo. Il \u201cmezzo\u201d della dichiarazione di nullit\u00e0 \u00e8 tradizionale, ma risulta molto rischioso, se incentivato e liberalizzato: rischia di produrre un effetto incontrollabile e anche un esito di \u201cdivorzio\u201d inconfessato. Una seria considerazione dei \u201cfallimenti\u201d richiede una comprensione nuova e profonda delle forme di vita e delle coscienze dei soggetti, che non pu\u00f2 essere assicurata da uno strumento come la \u201cdichiarazione di nullit\u00e0\u201d. Solo con una diversa impostazione potremo salvaguardare l\u2019indissolubilit\u00e0 del vincolo insieme alla libert\u00e0 dei soggetti.<\/p>\n<p>Dopo\u00a0<i>Dignitatis humanae<\/i>\u00a0il sacramento del matrimonio non pu\u00f2 pi\u00f9 essere compreso da categorie premoderne, che vengono da un mondo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Costruire la \u201ccomunione coniugale\u201d non solo \u00e8 dono di Dio, ma anche compito dell\u2019uomo e della donna. Quando essi scoprono amaramente di non essere all\u2019altezza del compito che hanno assunto, \u00e8 vana ogni pura resistenza giuridica o ontologica.<\/div>\n<div>Non vale n\u00e9 un \u201cdovere\u201d n\u00e9 un \u201cessere\u201d contro una coscienza costretta a dover riconoscere la fine del proprio vincolo coniugale. Ogni forma di forzata \u201cretrodatazione\u201d della crisi \u00e8 un modo di negare che il matrimonio valido possa entrare in crisi. Questa, tuttavia, risulterebbe una finzione priva di ogni veridicit\u00e0. Non si aiutano le famiglie ferite negando le crisi che hanno vissuto e riducendole ad un \u201cvizio del consenso\u201d originario.<\/p>\n<p>Una Chiesa \u201cin uscita\u201d non pu\u00f2 farsi rassicurare da logiche formalistiche, ma deve affrontare con coraggio l\u2019impatto duro tra libert\u00e0 e comunione. Nel mondo contemporaneo ogni tentativo di salvare la comunione aggirando la libert\u00e0 di coscienza \u00e8 destinato a creare problemi pi\u00f9 gravi di quelli che intende risolvere.<\/p>\n<p>Per questo, pur acquisendo come una positiva provocazione la richiesta di \u201cgratuit\u00e0\u201d che papa Francesco ha rivendicato per il processo canonico, io direi che, per ottenere una vera conversione ecclesiale di fronte alle famiglie allargate, occorrerebbe invertire la provocazione, per porre un freno al fenomeno dell\u2019uso distorto di istituti classici.<\/p><\/div>\n<div>Direi pertanto:\u00a0<b>processo non gratuito, ma a prezzo raddoppiato<\/b>!<\/div>\n<div>Solo cos\u00ec potremo ridimensionarne le pretese e intraprendere percorsi realmente alternativi, pi\u00f9 fedeli alla realt\u00e0 storica e irreversibile dei soggetti e pi\u00f9 rispettosi del cammino di gioie e di dolori delle famiglie ferite.<\/p>\n<div><\/div>\n<div>*questo articolo \u00e8 apparso su\u00a0<i>Settimana<\/i>\u00a0n. 6\/2015 e apre la nuova rubrica &#8220;Si.No.Do: questioni intersinodali \/ 1&#8221;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>fonte:\u00a0http:\/\/ilregno-blog.blogspot.it\/2015\/02\/la-nullita-gratuita-e-il-giurisdicismo.html<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nullit\u00e0 gratuita e il giurisdicismo Con questo pezzo ho iniziato una collaborazione stabile con la rivista &#8220;Settimana&#8221;, mediante una rubrica dedicata al lavoro &#8220;intersinodale&#8221; che impegner\u00e0 la Chiesa fino al prossimo ottobre. 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