{"id":3455,"date":"2011-10-16T16:23:00","date_gmt":"2011-10-16T14:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tipologie-della-messa\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"tipologie-della-messa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tipologie-della-messa\/","title":{"rendered":"Tipologie della messa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/naturarito.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 133px; height: 200px;\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/naturarito.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" id=\"BLOGGER_PHOTO_ID_5664111508345784562\" \/><\/a><\/p>\n<div><b>Messa senza e con il popolo, messa letta e messa cantata (grazie a Alessandro Germano)<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Caro Matias,<\/div>\n<div><\/div>\n<div>in un recente mio intervento, ripreso dal tuo blog, facevo riferimento alle categorie  di \u201cmessa con il popolo\u201d e di \u201cmessa senza il popolo\u201d. Ho ricevuto, da un acuto lettore (Alessandro Germano), alcune precisazioni che meritano di essere conosciute e penso possano contribuire a chiarire diverse prospettive e indebite sovrapposizioni. Allego qui sotto le osservazioni, che merita conoscere.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u201c&#8230;Lei tuttavia fa un piccolo errore, quando imputa al motu proprio il ricorso alle categorie tridentine di \u201cmessa con il popolo\u201d e di \u201cmessa senza il popolo\u201d. Sono categorie introdotte dall&#8217; IGMR del 1970, che non esistono nel rito tridentino. Il rito tridentino conosce solo la messa letta e la messa cantata, come uniche due categorie. A sua volta, la messa cantata tipica sarebbe quella con i ministri, detta solenne o in terza, cui si aggiunge la riduzione della messa cantata dal solo sacerdote. Poi a seconda che il celebrante sia vescovo (o con l&#8217;uso di pontificali) o sacerdote, la messa cantata pu\u00f2 avere la forma pontificale oppure no. Il popolo non ha rilevanza al fine di determinare il tipo di celebrazione. Il criterio di utilizzare il popolo per determinare la tipologia del rito, \u00e8 evidentemente conseguente al principio della partecipazione attiva, e quindi postconciliare. Per cui la messa senza il popolo (nell&#8217;edizione tipica del 1970) aveva una struttura lievemente differente a quella della messa con il popolo, venendo a mancare la possibilit\u00e0 di una interazione con l&#8217;assemblea (quindi ad esempio, non potendosi fare il canto d&#8217;ingresso come introduzione corale, e l&#8217;atto penitenziale come celebrazione comunitaria, nella messa senza il popolo si seguiva lo schema vecchio: il prete si confessa per conto suo e poi salendo all&#8217;altare legge l&#8217;introito sul libro). Conseguentemente, e anche conformemente ai principi stabiliti dal concilio, erano raccomandate le messe con il popolo, e un po&#8217; osteggiate quelle senza il popolo, poich\u00e9 prive della partecipazione attiva dell&#8217;assemblea e del raggiungimento del fine comunicativo della liturgia, come segno efficace.<\/div>\n<div>Semmai la differenza sta nel passaggio dalla VI alla VII edizione tipica del rito tridentino. Nel rito del 1962 (VII), si sostituisce (a mio giudizio erroneamente) il concetto di messa letta, con quello di \u201cmessa privata\u201d. Quasi a voler significare che \u201cprivata\u201d indichi una forma pi\u00f9 raccolta e discreta di celebrazione, anzich\u00e9 come \u00e8 sempre stato, l&#8217;intenzione per cui la messa \u00e8 celebrata (pro populo, secondo le intenzioni imperate dall&#8217;ordinario, secondo l&#8217;intenzione privata del celebrante, ecc.). Vero \u00e8 che generalmente la messa solenne cantata, era la funzione principale parrocchiale, quella pro populo, mentre le messe lette feriali o le altre messe lette domenicali erano private. Per\u00f2 non esiste un nesso di causalit\u00e0 tra la messa letta e la messa privata, tale da rendere i due termini sinonimi. Si \u00e8 per\u00f2 ingenerata la confusione che una messa possa essere \u201cprivata\u201d, nel senso di un atto puramente individuale del sacerdote, svincolato da una dimensione ecclesiale. Il concilio risponde ribadendo il carattere pubblico della liturgia, come celebrazione di tutta la chiesa, anche laddove agisca visibilmente il solo ministro, ma va anche detto che questo lo si sapeva anche prima. Sebbene si sia anche abusato della celebrazione \u201csolitaria\u201d della messa, va anche detto che in alcuni casi essa era istituzionalizzata (ad esempio nel caso delle forme di eremitismo, la messa in rito certosino, ecc.), ma sempre considerata azione di tutta la chiesa, di Cristo sacerdote e del suo corpo mistico partecipante.<\/div>\n<div>Piuttosto va considerato il fatto che l&#8217;utilizzo di categorie tipiche del messale moderno, all&#8217;uso tridentino, ingenera ancora pi\u00f9 confusione e ancora pi\u00f9 perplessit\u00e0. Si afferma che la messa tridentina senza il popolo pu\u00f2 essere detta sempre, e che alla messa senza il popolo pu\u00f2 anche partecipare il popolo&#8230;\u201d<\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Messa senza e con il popolo, messa letta e messa cantata (grazie a Alessandro Germano) Caro Matias, in un recente mio intervento, ripreso dal tuo blog, facevo riferimento alle categorie di \u201cmessa con il popolo\u201d&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3565,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3455"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3455"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3732,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3455\/revisions\/3732"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3565"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}