{"id":3439,"date":"2012-10-06T10:14:00","date_gmt":"2012-10-06T08:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/speciale-di-jesus-sul-vaticano-ii\/"},"modified":"2015-02-04T12:19:51","modified_gmt":"2015-02-04T11:19:51","slug":"speciale-di-jesus-sul-vaticano-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/speciale-di-jesus-sul-vaticano-ii\/","title":{"rendered":"Speciale di Jesus sul Vaticano II"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/jesus2012.gif\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/jesus2012.gif\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/jesus2012.gif\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><\/span><\/a><\/div>\n<p><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">Sul numero 10\/2012 della rivista &#8220;Jesus&#8221; si pu\u00f2 leggere:&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/p>\n<h2><b><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif; font-size: small;\">LITURGIA:&nbsp;\u00abMODERNA ANTICHIT\u00c0\u00bbO \u00abVECCHIA MODERNIT\u00c0\u00bb?<\/span><\/b><\/h2>\n<p><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">di Andrea Grillo<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><\/em><br \/><em><em><\/em><\/em><\/p>\n<div style=\"display: inline !important;\"><em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">A 50 anni dall\u2019apertura del Concilio Vaticano II, la nuova liturgia appare come un \u201cguadagno per sempre\u201d ma anche come una \u201cferita aperta\u201d. Moltissimi abitano in modo strutturalmente diverso la loro Chiesa grazie alle liturgie riformate, ma resta anche una domanda non banale sul cammino compiuto e su come continuarlo . Il nuovo clima inaugurato dal Concilio pu\u00f2 ospitare benevolmente anche la sua stessa negazione, le voci scomposte di chi agita la propria presunzione (e\/o disperazione) reclamando il mito di una \u201cliturgia di sempre\u201d. Proviamo a capirne le cause.&nbsp;<\/span><\/em><\/em><\/div>\n<p><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><b>Il dovere della memoria autentica (senza presunzione e senza disperazione)<\/b><\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\"><em><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ratzcongar.jpg\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><img decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ratzcongar.jpg\" \/><\/span><\/a><\/em><\/div>\n<p><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">Che cosa sta all\u2019inizio di tutto quel \u201cmovimento\u201d che ha condotto a Sacrosanctum Concilium e poi alla Riforma Liturgica? Solo una serie di intuizioni di studiosi? Un cedimento alle mentalit\u00e0 moderne o protestanti? Una imposizione di elites ecclesiali sul corpo della Chiesa? No, nulla di tutto questo. Alla origine sta piuttosto una grande crisi dei riti cristiani, la cui consapevolezza risale gi\u00e0 alla prima met\u00e0 del 1800. Se ascoltiamo P. Gu\u00e9ranger in Francia e A. Rosmini in Italia, che parlano negli anni 30 del XIX secolo, gi\u00e0 costatiamo la presenza di una \u201cquestione liturgica\u201d che affatica e appesantisce la Chiesa. La irrilevanza della liturgia, la separazione nell\u2019atto di culto di chierici e laici, la mancanza di esperienza celebrativa del popolo di Dio: questo \u00e8 il problema che deve essere affrontato. Cos\u00ec scopriamo che il rapporto tra crisi e riforma deve essere ricostruito secondo una corretta successione di \u201ccausa-effetto\u201d: poich\u00e9 vi era una profonda crisi dei \u201criti tridentini\u201d si \u00e8 cominciato a riflettere sulla liturgia e sulla sua riforma. Questo ci autorizza a pensare la tradizione. E\u2019 invece profondamente falso e storicamente sbagliato capovolgere il rapporto e ritenere che la crisi sia scaturita dalla Riforma: il tradizionalismo, ad un tempo presuntuoso e disperato, riscostruisce il rapporto in modo capovolto e smarrisce il senso della vicenda ecclesiale del XX secolo, leggendola in modo totalmente distorto.&nbsp;<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><b>Il Movimento Liturgico riscoper la liturgia come \u201cfons\u201d<\/b><\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">Ma \u00e8 giusto chiedersi: come si \u00e8 tentato di rispondere a questa crisi rituale, che ha toccato l\u2019Europa a partire dalla fine del XVIII secolo? Ci\u00f2 che chiamiamo Movimento Liturgico costituisce la risposta a questa crisi, ed \u00e8 costituito da diverse componenti. Da una parte vi \u00e8 stato lo studio della storia, dei padri antichi, al medioevo, fino all\u2019epoca moderna, per comprendere meglio la tradizione liturgica della Chiesa. Ma d\u2019altra parte vi \u00e8 stato anche un lavoro teologico di ripensamento del culto e dei sacramenti, per legare pi\u00f9 strettamente l\u2019azione di Dio e l\u2019azione dell\u2019uomo che in essi si realizza. Infine, ma forse dovremmo dire azitutto, vi \u00e8 stato un interesse pastorale per precisare le forme di partecipazione e di celebrazione dell\u2019azione rituale.Tutto questo \u00e8 cominciato nella prima met\u00e0 del XIX secolo e ha assunto un ruolo portante dai primi del \u2018900, per poi farsi azione riformatrice della Chiesa, a partire dagli anni 50, e infine grande pedagogia liturgica per la riforma della Chiesa, a partire dagli anni 80.<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">.&nbsp;<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><b>Le diverse fasi del Movimento Liturgico<\/b><\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">E\u2019 quindi utile identificare almeno tre periodi di questo Movimento Litugico: la prima fase, che va dal XIX secolo fino al 1947, \u00e8 caratterizzata da una profonda ricerca storica, teologica e pastorale, senza mettere al centro il tema della Riforma; viceversa, la seconda fase, che va dal 1947 al 1988, mette l\u2019accento sulla Riforma della liturgia, a cominciare dalla Veglia Pasquale e dalla Settimana Santa (con Pio XII), e, attraverso il Concilio Vaticano II, giunge fino al 1988, quando avvengono tre fatti di grande importanza: Giovanni Paolo II scrive la Vigesimus quintus annus, a 25 anni da Sacrosanctum Concilium; viene approvato il Rito romano per le Diocesi dello Zaire, come primo caso di inculturazione della liturgia; &nbsp;infine si compie lo scisma lefebvriano, anche per ragioni liturgiche. A una generazione da SC si apre una terza fase del ML, nella quale ci troviamo oggi, caratterizzata dalla \u201crecezione della Riforma\u201d, ossia dalla iniziazione e formazione liturgica.&nbsp;<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><b>La fase della \u201cRiforma\u201d<\/b><\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">Il Movimento liturgico ha alimentato la fase della riforma almeno in tre modi: fornendo con seriet\u00e0 e rigore le basi testuali per una comprensione pi\u00f9 profonda della tradizione liturgica. Non si \u00e8 trattato n\u00e9 di giochi di potere, n\u00e9 di arbitrii, n\u00e9 di semplificazioni. Se vi sono stati, si devono alle forze dell\u2019anti-concilio, non a quelle convinte della Riforma. In secondo luogo. alimentando la spiritualit\u00e0 ecclesiale e comunitaria con una riflessione sul valore fontale del culto cristiano che non aveva precedenti nella storia della Chiesa e della teologia. Infine, mediante una accurata ricerca pastorale, per riscoprire il ruolo della Parola per la liturgia cattolica, la partecipazione attiva di tutto il popolo all\u2019intero rito liturgico, la ministerialit\u00e0 non sequestrata da asfissie clericali, la sapienza di una adeguata sequenza rituale ecc. Non vi \u00e8 dubbio che l\u2019ars celebrandi sia grandemente cresciuta grazie al lavoro diuturno e instancabile di tanti soggetti e comunit\u00e0 toccate dalla \u201cgrazia\u201d di questa riscoperta dell\u2019azione rituale come luogo di comunione intima tra il Signore e la sua Chiesa. Non \u00e8 stata una riscoperta facile, n\u00e9 un percorso agevole: ma il XX secolo ha visto una crescita liturgica e celebrativa veramente straordinaria, in Europa come in Africa, in America come in Asia. &nbsp;&nbsp;<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><b>La fase della \u201cIniziazione\/Formazione\u201d<\/b><\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\"><br \/><\/span><\/em><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">Le sfide che la fase successiva e attuale lancia alla fase precedente non sono piccole: esse assumono da un lato il volto di una \u201cnegazione della necessit\u00e0 della Riforma\u201d, cavalcata da tutte le forme di tradizionalismo e aiutata anche da alcuni atti ufficiali, soprattutto da quelli che ammettono forme di pericoloso parallelismo rituale tra riti vecchi e riti nuovi. D\u2019altro lato essa prende le forme della \u201ctentazione della sufficienza\u201d, che consiste nel credere che la Riforma possa identificarsi semplicisticamente con i nuovi &nbsp;strumenti (libri rituali).&nbsp;<\/span><\/em><br \/><em><span style=\"font-family: Times, Times New Roman, serif;\">Parafrasando una espressione ufficiale, potremmo dire che oggi la sfida sta tra una \u201cmoderna antichit\u00e0\u201d, propugnata dalla logica della Riforma, e una \u201cvecchia modernit\u00e0\u201d, che oppone alla logica della riforma le forme di un oscuratismo nostalgico fatto di rigidit\u00e0 disciplinare, persecuzione degli abusi senza attenzione a recuperare gli usi, letteralismo latinocentrico nelle traduzioni senza alcuna fiducia nella vitalit\u00e0 delle \u201clingue nuove\u201d, blocco di ogni tendenza di adattamento con la preoccupazione di identificare la universalit\u00e0 con la uniformit\u00e0. Si tratta di tendenze provvisorie e marginali, per quanto dotate di qualche residuo potere. Ben presto \u00e8 nella logica delle cose che la terza fase esca dalle sue esitazioni e prosegua in quel servizio alla tradizione che \u00e8 costituito da una liturgia realmente fedele a Dio e all\u2019uomo, calata nella esperienza dei diversi popoli e per questo capace di generare unit\u00e0 nella differenza, con simpatia e con apertura di cuore. Non sar\u00e0 facile e bisogner\u00e0 avere nello stesso tempo coraggio e pazienza. Tuttavia questa \u00e8 l\u2019unica speranza per una Chiesa che voglia camminare \u201csulle orme del concilio tridentino e Vaticano I\u201d (DV 1), &nbsp;ma per procedere avanti e non per tornare indietro.&nbsp;<\/span><\/em><\/p>\n<div style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\"><em><br \/><\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul numero 10\/2012 della rivista &#8220;Jesus&#8221; si pu\u00f2 leggere:&nbsp; LITURGIA:&nbsp;\u00abMODERNA ANTICHIT\u00c0\u00bbO \u00abVECCHIA MODERNIT\u00c0\u00bb? di Andrea Grillo A 50 anni dall\u2019apertura del Concilio Vaticano II, la nuova liturgia appare come un \u201cguadagno per sempre\u201d ma anche&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":3550,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3439"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3439"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3439\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3716,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3439\/revisions\/3716"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}