{"id":3887,"date":"2015-02-08T16:01:45","date_gmt":"2015-02-08T15:01:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=3887"},"modified":"2015-02-09T10:38:52","modified_gmt":"2015-02-09T09:38:52","slug":"la-zappa-e-lorologio-la-teologia-e-le-domande-da-riformulare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-zappa-e-lorologio-la-teologia-e-le-domande-da-riformulare\/","title":{"rendered":"La zappa e l&#8217;orologio: la teologia e le domande da riformulare"},"content":{"rendered":"<p><b><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ratzcongar1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3888\" alt=\"ratzcongar\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ratzcongar1.jpg\" width=\"300\" height=\"246\" \/><\/a>La zappa e l&#8217;orologio: la buona teologia sa riformulare le domande<\/b><\/p>\n<p>Per i temi che affaticano e appassionano la riflessione intersinodale occorrerebbe tener sempre bene a mente quanto disse poco prima della morte il Card. Martini:<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Cambria, serif\"><i>La domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come pu\u00f2 la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?\u201d<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><b>Capovolgere la domanda<\/b>: questa \u00e8 un&#8217;arte cristiana \u2013 direi anzitutto \u201cgesuana\u201d \u2013 piuttosto rara. Capita troppo spesso ai cristiani di essere bloccati da domande sbagliate. Il tema della \u201ccomunione ai divorziati risposati\u201d patisce precisamente di questa difficolt\u00e0. Non solo perch\u00e9 sorvola sul fatto che i \u201cdivorziati risposati\u201d vivono non raramente \u2013 proprio in quanto risposati \u2013 una esperienza di comunione che ha messo fine alla loro difficolt\u00e0 e alla loro condizione di penitenza per \u201cseparazione\/adulterio\/crisi\u201d e si trovano precisamente a vivere, nella nuova famiglia, una \u201cnuova possibilit\u00e0 di comunione\u201d. Chiedersi se possano \u201cfare la comunione\u201d coloro che, forse dopo tanti anni di mancanza di comunione, hanno cominciato a viverla nuovamente \u00e8 davvero un uso molto curioso delle categorie del linguaggio e una strano modo di collocarsi nel mondo e in rapporto alla storia dei soggetti. L&#8217;impatto di queste categorie datate sul reale della esperienza di uomini e donne <b>\u00e8 come provare a smontare un orologio con la zappa<\/b>: \u00e8 un esperimento di inadeguatezza senza via d&#8217;uscita, che rischia di rovinare tutto.<\/p>\n<p>Oltrettutto nell&#8217;affrontare la \u201cmateria\u201d delle \u201ccoppie irregolari\u201d (anche questa espressione \u00e8 davvero tutta un programma) si utilizza, spesso con disinvoltura, il concetto di \u201cpeccato grave notorio\u201d. La questione che una riflessione astratta non percepisce &#8211; e della cui complessit\u00e0 non sembra affatto accorgersi &#8211; \u00e8 che <b>tale nozione potrebbe applicarsi di fronte ad una situazione di \u201cpeccato\u201d come un adulterio che si ripete continuamente e pubblicamente<\/b>. La questione nuova, che la Chiesa deve rileggere con rinnovata lucidit\u00e0, \u00e8 che <b>\u201cnotorio\u201d, <\/b><b>ora,<\/b><b> non \u00e8 il peccato del soggetto, ma il suo nuovo legame ufficiale, <\/b><b>le \u201cseconde nozze\u201d, <\/b><b>riconosciut<\/b><b>e, celebrate<\/b><b> e normat<\/b><b>e<\/b><b> da parte dello Stato<\/b>. Il soggetto \u201crisposato\u201d pu\u00f2 essere considerato \u201cin peccato grave notorio\u201d solo da una Chiesa che si ostini a considerare esclusiva la propria giurisdizione sul sacramento\/contratto e che la renda semplicemente alternativa e conflittuale rispetto alla giurisdizione statale. Sembrerebbe quasi una sorta di \u201cultima trincea\u201d, a difesa di un residuo potere temporale, almeno sulla vita di coppia da autorizzarsi da parte della Chiesa. Come si compone questa lettura drastica con il riconoscimento che \u201ci divorziati risposati fanno parte della comunione ecclesiale\u201d, affermato profeticamente da <i>Familiaris Consortio, <\/i>pi\u00f9 di 30 anni fa?<\/p>\n<p>Di fronte a questa pur comprensibile impostazione, occorre riconoscere che il Sinodo ha inaugurato una prospettiva diversa. Sulla scia del Vaticano II ha compreso che l&#8217;aggiornamento non significa dare risposte diverse restando in una medesima prospettiva, ma cambiare approccio, stile, linguaggio e orizzonte. Solo in questo modo possiamo rispondere alla vocazione pastorale: rendere \u201cnutriente\u201d e \u201csostanziosa\u201d la tradizione, come compito che non si riesce a onorare se non con grande fatica e con piena rispondenza al mondo contemporaneo. Pensare di rispondere dando solo una piccola aggiustatina alle categorie medioevali o tridentine \u00e8 una impresa assolutamente priva di prospettive.<\/p>\n<p>Acquisite queste fragilit\u00e0 della riflessione comune in alcuni giuristi e teologi troppo timorosi, distratti come sono anche dall&#8217;uso, nello stesso tempo, di fonti ordinarie (come il CCC) e di dottrina teologica particolare, resta il fatto che le prospettive di possibile \u201csviluppo\u201d, che il Sinodo potrebbe assumere secondo queste analisi, appaiono spesso <b>pensate soltanto nella forma di una Ecclesia \u201cretro oculata\u201d<\/b>. Per una <b>Chiesa realmente \u201cante oculata\u201d<\/b> non basta ragionare con i concetti \u201cpacifici\u201d che non riescono a produrre alcuna vera pace se non nel parroco che vive da chierico o nei pochi laici pi\u00f9 clericali di lui.<\/p>\n<p>Del tutto fuori luogo mi pare, invece, la considerazione limitativa delle competenze del Sinodo dei Vescovi. Pretendere che un Sinodo possa affrontare solo le questioni disciplinari e non possa fare oggetto di riflessione la formulazione della dottrina mi sembra non solo fuorviante, ma del tutto privo di fondamento. E&#8217; tipico di una impostazione timorosa e rigida il tentativo di mettere in campo un eccesso di difficolt\u00e0 per rendere del tutto improponibile una soluzione.<\/p>\n<p>In queste analisi altalenanti, non sembra che si sappia proporre alcuna vera soluzione. Quelle giudicate praticabili non risolvono la questione. Quelle che potrebbero risolverla non sono ritenute praticabili. Vale la pena scrivere tante pagine per dire solo dei no? O per istillare una non ragionevole paura di \u201criformare\u201d ci\u00f2 che obiettivamente non funziona pi\u00f9?<\/p>\n<p>Il coraggio di \u201cassumere la tradizione\u201d e di consegnarla come significativa alle generazioni a venire \u00e8 il vero compito della mediazione teologica. Il catalogo delle soluzioni apparenti \u2013 pronte da offrire da parte di una Chiesa imbalsamata ad un mondo che non esiste pi\u00f9 da quasi un secolo &#8211; \u00e8 solo perdita di tempo e fuga dalle questioni vere. Forse \u00e8 proprio questo il \u201cpeccato grave\u201d, che purtroppo \u00e8 anche \u201cnotorio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La zappa e l&#8217;orologio: la buona teologia sa riformulare le domande Per i temi che affaticano e appassionano la riflessione intersinodale occorrerebbe tener sempre bene a mente quanto disse poco prima della morte il Card&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3887"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3887"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3891,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3887\/revisions\/3891"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}