{"id":3473,"date":"2008-06-10T00:04:00","date_gmt":"2008-06-09T22:04:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/3473\/"},"modified":"2015-03-20T14:41:10","modified_gmt":"2015-03-20T13:41:10","slug":"3473","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/3473\/","title":{"rendered":"Papa-mobile: un fenomeno da meditare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papamobile-2520ml.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"BLOGGER_PHOTO_ID_5210021786175614962\" style=\"float: left;margin: 0px 10px 10px 0px;cursor: hand\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papamobile-2520ml-300x200.jpg\" border=\"0\" \/><\/a><br \/>\nUn caro amico, di fronte all&#8217;impatto della visita papale nella propria cittadina di provincia, mi ha mandato questo testo. E&#8217; una riflessione preziosa su un &#8220;mass-media&#8221; trascurato: la &#8220;papamobile&#8221;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 130%\">Sedia gestatoria, &#8220;Papa-mobile&#8221; o campana di vetro?<br \/>\nEsposizione pubblica e separazione sacra nella Chiesa di oggi<\/span><\/strong><br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p>La forma assunta dal &#8220;passaggio&#8221; del papa in mezzo al popolo di Dio, a causa di diversi condizionamenti storici e culturali, ha trovato oggi sviluppi sorprendenti, ma carichi di interrogativi non facili.<br \/>\nEsaminiamo anzitutto il fenomeno: per spostamenti anche brevi, il papa usa un mezzo di trasporto assolutamente unico, costruito lentamente e coerentemente secondo una logica di progressiva specializzazione e definizione. Una autovettura, bianca e blindata, si trasforma, lentamente, in una sorta di sedia gestatoria, sulla quale il papa viene issato meccanicamente, avendo ai suoi piedi &#8211; seduti frontalmente, ma a pi\u00f9 di un metro gi\u00f9 in basso, con la testa all&#8217;altezza dei suoi piedi &#8211; due stretti collaboratori. Non solo vi \u00e8 la blindatura in vetro, ma il pontefice \u00e8 seduto in alto, totalmente visibile, quasi incuneandosi in cielo.<br \/>\nQuesta &#8220;macchina&#8221; suggerisce subito due considerazioni molto elementari. Esigenze di ordine pubblico sembrano imporre quasi in modo scontato che la presenza del papa in mezzo alla gente sia protetta adeguatamente da ogni possibile attacco o attentato. D&#8217;altra parte, la visione del papa risulta cos\u00ec ancora pi\u00f9 facile di quanto sarebbe se egli camminasse direttamente davanti alla gente, che potrebbe vederne solo il capo o al massimo il busto. Dalle scarpe alla mitria, tutto ora appare perfettamente visibile, a ogni soggetto e da ogni angolazione.<br \/>\nDi qui derivano due considerazioni meno immediate, che vengono suggerite da questa singolare &#8220;composizione di luogo&#8221;.<br \/>\nDa un lato la totale visibilit\u00e0 del papa induce ad aumentare grandemente una centralit\u00e0 che risulta un poco imbarazzante. Ricordo bene la domanda che alcuni giornalisti ponevano ai giovani giunti a Colonia, citando il motto della GMG &#8220;Siamo venuti per adorarlo&#8221;. Essi chiedevano &#8220;Chi siete venuti ad adorare?&#8221;, e non pochi di quei ragazzi, imprudentemente chiamati &#8220;papa-boys&#8221; e cos\u00ec quasi indotti a rispondere erroneamente, effettivamente rispondevano &#8220;il papa&#8221;. Questo \u00e8 un piccolo errore per i soggetti interessati, ma un grande problema per la chiesa. Se il papa non viene percepito come pienezza di trasparenza di Cristo, come radicale servizio ad un altro da lui, come &#8220;servo dei servi di Dio&#8221;, qui si apre una questione non piccola. La &#8220;esposizione pubblica&#8221; del papa, cio\u00e8 la esposizione che il papa subisce per il fatto che siede sulla &#8220;papa-mobile&#8221;, costituisce la premessa per un &#8220;culto del papa&#8221; che \u00e8 una eredit\u00e0 ottocentesca, con la quale non mi sembra prudente giocare oggi in modo troppo disinvolto. Da questo punto di vista Benedetto XVI non pu\u00f2 essere in nessun modo confuso con Pio VII. La giusta memoria del secondo non impone affatto \u2013 ed anzi sconsiglia apertamente &#8211; di recepirne l&#8217;autocomprensione e le forme di culto.<br \/>\nD&#8217;altra parte, la stessa posizione di visibilit\u00e0 totale viene realizzata ed espressa attraverso una fortissima separazione. Il pontefice sta pi\u00f9 in alto di tutti, intoccabile e inavvicinabile, grazie ad una specie di &#8220;turris eburnea&#8221;, o &#8220;campana di vetro&#8221;, che lo separa dal mondo e dagli altri, quasi ponendolo in una &#8220;teca&#8221;. Anche qui, la assunzione sacrale di una posizione da &#8220;santo&#8221; in processione, e non da pastore alla sequela del Santo e dei santi, mi pare un&#8217;altra questione assai delicata e piena di implicazioni non lineari.<br \/>\nDi fronte a questa condizione, verrebbe la tentazione di suggerire: sarebbe cos\u00ec azzardato pensare di poter fare a meno, di norma, della &#8220;papa-mobile&#8221;? Pur assicurando ogni forma di tutela, e non complicando troppo il lavoro delle forze dell&#8217;ordine, non sarebbe molto meglio uscire da questa forma di esasperazione della modernit\u00e0 comunicativa, e scegliere &#8220;ordinarie&#8221; macchine blindate e &#8220;ordinarie&#8221; altezze di trasporto? Gli effetti di distorsione del messaggio non sono in questo caso troppo superiori alle garanzie di sicurezza e alle comodit\u00e0 funzionali? E non vi \u00e8, in questa soluzione, il rischio che il &#8220;mezzo&#8221; &#8220;papa-mobile&#8221; sia simbolicamente un &#8220;medium&#8221; cos\u00ec forte da costituire il vero messaggio, senza lasciare pi\u00f9 spazio a tutto quell&#8217;altro livello che, con parole misurate e puntuali, il papa continuamente esorta a considerare, a onorare e a lodare? Se anche Maria \u00e8 solo &#8220;per altro&#8221;, come potrebbe il papa essere anche solo per un attimo &#8220;per s\u00e9&#8221;?<br \/>\nPer definire il Papa, Paolo VI una volta coni\u00f2 una espressione singolare ed elegante, nella quale descriveva il papa come un uomo piccolo piccolo, inginocchiato ai piedi di un enorme crocifisso. Non vorrei che a causa della papa-mobile &#8211; ma anche mediante i troni, i pizzi e gli altri arredi riesumati novissime da sacrestie ottocentesche &#8211; arrivassimo a vedere, e addirittura a desiderare, folle inginocchiate di fronte a papi enormi, nuovamente alzati fino al cielo, di fronte a piccoli crocifissi, senza forma e senza forza.<\/p>\n<p>Giovanni Battista Gheri<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un caro amico, di fronte all&#8217;impatto della visita papale nella propria cittadina di provincia, mi ha mandato questo testo. 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