{"id":3446,"date":"2012-05-13T21:42:00","date_gmt":"2012-05-13T19:42:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/vaticano-ii-una-rilettura-illuminante\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"vaticano-ii-una-rilettura-illuminante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/vaticano-ii-una-rilettura-illuminante\/","title":{"rendered":"Vaticano II &#8211; una rilettura illuminante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/theo.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 279px; CURSOR: hand\" id=\"BLOGGER_PHOTO_ID_5742122109776710914\" border=\"0\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/theo.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<div><strong>La recezione del Vaticano II : la lettura di Theobald<\/strong><\/div>\n<p><\/p>\n<div><\/div>\n<p><\/p>\n<div>Per orientare il dibattito sul concilio Vaticano II, che spesso risente di opinioni formulate sulla base di pregiudizi o di chiacchiere senza controllo, il volume di C. Theobald, <em>La recezione del Vaticano II. 1. Tornare alla sorgente<\/em> (Bologna, EDB 2011), costituisce un punto di riferimento importante, strutturato secondo logiche assai meditate e capace di far riflettere tutti coloro che vogliano lasciarsi ancora insegnare qualcosa dalla grande assise conciliare apertasi cinquant\u2019anni fa.<br \/>Riporto soltanto alcune frasi, tratte dalle pagine finali del volume, quasi per dare il gusto della lettura a tutti coloro che vogliano approfondire il senso e la portata di questo evento fondamentale della tradizione cristiana recente.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019unit\u00e0 \u00e8 data forse da una sintesi dell\u2019insegnamento del Vaticano II sulle istituzioni della Chiesa, la sua liturgia e la sua dottrina, come ha supposto la recezione ufficiale e pratica, basandosi sulla posizione di coloro che \u2013 Paolo VI in primis \u2013 hanno considerato la Chiesa come argomento principale del concilio? O bisogna piuttosto seguire quelli che, come il relatore di Dei Verbum, considerano il prologo della Costituzione dogmatica sulla Rivelazione come introduzione e principio di tutti gli altri testi conciliari?<br \/>Dinanzi a questa alternativa, abbiamo scelto di descrivere il corpus conciliare sulla base dei preamboli e delle introduzioni delle quattro Costituzioni, il che articola una struttura a due assi: l\u2019asse teologale o verticale, che \u00e8 quello della Rivelazione e della sua recezione per fede, e l\u2019asse orizzontale o sociale, che \u00e8 quello della comunicazione tra la Chiesa e tutte le componenti della societ\u00e0, cio\u00e8 delle societ\u00e0 umane nella loro estensione mondiale. Introdotto da Giovanni XXIII nel suo discorso di apertura, il principio di pastoralit\u00e0 si colloca al crocevia tra questi due assi e rappresenta in qualche modo il punto focale in cui si costituisce l\u2019unit\u00e0 interna del corpus.<br \/>Vivendo nella storia e nella societ\u00e0, la Chiesa occupa di certo un posto essenziale in tale dispositivo, ma essa si trova decentrata grazie a una doppia alterit\u00e0: quella della Parola di Dio, che essa ascolta, e quella dei destinatari di tale Parola, che le rimandano la sua stessa eco, dato che essa \u00e8 gi\u00e0 all\u2019opera in loro [\u2026].<br \/>Il principio di pastoralit\u00e0 \u00e8 stato di fatto consegnato all\u2019assemblea da Giovani XXIII nel suo discorso Gaudet mater Ecclesia [\u2026]. Il punto nodale \u00e8 rappresentato dal ripercorrere l\u2019itinerario di recezione conciliare di questo principio, un itinerario che consiste nel mettere gradualmente in luce tutte le sue implicazioni, la sua dimensione ecumenica, l\u2019esigenza di autoriforma e il rispetto dei recettori del Vangelo e del loro radicamento culturale [\u2026]. Abbiamo potuto identificare i testi pi\u00f9 prossimi al principio di pastoralit\u00e0 che va precisandosi nei dibattiti conciliari: la Costituzione dogmatica Dei Verbum, l\u2019esposizione preliminare e altri passi preliminari della Costituzione pastorale Gaudium et spes sulla lettura dei \u201csegni dei tempi\u201d e la Dichiarazione Dignitatis humanae sulla libert\u00e0 religiosa come paradigma di un tale discernimento [\u2026].<br \/>Giovanni XXIII cercava analogie nella tradizione e noi continuiamo a esitare in rapporto all\u2019identit\u00e0 del Vaticano II: una questione che il papa aveva risolto con il suo riferimento alla Pentecoste. \u00c8 il processo storico della mondializzazione (DV1 e LG1) che obbliga la Chiesa a prendere posizione sull\u2019insieme delle questioni che le vengono poste in funzione di un\u2019identit\u00e0 cristiana da \u201cridefinire\u201d nel suo insieme, affinch\u00e9 essa e i cristiani possano, nel contesto ormai globale, trovare il \u201cmodo\u201d che conviene all\u2019annuncio del Vangelo. Questo atto di \u201creinquadramento\u201d \u00e8 unico nella storia del cristianesimo, anche se viene gi\u00e0 annunciato al tempo della prima mondializzazione e al concilio di Trento. \u00c8 a questo titolo che lo si deve dire \u201cprofetico\u201d [\u2026].<br \/>Quando nel 2001 Giovanni Paolo II presenta il Vaticano II come \u201cla grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel XX secolo\u201d, avendo fatto riferimento nel 1994 al \u201ctono nuovo, sconosciuto prima di allora con il quale le questioni sono state presentate dal concilio\u201d, possiamo comprendere questa grazia come quella della profezia neotestamentaria. Se oggi ci interroghiamo su ci\u00f2 che ci \u00e8 dato di attenderci dall\u2019opera del Vaticano II, il riferimento a questa grazia \u00e8 senz\u2019altro la risposta ultima.<br \/>Ora questa risposta esige, nella logica del principio di \u201cpastoralit\u00e0\u201d e dell\u2019intreccio relazionale che esso implica, che i recettori del Concilio siano essi stessi \u2013 fino alla fine \u2013 messi in grado di entrare liberamente in tale attesa e in un modo di vivere il modus agendi di Cristo. Il terzo risultato del nostro percorso consiste nell\u2019aver dato rilievo a tale scommessa pedagogica del Vaticano II. La sua recezione canonica, liturgica e dottrinale ne \u00e8 stata senz\u2019altro un po\u2019 eclissata. [\u2026]. Per varie ragioni i movimenti biblici, liturgici, catechetici, apostolici, sociali ecc., che hanno sorretto per buona parte il concilio, si sono indeboliti nel periodo postconciliare [\u2026].<br \/>Di qui la necessit\u00e0 di rivisitare le pratiche pastorali suggerite dal concilio e di mettere in evidenza la loro unit\u00e0 interna. In nome di ci\u00f2 che \u00e8, la fede cristiana non pu\u00f2 rinunciare al discernimento dei segni messianici praticato da Gaudium et spes e Dignitatis humanae. Questa pratica rappresenta l\u2019altro versante di una certa lettura attuale delle Scritture richiesta dal cap. VI di Dei Verbum. L\u2019uno e l\u2019altro versante sono inseparabilmente legati, come lo sono Ges\u00f9 Cristo e i tempi messianici. \u00c8 per\u00f2 impossibile andare a fondo in queste due pratiche, basate su una capacit\u00e0 di ascolto e di apprendimento e orientate a una conversione permanente, senza un\u2019iniziazione spirituale che dia accesso all\u2019interiorit\u00e0 e, ultimamente, al \u201ccolloquio\u201d tra Dio e l\u2019uomo, nella solitudine e nella liturgia.<br \/>Solo questa triplice pratica pedagogica permetter\u00e0 alla recezione conciliare di varcare una nuova soglia. La principale scommessa della pastorale \u00e8 quindi quella di creare degli \u201cspazi\u201d in cui la grazia \u201cprofetica\u201d del Vaticano II possa essere recepita\u00bb.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recezione del Vaticano II : la lettura di Theobald Per orientare il dibattito sul concilio Vaticano II, che spesso risente di opinioni formulate sulla base di pregiudizi o di chiacchiere senza controllo, il volume&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3555,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3446"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3446"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3723,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3446\/revisions\/3723"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}