{"id":3457,"date":"2011-08-08T06:55:00","date_gmt":"2011-08-08T04:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/per-una-spiritualita-elementare\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"per-una-spiritualita-elementare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/per-una-spiritualita-elementare\/","title":{"rendered":"Per una spiritualit\u00e0 elementare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/terebinto23.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 139px; height: 224px;\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/terebinto23.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" id=\"BLOGGER_PHOTO_ID_5638362237578472082\" \/><\/a><br \/><i><br \/><\/i><\/p>\n<div><i><br \/><\/i><\/div>\n<div><i><br \/><\/i><\/div>\n<div><i><br \/><\/i><\/div>\n<div><i>E&#8217; appena uscito un volumetto che presenta in 10 parole una spiritualit\u00e0 elementare. Ne riproduciamo il Prologo.<\/i><\/p>\n<div><\/div>\n<div>\n<div><b><br \/><\/b><\/div>\n<div><b><br \/><\/b><\/div>\n<div><b><br \/><\/b><\/div>\n<div><b><br \/><\/b><\/div>\n<div><b><br \/><\/b><\/div>\n<div><b><br \/><\/b><\/div>\n<div><b>Prologo<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><span>&#8220;&#8230;impariamo a veder nuovamente il mondo attorno a noi da cui ci eravamo distolti nella convinzione che i nostri sensi non potessero insegnarci nulla di valido e che solo un sapere rigorosamente oggettivo meritasse di esser preso in considerazione&#8230;In un mondo cos\u00ec trasformato non siamo soli, e non siamo soltanto tra uomini.  Questo mondo si offre anche agli animali, ai bambini, ai primitivi, ai pazzi, che lo abitano a modo loro e che coesistono con esso&#8221; (Maurice Merleau-Ponty)<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div> <\/div>\n<div>Il quotidiano non \u00e8 mai banale; il suo fenomeno, l&#8217;apparire giorno dopo giorno delle cose abituali intorno a noi, \u00e8 certo di per s\u00e9 un fatto ambiguo. Per essere all&#8217;altezza di s\u00e9, per restare &#8220;dono&#8221;, per non violare lo statuto di grazia che lo ha istituito, il quotidiano deve poter essere continuamente riconosciuto e interpretato, disciplinato e &#8220;inventato&#8221; (De Certeau) . Solo nel quotidiano l&#8217;uomo si apre al reale, ma proprio nel quotidiano egli mette in opera tutte le strategie e gli stratagemmi pi\u00f9 raffinati per fuggire, per chiudersi, per immunizzarsi dal reale. Nel quotidiano della vita comunione e separazione, comunit\u00e0 e immunit\u00e0, non indifferenza e indifferenza si confrontano, continuamente e drammaticamente. Ecco allora il motivo di questo scandaglio, attraverso 10 parole chiave (7 che cominciano per \u201cp\u201d e 3 che cominciano per\u201ct\u201d) . Si tratta, in sostanza, di individuare la spiritualit\u00e0 proprio come delicato e prezioso rapporto tra fede e quotidianit\u00e0 nei singoli passaggi di vita, e di contraddire la tendenza alla banalizzazione di ognuno di questi momenti, lasciando invece che possano ancora stupire per la profondit\u00e0 che ognuno di essi riveste nella vita corporea e spirituale di ciascuno di noi. Essa resta infatti il piccolo varco attraverso cui lo Spirito del Cristo raggiunge la nostra dimora, sta alla nostra porta, bussa e ci attende, per sorprenderci e consolarci, sempre di nuovo. Pi\u00f9 in dettaglio, il nostro percorso cerca di affrontare due versanti diversi della emozione spirituale: da un lato quello prevalentemente individuale (le 7 \u201cp\u201d) e dall\u2019altro quello piuttosto comunitario (le 3 \u201ct\u201d). Il percorso attraverso le 10 parole rilegge il quotidiano con l\u2019ambizione di mostrare la \u201cprofondit\u00e0 della superficie\u201d (Wittgenstein) senza mai lasciar cadere la antica certezza \u2013 sapienziale e cristiana &#8211; che sa come in questo campo \u201cil pi\u00f9 elementare \u00e8 il pi\u00f9 spirituale\u201d (Sequeri). Le logiche elementari del quotidiano investono tutti i diversi livelli della presenza dell&#8217;uomo a se stesso, al mondo e a Dio. Egli resta sempre uomo adulto, certo, ma scopre anche la propria fragile identit\u00e0, che risulta segnata da una persistente identit\u00e0 di animale e di bambino, di primitivo e di pazzo. Le logiche animali, infantili, primitive e folli dell\u2019esperienza ci appartengono originariamente e non possiamo mai smentirle del tutto, senza perdere la nostra identit\u00e0 pi\u00f9 piena: un certo modo di avvicinare o allontanare le coerenze e le successioni, di interrompere o di assommare le sensazioni,  non solo pu\u00f2 sempre minacciare la nostra identit\u00e0, ma sa anche garantire originariamente la complessa ricchezza del rapporto che ci lega alla vita e al suo Signore.  Recuperare questo profondit\u00e0 animale, infantile, primitiva e folle dell\u2019uomo adulto \u00e8 il compito che si prefiggono queste nostre \u201cdieci parole\u201d, in vista di una spiritualit\u00e0 elementare. <\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; appena uscito un volumetto che presenta in 10 parole una spiritualit\u00e0 elementare. Ne riproduciamo il Prologo. 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